Impianti e sicurezza · Aggiornato il 24 agosto 2026
Migliori videocitofoni 2 fili: 5 kit da montare sui cavi che hai già
Cinque kit videocitofonici a 2 fili confrontati sui manuali di installazione dei costruttori: quale si monta sui cavi del vecchio citofono, quanto cavo regge ciascun bus e dove deve stare l’alimentatore.
Come abbiamo scelto
Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.
Dal citofono che hai già escono due fili, e la domanda è una sola: quale kit ci puoi attaccare senza aprire i muri. La risposta breve è che i kit monofamiliari a 2 fili nascono per questo — targa, monitor e alimentatore già accoppiati fra loro — e che nella maggior parte delle sostituzioni il doppino esistente si riusa così com’è. La risposta lunga contiene due vincoli che nessuno mette in prima pagina: «2 fili» non è uno standard ma una famiglia di sistemi proprietari, e i due fili alimentano la targa ma non l’impianto.
Qui sotto trovi cinque kit a 2 fili venduti su Amazon, confrontati leggendo i manuali di installazione dei costruttori: sezione dei cavi ammessa, metri di distanza, grado di protezione della targa, uscite per serratura e cancello. Se non hai ancora deciso che tipo di apparecchio ti serve, parti dalla guida su come scegliere un videocitofono; se stai ancora valutando cablato contro senza fili, il confronto fra impianto a 2 fili e Wi-Fi viene prima di questa pagina.
In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei. Il prezzo che paghi non cambia.
I due vincoli che decidono se il lavoro riesce
Un impianto a 2 fili è un bus digitale: sui due conduttori viaggiano insieme alimentazione, audio, video e comandi, e tutti gli apparecchi stanno sullo stesso circuito. È la tecnologia con cui si sostituisce un citofono senza nuove canalizzazioni. Prima del modello vanno però chiusi due punti, e sbagliarne uno costa il lavoro intero.
«2 fili» non è uno standard: ogni marchio ha il suo bus
La dicitura descrive quanti conduttori servono, non un protocollo comune. Vimar chiama il suo Due Fili Plus, BTicino usa il bus SCS a 2 fili, Comelit ha Simplebus: sono sistemi digitali proprietari e diversi fra loro. I kit funzionano perché targa, monitor e alimentatore sono della stessa famiglia, e per lo stesso motivo non si prende una targa di un marchio e un monitor di un altro. Fra installatori la risposta è secca: «non è uno standard, ogni ditta fa lavorare i 2 conduttori in maniera diversa». In condominio pesa il doppio: l’unità interna deve parlare la lingua del montante comune, e quella la decide l’edificio.
Il cavo che c’è già: quando basta e quando no
Qui i costruttori dicono numeri diversi, ed è il motivo per cui lo stesso muro va bene per un kit e no per un altro. Il manuale dell’EASYKIT Essential di BTicino ammette un doppino telefonico twistato da 2 × 0,28 mm² fino a 80 metri e da 2 × 0,5 mm² fino a 100, con alimentazione non polarizzata. Il manuale del kit Vimar K40910 chiede invece 0,75 mm² fino a 50 metri e 1 mm² fino a 100. Il doppino sottile di un citofono anni Ottanta rientra nel primo caso e non nel secondo: è una differenza che si legge solo aprendo i due PDF, e cambia la scelta.
L’alimentatore, che è il vero vincolo di posizione
La targa non ha bisogno di corrente propria: la prende dal bus, ed è tutto il senso del sistema. Ne ha bisogno l’alimentatore, che nei kit «plug-in» è una scatola da attaccare a una presa e in quelli professionali è un modulo da barra DIN nel quadro. Da lì partono due limiti che nessuno legge: BTicino lo vuole entro 20 metri dagli apparecchi, Vimar entro 15 metri dal videocitofono con cavo da 0,75 mm². E l’alimentatore BTicino è dichiarato IP30, cioè da interno asciutto. Se accanto al vecchio citofono non c’è una presa, la mezz’ora diventa un pomeriggio.
