Impianti e sicurezza · Aggiornato il 11 settembre 2026
Migliori videocitofoni: quale comprare per la tua casa, dal 2 fili al Wi-Fi
Sei videocitofoni venduti su Amazon confrontati sulle schede tecniche, e quale comprare secondo la casa che hai: villa con cancello, condominio, affitto, impianto a 2 fili, analogico o nessun impianto.
Come abbiamo scelto
Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.
Il miglior videocitofono per la maggior parte delle case è un kit a 2 fili di marca, come il BTicino Easykit Essential 317913: riusa i fili del vecchio citofono e dal monitor apre porta e cancello. Il campanello Wi-Fi a batteria è la risposta giusta solo dove i muri non si toccano, e in condominio decide l’impianto che c’è già.
Nelle classifiche di videocitofoni finiscono quasi sempre due oggetti che non fanno la stessa cosa. Il kit videocitofonico è collegato all’impianto di casa con due fili e dal monitor comanda la serratura, spesso anche il cancello. Il campanello Wi-Fi a batteria si attacca al muro in mezz’ora, manda una notifica sul telefono e non apre niente: nessuna serratura, nessun cancello. Entrambi hanno senso, per case diverse. Comprare il secondo credendo di aver comprato il primo è l’errore che si scopre il giorno dopo, quando qualcuno suona e tu resti dietro la porta.
Qui trovi sei modelli venduti su Amazon, confrontati sulle schede tecniche dei costruttori. Se devi ancora capire che tipo di apparecchio ti serve, parti dalla guida su come scegliere un videocitofono.
In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei. Il prezzo che paghi non cambia.
Videocitofono e campanello Wi-Fi: due famiglie sullo stesso scaffale
Un videocitofono è un apparecchio collegato all’impianto dell’abitazione: dal monitor interno comanda l’apriporta e, quasi sempre, anche il cancello. Un campanello Wi-Fi è una telecamera a batteria con un pulsante davanti: riprende, notifica, ti fa parlare, ma non è collegato a nessuna serratura. La differenza non è di prestazioni, è di funzione.
Il videocitofono collegato all’impianto
Un impianto a 2 fili significa che targa esterna e monitor comunicano su una sola coppia di conduttori non polarizzati, che porta insieme alimentazione, audio, video e comandi. È lo standard di BTicino, Vimar, Comelit e Urmet, ed è il motivo per cui sostituire un vecchio citofono audio spesso non richiede di rifare i cavi: quei due fili sono già nel muro. Il monitor ha i tasti per la serratura e per il cancello, e l’autoaccensione per guardare fuori senza che nessuno abbia suonato. La selezione dedicata sta nei migliori videocitofoni a 2 fili.
Il campanello Wi-Fi a batteria
Si fissa allo stipite con due viti, si collega alla rete di casa e da lì vive dentro un’applicazione. Fa tre cose bene: ti avvisa quando qualcuno suona anche se sei al lavoro, registra chi passa davanti alla porta, ti fa parlare con il corriere. Non ne fa una quarta. Alcuni si abbinano a una serratura smart comprata a parte, ma è un secondo apparecchio con un secondo punto di rottura. I modelli stanno nei migliori videocitofoni Wi-Fi.
Come capire in due minuti quale ti serve
Tre domande. Devi aprire un cancello o un portone dal monitor? Il campanello a batteria è già fuori. Dal vecchio citofono escono due fili? Il kit a 2 fili è la strada corta. Sei in affitto, o in un condominio dove non si tocca il montante? La batteria è l’unica opzione realistica. Se sei a metà, il confronto è in videocitofono a 2 fili o Wi-Fi.
Quale videocitofono comprare: la risposta per ogni casa
Il videocitofono giusto lo decide la casa, non la scheda tecnica. In una villa con cancello serve un kit a 2 fili che comandi serratura e cancello; in condominio decide il montante comune e cambi solo il monitor interno; in affitto, o senza fili nel muro, restano il campanello Wi-Fi e l’adattatore.
| La tua situazione | Che cosa comprare | In questa classifica |
|---|---|---|
| Casa singola, dal vecchio citofono escono due fili | Kit a 2 fili monofamiliare | BTicino 317913, Vimar K40910 |
| Villa con il cancello lontano dalla porta | Kit a 2 fili espandibile a due targhe | BTicino 317913 o 310913, Vimar K42955 |
| Casa singola, vuoi rispondere anche da fuori | Kit a 2 fili con Wi-Fi sul monitor | Vimar K42955, BTicino 310913, Honmidatek KW02 |
| Appartamento in condominio | Il solo posto interno, della marca e serie del montante | Nessun kit: conta la compatibilità |
| Casa in affitto, o nessun filo nel muro | Campanello Wi-Fi a batteria, o adattatore sul citofono | Tapo D205 |
| Casa nuova con rete dati | Impianto IP o PoE | Nessuno: si progetta con un installatore |
Casa singola o villa: il kit a 2 fili, quasi sempre
In una casa indipendente l’impianto è tuo dalla targa al monitor, e la scelta è libera. Se dal vecchio citofono escono due fili, un kit monofamiliare li riusa e ti dà monitor, apriporta e comando del cancello; se c’è soltanto un campanello, il caso è spiegato più sotto. Con il cancello lontano dalla porta conta la seconda targa, più dei pollici.
