Impianti e sicurezza · Aggiornato il 24 agosto 2026
Miglior videocitofono Wi-Fi: 5 modelli e quale scegliere davvero
Cinque videocitofoni Wi-Fi confrontati sulle schede tecniche dei costruttori: quale apre davvero il cancello, quale registra in locale senza abbonamento e quanto tiene la batteria su un ingresso trafficato.
Come abbiamo scelto
Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.
Quasi tutto quello che oggi si vende come «videocitofono Wi-Fi» non è un videocitofono: è un campanello smart. Riprende chi suona, manda una notifica sul telefono, ti fa parlare col corriere. Ma non è collegato all’impianto di casa, quindi non apre la porta e non comanda il cancello. È la prima cosa che si scopre dopo averlo montato, ed è il motivo per cui questa classifica finisce con un apparecchio diverso dagli altri quattro.
Le altre due scoperte tardive sono la batteria — dichiarata in mesi, consumata in settimane su un ingresso che dà sulla strada — e la registrazione, che nella maggior parte dei casi vive nel cloud del produttore e dopo la prova gratuita si paga.
Qui trovi cinque videocitofoni Wi-Fi venduti su Amazon, confrontati leggendo le schede tecniche dei costruttori e le pagine di assistenza, con l’indicazione esplicita di chi registra in locale e chi no. Se l’impianto non l’hai ancora scelto, parti dalla guida su come scegliere un videocitofono; se stai ancora decidendo fra cablato e senza fili, il confronto fra impianto a 2 fili e Wi-Fi risponde prima di questa pagina.
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Le tre cose che scopri solo dopo averlo montato
Un videocitofono Wi-Fi è un apparecchio autonomo che si collega alla rete di casa e parla con un’app. Non dialoga con l’impianto citofonico esistente, salvo che sia stato progettato per farlo. Da questa differenza discendono i tre limiti che il lettore scopre a scatola aperta: l’apertura, l’autonomia e l’archiviazione.
Un campanello smart non apre il cancello
Aprire una serratura elettrica o un cancello motorizzato richiede un contatto che chiuda un circuito. Un campanello a batteria appeso allo stipite quel contatto non ce l’ha: può solo mostrarti chi c’è. Per comandare l’apertura serve un apparecchio collegato all’impianto — un kit a 2 fili con targa e monitor, oppure un modulo relè aggiunto a parte. Nella classifica qui sotto ce n’è uno apposta, in quinta posizione: se l’apertura ti serve, quella è la riga che conta. L’alternativa completa sta nella classifica dei migliori videocitofoni a 2 fili.
La batteria dichiarata e quella reale sono due numeri diversi
I «180 giorni» stampati sulla scatola valgono per un uso di riferimento, tipicamente pochi minuti di attivazione al giorno. Su un ingresso che dà su strada, dove il rilevamento scatta a ogni passante, quel numero si dimezza o peggio. Il freddo aggiunge la sua parte: sotto zero la chimica al litio eroga meno e si ricarica peggio. E la ricarica non è veloce — Ring dichiara fino a 10 ore per un ciclo completo, con un alimentatore da almeno 1 ampere. In quelle ore l’apparecchio è staccato dal muro e non riprende niente.
La registrazione in cloud quasi sempre si paga
Quasi tutti i campanelli smart offrono un periodo di prova del servizio cloud, poi chiedono un abbonamento mensile per conservare le clip. L’alternativa esiste ed è locale: una microSD nell’apparecchio, una base o un hub che fa da archivio, una chiavetta USB collegata a un modulo. Non è un dettaglio secondario, perché è la voce che trasforma un acquisto una tantum in una spesa ricorrente. Nella tabella qui sotto la colonna «Registrazione locale» dice, modello per modello, se puoi farne a meno.
Il confronto in breve: cinque videocitofoni Wi-Fi
La colonna «Fascia» indica il posizionamento di mercato, non il prezzo: € fascia d’ingresso · €€ fascia intermedia · €€€ fascia alta.