Il confronto in breve: cinque kit a 2 fili
La colonna «Fascia» indica il posizionamento di mercato, non una cifra: € fascia d’ingresso · €€ fascia intermedia · €€€ fascia alta.
| # | Modello | Monitor | Grado IP targa | Cavo e distanza | App | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | BTicino Easykit Essential 317913 | 7" a sfioramento | IP54 | 0,28 mm² fino a 80 m | No | €€€ |
| 2 | Vimar K40910 | 7" a sfioramento | IP44 · IK07 | 0,75 mm² fino a 50 m | No | €€€ |
| 3 | Honmidatek KW02 | 7" touch | IP44 | Fino a 100 m | Tuya, opzionale | €€ |
| 4 | Honmidatek 2 fili connesso | Due da 7" touch | Non dichiarato | Fino a 100 m | Tuya, centrale | €€€ |
| 5 | TMEZON T30 | 7" TFT a pulsanti | IPX5 | 0,75 mm² fino a 50 m | No | € |
Come abbiamo scelto questi cinque kit
La selezione nasce dal confronto fra i manuali di installazione dei costruttori, le schede tecniche ufficiali e centinaia di recensioni verificate, non da impressioni d’uso. Su un impianto cablato i dati che decidono sono pochi e tutti scritti: che cavo accetta, quanti metri regge, quanto è protetta la parte esposta.
Cosa siamo andati a leggere
Quattro voci, sempre le stesse. La sezione minima dei conduttori e la distanza massima, che dice se il cavo nel muro basta. Il grado di protezione della targa. Le uscite per serratura e cancello con tensioni e correnti dichiarate, perché è lì che i kit economici si fermano. E l’espandibilità, cioè quanti interni regge l’impianto prima di cambiare alimentatore.
Cosa non ha contato
Non abbiamo dato peso ai megapixel della targa: su pochi metri di ripresa, sotto un LED a infrarossi, fra 1080p e 2K non cambia il riconoscimento di chi suona. Nemmeno ai monitor grandi in quanto grandi, alle suonerie e alle funzioni che dipendono da un servizio in rete: su un impianto cablato sono un extra, non la ragione dell’acquisto.
I migliori videocitofoni a 2 fili: la classifica
I primi due sono kit di marca italiana con manuale pubblico e ricambi a catalogo; gli altri tre sono a marchio Amazon, più economici e più chiusi. Le posizioni 3 e 4 sono dello stesso produttore ma non sono lo stesso apparecchio: la terza è il kit base con un monitor, la quarta la versione con due monitor e le funzioni da remoto. Stanno in classifica entrambe perché rispondono a esigenze diverse.
La scelta d’insieme
BTICINO 317913 Videocitofono Easykit Essential, Kit Monofamiliare Espandibile, Plug-In 2 Fili, Monitor 7" a Colori, Vivavoce, Visione Notturna, Audio Bidirezionale, Pulsantiera Esterna con Telecamera
- Monitor
- 7 pollici
- Grado IP targa
- IP54
- Bus
- 2 fili non polarizzato
- Espansione
- 6 interni, 2 targhe
Cosa fa bene
- Il bus non è polarizzato: i due fili si ricollegano senza badare al verso
- Il manuale ammette 80 m su doppino da 0,28 mm², la sezione che di solito c’è già nel muro
- Due uscite separate sulla targa, una per la serratura e una per il cancello
Cosa fa male
- L’alimentatore è a spina, va tenuto entro 20 m dagli apparecchi e in ambiente asciutto (IP30)
- Il monitor è dichiarato per 5-40 °C: non è un apparecchio da locale non riscaldato
1. BTicino Easykit Essential 317913 — la scelta d’insieme
È il kit che chiede meno al muro. La scheda ufficiale BTicino dichiara targa in alluminio con tettuccio antipioggia, telecamera grandangolare con LED per l’illuminazione notturna, grado IP54, temperatura di esercizio da −10 a +40 °C e distanza massima fra apparecchi di 100 metri. Il bus non è polarizzato: i due fili si ricollegano senza badare al verso, che su un impianto vecchio e non etichettato è mezz’ora risparmiata. Sulla morsettiera ci sono due uscite distinte — cancello 12/24 V AC/DC 1 A e serratura porta 18 V, 4 A impulsivi — e si espande fino a sei posti interni e due targhe.