Appartamento in condominio: decide il montante
Qui non compri un impianto: compri un pezzo che deve parlare con quello comune. Targa al portone, alimentatore e montante sono dell’edificio; tuo è il posto interno. Un kit da scaffale non si aggancia, quindi questa classifica ti serve poco: ti servono marca e serie dell’impianto, come spiegato nella sezione sulla compatibilità.
In affitto o senza fili nel muro: batteria o adattatore
Se non puoi forare o i cavi non ci sono, le strade sono due. Il campanello Wi-Fi a batteria, come il Tapo D205, si fissa con due viti e si toglie al trasloco. L’adattatore smart si collega al citofono audio che hai già e porta la chiamata sul telefono. Nessuno dei due è un videocitofono in senso stretto.
Casa nuova da cablare: il momento di valutare l’IP
Con i muri aperti e una rete dati strutturata, l’impianto IP diventa un’opzione concreta, soprattutto con più ingressi. Non è in classifica perché non è un acquisto da scaffale: si progetta con un installatore, insieme alla rete di casa.
Il confronto in breve: sei modelli a colpo d’occhio
Le colonne che contano davvero sono due: a quale famiglia appartiene il modello, e se comanda o no una serratura. Pollici, risoluzione e rilevamento intelligente vengono dopo: nessuna di quelle voci ti fa entrare in casa qualcuno mentre sei in ufficio.
La colonna "fascia" indica il posizionamento relativo dentro questa selezione, non una cifra: € fascia d’ingresso · €€ fascia media · €€€ fascia alta.
| Modello | Famiglia | Monitor | Apre serratura e cancello | App sul telefono | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| BTicino Easykit Essential 317913 | 2 fili | 7 pollici | Sì | No | €€€ |
| Vimar K42955 | 2 fili + Wi-Fi | 7 pollici touch | Sì | Sì | €€€ |
| Vimar K40910 | 2 fili | 7 pollici | Sì | No | €€ |
| Honmidatek KW02 | 2 fili | 7 pollici touch | Sì | Sì | €€ |
| Tapo D205 | Campanello a batteria | Solo app | No | Sì | € |
| BTicino Easykit WiFi 310913 | 2 fili + Wi-Fi | 7 pollici | Sì | Sì | €€€ |
Una riga non è come le altre, ed è la quinta: il Tapo D205 è l’unico senza monitor in casa e senza apertura. Sta in classifica perché risolve bene un problema diverso, non perché costi meno.
Come abbiamo scelto questi sei modelli
Non installiamo impianti e non fingiamo di averlo fatto. Il confronto nasce dal materiale che i costruttori pubblicano e che quasi nessuno legge — schede di catalogo, manuali di installazione, listini dei moduli aggiuntivi — incrociato con centinaia di recensioni verificate.
Che cosa abbiamo letto nelle schede tecniche
Cinque dati per ogni modello: diagonale e tipo di comando del monitor, risoluzione e campo visivo della telecamera, grado di protezione della targa, numero massimo di posti interni e di targhe, presenza di un comando separato per il cancello. Sono le voci con una definizione fissata da una norma o da un catalogo, non dal reparto marketing.
Perché la targa esterna pesa più del monitor
Il monitor sta all’asciutto ed è la parte che invecchia meno. La targa prende pioggia obliqua, sole, gelo e urti: è lì che gli impianti muoiono. Per questo abbiamo pesato il grado di protezione dichiarato, il materiale — l’alluminio anodizzato regge molto meglio della plastica verniciata — e la cornice parapioggia inclusa nel kit invece che a listino.
Che cosa non ha influito sul giudizio
Il numero di stelle preso da solo, perché molte recensioni negative parlano di installazione e non di prodotto. La risoluzione oltre il Full HD: il 2K su una telecamera che guarda un pianerottolo a due metri è una voce di listino. E il riconoscimento facciale, che in controluce sbaglia con una regolarità che nessuna scheda dichiara.
I migliori videocitofoni: la classifica
Sei modelli ordinati per quanto largamente risolvono il problema: il primo ha senso nel maggior numero di case, gli altri coprono i casi in cui non è la risposta giusta.
1. BTicino Easykit Essential 317913 — la scelta d’insieme
Va bene quasi sempre, e va bene perché non prova a fare altro. Monitor da 7 pollici a colori con vivavoce, impianto a 2 fili, targa in alluminio con tettuccio parapioggia, telecamera a 95 gradi e LED per la visione notturna. Il catalogo BTicino dichiara l’espansione fino a sei posti interni e due targhe.
