Impianti e sicurezza · Aggiornato il 24 agosto 2026
Migliori serrature smart: 6 modelli e su quale porta si montano davvero
Sei serrature smart confrontate sulle schede tecniche dei costruttori, con la domanda che viene prima del modello: su che porta si monta, che cilindro chiede, e come si entra quando la batteria è finita.
Come abbiamo scelto
Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.
Le migliori serrature smart non sono le stesse per tutti, perché la variabile che decide non è il modello: è la serratura che hai già dietro la porta. Su una blindata con cilindro europeo se ne montano quasi tutte, su una a doppia mappa nessuna. Qui ci sono sei modelli e, per ognuno, su cosa si monta davvero.
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Prima del modello viene la porta
Quasi tutte le serrature smart vendute in Italia non sono serrature: sono motori che girano il cilindro che hai già. Si fissano all’interno, sopra il cilindro, e fanno con un motorino quello che facevi con la chiave. Da questo discende tutto il resto — compatibilità, montaggio, e i modi in cui il progetto fallisce.
Cilindro europeo o doppia mappa: solo una delle due si automatizza
Sulle porte blindate italiane convivono due famiglie. La serratura a cilindro europeo è fatta di due pezzi separati, il corpo dentro la porta e il cilindro a profilo DIN infilato dentro, che si sfila svitando una vite sul frontale. La doppia mappa è un blocco unico con una chiave a doppia aletta, e viene considerata ormai superata proprio perché le tolleranze larghe la rendono più manipolabile.
Per il nostro discorso conta una cosa sola: tutti i modelli di questa classifica lavorano sul cilindro europeo, nessuno sulla doppia mappa. Se dietro la tua porta c’è una doppia mappa, il passaggio preliminare è la conversione a cilindro europeo con defender — un lavoro da fabbro, non da fine settimana. Se non sai cosa hai, guarda il buco: una fessura verticale sottile è il cilindro europeo, un foro tondo largo con l’aletta è la doppia mappa. Il ragionamento completo sta nella nostra guida su quale serratura smart scegliere.
Il cilindro deve avere il pomolo dentro, e deve sporgere
Il motore ha bisogno di qualcosa da afferrare. In pratica ci sono due situazioni ammesse: un cilindro con pomolo (la manopola zigrinata sul lato interno) oppure la chiave lasciata inserita dentro, che il corpo motore stringe con un adattatore. Un cilindro con doppia entrata a chiave e niente pomolo non basta.
Poi c’è la quota che manda a monte più installazioni di qualunque altra. Il corpo va avvitato al cilindro, e per farlo il cilindro deve sporgere di almeno 3 mm dal lato interno della porta; se è a filo o rientrato, resta solo la piastra adesiva, e su una porta pesante è un ripiego. La stessa quota, ribaltata sull’altro lato, è un requisito di sicurezza: verso l’esterno il cilindro non dovrebbe sporgere più di 3 mm, perché tutto ciò che sporge si afferra con una pinza.
La frizione d’emergenza, il pezzo che nessuno nomina
Questo è il dettaglio che separa un’installazione che funziona da una che ti chiude fuori. Se il motore lavora sulla chiave lasciata inserita all’interno, un cilindro tradizionale si blocca: con una chiave dentro, la chiave dall’esterno non entra in presa. Il rimedio si chiama cilindro frizionato, o a doppia frizione, o con funzione di emergenza, e permette di azionare la serratura da entrambi i lati contemporaneamente.
Non è un accessorio da appassionati. Il Salvagente lo indica come essenziale proprio perché il guasto più frequente delle serrature smart non è l’effrazione, è restare fuori. Se stai già valutando di cambiare il cilindro, tanto vale sceglierlo bene: ne parliamo nella guida al cilindro europeo. La sostituzione del solo cilindro è la voce meno cara di tutta la faccenda, e varia parecchio a seconda del profilo e della classe.
Il motore gira il cilindro, non spalanca la porta
Ultima cosa da mettere in chiaro prima dei modelli. Una serratura smart retrofit comanda i catenacci, non lo scrocco: quando ricevi la notifica «aperta», la porta è sbloccata ma è ancora chiusa, e va tirata. Su una blindata italiana da tre o quattro mandate il motore deve fare tre o quattro giri completi, e ci mette qualche secondo. Chi si aspetta la porta che si apre da sola resta deluso: per quello serve un incontro elettrico o una serratura motorizzata integrata nella porta, che è un’altra categoria e un altro budget.