Il più solido
Vimar K40910 Kit Videocitofono Monofamiliare da Parete, Grigio la Targa e Bianco Il Monitor
- Monitor
- 7 pollici
- Grado IP targa
- IP44
- Urti
- IK07
- Telecamera
- 120° orizzontali
Cosa fa bene
- La targa è dichiarata IK07 e da -25 a +55 °C: è pensata per stare fuori davvero
- Comando serratura elettrica e apertura cancello già sulla morsettiera
- Intercomunicante fra i videocitofoni della stessa famiglia
Cosa fa male
- Vuole 0,75 mm² fino a 50 m e 1 mm² fino a 100 m: il doppino sottile del vecchio citofono può non bastare
- Il monitor ha tasti a sfioramento, non uno schermo touch
2. Vimar K40910 — il più solido
È il kit che invecchia meglio, e si vede dai numeri della targa: IP44, resistenza agli urti IK07, temperatura dichiarata da −25 a +55 °C, grandangolo orizzontale di 120° a 1000 TVL. Sono valori da apparecchio che sta su una parete esposta, non sotto un portico. Il monitor da 7 pollici ha tasti a sfioramento — non è uno schermo touch, e il manuale lo dice — con funzione intercomunicante fra gli interni della stessa famiglia, e la morsettiera comanda elettroserratura e porta automatica entro i 12 V dichiarati. Il prezzo tecnico è il cavo: 0,75 mm² fino a 50 metri, sezione che un doppino vecchio non sempre ha.
Il miglior rapporto qualità-prezzo
Honmidatek Sistema di videocitofono a 2 fili KW02, 1080p e Audio Bidirezionale, sblocco remoto porta/cancello, controllo accessi APP/RFID, touch screen da 7 pollici, Rilevamento Presenza, Argento
- Monitor
- 7 pollici touch
- Risoluzione
- 1080p
- Grado IP targa
- IP44
- Distanza
- Fino a 100 m
Cosa fa bene
- La targa si alimenta dal monitor: nessun alimentatore in più da sistemare
- Apertura con badge RFID 13,56 MHz e con telefono NFC, oltre che dal monitor
- Visione notturna a infrarossi dichiarata fino a 5 m
Cosa fa male
- Il bus è proprietario: targa e monitor si sostituiscono solo dentro questa linea
- Le funzioni da remoto passano dall’app Tuya, cioè da un servizio di terze parti
3. Honmidatek KW02 — il miglior rapporto qualità-prezzo
È il kit da prendere se ti basta vedere chi suona e aprire. La scheda dichiara telecamera 1080p, targa IP44 alimentata direttamente dal monitor — quindi nessun alimentatore in più da sistemare — fino a 100 metri fra targa e monitor e alimentatore da 24 V 1 A con protezione di polarità. Il monitor è un touch da 7 pollici, la visione notturna a infrarossi è dichiarata fino a 5 metri, e l’apertura si comanda dal monitor, con badge RFID a 13,56 MHz o con un telefono NFC. L’app Tuya c’è ma è un di più: l’impianto funziona senza. Il limite è il bus proprietario e chiuso, con ricambi non garantiti come per un marchio a catalogo.