Il dettaglio decisivo è banale: l’alimentatore è a spina, quindi non devi aprire il quadro elettrico. E serratura e cancello sono due tasti separati, non due voci di un menu. Il limite sta nel nome: Essential, e non si collega a nessuna app.
La scelta d’insieme
BTICINO 317913 Videocitofono Easykit Essential, Kit Monofamiliare Espandibile, Plug-In 2 Fili, Monitor 7" a Colori, Vivavoce, Visione Notturna, Audio Bidirezionale, Pulsantiera Esterna con Telecamera
- Monitor
- 7 pollici
- Impianto
- 2 fili
- Telecamera
- 95° a colori
- Espandibile a
- 6 interni
Cosa fa bene
- Il monitor ha il tasto della serratura e quello del cancello, separati
- Cresce fino a sei posti interni e due targhe senza cambiare kit
- Alimentatore a spina: non si tocca il quadro elettrico
Cosa fa male
- Nessun collegamento all’app: fuori casa non rispondi
2. Vimar K42955 — il più completo
Qui c’è tutto quello che gli altri hanno a metà. Monitor da 7 pollici touch con Wi-Fi, impianto a 2 fili, targa in alluminio anodizzato IP54 e IK07, apertura anche con tessere RFID, registrazione su micro SD fino a 32 GB, espansione a tre posti interni e due targhe.
La micro SD vale più di quanto sembri: le immagini restano dentro il monitor, non su un server altrui, e non c’è nessun abbonamento per rivederle. L’unico attrito è l’alimentatore da barra DIN, che sta nel quadro elettrico e non in una presa: se il tuo quadro è pieno, mettilo in conto prima di ordinare.
Il più completo
VIMAR K42955 Videocitofono Wi-Fi touch monofamiliare alim. DIN targa RFID
- Monitor
- 7 pollici touch
- Impianto
- 2 fili + Wi-Fi
- Targa
- IP54 · IK07
- Micro SD
- fino a 32 GB
Cosa fa bene
- Targa in alluminio anodizzato IP54 e IK07: pioggia e urti
- Registra foto e video sulla micro SD, senza abbonamento
- Apertura anche con tessere RFID, oltre che dal monitor
Cosa fa male
- L’alimentatore è da barra DIN: va nel quadro, non in una presa
3. Vimar K40910 — il classico da parete
Fa il videocitofono e smette lì. Monitor da 7 pollici con tastiera capacitiva e vivavoce, targa a un pulsante con cornice parapioggia, fino a 100 metri fra targa e ultimo monitor con cavo da 1 mm², tre monitor e due targhe.
Non ha Wi-Fi e non registra. In cambio non ha un’app che può smettere di funzionare, un account da creare o un firmware da aggiornare: per molti è esattamente il punto. Il difetto vero è che, a parità di marchio e di fascia, il K42955 offre molto di più.
Il classico da parete
Vimar K40910 Kit Videocitofono Monofamiliare da Parete, Grigio la Targa e Bianco Il Monitor
- Monitor
- 7 pollici
- Impianto
- 2 fili
- Distanza max
- 100 metri
- Espandibile a
- 3 interni
Cosa fa bene
- Vivavoce e tastiera capacitiva: niente cornetta da riagganciare
- Fino a 100 metri fra targa e ultimo monitor con cavo da 1 mm²
- Nessuna programmazione: due fili e funziona
Cosa fa male
- Niente Wi-Fi e niente registrazione: fa il videocitofono e basta
4. Honmidatek KW02 — il più accessibile a due fili
È il modo meno impegnativo per avere un impianto vero. Touch da 7 pollici, video 1080p, collegamento a 2 fili, audio bidirezionale, sblocco di porta e cancello dal monitor o dall’app, tessere RFID e rilevamento del movimento con zone regolabili: sulla carta ha più funzioni dei kit di marca della stessa fascia.
Il conto lo paghi sulla durata. Dietro Honmidatek non c’è una rete di assistenza italiana: se fra quattro anni si rompe la targa o vuoi un secondo monitor, dipendi da quel venditore online e non da un catalogo ricambi che ogni grossista tiene.
Il più accessibile a 2 fili
Honmidatek Sistema di videocitofono a 2 fili KW02, 1080p e Audio Bidirezionale, sblocco remoto porta/cancello, controllo accessi APP/RFID, touch screen da 7 pollici, Rilevamento Presenza, Argento
- Monitor
- 7 pollici touch
- Risoluzione
- 1080p
- Impianto
- 2 fili
- Accessi
- App e RFID
Cosa fa bene
- Sblocca la porta e il cancello, dal monitor o dall’app
- Rilevamento del movimento, con zone di rilevamento regolabili
- Touch a 1080p su un impianto a due fili
Cosa fa male
- Marchio senza assistenza in Italia: targhe e ricambi solo dal venditore online
- L’app si appoggia a una piattaforma di terze parti
5. Tapo D205 — quando non puoi toccare i muri
Il modello che non è un videocitofono, ed è per questo che sta qui. Video 2K a 3 megapixel, campo visivo di 160 gradi in diagonale, grado IP54, batteria integrata da 5200 mAh, micro SD fino a 512 GB, rilevamento delle persone eseguito a bordo. TP-Link dichiara fino a 180 giorni di autonomia su circa cinque minuti di uso al giorno.