E quando finisce la batteria?
Nessuno di questi apparecchi ti lascia fuori, se scegli bene. Le vie di rientro dichiarate sono tre, e ogni modello ne offre almeno una: la chiave meccanica che continua a funzionare dall’esterno, una batteria tampone interna che copre le ultime aperture, e una presa di alimentazione d’emergenza su cui attaccare una power bank per un’apertura sola.
Le tre vie d’uscita, in ordine di affidabilità
La chiave è la più solida, e funziona solo se il cilindro è frizionato — di nuovo lo stesso pezzo. La batteria tampone è l’ombrello: sulla SwitchBot Lock Ultra è una CR123A alcalina dentro il corpo, che secondo la prova di Tom’s Hardware copre diverse centinaia di sblocchi occasionali. L’alimentazione USB dall’esterno è l’ultima spiaggia, ed è comoda per i modelli a cilindro: la documentazione WELOCK la indica come procedura normale di riavvio.
Il preavviso c’è, ma va guardato
Tutte notificano la batteria scarica con settimane di anticipo, e nessuna lo fa in modo che tu te ne accorga se hai le notifiche silenziate. L’Aqara U200 avvisa sotto il 20% e dichiara ancora circa due settimane di margine. È il momento giusto per una regola noiosa: una chiave di scorta fuori casa — dai genitori, dal vicino, in ufficio — vale più di qualunque funzione dell’app.
Sei serrature smart a confronto
Fascia di prezzo indicativa: € = fascia d’ingresso · €€ = fascia media · €€€ = fascia alta.
| # | Modello | Montaggio | Rete | Alimentazione | Tastierino incluso | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | SwitchBot Lock Ultra | Sopra il cilindro | Wi-Fi + Matter | 3 × 18350 ricaricabili + CR123A | Sì, con impronta | €€ |
| 2 | Nuki Smart Lock Pro | Sopra il cilindro | Wi-Fi + Thread | Batteria integrata ricaricabile | No | €€€ |
| 3 | Aqara U200 | Sopra il cilindro | Thread + Bluetooth 5.1 | Li-ion 7,4 V o 4 × AA | Sì, IPX5 | €€€ |
| 4 | SwitchBot Lock Pro | Sopra il cilindro | Wi-Fi + Matter | Doppia batteria ricaricabile | Sì, con impronta | €€ |
| 5 | Yale Linus L2 Lite | Sopra il cilindro | Thread + Bluetooth 5.4 | 3 × CR123A | No | € |
| 6 | WE.LOCK a cilindro | Al posto del cilindro | Bluetooth | Pile AAA + USB d’emergenza | Integrato | € |
Due righe spiegano quasi tutta la tabella. La colonna montaggio divide il campo in due: cinque modelli si aggiungono al cilindro esistente, uno lo sostituisce. La colonna tastierino incluso dice quanto costa davvero il modello: una serratura senza tastierino si apre solo col telefono, e il tastierino, dove non c’è nel pacco, è un acquisto separato da mettere in conto.
Come abbiamo scelto queste sei
Nessuna di queste serrature è stata smontata da noi, e non ci interessa fingere il contrario. Il confronto è nato leggendo le schede tecniche dei costruttori e i manuali di installazione, che su questa categoria dicono molto più delle recensioni: la compatibilità con un cilindro è un dato dichiarato, non un’opinione.
Cosa siamo andati a leggere
Quattro cose, nell’ordine. La compatibilità dichiarata col cilindro a profilo europeo, perché senza quella il resto non conta. L’alimentazione: tipo di celle, autonomia dichiarata dal costruttore, presenza di una riserva. I protocolli, distinguendo con pignoleria ciò che è a bordo da ciò che ha bisogno di un accessorio. E il contenuto della confezione, perché fra i sei modelli la differenza fra «completo» e «da completare» è la voce di spesa più sottovalutata.
Cosa non ha pesato
Non abbiamo dato peso all’estetica, che su un oggetto montato dietro la porta di casa interessa poco. Non abbiamo contato le funzioni da app che dipendono da un abbonamento. E non abbiamo premiato il numero di metodi di sblocco: cinque modi di aprire una porta che ne ha uno solo che funziona sempre — la chiave — sono marketing, non sicurezza.