Il 2 fili connesso
Honmidatek Videocitofono 2 Fili connesso, con fotocamera, versione notturna, vista dal vivo e conversazione, sblocco tramite monitor, 2 monitor da 7" con campanello cablato, per 1 famiglia
- Monitor
- Due da 7 pollici
- Telecamera
- 2 MP, 140°
- Alimentazione
- 24 V 1 A
- Archivio
- microSD 32 GB
Cosa fa bene
- Arriva con due monitor: uno al piano di sotto e uno di sopra senza comprare altro
- Registra foto e video dei visitatori sulla microSD, senza abbonamento
- Chiamata interna e trasferimento di chiamata fra i due monitor
Cosa fa male
- Il grado IP della targa non è dichiarato: c’è solo la cornice antipioggia
- Notifiche e apertura da fuori casa dipendono dall’app Tuya e dal suo servizio
4. Honmidatek 2 fili connesso — quando vuoi rispondere anche da fuori
Stesso produttore del precedente, apparecchio diverso: qui i monitor touch da 7 pollici sono due, e le funzioni da remoto sono la ragione del kit. La scheda dichiara pannello in lega di alluminio con cornice antipioggia, telecamera da 2 MP con campo di ripresa di 140°, visione notturna a infrarossi, alimentatore 24 V 1 A, microSD da 32 GB inclusa per registrare i visitatori senza abbonamento, chiamata interna e trasferimento di chiamata fra i due monitor. Due cose da sapere: il grado IP della targa non è dichiarato, e la parte connessa dipende dall’app Tuya — se il servizio chiude, resta un videocitofono a 2 fili funzionante, ma solo quello.
Per due o più interni
TMEZON Videocitofono 2 fili Monofamiliare Video Citofoni,Monitor TFT a Colori 7 pollici e Campanello esterno con telecamera Visione Notturna,Audio Bidirezionale,T30
- Monitor
- 7 pollici TFT
- Grado IP targa
- IPX5
- Cavo
- RVV 2×0,75 mm²
- Distanza
- Fino a 50 m
Cosa fa bene
- La stessa linea si compra con uno, due o tre monitor: il secondo interno non è un accessorio da cercare
- Comanda l’elettroserratura senza moduli aggiuntivi (cancello ≤30 V 2 A, serratura ≤350 mA)
- Niente app e niente account: fa il videocitofono e basta
Cosa fa male
- La versione qui in classifica include un monitor solo: per due interni si prende quella con due monitor
- IPX5 dichiara la tenuta all’acqua ma non dice nulla sulla polvere
5. TMEZON T30 — per due o più interni
Il T30 è la linea da guardare quando un interno solo non basta: la stessa serie si compra in versione con uno, due o tre monitor, con la targa già predisposta per il numero di chiamate corrispondente. La versione qui sopra è la monofamiliare, quindi con un monitor solo. La scheda dichiara monitor TFT a colori da 7 pollici con pulsanti, targa IPX5 con visione notturna a infrarossi, cavo consigliato RVV 2 × 0,75 mm² fino a 50 metri, comando diretto dell’elettroserratura (cancello ≤ 30 V 2 A, serratura ≤ 350 mA), 16 suonerie e modalità non disturbare. Niente app e niente account. La sigla IPX5 però dichiara la tenuta ai getti d’acqua e non dice nulla sulla polvere.
Cosa c’è dentro un kit monofamiliare
Un kit monofamiliare contiene tre pezzi: la targa esterna con telecamera e pulsante di chiamata, il monitor interno, l’alimentatore. Tutto il resto — secondo monitor, elettroserratura, relè per il cancello, telecamera aggiuntiva — si compra a parte. È la prima delusione a scatola aperta, ed è evitabile leggendo la confezione.
La targa esterna, il pezzo che sta fuori
Contiene telecamera, microfono, altoparlante, LED a infrarossi e la morsettiera con le uscite di comando. Nei kit di marca ha il tettuccio antipioggia in dotazione e un grado IP dichiarato; in quelli economici il tettuccio c’è ma il grado a volte no. Le dimensioni contano più di quanto sembri: la targa Vimar misura 90 × 160 × 20 mm senza cornice, e va confrontata con la scatola da incasso che hai già nel muro.