È la risposta per chi è in affitto o in un condominio dove non si tocca niente, e la memoria locale evita l’abbonamento obbligatorio.
Due cose vanno dette chiaramente. Non apre nessuna serratura e nessun cancello: non è un limite del modello, è la categoria. E la visione notturna è a infrarossi in bianco e nero fino a 7,6 metri, non a colori come si legge in giro. La batteria, poi, è integrata: quando non terrà più la carica, non si cambia.
Senza opere murarie
Tapo D205 Videocitofono 2K 3MP, Campo Visivo 160°, Rilevamento AI, IP54, Chiamata al Campanello, Alta Durata della Batteria da 5200mAh, Ricarica Veloce, Porta USB-C, Compatibile con Panello Solare
- Risoluzione
- 2K · 3 MP
- Campo visivo
- 160° diagonale
- Grado IP
- IP54
- Batteria
- 5200 mAh
Cosa fa bene
- Si monta senza fili e senza chiedere niente a nessuno
- Micro SD fino a 512 GB: registra anche senza abbonamento
- Fino a 180 giorni dichiarati per ricarica, con USB-C
Cosa fa male
- Non apre nessuna serratura e nessun cancello
- Batteria integrata non sostituibile e Wi-Fi solo a 2,4 GHz
6. BTicino Easykit WiFi 310913 — quando prevedi di espandere
Stesso impianto del primo classificato, più il collegamento all’app Home+Security: la chiamata arriva sul telefono, la serratura si apre da fuori, e le telecamere Netatmo stanno nella stessa applicazione. Monitor da 7 pollici, telecamera a 95 gradi, espansione dichiarata fino a sei posti interni e due targhe.
Una precisazione sul nome, perché genera equivoci: nel titolo compare "senza fili", ma si riferisce alla connessione Wi-Fi, non al cablaggio. Resta un impianto a 2 fili. Il limite è quello di tutti i modelli connessi: Wi-Fi a 2,4 GHz e app che dipende dai server del produttore.
Il più espandibile
BTICINO 310913 Videocitofono Easykit WiFi, Kit Monofamiliare Espandibile, Senza Fili, Monitor Smart 7" a Colori, Pulsantiera con Visione Notturna, Controllo Accessi da Smartphone, App Home+Security
- Monitor
- 7 pollici
- Impianto
- 2 fili + Wi-Fi
- Telecamera
- 95° a colori
- Espandibile a
- 6 interni
Cosa fa bene
- L’app Home+Security porta la chiamata sul telefono e apre la serratura
- Sei posti interni e due targhe: copre anche una bifamiliare
- Si affianca alle telecamere Netatmo nella stessa app
Cosa fa male
- Il Wi-Fi lavora solo a 2,4 GHz e l’app dipende dai server del produttore
Come si legge la scheda tecnica di un videocitofono
Le schede dei videocitofoni sono corte e quasi tutte scritte allo stesso modo. Cinque voci decidono l’acquisto, le altre riempiono la pagina. Conviene sapere che cosa significano prima di confrontare due modelli.
Il monitor: pollici e tipo di comando
Sette pollici è lo standard e non c’è ragione di scendere: su uno schermo più piccolo un viso in controluce diventa una macchia. Il comando può essere a pulsanti fisici, a sfioramento capacitivo o touch: i primi si usano al buio senza guardare, il touch ha più funzioni. Scelta di gusto, non di qualità.
La telecamera: risoluzione e campo visivo
Il campo visivo conta più della risoluzione. Una targa da 95 gradi vede chi è fermo davanti al pulsante; una da 160 gradi vede anche il pacco lasciato di lato e chi si sposta per non farsi riprendere. Sopra il Full HD, a due metri, il guadagno reale è modesto.
Il grado IP della targa esterna
Il grado IP indica quanto l’involucro è protetto dall’ingresso di solidi e liquidi secondo la norma CEI EN 60529: la prima cifra riguarda i solidi, la seconda l’acqua. IP54 significa protezione dalla polvere depositata e dagli spruzzi da ogni direzione, ed è il minimo sensato per una targa sotto un tettuccio; IP65 è a tenuta di polvere e regge i getti, e serve dove la targa è del tutto esposta. La sigla IK misura invece la resistenza agli urti.
Visione notturna e vivavoce
La visione notturna dei videocitofoni domestici è quasi sempre a LED infrarossi, quindi in bianco e nero: le schede che promettono colore accendono una luce bianca, che in un cortile è discutibile. Sul vivavoce non c’è partita con la cornetta: rispondi con le mani occupate e hai un pezzo mobile in meno.