Le migliori serrature smart: la classifica
Le prime cinque sono motori che si aggiungono al cilindro. La sesta è un’altra cosa e sta in fondo apposta: è per chi il pomolo interno non ce l’ha e non vuole aggiungerlo.
La scelta d’insieme
SwitchBot WiFi Smart Lock Ultra Con Tastierino Touchscreen, Serratura Smart Con Impronte Digitali, Serratura Elettronica Con Batteria Ricaricabile, Adatta A Porte Europee, Matter/Alexa/Google
- Montaggio
- Sopra il cilindro
- Batteria
- 3 × 18350 ricaricabili
- Autonomia
- Fino a 9 mesi
- Rete
- Wi-Fi + Matter
Cosa fa bene
- Otto adattatori in confezione coprono profilo europeo, tondo svizzero, ovale inglese e pomolo
- Il tastierino con lettore d’impronta è già nel pacco: non è un accessorio da comprare dopo
- Batteria tampone CR123A dentro il corpo e presa USB per alimentarla da una power bank
Cosa fa male
- Niente Apple Home Key: chi vive in casa Apple non apre avvicinando iPhone o Apple Watch
- Il tastierino è un secondo apparecchio, sta fuori dalla porta e ha una batteria tutta sua
- Alcune funzioni evolute restano legate a un hub SwitchBot, che non è in confezione
1. SwitchBot Lock Ultra — la scelta d’insieme
È il modello che chiede meno e porta più roba in confezione. Il corpo monta tre celle 18350 ricaricabili per 4200 mAh complessivi, dichiarate fino a nove mesi con una decina di cicli al giorno, e sotto ha una CR123A alcalina di riserva che entra da sola quando le altre finiscono; se anche quella è esaurita, si alimenta da fuori con una power bank. La velocità di sblocco dichiarata è di 0,3 secondi, e in confezione ci sono otto adattatori che coprono profilo europeo, tondo svizzero, ovale inglese e cilindri a pomolo.
Il tastierino è già nel pacco, con lettore d’impronta, e questo è il vero motivo per cui sta al primo posto: è l’unico modello di fascia alta che non chiede altri acquisti per essere usabile da chi in casa non ha lo smartphone in tasca. Il buco è uno solo, ed è netto: niente Apple Home Key. In una casa Apple continuerai ad aprire l’app.
Il più completo
Nuki Smart Lock Pro con Bluetooth, Wi-Fi & Matter, Integrazione in Smart Home, Serratura elettronica per chiusura remota, installazione retrofit senza sostituzione del cilindro
- Montaggio
- Sopra il cilindro
- Batteria
- Ricaricabile integrata
- Rete
- Wi-Fi + Thread
- Corpo
- Acciaio inox Ø57 mm
Cosa fa bene
- Wi-Fi e Matter over Thread sono dentro il corpo: nessun bridge da comprare a parte
- Corpo in acciaio inox e motore brushless con tre velocità di chiusura selezionabili
- La batteria si ricarica in due ore con la serratura già montata sulla porta
Cosa fa male
- Il tastierino non è in confezione: senza smartphone in mano non c’è modo di entrare
- La batteria è integrata: non si sostituisce con due pile prese al supermercato
- Vuole almeno 3 mm di sporgenza del cilindro all’interno, altrimenti resta la piastra adesiva
2. Nuki Smart Lock Pro — il più completo sul lato rete
La quinta generazione dell’austriaca è l’apparecchio meglio costruito del gruppo: corpo in acciaio inox da Ø57×70 mm, motore brushless con tre velocità di chiusura selezionabili, e — questa è la parte che conta — Wi-Fi e Matter over Thread entrambi integrati, senza nessun bridge da comprare. Nuki è anche l’unico costruttore del gruppo che pubblica una documentazione di compatibilità seria, con le quote del cilindro scritte in millimetri, e che vende un proprio cilindro con funzione d’emergenza per chi non ne ha uno adatto.