| # | Modello | Alimentazione | Registrazione locale | Apre porta o cancello | Grado IP | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Tapo D205 | Batteria 5.200 mAh | microSD fino a 512 GB | No | IP54 | € |
| 2 | BOIFUN 2K UHD | Batteria ricaricabile | microSD fino a 128 GB | No | IP65 | €€ |
| 3 | Blink cablato 2K+ | Fili del campanello, 8-24 V AC | Solo con un Sync Module | No | IP65 | € |
| 4 | SwitchBot con pannello solare | Batteria 5.000 mAh + solare | Nel monitor, con microSD | No | IP65 | €€ |
| 5 | Vimar K42955 | Impianto a 2 fili, alimentatore DIN | microSD nel monitor | Sì | IP54 targa | €€€ |
Come abbiamo scelto questi cinque videocitofoni
La selezione nasce da un confronto fra le schede tecniche dei costruttori e le pagine di assistenza ufficiali, non da impressioni d’uso. Su questa categoria i dati che contano sono pochi e verificabili: come si alimenta, dove finiscono le registrazioni, quanto è protetta la scocca esterna e se comanda o no un’apertura.
Cosa siamo andati a leggere nelle schede tecniche
Quattro voci, sempre le stesse. Il grado IP della parte esterna, perché è l’unico dato che dice quanto regge la pioggia. Il tipo di archiviazione, distinguendo fra chi registra su microSD e chi ha bisogno di un accessorio o di un abbonamento. L’alimentazione, con i volt richiesti se è cablato. La capacità della batteria insieme alle condizioni con cui l’autonomia è dichiarata, perché un numero di giorni senza quelle condizioni non significa niente.
Cosa abbiamo lasciato fuori
Abbiamo scartato i modelli il cui unico archivio è il cloud a pagamento, senza nessuna via locale: un apparecchio così smette di essere utile il giorno in cui non rinnovi. Abbiamo lasciato fuori anche il riconoscimento facciale, che su una targa esterna controluce sbaglia troppo per essere un criterio di scelta, e la corsa alla risoluzione: il salto da 1080p a 2K su un’inquadratura di due metri si vede poco, e quello che davvero cambia la resa è l’HDR contro il sole basso del pomeriggio.
I migliori videocitofoni Wi-Fi: la classifica
1. Tapo D205 — la scelta d’insieme
La scelta d'insieme
Tapo D205 Videocitofono 2K 3MP, Campo Visivo 160°, Rilevamento AI, IP54, Chiamata al Campanello, Alta Durata della Batteria da 5200mAh, Ricarica Veloce, Porta USB-C, Compatibile con Panello Solare
- Risoluzione
- 2K 3MP
- Campo visivo
- 160°
- Batteria
- 5.200 mAh
- Grado IP
- IP54
Cosa fa bene
- Registra su microSD fino a 512 GB: il cloud Tapo Care resta facoltativo
- Rilevamento di persone con zone di attività: meno notifiche per ogni auto che passa
- Ricarica USB-C in circa sei ore e accetta il pannello solare Tapo
Cosa fa male
- IP54 regge gli spruzzi, non i getti: sotto un ingresso senza tettoia è il minimo
- Per far suonare una suoneria in casa serve un hub Tapo o uno smart speaker, venduti a parte
È il modello che risolve il caso più comune: vedere e sentire chi suona, da qualunque posto, senza toccare l’impianto. La scheda ufficiale del Tapo D205 sul sito TP-Link dichiara 2304 × 1296 pixel, 160° in diagonale, temperatura di esercizio da −20 a 45 °C e batteria da 5.200 mAh con autonomia fino a 180 giorni misurata su 300 secondi di attivazione al giorno: è la condizione che spiega perché su un ingresso trafficato quel numero scende. Registra su microSD fino a 512 GB, quindi l’abbonamento Tapo Care resta una scelta e non un obbligo. Il limite vero è l’IP54: protegge da polvere e spruzzi, non da un getto d’acqua battente.
2. BOIFUN 2K UHD — a batteria, ovunque
A batteria, ovunque
BOIFUN 2K UHD Videocitofono Wifi Senza Fili da Esterno, 166° campo visivo
- Risoluzione
- 2K UHD
- Campo visivo
- 166°
- Grado IP
- IP65
- Memoria
- microSD 128 GB
Cosa fa bene
- Suoneria interna inclusa, dichiarata fino a 100 dB: si sente dalla stanza in fondo
- IP65 sulla scocca esterna: regge i getti d'acqua, non solo gli spruzzi
- Sensore PIR che separa le persone da animali e oggetti in movimento
Cosa fa male
- La microSD si ferma a 128 GB: lo storico è corto se registri tutto il giorno
- Marchio piccolo: l'app e gli aggiornamenti dipendono da un solo fornitore
Serve a chi non ha nemmeno i due fili del vecchio campanello e non vuole forare per posarli. Sta tutto in una scocca IP65, che è un gradino sopra l’IP54 sulla protezione dall’acqua, e arriva con la suoneria interna, che BOIFUN dichiara fino a 100 dB, già in confezione — il pezzo che quasi sempre manca e che va comprato a parte. Il rilevamento è affidato a un sensore PIR con distinzione delle persone, quindi le notifiche inutili calano rispetto al solo rilevamento di movimento. Il tetto della microSD a 128 GB è il compromesso da accettare: basta per giorni di eventi, non per un archivio continuo.