Espandibilità: quanti posti interni e quante targhe
È la voce che non si guarda mai e che serve tre anni dopo. Un kit da tre monitor copre casa più taverna; uno da sei copre una bifamiliare o tre piani. Due targhe servono quando hai il cancello sulla strada e la porta in fondo al giardino.
Videocitofono senza fili: tre oggetti diversi con lo stesso nome
«Senza fili» indica tre prodotti diversi: il campanello a batteria, il kit radio in cui targa e monitor comunicano senza cavi, e il kit a 2 fili con il Wi-Fi sul monitor. Solo gli ultimi due hanno un monitor in casa, e il terzo i fili li usa eccome.
Il campanello a batteria
È il più venduto e il più frainteso. Riprende, notifica e ti fa parlare dal telefono, ma non ha un monitor in casa e non comanda serrature. La batteria va ricaricata e quasi sempre è integrata, un limite che trovi più sotto nella parte sulla durata. Modelli e alternative di alimentazione, dai fili del vecchio campanello al pannello solare, stanno nella selezione dei videocitofoni Wi-Fi.
Il kit radio: targa e monitor senza cavi fra loro
È la risposta al cancello lontano dalla casa quando non vuoi scavare una traccia. Un esempio: per l’Extel Wave 2 la scheda dello store Avidsen dichiara 350 metri di portata in campo libero, targa IP44, alimentazione a batteria ricaricabile o da rete e apertura del cancello tramite contatto pulito. La stessa pagina consiglia di dimezzare la portata per ogni ostacolo: dietro un pilastro in cemento armato e un muro di mattoni, 300 metri diventano 75.
Nessun kit radio è in questa classifica. Se il tuo caso è questo, il numero da confrontare è la portata con gli ostacoli reali fra cancello e casa, non quella in campo libero.
Il kit a 2 fili «Wi-Fi»
Il BTicino 310913 e il Vimar K42955 compaiono nelle ricerche per videocitofono senza fili, ma sono impianti cablati: targa e monitor restano sui due conduttori, e il Wi-Fi collega soltanto il monitor al router, per portare la chiamata sul telefono. Se cerchi un citofono senza cablaggio, questi due non lo sono.
4 fili, analogico, IP e PoE: le tecnologie che non trovi in classifica
Oltre al 2 fili e al Wi-Fi ci sono tre situazioni che cambiano la scelta: il vecchio impianto analogico a quattro o più fili, il campanello senza citofono, e l’impianto IP su rete dati. Riconoscerle prima evita di comprare un kit che non si collega, o di rifare cavi che potevi tenere.
L’impianto analogico «4+n»
È il citofono di molti palazzi precedenti ai sistemi a bus: quattro conduttori comuni più un filo di chiamata per ogni appartamento, da cui il nome. Lo riconosci aprendo il citofono: se ai morsetti arrivano cinque o più fili, sei qui. Un kit a 2 fili non ci si collega. Restano tre strade: un citofono interno compatibile con quel sistema, un adattatore sul citofono audio, oppure il rifacimento dell’impianto deciso dall’assemblea.
Il campanello a tre fili, senza citofono
In molte case singole c’è solo un pulsante al cancello e una suoneria in casa. È il caso più favorevole: BTicino, che produce due dei kit in classifica, documenta la sostituzione di un impianto a campanello a tre fili con un kit a 2 fili che usa due dei fili esistenti senza modifiche al cablaggio, con chiamata, audio, video e apertura dell’elettroserratura. Serve però l’alimentatore del kit: se è da barra DIN, lo stesso costruttore chiede un centralino con guida DIN, che nei vecchi impianti a campanello spesso non c’è.
IP e PoE: la strada delle case nuove
Nell’impianto IP ogni apparecchio è un nodo di rete con un proprio indirizzo. Comelit, che non ha modelli in questa classifica, lo indica per le nuove costruzioni e gli edifici con più ingressi, e lascia il 2 fili ai condomini esistenti, dove aprire nuove canalizzazioni è difficile. Senza PoE ogni apparecchio IP va alimentato a parte; con il PoE la corrente viaggia sullo stesso cavo Ethernet dei dati. Le tre architetture messe a confronto stanno nella guida su quale videocitofono scegliere.
Rendere smart il citofono che hai: gli adattatori
Un adattatore smart si collega al citofono audio già installato e porta la chiamata sul telefono: rispondi, parli e apri il portone dall’app, anche fuori casa. Non aggiunge una telecamera e non sostituisce niente. È la soluzione per chi vive in condominio o in affitto e l’impianto non può cambiarlo.