Due riserve. La prima è che il tastierino non c’è: senza telefono in mano, non entri. La seconda è la batteria integrata, che si ricarica in due ore con la serratura montata sulla porta — elegante finché la cella è giovane, meno quando fra qualche anno non sarà più sostituibile con due pile prese al supermercato. È il tipico compromesso in cui la comodità di oggi diventa il vincolo di domani.
Il migliore in casa Apple
Aqara Serratura Smart U200 Argento, Matter over Thread, Apple Home Key
- Montaggio
- Sopra il cilindro
- Batteria
- Li-ion 7,4 V o 4 × AA
- Rete
- Thread + Bluetooth 5.1
- Tastierino
- IPX5, 4 × AAA
Cosa fa bene
- Apple Home Key: si apre avvicinando iPhone o Apple Watch, senza sbloccare il telefono
- Il tastierino si può alimentare via cavo a 12-24 V e smettere di dipendere dalle pile
- Corpo dichiarato da −15 a 66 °C: regge un ingresso non riscaldato
Cosa fa male
- Aqara dichiara l’hub come richiesto: senza un border router Thread in casa resta mezza serratura
- Il tastierino è dichiarato IPX5, cioè protetto dagli spruzzi, non dai getti forti
- È il modello meno venduto del gruppo: la comunità italiana da cui farsi aiutare è piccola
3. Aqara U200 — la scelta se la casa è già Apple
Qui c’è una funzione che gli altri non hanno: Apple Home Key. Avvicini iPhone o Apple Watch al tastierino e la porta si apre, senza sbloccare il telefono e senza aprire niente. Chi ha già la casa su Apple Home capisce subito la differenza. La scheda tecnica ufficiale dichiara Thread, Bluetooth 5.1 e NFC, corpo alimentato da una batteria Li-ion da 7,4 V oppure da quattro stilo, tastierino a IPX5 con quattro AAA o in alternativa alimentazione cablata a 12-24 V, e temperatura d’esercizio da −15 a 66 °C.
L’alimentazione via cavo del tastierino è la funzione più sottovalutata della categoria: chi ha un citofono con l’alimentatore vicino alla porta può smettere di pensare alle pile del pezzo esterno. Ma la stessa scheda tecnica risponde «sì» alla voce hub richiesto, e va preso sul serio: Thread ha bisogno di un border router — un HomePod recente, un Apple TV, un hub Aqara — e senza quello resti al Bluetooth da vicino.
Il miglior rapporto qualità-prezzo
SwitchBot WiFi Smart Lock Pro con Tastiera Touchscreen, Serratura di Impronte Digitali, Chiusura Elettronica Bluetooth, IP65, Adatta di Bloccaggio, Matter Alexa Google
- Montaggio
- Sopra il cilindro
- Batteria
- Ricaricabile doppia
- Rete
- Wi-Fi + Matter
- Adattatori
- 8 in confezione
Cosa fa bene
- Le due batterie si alternano: una si ricarica mentre l’altra continua a far girare il motore
- Wi-Fi integrato: parla con Alexa, Google Home e Apple Home senza hub SwitchBot
- Tastierino touch con lettore d’impronta compreso, e la sigla IP65 sul tastierino è dichiarata
Cosa fa male
- È la generazione precedente della Ultra: motore più lento e corpo più ingombrante
- Niente Apple Home Key né Thread: la porta d’ingresso di casa Apple resta l’app
- Il tastierino sta fuori dalla porta ed è a pile: è una seconda scadenza da ricordare
4. SwitchBot Lock Pro — il miglior rapporto qualità-prezzo
È la generazione precedente della prima classificata, e in questo caso «precedente» non vuol dire scadente: la scheda ufficiale dichiara la compatibilità con cilindri a profilo europeo, ovali inglesi, tondi svizzeri e a pomolo con gli stessi otto adattatori, il Wi-Fi è integrato e non serve l’hub SwitchBot per farla parlare con Alexa, Google Home e Apple Home. L’alimentazione è a doppia batteria ricaricabile: una lavora, l’altra si ricarica, e il motore non si ferma mai.
Anche qui il tastierino touch con lettore d’impronta è nella confezione. Le rinunce rispetto alla Ultra sono un motore più lento, un corpo più ingombrante sulla porta e l’assenza di Thread e Home Key. Vale l’avvertenza di tutta la categoria, e qui pesa il doppio: il montaggio riesce solo se il cilindro rispetta le quote, ed è lì che nasce la maggior parte dei lavori finiti male.