3. Blink Videocitofono cablato 2K+ — il più accessibile
Il più accessibile
Blink Videocitofono cablato 2K+ (ultimo modello) | Videocitofono con video 2K a figura intera | Alimentazione con cablaggio continua | Audio ottimizzato | Protezione IP65 | Nero
- Risoluzione
- 2K
- Alimentazione
- 8-24 V AC
- Grado IP
- IP65
- Inquadratura
- 1:1 testa-piedi
Cosa fa bene
- Alimentato dai fili del campanello: non lo ricarichi mai
- Inquadratura 1:1 testa-piedi: vedi anche il pacco lasciato a terra
- Con un Sync Module 2 e una chiavetta USB registra in locale, senza abbonamento
Cosa fa male
- Da solo non registra niente: senza abbonamento o Sync Module restano diretta e audio
- Non fa suonare il campanello meccanico che hai già in casa
Se hai già i due fili del campanello meccanico, questo è il modo più semplice per non pensare mai più alla ricarica: si alimenta dall’impianto esistente a 8-24 V in corrente alternata. L’inquadratura 1:1 a figura intera, dalla testa ai piedi, è il dettaglio pratico che vale più della risoluzione, perché mostra il pacco appoggiato a terra e non solo il volto di chi suona. Attenzione a due punti dichiarati da Blink: senza abbonamento restano diretta e audio, e per registrare in locale serve un Sync Module, il 2 con una chiavetta USB o l’XR con una microSD; inoltre il modello cablato non fa suonare la suoneria meccanica già presente in casa, perché il cablaggio la bypassa.
4. SwitchBot con pannello solare — non lo ricarichi più
Non lo ricarichi più
SwitchBot Videocitofono WiFi con Pannello Solare, Citofono Senza Fili da Esterno con Schermo a Colori da 4,3'', 2K Video Campanello con grandangolo di 165°, 5000 mAh, Compatibile Alexa
- Monitor
- 4,3 pollici
- Risoluzione
- 2K
- Campo visivo
- 165°
- Batteria
- 5.000 mAh
Cosa fa bene
- Il pannello solare in confezione tiene su la carica: l'autonomia smette di essere un problema
- Monitor a colori incluso: chi è in casa risponde senza tirare fuori il telefono
- Archivio locale nel monitor, espandibile con microSD: nessun abbonamento per rivedere le clip
Cosa fa male
- L'autonomia dichiarata va da 6 a 19 mesi: una forbice che dipende tutta dal traffico davanti alla porta
- Il monitor è un apparecchio in più da appendere e alimentare
È la risposta diretta al problema della batteria: il pannello solare incluso nella confezione ricarica l’unità esterna e toglie di mezzo il rito dello smontaggio ogni due mesi. In più il kit porta un monitor a colori da 4,3 pollici, quindi chi resta a casa risponde da un apparecchio appeso al muro invece che dal telefono — che è poi il modo in cui un videocitofono si usa davvero. L’archivio sta nel monitor, espandibile con microSD e senza costi ricorrenti. L’autonomia dichiarata fra 6 e 19 mesi è una forbice troppo larga per essere un dato: leggila come «dipende da quanta gente passa».