Che cosa fa, secondo il costruttore
Un esempio è Ring Intercom Audio. Ring lo presenta come aggiornamento per i citofoni audio compatibili: apertura dell’ingresso dall’app, audio bidirezionale, chiavi virtuali per chi abita con te, montaggio fai da te in meno di 45 minuti e nessuna modifica permanente all’impianto. Il citofono originale, dichiara, resta pienamente funzionante anche se cade la connessione a internet, e al trasloco l’adattatore si smonta e si porta via.
I limiti da sapere prima
Il primo sta nel nome: è audio, quindi continui a non vedere chi suona. Il secondo è la compatibilità: Ring stessa parla di compatibilità con la maggior parte dei sistemi citofonici audio, non con tutti, e chiede di verificare marca e modello prima di comprare. Poi la scheda tecnica: batteria ricaricabile, Wi-Fi solo a 2,4 GHz, uso fra 0 e 35 °C, garanzia di un anno e aggiornamenti di sicurezza dichiarati per almeno quattro anni dall’acquisto. Lo storico delle chiamate fino a 180 giorni richiede l’abbonamento Ring Protect.
Quando conviene, e quando no
Conviene se il problema è il corriere che suona quando sei fuori, o far entrare un familiare senza scendere. Non conviene se volevi vedere chi c’è: in condominio la strada è un monitor interno compatibile con il montante, in una casa singola un kit a 2 fili. E se l’obiettivo è la sicurezza della casa, nessun citofono la risolve.
Apertura del cancello: il relè che nessuno spiega
Sul monitor ci sono di norma due comandi diversi: uno apre la serratura elettrica della porta, l’altro chiude un contatto pulito — un relè — che dà l’impulso alla centralina del cancello motorizzato. Sono due circuiti separati, ed è la ragione per cui un campanello Wi-Fi non può fare né l’una né l’altra cosa: non ha uscite e non ha fili.
Il cancello automatico
Se hai un cancello automatico, il videocitofono va collegato al morsetto di comando della sua centralina, come un pulsante a muro. Non tutti i kit hanno il secondo comando: è la voce da controllare per prima, molto prima dei pollici del monitor.
La serratura elettrica della porta
Il tasto apriporta comanda un’elettroserratura o un incontro elettrico, non una serratura qualunque: se la porta ha solo un cilindro meccanico, il tasto non ha niente da azionare. Metterne una dove non c’era è una modifica dell’impianto, con le conseguenze della sezione qui sotto. E in condominio il tasto del monitor apre il portone comune, non la porta del tuo appartamento.
Se hai già un campanello Wi-Fi
Il campanello a batteria non ha uscite: per aprire qualcosa da remoto servono un modulo relè separato o una serratura smart sulla porta di casa, e il modello giusto dipende dal cilindro che hai, come spiega la guida alla serratura smart. Funziona, ma il comando non parte dal campanello: parte dall’app, con un secondo apparecchio da alimentare.
Che cosa puoi montare da solo e che cosa no
Un impianto a 2 fili è semplice da collegare: due conduttori non polarizzati, nessuna programmazione nei kit monofamiliari, staffe già nella scatola. Ma "semplice" e "lecito" non coincidono, e la normativa italiana su questo è precisa.
Sostituire un apparecchio già esistente
Se togli un videocitofono e ne metti un altro con le stesse caratteristiche, usando i fili che c’erano, sei nella manutenzione ordinaria: nessuna dichiarazione, nessun obbligo di impresa. È il caso più frequente, perché il lavoro pesante l’ha già fatto qualcuno anni fa.
Quando serve un’impresa abilitata
Se stendi cavi nuovi, porti un’alimentazione o colleghi una serratura elettrica e il comando del cancello dove prima non c’erano, quello è un intervento sull’impianto: il DM 37/2008 chiede un’impresa abilitata e la dichiarazione di conformità. Il criterio non è la difficoltà, è la modifica dell’impianto.
Chi fa che cosa, caso per caso
| Intervento | Chi lo fa |
|---|---|
| Sostituire un videocitofono con uno equivalente sui fili esistenti | Tu: è manutenzione ordinaria |
| Montare un campanello Wi-Fi a batteria o un adattatore sul citofono | Tu: nessuna modifica permanente all’impianto |
| Stendere cavi nuovi o portare un’alimentazione | Impresa abilitata, con dichiarazione di conformità |
| Collegare un’elettroserratura o il cancello dove prima non c’erano | Impresa abilitata, con dichiarazione di conformità |
Un caso a metà è l’alimentatore da barra DIN, come quello del Vimar K42955: va nel quadro elettrico. Se il quadro non lo conosci, è il punto in cui chiamare l’elettricista, anche quando tutto il resto lo monti tu.
Condominio e montante comune: perché non basta volerlo
In condominio l’impianto citofonico è quasi sempre un bene comune: la targa al portone e il montante che sale ai piani appartengono a tutti. Da qui i due ostacoli che fanno saltare quasi tutte le sostituzioni fai da te, e nessuno dei due è tecnico.