Il monitor: da 4,3 a 7 pollici, e come si comanda
Sette pollici sono lo standard di fatto dei kit monofamiliari: a quella misura riconosci una faccia da due metri. I 4,3 pollici hanno senso su una parete stretta o come secondo interno in camera. Più del formato conta il comando, e i cataloghi confondono tre cose: i pulsanti fisici si trovano al buio, i tasti a sfioramento sono capacitivi ma fissi sulla cornice — li usano BTicino e Vimar — e il touch screen vero serve solo se ci sono menu da navigare. Il vivavoce ormai lo montano tutti: comodo, ma in un ingresso con eco taglia le mezze frasi perché commuta fra ascolto e parlato. La cornetta resiste dove serve riservatezza.
L’alimentatore, a spina o da barra DIN
Quello a spina si attacca a una presa vicino al monitor ed è il motivo per cui i kit «plug-in» si montano in fretta. Quello da barra DIN occupa tre moduli nel quadro ed è l’unica soluzione sensata se il monitor sta lontano da una presa. Il monitor va comunque in ambiente riscaldato: BTicino lo dichiara per 5-40 °C.
Telecamera, visione notturna e grado IP della targa
Sulla targa contano tre dati, e quello che i produttori mettono in evidenza è il meno importante: la risoluzione pesa poco, mentre campo visivo e grado di protezione decidono se la telecamera inquadra chi suona e se fra cinque anni funziona ancora.
Risoluzione e campo visivo
Il campo visivo orizzontale dei kit di questa classifica va da 95° a 140°. Più è largo, più vedi chi si tiene di lato per non farsi riprendere — il caso in cui la telecamera serve davvero. La risoluzione, sopra il Full HD, aggiunge poco: la targa riprende un volto a un metro sotto una luce a infrarossi. Più utile è la portata degli infrarossi quando è dichiarata: cinque metri sono realistici per un ingresso.
Il grado IP secondo la EN 60529
Il grado IP è definito dalla norma CEI EN 60529 e si legge con due cifre: la prima indica la protezione contro i corpi solidi e il contatto (scala 0-6), la seconda quella contro i liquidi (scala 0-9). Quindi IP44 protegge da corpi solidi oltre 1 mm e da spruzzi d’acqua da ogni direzione, IP54 aggiunge la protezione dalla polvere. Una X al posto di una cifra, come in IPX5, significa che quella prova non è dichiarata: non è un valore peggiore, è un dato mancante. Su una parete riparata IP44 basta; su un muro che prende pioggia battente e sole diretto, IP54 è il minimo sensato.
Aprire la porta e il cancello, ed espandere a più interni
La targa ha normalmente due uscite di comando, elettricamente diverse fra loro, e il bus accetta più di un interno: sono i due punti in cui i kit economici si fermano prima di quanto la scheda faccia credere.
Le due uscite della targa, e il relè che spesso manca
L’uscita serratura è un comando in tensione dimensionato per un’elettroserratura: sulla targa BTicino è dichiarata 18 V con 4 A impulsivi e 250 mA di mantenimento, su Vimar il limite è 12 V. L’uscita cancello è di solito un contatto pulito, cioè un interruttore che chiude il circuito dell’automazione senza portargli tensione: BTicino la dichiara per 12/24 V AC/DC, 1 A. Se l’assorbimento supera quei limiti — succede con le serrature motorizzate — fra targa e serratura va messo un relè con la sua alimentazione, che nei kit economici non è incluso né nominato.
Il secondo interno e i limiti dell’alimentatore
Sui kit di marca l’espansione è a catalogo: l’Easykit Essential arriva a sei posti interni e due targhe, Vimar prevede i videocitofoni supplementari della stessa serie. Sui kit economici si passa dall’acquisto di una versione diversa dello stesso kit, come nel T30. Il tetto è la corrente: questi alimentatori erogano tipicamente 1 A, e un interno in più su una tratta lunga li porta al limite. Il sintomo non è un blocco netto — è un’immagine che parte scura, una chiamata che non arriva, un apriporta che ogni tanto non scatta.