La più compatta
Yale Serratura Smart Linus L2 Lite 05/109100/MB Nero, Accesso senza chiave, Installazione fai da te, Compatibile Matter, Condivisi
- Montaggio
- Sopra il cilindro
- Batteria
- 3 × CR123A
- Autonomia
- Fino a 6 mesi
- Rete
- Thread + Bluetooth 5.4
Cosa fa bene
- Corpo piccolo: entra dove le altre toccano lo stipite o la maniglia
- Matter over Thread di serie: entra in Apple Home, Google Home, Alexa e SmartThings senza bridge Yale
- Le pile sono sostituibili in trenta secondi, e in confezione ci sono già
Cosa fa male
- Niente Wi-Fi a bordo: per l’app Yale da fuori casa serve il Yale Connect, venduto a parte
- Le CR123A non sono pile da supermercato: vanno comprate apposta e tenute di scorta
- Il tastierino non è in confezione
5. Yale Linus L2 Lite — la più piccola, e la più economica di marca
La Lite è la versione ridotta della Linus L2, e la riduzione è tutta in due punti: niente Wi-Fi a bordo e niente batteria ricaricabile. Al posto della cella integrata ci sono tre pile CR123A dichiarate fino a sei mesi, e Yale precisa che l’autonomia scende se la abbini al suo bridge Wi-Fi, perché la comunicazione continua costa energia.
Detta così sembra una bocciatura, e invece è il modello più sensato per una casa già domotica: parla Matter over Thread e Bluetooth 5.4, quindi entra in Apple Home, Google Home, Alexa e SmartThings senza nessun accessorio Yale, purché in casa ci sia già un border router. È anche la più compatta del gruppo, ed è l’argomento decisivo dove fra cilindro, maniglia e stipite non c’è spazio. Se ti serve l’app Yale da fuori casa, invece, il bridge va comprato.
L’unica che cambia il cilindro
WE.LOCK Smart Door Lock Serratura Smart Doppio Motore Password e Bluetooth con Carta RFID, Facile da Installare
- Montaggio
- Al posto del cilindro
- Sblocco
- PIN, RFID, Bluetooth
- Batteria
- Pile AAA
- Emergenza
- Alimentazione USB
Cosa fa bene
- Prende il posto del cilindro europeo: non serve il pomolo interno né la chiave lasciata dentro
- Non sporge dalla porta come un corpo motore: dall’interno resta un cilindro
- Se le pile finiscono si alimenta da fuori con una power bank e si apre lo stesso
Cosa fa male
- Va ordinato sulla misura esatta della porta: sbagliare le due semilunghezze significa rimandarlo indietro
- Niente lettore d’impronta: si apre con PIN, tessera RFID o Bluetooth
- Senza il gateway Wi-Fi della gamma non esiste nessun controllo da fuori casa
6. WE.LOCK a cilindro — l’unica che cambia strada
Questa non si aggiunge: prende il posto del cilindro. Sfili quello che c’è, infili questo, riavviti la vite del frontale. La pagina tecnica WELOCK lo dice senza giri di parole, e dichiara compatibilità con spessori porta da 30 a 125 mm e battuta minima di 25 mm dal bordo. È un cilindro meccatronico, la categoria a cui la UNI EN 15684 dedica requisiti e metodi di prova propri.
Il vantaggio pratico è duplice. Non serve il pomolo interno, non serve la chiave lasciata dentro, e quindi cade tutto il discorso sulla frizione. E dall’interno non hai un corpo motore attaccato alla porta: resta un cilindro. Il prezzo da pagare sta nelle misure: le due semilunghezze vanno prese col metro prima di ordinare, perché sbagliarle significa rimandarlo indietro. Questo modello si apre con PIN, tessera RFID e Bluetooth — niente impronta — e senza il gateway della gamma non c’è controllo da fuori casa. È il modello giusto per un affitto breve o una seconda casa, meno per chi vuole la domotica.
Le misure da prendere prima di ordinare
Tre numeri e un metro da sarta risolvono il novanta per cento dei resi. Vanno presi prima di scegliere il modello, non dopo, e ci vogliono cinque minuti.