La delibera dell’assemblea
Rifare l’impianto dell’edificio lo decide l’assemblea, e il quorum dipende da come l’intervento viene inquadrato. Il Tribunale di Torino, con la sentenza n. 3247 del 3 giugno 2024, ha qualificato il passaggio dal citofono al videocitofono come manutenzione straordinaria e non come innovazione: come riassume l’ANAPI, basta quindi la maggioranza dell’articolo 1136, secondo comma, del Codice civile, cioè gli intervenuti che rappresentino almeno metà del valore dell’edificio, invece dei due terzi richiesti per le innovazioni. Un singolo condomino non può cambiare la targa comune né imporre un sistema. Può invece, di regola, sostituire il proprio apparecchio interno, purché compatibile e senza alterare il funzionamento altrui.
Il montante parla una lingua sola
I sistemi a 2 fili dei vari costruttori non sono intercambiabili: un monitor di un marchio non si attacca al montante di un altro senza un’interfaccia dedicata, e su alcuni impianti nemmeno con quella. Prima di comprare, il dato da recuperare non è la marca del tuo vecchio citofono ma il sistema dell’edificio: lo sa l’amministratore. Come riconoscerlo da solo è spiegato nella sezione sulla compatibilità, qui sotto.
Compatibilità con l’impianto esistente: BTicino, Urmet, Comelit, Elvox
«2 fili» dice quanti conduttori usa l’impianto, non che lingua parla: ogni costruttore ha il proprio protocollo, e un monitor di un marchio non si collega al bus di un altro. Prima di comprare un posto interno devi sapere marca e serie dell’impianto che hai, e cercare la compatibilità su quella serie.
Ogni marchio ha il suo bus
I nomi cambiano da catalogo a catalogo. Comelit rivendica il sistema Simplebus a 2 fili, lanciato negli anni Novanta; Urmet ha il 2Voice; Elvox, il marchio videocitofonico di Vimar, ha il Due Fili Plus, che Vimar, costruttore di due kit in classifica, dichiara retrocompatibile con il precedente Due Fili; BTicino ha il suo 2 fili. Dentro lo stesso marchio le generazioni spesso convivono. Fra marchi diversi, di regola no.
Come scoprire che impianto hai
La sigla del modello è quasi sempre scritta sull’apparecchio. La guida di Ring alla compatibilità indica dove cercarla marchio per marchio: sui BTicino di solito sul retro, su un adesivo; sui Comelit all’interno del coperchio del ricevitore; sugli Elvox all’interno, sul pannello di controllo. Con marca e sigla in mano, il catalogo del costruttore ti dice a quale sistema appartiene il tuo citofono.
Se il marchio non coincide
In una casa singola il problema non esiste: cambi tutto, targa compresa, e il marchio lo scegli tu. In condominio, invece, il posto interno va comprato nella famiglia dell’impianto, anche se in classifica non c’è: un kit monofamiliare porta con sé una targa che nessuno monterà al portone. È per questo che su questa pagina i kit sono consigliati alle case indipendenti.
Privacy: che cosa puoi riprendere e che cosa no
È il vincolo che rovina l’acquisto quando lo si scopre dopo. Un videocitofono che mostra chi suona è una cosa; un apparecchio che registra, si attiva da solo al passaggio di qualcuno e conserva le immagini per giorni è videosorveglianza a tutti gli effetti, con regole diverse.
Il Garante per la protezione dei dati personali è netto su un punto: l’angolo di ripresa deve restare limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza, escludendo aree comuni come cortili, pianerottoli e scale, e le zone di pertinenza di terzi. Riprendere il pianerottolo del vicino o la strada pubblica non è una zona grigia. Quando le immagini vengono conservate servono un’informativa e tempi contenuti.
Non è consulenza legale: è il vincolo, e la fonte da leggere è quella. La conseguenza pratica è concreta: se cerchi sorveglianza e non un citofono migliore, il videocitofono è lo strumento sbagliato, e la guida giusta è come scegliere un antifurto per casa.
Quanto dura davvero un videocitofono
Un impianto a 2 fili di marca resta al muro dieci o quindici anni senza fare storie, e per questo vale la pena guardare oltre la scheda del giorno dell’acquisto. Tre cose decidono se ci arriverà, e nessuna sta nelle classifiche automatiche.
La targa esterna è il pezzo che invecchia
Il monitor dura quanto la sua elettronica. Sulla targa, invece, l’acqua entra dai bordi del pulsante prima che dall’obiettivo. Un grado IP dichiarato, un materiale che non si sfoglia e la cornice parapioggia inclusa valgono, sulla vita dell’impianto, più di qualunque funzione dell’app.
Le batterie che non si sostituiscono
Sui campanelli Wi-Fi la batteria è il componente a scadenza, e quasi sempre è integrata. Altroconsumo, che ha messo a confronto sei campanelli smart, scrive che le batterie durano di solito fra due e sei mesi, meno con un uso intensivo e con il freddo: da due a sei ricariche l’anno, e una cella al litio che dopo qualche anno tiene molto meno. Quando succede, l’apparecchio si cambia.