Installazione: cosa si fa da soli e cosa no
Sostituire un videocitofono su un impianto esistente è, in molti casi, alla portata di chi sa staccare l’interruttore generale e usare un cacciavite. Diventa un altro mestiere quando si toccano il quadro elettrico, il montante condominiale o l’alimentazione a 230 V.
L’altezza della targa non è una preferenza
Il manuale BTicino indica l’obiettivo della telecamera fra 160 e 165 cm da terra, salvo diversa normativa vigente. Non è estetica: sotto quella quota inquadri il petto, sopra tagli fuori un bambino o una persona in sedia a rotelle. La targa va anche orientata per evitare il controluce: col sole di fronte restituisce una sagoma nera, e nessun grandangolo lo compensa.
Scatola da incasso, cavi e quando serve un’impresa
Se la targa vecchia era da incasso, la nuova va confrontata con la scatola esistente: le misure non sono standardizzate fra marchi. E i due fili del bus non vanno infilati nella canalina dei cavi di potenza, o si finisce con ronzio sull’audio e righe sul video. Il manuale Vimar è poi esplicito: l’installazione va eseguita da personale qualificato, e a monte dell’alimentatore va installato un interruttore bipolare con separazione dei contatti di almeno 3 mm.
Condominio e privacy della ripresa
In condominio il videocitofono non è solo un acquisto, ed è meglio saperlo prima di ordinare: due vincoli arrivano da fuori, l’impianto comune dell’edificio e le regole sulla ripresa di spazi che non sono tuoi.
Il montante decide, e la delibera pure
Il montante è la dorsale che serve tutte le unità e parla la lingua del sistema installato: un monitor a 2 fili di un altro marchio non ci si collega, e non esiste adattatore universale. Sostituire il citofono comune è poi un’innovazione da deliberare. L’art. 1120 del codice civile chiede in via ordinaria la maggioranza del quinto comma dell’art. 1136 — maggioranza degli intervenuti e almeno due terzi del valore dell’edificio — mentre per le innovazioni relative alla sicurezza vale il quorum più basso del secondo comma.
Cosa può inquadrare la telecamera
Un videocitofono che mostra chi suona quando suona è un conto; uno che registra è un trattamento di dati personali. Il Garante per la protezione dei dati personali esclude dal GDPR le telecamere installate nella propria abitazione per finalità esclusivamente personali, ma pone un limite netto all’inquadratura: l’angolo visuale «deve essere comunque limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza», escludendo aree comuni come cortili, pianerottoli e scale. Fuori da quel perimetro servono informativa — anche un semplice cartello — e tempi di conservazione brevi. Fra i cinque kit, quello che registra su microSD è il quarto.
Quanto dura un impianto a 2 fili
È la partita che il cablato vince larga, ed è il motivo per cui questi impianti si trovano ancora funzionanti dopo vent’anni: nessuna batteria da sostituire, nessun servizio in rete da cui dipendere, pochi pezzi guastabili e tutti identificabili.
La targa è il pezzo che invecchia
Pioggia, sole e sbalzi termici lavorano sulla targa, non sul monitor. I punti che cedono sono tre: la guarnizione, che secca e lascia entrare umidità; l’obiettivo, che si opacizza; i LED a infrarossi, che perdono resa. Un grado IP alto e una temperatura di esercizio ampia — la targa Vimar è dichiarata da −25 a +55 °C — sono gli anni in più prima di ricomprare la parte esposta.
Ricambi, moduli e nessuna dipendenza dal cloud
Su un marchio con catalogo tecnico pubblico, targhe, monitor supplementari e alimentatori restano ordinabili per anni; su un kit a marchio Amazon la disponibilità dei ricambi è legata alla permanenza del venditore. Vale poi per tutti la stessa cosa: un impianto a 2 fili funziona senza internet, senza account e senza app, e se un produttore spegne un servizio continua a suonare, mostrare e aprire. È il contrario di un campanello Wi-Fi, che ha senso solo quando i fili non ci sono: in quel caso guarda i migliori videocitofoni Wi-Fi.