La sporgenza interna del cilindro
Appoggia il righello sulla porta, dal lato di dentro, e misura quanto sporge il cilindro. Sotto i 3 mm quasi tutti i costruttori passano alla piastra adesiva, che su una porta blindata pesante regge, ma è una soluzione di ripiego. Se sei sotto quota, la strada pulita è sostituire il cilindro con uno più lungo dal lato interno — che tanto è la stessa operazione che ti serve per avere la frizione.
La sporgenza esterna, che è un problema di sicurezza
Sull’altro lato la regola si ribalta: più di 3 mm fuori è troppo, con o senza serratura smart. Un cilindro che sporge si affronta con una pinza e si spezza, ed è il motivo per cui esiste il defender. Chi sta già cambiando cilindro faccia i conti su entrambi i lati insieme.
Lo spazio intorno al cilindro
Misura la distanza fra l’asse del cilindro e lo stipite, e fra il cilindro e la maniglia. I corpi motore di questa classifica sono cilindri da cinque-sei centimetri di diametro e quindici di lunghezza: dove la porta ha una maniglia bassa o un catenaccio interno, ci si scontra. È il caso in cui la Yale Lite vince per motivi puramente geometrici. Su questo abbiamo scritto un pezzo dedicato, le serrature smart per porta blindata.
Protocolli: Bluetooth, Wi-Fi, Matter, Thread
Il gergo delle schede tecniche nasconde una differenza pratica semplice: cosa funziona quando sei sul pianerottolo, cosa funziona quando sei in ufficio, e cosa hai già in casa perché funzioni.
Bluetooth: c’è sempre, e vale solo da vicino
Tutte e sei hanno il Bluetooth, ed è il canale che non tradisce: non passa dal router, non passa da internet, non passa da un server. Con il solo Bluetooth apri quando sei davanti alla porta, e basta. Per molte case è già abbastanza.
Wi-Fi a bordo o bridge a parte
Il Wi-Fi serve a una cosa sola: comandare la porta da fuori casa. SwitchBot Lock Ultra, Lock Pro e Nuki Pro ce l’hanno integrato. Yale Linus L2 Lite no, e per l’app da remoto vuole il suo bridge, comprato a parte e alimentato da una presa vicino alla porta. Vale la pena chiedersi se serve davvero: aprire la porta di casa a distanza è una funzione che si usa poche volte l’anno, salvo che tu non affitti.
Matter e Thread: cosa cambiano, e quando serve un hub
Matter è il linguaggio comune, Thread è la rete a basso consumo su cui viaggia. Il punto che le schede prodotto non evidenziano è che Thread ha bisogno di un border router in casa: un HomePod recente, una Apple TV, alcuni Echo, un hub del costruttore. Aqara è onesta e scrive «hub richiesto» nella scheda tecnica; Yale non lo scrive con la stessa chiarezza, ma la sostanza per la Lite è identica. Se in casa non hai nessuno di quei dispositivi, Thread è una casella che non ti serve.
Apple Home Key e NFC
Home Key è il modo Apple di trasformare iPhone e Watch in una chiave contactless. Nella classifica ce l’ha solo la Aqara U200, e per chi vive dentro l’ecosistema è la differenza fra usare la serratura e combatterla. Chi ha Android non ci perde niente: il tastierino con impronta fa lo stesso lavoro in meno tempo.
Batterie, autonomia e cosa fa il blackout
Le autonomie dichiarate stanno fra i sei e i dodici mesi, e sono calcolate su una decina di cicli al giorno. Chi entra e esce cinque volte al giorno le vedrà, chi ha una famiglia numerosa dimezzerà.
Ricaricabile, sostituibile, o tutte e due
Le celle ricaricabili integrate (Nuki, SwitchBot) tolgono la seccatura delle pile ma introducono una scadenza: una batteria al litio invecchia comunque, e quando non tiene più il ricambio va chiesto al costruttore. Le pile sostituibili (Yale con le CR123A, WE.LOCK con le AAA) invecchiano peggio come esperienza d’uso ma non hanno scadenza di progetto: fra otto anni le AAA si trovano ancora. La doppia batteria della SwitchBot Lock Pro è il compromesso migliore del gruppo, perché la serratura non si ferma mai per ricaricare.