La dipendenza dal cloud del produttore
È il rischio meno visibile e il più serio. Un modello connesso funziona attraverso i server del costruttore: se quel servizio chiude, o l’app smette di essere aggiornata, l’apparecchio non si rompe — smette di fare la parte per cui l’avevi scelto. La difesa non è rinunciare al Wi-Fi: è preferire costruttori con un catalogo lungo alle spalle e modelli che registrano su micro SD.
Quale videocitofono scegliere, in pratica
Se dal vecchio citofono escono due fili e vuoi una cosa che funzioni per quindici anni senza pensarci, il BTicino Easykit Essential 317913 è la scelta d’insieme: alimentatore a spina, comandi separati per porta e cancello, sei interni.
Se vuoi lo stesso impianto e anche la chiamata sul telefono, il Vimar K42955 è il più completo, per la targa IP54 e IK07 e per la micro SD; il BTicino Easykit WiFi 310913 ha senso se prevedi un secondo monitor o una seconda targa. Se l’app non la useresti mai, il Vimar K40910 fa il suo lavoro; il Honmidatek KW02 resta l’ingresso meno impegnativo a un impianto vero, accettando che ricambi e assistenza dipendano da un venditore online.
Se non puoi toccare i muri, il Tapo D205 è l’unica risposta della lista: ti dirà chi ha suonato, ma non gli aprirà.
Se sei in condominio, nessuno di questi kit fa per te: compra il posto interno della serie del tuo impianto, oppure un adattatore se ti basta rispondere dal telefono.
Domande frequenti sui videocitofoni
Che differenza c’è fra un videocitofono e un videocampanello?
Il videocitofono è collegato all’impianto e dal monitor comanda la serratura e spesso il cancello. Il videocampanello Wi-Fi è una telecamera a batteria con pulsante: avvisa e fa parlare tramite l’app, ma non apre nulla. Due categorie diverse, non due livelli.
Un videocitofono Wi-Fi funziona senza internet?
La parte citofonica sì: il monitor riceve la chiamata dalla targa e apre la porta, perché quel collegamento è via cavo. Cade tutto ciò che passa dall’app: notifica, risposta da fuori, apertura da remoto. È il motivo per cui conviene avere un monitor vero anche con un modello connesso.
Un videocitofono apre anche il cancello?
Molti sì, non tutti. Serve un secondo comando sul monitor, collegato con un contatto pulito alla centralina del cancello motorizzato. I kit più semplici hanno solo l’apriporta: è la prima voce da verificare se hai un cancello automatico.
Si può installare un videocitofono da soli?
Sostituire un apparecchio esistente riutilizzando i fili già presenti è manutenzione ordinaria. Stendere cavi nuovi, portare alimentazione o collegare una serratura elettrica dove prima non c’era è un intervento sull’impianto: il DM 37/2008 richiede un’impresa abilitata e la dichiarazione di conformità.
Serve il permesso del condominio per mettere un videocitofono?
Per cambiare l’impianto comune sì, serve una delibera dell’assemblea. Il Tribunale di Torino, con la sentenza 3247/2024, lo ha inquadrato come manutenzione straordinaria: basta la maggioranza dell’articolo 1136, secondo comma, del Codice civile. Per sostituire il solo apparecchio interno del tuo appartamento, di regola no, purché sia compatibile con il montante.
Quanto dura la batteria di un videocampanello?
Di solito fra due e sei mesi per ricarica secondo Altroconsumo, meno con un uso intensivo e con il freddo. È quasi sempre integrata e non sostituibile, quindi la sua vita utile coincide con quella dell’apparecchio.
Il videocitofono registra chi suona?
Solo se il modello lo prevede: i kit tradizionali a 2 fili mostrano l’immagine ma non la conservano, quelli con micro SD o cloud registrano. Se registri stabilmente sei nel campo della videosorveglianza, con i limiti del Garante su angolo di ripresa, informativa e tempi di conservazione.
Si può trasformare un citofono in videocitofono senza cambiare i fili?
Spesso sì. Se l’impianto è a 2 fili, o se c’è un campanello con due fili utilizzabili, un kit videocitofonico a 2 fili li riusa e cambi solo targa, monitor e alimentatore. Se è un vecchio analogico a cinque o più fili, no: servono cavi nuovi. Senza toccare niente, un adattatore porta la chiamata sul telefono, ma resta audio.
Qual è la marca migliore di videocitofoni?
Per un impianto cablato che deve durare, i costruttori con un catalogo di sistema: BTicino, Vimar con Elvox, Comelit e Urmet, che hanno moduli, ricambi e installatori che conoscono i loro bus. In condominio, però, la marca non la scegli: è quella del montante. Sui campanelli Wi-Fi la marca conta soprattutto per l’app e per quanto a lungo resterà aggiornata.
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