5. Vimar K42955 — un videocitofono vero, non un campanello
Un videocitofono vero, non un campanello
VIMAR K42955 Videocitofono Wi-Fi touch monofamiliare alim. DIN targa RFID
- Monitor
- 7 pollici touch
- Impianto
- 2 fili
- Targa esterna
- IP54 e IK07
- Accesso
- Lettore RFID
Cosa fa bene
- Comanda davvero la serratura e il cancello, dal monitor e dall'app View Door
- Targa in alluminio anodizzato; targa e monitor sono a catalogo anche come pezzi singoli
- Alimentatore su barra DIN: sta nel quadro, non appeso accanto al monitor
Cosa fa male
- Va cablato: due fili dalla targa al monitor, più il collegamento all'apriporta
- L'app passa dal Wi-Fi di casa: se il router è lontano dal monitor serve un ripetitore
Questo è l’unico dei cinque che comanda l’apertura, e chiude il ragionamento aperto in cima alla pagina. È un kit monofamiliare completo su impianto a 2 fili, documentato da Vimar: targa esterna con lettore RFID, monitor touch da 7 pollici, alimentatore su barra DIN da mettere nel quadro. Il Wi-Fi c’è, ma è nel monitor: serve a ripetere la chiamata sull’app View Door, non a sostituire l’impianto. Da qui apri la serratura e il cancello, dal monitor o dal telefono. In cambio va cablato, e i due fili dalla targa al monitor non si posano da soli.
Alimentazione: batteria, fili del campanello o pannello solare
L’alimentazione è la scelta che condiziona tutte le altre, perché decide dove puoi montare l’apparecchio e quanta manutenzione ti costa ogni anno. Le opzioni sono tre e non sono equivalenti: una è libera e faticosa, una è vincolata e senza pensieri, la terza prova a tenere insieme le due cose.
A batteria
Massima libertà di posizione: si monta con viti o biadesivo dove serve, anche su un pilastro di cancello lontano dal quadro elettrico. Il conto lo paghi in ricariche. Il consumo dipende da tre fattori: quante volte scatta il rilevamento, quanto sono lunghe le sessioni di diretta e la temperatura esterna. Chi ha l’ingresso su strada e lascia il rilevamento di movimento sempre attivo si ritrova a ricaricare ogni poche settimane, non ogni sei mesi.
Cablato ai fili del campanello
Se dietro al campanello ci sono due fili con un trasformatore, hai già l’alimentazione continua. Vantaggio decisivo: niente batteria da gestire e nessun periodo in cui l’apparecchio è staccato. Due avvertenze pratiche: la tensione richiesta va verificata (di solito 8-24 V in corrente alternata, non 230 V) e alcuni modelli cablati non fanno più suonare la suoneria meccanica esistente, sostituendola con una suoneria elettronica separata.
Pannello solare
È la via di mezzo che negli ultimi anni si è imposta: batteria interna più un piccolo pannello che la mantiene carica. Funziona bene se l’ingresso prende luce diretta per qualche ora al giorno, molto meno sotto un portico esposto a nord. Un pannello non «alimenta» l’apparecchio, lo tiene in pareggio: se il consumo supera la ricarica quotidiana la batteria scende comunque, solo più lentamente.
Quando internet non c’è, e quanto ci mette l’immagine ad arrivare
Un videocitofono Wi-Fi senza rete non è del tutto morto, ma perde esattamente ciò per cui l’hai comprato. Il pulsante suona ancora, perché la suoneria è locale; le notifiche sul telefono no, e gli eventi di movimento non vengono registrati fino al ritorno della connessione.
Cosa resta acceso senza rete
Blink lo scrive nella propria assistenza: senza Wi-Fi il suono viene riprodotto dal campanello, ma non arrivano notifiche e gli eventi non si registrano. Vale come regola generale per tutta la categoria. Gli apparecchi con monitor dedicato — il kit SwitchBot, i sistemi a 2 fili — hanno un vantaggio strutturale qui: la conversazione fra targa esterna e monitor non passa da internet, quindi rispondere funziona anche con la linea giù, e sui sistemi a 2 fili anche aprire.
Da cosa dipende il ritardo
Fra la suonata e l’immagine sul telefono passano quasi sempre da due a sei secondi. Il ritardo si compone di tre pezzi: il risveglio dell’apparecchio (i modelli a batteria dormono per risparmiare, ed è il più lungo), l’invio del flusso video al server del produttore e la consegna della notifica. Il fattore che puoi controllare è il segnale: quasi tutti i campanelli smart lavorano solo sui 2,4 GHz, e la targa è spesso il punto più lontano dal router, dietro un muro portante. Segnale debole significa ritardi più lunghi e disconnessioni quotidiane.
La targa sta fuori: il grado IP secondo la EN 60529
Il grado IP indica quanto un involucro è protetto dall’ingresso di corpi solidi e di acqua, secondo la norma IEC/EN 60529. È un dato misurato e dichiarato, non un aggettivo commerciale: fra un IP54 e un IP66 c’è una differenza reale di prove superate, ed è l’unico numero che ti dice se la scocca sopravvive a un temporale battente.