Il tastierino ha una batteria sua
Dettaglio che sfugge a chi compra: il pezzo montato fuori dalla porta è un apparecchio a sé, con la sua alimentazione e le sue notifiche. Sull’Aqara si può cablare a 12-24 V e chiudere la questione per sempre. Sugli altri sono pile, e sono due scadenze da ricordare invece di una.
Il blackout non c’entra
Domanda ricorrente, risposta breve: una serratura smart a batteria non si accorge di un blackout. Quello che si accorge del blackout è il router, quindi durante un’interruzione di corrente perdi il controllo da remoto e ti resta il Bluetooth. Se hai il tastierino cablato, invece, quello sì che si spegne.
La sicurezza informatica, che è dove sta il rischio vero
Vale la pena essere netti, perché il marketing di categoria racconta l’opposto: una serratura smart non rende la porta più robusta. La resistenza all’effrazione resta quella della porta e del cilindro che c’erano prima. Quello che aggiungi è comodità, tracciabilità degli accessi e una superficie informatica nuova.
Non è il grimaldello
Il rischio pratico non è lo scasso: sono le credenziali. Un telefono smarrito e sbloccabile, un account con la stessa password di un forum bucato nel 2019, un codice PIN condiviso e mai revocato. Le vulnerabilità software esistono e vengono documentate regolarmente, ma la porta d’ingresso più usata resta l’utente.
Cosa guardare prima di comprare
Tre cose concrete. Che il costruttore rilasci aggiornamenti firmware e che si vedano nella cronologia dell’app. Che gli accessi si possano revocare uno per uno senza cambiare tutto. E che esista un modo di usare l’apparecchio in locale, senza account, per il giorno in cui il cloud non risponde. Se stai costruendo la sicurezza di casa a strati, la serratura è l’ultimo strato: prima vengono rilevazione e deterrenza, e su quelle abbiamo una guida all’antifurto per la casa.
Se il produttore spegne i server
È lo scenario che decide la durata reale di questi oggetti, molto più dei cicli meccanici. Una serratura legata a un cloud proprietario diventa un fermaporta il giorno in cui l’azienda chiude o abbandona il modello. Il paracadute si chiama Matter: uno standard aperto e locale che continua a funzionare dentro Apple Home o Google Home anche senza l’app del costruttore. Fra i sei modelli, quelli con Matter a bordo hanno una prospettiva di vita più lunga per ragioni che con la meccanica non c’entrano niente.
Quando una serratura smart non conviene
Ci sono tre casi in cui la risposta onesta è di lasciar perdere, e nessuno dei tre dipende dal modello.
Doppia mappa, o cilindro non frizionato che non vuoi cambiare
Se la porta ha una doppia mappa e non hai intenzione di far intervenire un fabbro, non c’è modello che tenga. Lo stesso vale se hai un cilindro europeo senza pomolo e senza frizione e l’idea di sostituirlo non ti piace: il montaggio riesce, ma ti sei costruito da solo la trappola del restare fuori.
Portone condominiale e ingresso comune
Sul portone di un condominio non si monta niente senza delibera, e la maggior parte delle assemblee dice no per una ragione ragionevole: l’accesso di tutti non può dipendere dall’app di uno. Per l’ingresso comune la strada praticabile è un altro apparecchio — un impianto citofonico con apriporta, e su quello abbiamo la guida per scegliere il videocitofono.
Se quello che cerchi è sicurezza, non comodità
Una serratura smart non alza la soglia d’ingresso di un ladro: quello lo fanno un cilindro europeo di classe alta, un defender come si deve e un impianto d’allarme che si fa sentire. Il motorino sul cilindro non aggiunge un millimetro di acciaio. Se il tuo problema sono i tentativi di intrusione e non le chiavi dimenticate, l’antifurto senza fili è il posto giusto dove mettere i soldi.
Quale scegliere, in pratica
Per la maggior parte delle case con cilindro europeo e pomolo interno, la SwitchBot Lock Ultra è la scelta che fa meno domande: tastierino e impronta inclusi, Wi-Fi a bordo, batteria di riserva e otto adattatori. Se la casa gira su Apple Home e hai già un HomePod o una Apple TV, la Aqara U200 aggiunge Home Key e il tastierino cablabile, ed è l’unica a darteli. Se vuoi l’apparecchio meglio costruito e il telefono in mano non ti pesa, la Nuki Smart Lock Pro. Con un budget stretto la SwitchBot Lock Pro dà quasi tutto della prima, la Yale Linus L2 Lite è la via d’uscita quando lo spazio intorno al cilindro è poco. E se il pomolo interno non ce l’hai, la WE.LOCK a cilindro è l’unica delle sei che risolve il problema invece di aggirarlo.