Quale kit a 2 fili scegliere, in pratica
Se stai sostituendo un citofono e vuoi chiuderla in un pomeriggio, il BTicino Easykit Essential 317913 è la scelta con meno sorprese: bus non polarizzato, cavo sottile ammesso fino a 80 metri, due uscite di comando già pronte. Se la targa va su una parete esposta e vuoi che duri, il Vimar K40910 ha i numeri giusti — IP44, IK07, da −25 a +55 °C — a patto che il cavo abbia la sezione richiesta.
Se il budget è il vincolo principale e ti basta vedere e aprire, l’Honmidatek KW02 fa il lavoro con la targa alimentata dal monitor. Se vuoi rispondere anche quando non sei in casa, la versione connessa a due monitor dello stesso produttore è l’unica costruita per quello. E se ti serve un interno per piano, il TMEZON T30 si compra già con due o tre monitor. Per un panorama più ampio c’è la classifica dei migliori videocitofoni; chi valuta in parallelo anche l’allarme trova il quadro nella guida all’antifurto per la casa.
Domande frequenti sui videocitofoni a 2 fili
Quanti fili servono per un videocitofono a 2 fili?
Due, e su gran parte dei sistemi non polarizzati. Sui due conduttori viaggiano insieme alimentazione, audio, video e comandi, quindi non serve un cavo dedicato per la telecamera. Va invece verificata la sezione: BTicino ammette 0,28 mm² fino a 80 metri, Vimar chiede 0,75 mm² già entro i 50.
Posso usare i fili del vecchio citofono?
Nella maggior parte delle sostituzioni sì, ed è il motivo per cui questi kit esistono. Le condizioni sono due: che i conduttori abbiano la sezione richiesta dal costruttore per quella distanza, e che il percorso non sia condiviso con cavi di potenza. Se il vecchio impianto era a 5 o 7 fili, due conduttori si riusano e gli altri restano inutilizzati.
I videocitofoni a 2 fili sono compatibili fra marche diverse?
No. «2 fili» descrive il numero di conduttori, non un protocollo comune: Due Fili Plus di Vimar, il bus SCS di BTicino e Simplebus di Comelit sono proprietari e incompatibili. Targa e monitor vanno presi della stessa famiglia, e in condominio l’unità interna deve essere compatibile con il montante dell’edificio.
Serve una presa di corrente vicino alla targa esterna?
No: la targa si alimenta dal bus. Serve una presa per l’alimentatore, che sta all’interno e ha un limite di distanza dagli apparecchi — 20 metri per BTicino, 15 per Vimar con cavo da 0,75 mm². In alternativa si usa un alimentatore da barra DIN nel quadro elettrico.
Un videocitofono a 2 fili funziona senza internet?
Sì, completamente: chiamata, immagine, conversazione e apertura non passano dalla rete. Alcuni modelli aggiungono notifiche e apertura da remoto tramite app, e quelle richiedono internet — ma se il servizio smette di funzionare l’impianto continua a fare tutto il resto.
Il videocitofono a 2 fili apre anche il cancello?
Nei kit di questa classifica sì: la targa ha un’uscita dedicata, separata da quella dell’elettroserratura. Vanno però confrontati i limiti dichiarati — 12/24 V AC/DC e 1 A su BTicino, 12 V su Vimar — con le richieste della centralina. Se non bastano, fra i due va messo un relè, che di norma non è nel kit.
Posso installare un videocitofono a 2 fili da solo?
La sostituzione degli apparecchi su un impianto esistente sì, staccando prima la corrente. Il collegamento alla rete a 230 V, l’intervento sul quadro e i lavori sul montante comune no: il manuale Vimar richiede personale qualificato e un interruttore bipolare a monte dell’alimentatore, con separazione dei contatti di almeno 3 mm.
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Domande e risposte
Le domande dei lettori
Se ci dai i dati del tuo caso — metri quadri, temperatura, budget — ti rispondiamo con un consiglio vero, non con un link.