Cosa dicono davvero le due cifre
La prima cifra riguarda i solidi e va da 0 a 6: il 5 significa protetto dalla polvere in quantità non dannosa, il 6 totalmente a tenuta di polvere. La seconda riguarda i liquidi e va da 0 a 9: il 4 sono spruzzi da tutte le direzioni, il 5 getti d’acqua, il 6 getti potenti. Quindi IP54 regge la pioggia obliqua ma non un getto; IP65 e IP66 reggono anche quello.
Quale grado serve al tuo ingresso
Sotto una tettoia, un pianerottolo coperto o un androne, IP54 basta. Su una targa a muro esposta, su un pilastro di cancello senza riparo o dove d’inverno batte la pioggia laterale, cerca almeno IP65. E ricorda che il grado vale per l’involucro nuovo e correttamente montato: guarnizioni che invecchiano e viti serrate male fanno decadere la protezione molto prima dell’apparecchio.
Campo visivo, formato verticale e tipo di rilevamento
I gradi di campo visivo sono il dato che tutti dichiarano e quasi nessuno spiega. Un obiettivo da 160-166° in diagonale copre l’intera area davanti alla porta, ma la resa cambia radicalmente a seconda di come quel campo è distribuito fra larghezza e altezza.
Perché il verticale conta più dei gradi
Un sensore con rapporto 4:3 o 1:1 restituisce un’inquadratura «testa-piedi»: vedi il volto di chi suona e insieme il pacco appoggiato sullo zerbino. Un 16:9 largo e basso mostra mezzo pianerottolo e taglia via il terreno, che è precisamente il punto che ti interessa quando controlli una consegna. Fra due modelli con gli stessi gradi dichiarati, quello verticale è quasi sempre il più utile.
Rilevamento di movimento contro rilevamento di persone
Il rilevamento di movimento reagisce a qualunque variazione nell’inquadratura: un ramo, un gatto, un’auto che passa. Il rilevamento di persone usa un’analisi a bordo per filtrare le sagome umane. La differenza non è di comodità ma di autonomia e di attendibilità: con dieci notifiche false al giorno la batteria si consuma e, soprattutto, smetti di guardarle. È la funzione su cui vale la pena spendere attenzione, molto più che sui megapixel.
Privacy: cosa puoi inquadrare e cosa no
Un videocitofono che registra non è un citofono: riprende persone, e in Italia ha limiti precisi anche quando serve solo a fini personali. Le FAQ del Garante per la protezione dei dati personali stabiliscono che l’angolo visuale deve essere limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza. È il vincolo che rovina l’acquisto quando lo si scopre dopo, non prima.
Il pianerottolo e le aree comuni
Il Garante indica esplicitamente che vanno escluse dalla ripresa le aree comuni: cortili, pianerottoli, scale, parti comuni delle autorimesse, oltre alle zone di pertinenza di terzi. In pratica l’inquadratura va orientata sulla propria porta e sullo zerbino, non sul corridoio condominiale né sulla porta del vicino. Cartello e tempi di conservazione limitati il Garante li richiede agli impianti condominiali; per le riprese a fini solo personali il vincolo che conta è quello sull’inquadratura. Questa pagina descrive il vincolo: per il caso concreto la fonte è il Garante, non noi.
La strada e il suolo pubblico
Le riprese di aree pubbliche o di pubblico passaggio sono vietate a un privato che installa per fini personali. Su un ingresso che dà direttamente sul marciapiede il problema è concreto: la soluzione operativa sono le zone di privacy mascherate, cioè le porzioni di inquadratura che l’app oscura in modo permanente. Se stai pensando anche a telecamere e sensori oltre al campanello, l’argomento si allarga e lo trovi nella guida su come scegliere un antifurto per la casa.
Quanto dura davvero un videocitofono Wi-Fi
Qui la durata è un criterio di scelta vero, perché tre limiti fisici e contrattuali decidono quando l’apparecchio va sostituito, e nessuno dei tre compare nelle schede prodotto.
La batteria che non si cambia
Una cella al litio perde capacità con i cicli: dopo qualche centinaio di ricariche l’autonomia è una frazione di quella iniziale. Se la batteria è estraibile la sostituisci e riparti; se è annegata nella scocca, il giorno in cui non tiene più butti l’apparecchio intero. È la prima domanda da fare a un modello a batteria, e quasi nessun venditore la mette in evidenza.