Domande frequenti sulle serrature smart
Le serrature smart sono sicure?
Sono sicure quanto la porta su cui le monti, né più né meno: il motore gira il cilindro che c’era già e non cambia la resistenza meccanica dell’insieme. Il rischio che aggiungono è informatico — credenziali deboli, telefono smarrito, codici mai revocati — e si gestisce con aggiornamenti firmware e gestione ordinata degli accessi, non con la marca.
Si può ancora aprire con la chiave?
Sì, purché il cilindro sia frizionato. Su un cilindro tradizionale, con la chiave lasciata inserita all’interno per il motore, la chiave dall’esterno non entra in presa e la porta si apre solo dall’app. È il singolo motivo per cui vale la pena spendere per un cilindro con funzione d’emergenza prima di comprare la serratura.
Come si entra se la batteria è scarica?
Con la chiave se il cilindro è frizionato, oppure con la batteria tampone interna dove c’è, oppure alimentando l’apparecchio da fuori con una power bank sui modelli che hanno la presa. Tutti i modelli in classifica hanno almeno una di queste tre vie, e nessuno le ha tutte e tre.
Serve internet per far funzionare una serratura smart?
No per aprire da vicino, sì per comandarla da fuori casa. Il Bluetooth funziona anche a router spento, e per molte famiglie basta. Il Wi-Fi o il bridge servono solo alle funzioni da remoto: aprire a un ospite mentre sei al lavoro, controllare se hai chiuso, ricevere notifiche di apertura.
Quanto dura la batteria di una serratura smart?
Fra sei e dodici mesi secondo i costruttori, su una base di circa dieci cicli al giorno. Yale dichiara fino a sei mesi con tre CR123A, SwitchBot fino a nove mesi sulla Lock Ultra. Consumano di più il collegamento Wi-Fi permanente, il freddo, e un cilindro che gira duro perché va lubrificato.
Si può montare una serratura smart su una porta blindata?
Sì, se la blindata ha un cilindro a profilo europeo con pomolo interno o con la possibilità di lasciare la chiave inserita, e se il cilindro sporge almeno 3 mm dal lato interno. Su una serratura a doppia mappa no: prima va convertita a cilindro europeo, ed è un lavoro da fabbro.
Che cilindro serve per una serratura smart?
Un cilindro a profilo europeo, con pomolo sul lato interno oppure con funzione di frizione d’emergenza, sporgente almeno 3 mm all’interno e non più di 3 mm all’esterno. Molti costruttori vendono un cilindro proprio che rispetta già queste quote, ed è spesso la via più rapida.
Le serrature smart rientrano nel bonus sicurezza?
Le misure antintrusione rientrano nella detrazione prevista dall’articolo 16-bis del TUIR, e l’elenco degli interventi ammessi comprende porte blindate e serrature di sicurezza, con aliquota al 50% sull’abitazione principale nel 2026 e al 36% negli altri casi, entro 96.000 euro di spesa. Il pagamento va fatto con bonifico parlante: per il caso specifico conviene sempre una verifica col proprio commercialista.
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Il numero che ti serve non lo devi misurare: il gestore idrico è obbligato per legge a pubblicarlo online, aggiornato all'ultimo anno. Qui trovi dove cercarlo, come si converte fra le tre scale che ti troverai davanti, e perché la penna che ti mostrano nelle dimostrazioni non misura la durezza.
Migliori filtri acqua sottolavello: quale toglie cosa
Sei filtri sottolavello a confronto sulla sola cosa che conta davvero: che cosa trattiene ogni soglia di filtrazione. Con il malinteso che manda a vuoto più acquisti, detto subito.
Domande e risposte
Le domande dei lettori
Se ci dai i dati del tuo caso — metri quadri, temperatura, budget — ti rispondiamo con un consiglio vero, non con un link.