La scocca esposta
La targa esterna prende sole, gelo e pioggia per anni. Cedono per primi la guarnizione del vetrino, che si irrigidisce e lascia entrare umidità, e la finitura della plastica, che sbianca e si crepa. Un involucro in alluminio anodizzato con grado IK dichiarato — la resistenza agli urti, che sui kit da impianto viene indicata insieme all’IP — resiste molto più a lungo di una scocca stampata.
Il cloud del produttore
È il rischio più sottovalutato e il meno rimediabile. Un campanello smart senza archivio locale dipende interamente dai server di chi l’ha venduto: se quel servizio chiude, cambia condizioni o esce dal mercato italiano, resta un campanello. Un apparecchio che registra su microSD, o un impianto a 2 fili che funziona anche a internet spento, ha una vita utile legata all’hardware e non alle decisioni commerciali di qualcun altro.
Quale videocitofono Wi-Fi scegliere, in pratica
Se vuoi solo vedere chi suona senza toccare l’impianto, il Tapo D205 copre il caso comune con l’archivio locale su microSD. Se non hai nemmeno i fili del campanello e l’ingresso è esposto, il BOIFUN aggiunge una scocca IP65 e la suoneria in confezione. Se quei fili invece ci sono, il Blink cablato 2K+ toglie di mezzo la ricarica per sempre. Se ti pesa smontarlo ogni due mesi, il SwitchBot con pannello solare risolve alla radice e ti dà anche un monitor. E se ti serve aprire il cancello, nessun campanello smart va bene: serve il Vimar K42955 o un kit equivalente. Il quadro completo sta nella classifica generale dei migliori videocitofoni.
Domande frequenti sui videocitofoni Wi-Fi
Un videocitofono wifi apre il cancello?
Nella grande maggioranza dei casi no. I campanelli smart a batteria non hanno un contatto collegato alla serratura o al motore del cancello: mostrano l’immagine e permettono di parlare, nient’altro. Per aprire serve un apparecchio collegato all’impianto, come un kit a 2 fili con targa e monitor, oppure un modulo relè aggiuntivo installato a parte.
Quanto dura la batteria di un videocitofono Wi-Fi?
Le dichiarazioni realistiche vanno dai 3 ai 6 mesi, con punte superiori per le batterie più capienti e un uso ridotto. Il dato di targa è misurato su pochi minuti di attivazione al giorno: su un ingresso trafficato, con il rilevamento di movimento sempre attivo e col freddo, l’autonomia reale può ridursi a poche settimane.
Un videocitofono Wi-Fi funziona senza internet?
Parzialmente. La suoneria continua a suonare, perché è locale, ma non ricevi notifiche sul telefono e gli eventi non vengono registrati fino al ritorno della connessione. I sistemi con monitor interno dedicato mantengono invece la conversazione, e quelli a 2 fili anche l’apertura, perché quel collegamento non passa da internet.
Serve un abbonamento per registrare i video?
Dipende dal modello, ed è la voce da verificare prima di comprare. Chi accetta una microSD registra in locale senza costi ricorrenti; chi si appoggia solo al cloud del produttore chiede un abbonamento mensile al termine della prova gratuita. Alcuni sistemi offrono una terza via, con l’archivio su una base, un hub o una chiavetta USB collegata a un modulo.
Si può installare un videocitofono Wi-Fi in condominio?
Un singolo condomino può installare un apparecchio sulla propria porta senza delibera assembleare, ma l’inquadratura deve restare limitata alla sua area di esclusiva pertinenza, escludendo pianerottolo, scale e porte altrui. Serve la delibera dell’assemblea quando si sostituisce l’impianto citofonico comune a tutto il condominio.
Che differenza c’è fra un videocitofono Wi-Fi e uno a 2 fili?
Il Wi-Fi è un apparecchio autonomo che parla con un’app e si installa in poco tempo; l’impianto a 2 fili collega una targa esterna a uno o più monitor tramite un cavo dedicato, comanda l’apertura e funziona anche senza rete. Il confronto punto per punto sta nella pagina dedicata a videocitofono a 2 fili o Wi-Fi.
Quale grado IP serve per la targa esterna?
Sotto una tettoia o in un androne coperto IP54 è sufficiente. Su una posizione esposta alla pioggia battente conviene almeno IP65, che secondo la EN 60529 significa totale protezione dalla polvere e resistenza ai getti d’acqua. Il grado dichiarato vale però solo su un montaggio corretto, con le guarnizioni integre.
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