Impianti e sicurezza · Aggiornato il 11 ottobre 2026
Videocitofono non funziona: cosa fare, sintomo per sintomo, prima di chiamare il tecnico
Prima di comprare un monitor nuovo, scopri se il guasto è solo a casa tua o in tutto il palazzo: è la domanda che decide chi interviene, chi paga e se serve davvero cambiare qualcosa.
Il videocitofono non funziona: suona e lo schermo resta nero, oppure vedi chi c’è ma non ti sente, oppure non suona proprio. Prima di comprare un monitor nuovo, e prima di smontare qualsiasi cosa, serve una sola informazione: il guasto è soltanto a casa tua, o in tutto il palazzo?
È la domanda che decide tutto il resto, e conviene metterla in cima. Se il problema ce l’hanno anche i vicini, il tuo apparecchio con ogni probabilità è sano e il guasto sta sull’impianto comune — pulsantiera, alimentatore, linea montante — che non tocchi tu e non paghi da solo. Se ce l’hai solo tu, il campo si restringe al tuo posto interno o al tratto di cavo che lo raggiunge. Sui videocitofoni Wi-Fi la domanda cambia forma ma non sostanza: è il dispositivo, o la rete di casa?
Questa guida va per sintomi, come li descrivono le ricerche: non suona, non si vede, non si sente, non apre, smette dopo un temporale, non si collega al Wi-Fi. Per ognuno trovi la causa probabile, cosa puoi controllare tu in sicurezza e cosa spetta al tecnico o all’amministratore.
Videocitofono non funziona: le tre domande prima di toccare qualsiasi cosa
Quando il videocitofono non funziona, tre domande riducono le cause possibili da venti a due o tre: il guasto è solo tuo o di tutto l’edificio, che tipo di impianto hai, e quale funzione è saltata. Le prime due si chiariscono in cinque minuti, senza attrezzi, e dicono già a chi telefonare.
Solo da te o in tutto il palazzo?
Il controllo più utile non richiede nessuno strumento: chiedi a un vicino della stessa scala se il suo videocitofono suona, si vede e apre. Ancora meglio, scendi in strada e chiama prima il tuo interno e poi un altro. Il manuale tecnico Comelit per la videocitofonia a cablaggio semplificato, nella sua tabella di ricerca guasti, ragiona esattamente così: «un monitor» senza immagine porta a cercare il guasto sul derivatore o sul monitor stesso, «tutti i monitor» senza immagine portano alla linea montante o alla telecamera della pulsantiera.
È la stessa logica che ti serve. Guasto su tutti gli interni: è dell’impianto comune, si chiama l’amministratore. Guasto solo sul tuo: può essere il tuo apparecchio, ma anche la derivazione che dalla colonna arriva al tuo appartamento.
Che impianto hai: condominiale, monofamiliare o Wi-Fi
Gli impianti che trovi nelle case italiane sono di tre famiglie, e si guastano in modi diversi. Il condominiale cablato, analogico a più conduttori o digitale a 2 fili, ha una pulsantiera comune, un alimentatore nel quadro o nel vano scala e un posto interno per appartamento. Il monofamiliare a 2 fili ha la stessa struttura in piccolo, tutta tua. Il videocitofono o videocampanello Wi-Fi vive di rete domestica, app e spesso batteria.
Se non sai quale hai, guarda dietro o sotto il posto interno: un codice di articolo e il marchio bastano per trovare il manuale. Le differenze fra i sistemi sono spiegate per esteso nel confronto fra videocitofono a 2 fili e Wi-Fi; qui servono solo per orientare la diagnosi.
Cosa puoi toccare tu, e cosa no
Il confine è netto. Puoi controllare le impostazioni del posto interno, il volume, la suoneria, la pulizia della telecamera, la rete Wi-Fi e l’app. Non apri il posto interno, non tocchi l’alimentatore nel centralino e non metti le mani sui collegamenti a 230 V. Lo stesso manuale Comelit chiede, in caso di guasto, di togliere l’alimentazione e «non manometterlo», rivolgendosi solo all’installatore o all’assistenza autorizzata, e avverte che alcuni monitor lavorano con tensioni elevate all’interno.
La mappa dei guasti in una tabella
Un videocitofono può smettere di suonare, di mostrare l’immagine, di trasmettere l’audio o di aprire, e ogni sintomo ha due o tre cause tipiche. La tabella le mette in fila e dice chi interviene: la colonna che conta è l’ultima, perché separa ciò che sistemi tu da ciò che spetta al tecnico o al condominio.
| Sintomo | Prima cosa da guardare | Causa probabile | Chi interviene |
|---|---|---|---|
| Non suona, ma lo schermo si accende | Icona di suoneria esclusa, volume | Suoneria disattivata dal menu | Tu |
| Non suona e non si accende, solo da te | Display, icone, altri interni di casa | Funzione «utente assente», posto interno o derivazione guasti | Tu, poi elettricista |
| Non suona per nessuno nel palazzo | Chiedi ai vicini | Pulsantiera, alimentatore, linea comune | Amministratore |
| Suona ma schermo nero, solo da te | Luminosità, contrasto | Regolazioni, derivatore, monitor | Tu, poi elettricista |
| Nessuno vede l’immagine | Chiedi ai vicini | Telecamera della pulsantiera o linea montante | Amministratore |
| Immagine sfocata, sdoppiata, negativa | Lente della targa | Lente sporca, cablaggio video | Tu per la lente, poi tecnico |
| Si vede ma non si sente | Volume, microfono escluso | Regolazioni, cornetta o modulo audio | Tu, poi tecnico |
| Fischia | Volume della targa | Ritorno acustico fra altoparlante e microfono | Tecnico (regolazione) |
| Non apre il portone | Prova da un altro interno | Tasto, modulo della targa, elettroserratura | Tecnico o amministratore |
| Smette dopo un temporale | Quadro elettrico, altri interni | Sovratensione su alimentatore o moduli | Elettricista |
| Wi-Fi offline o non si collega | Banda del router, segnale | Rete a 5 GHz, segnale debole, password | Tu |
Come leggere la tabella
La riga giusta la trovi incrociando il sintomo con la risposta alla prima domanda. Lo stesso schermo nero ha due significati opposti: se capita solo a te è un problema del tuo ramo, se capita a tutti è un guasto della telecamera o della colonna. Per questo, prima di ogni altra prova, conviene sapere cosa succede dai vicini.
Una nota sulle cause più banali, che risolvono una parte dei casi: una suoneria esclusa per sbaglio, una luminosità portata a zero, un microfono disattivato. Sono funzioni che i posti interni moderni hanno nel menu, e che si attivano con un tocco involontario durante la pulizia.
Il videocitofono non suona
Un videocitofono che non suona ha tre spiegazioni frequenti: la suoneria è stata esclusa dal menu, il pulsante della targa o il modulo di chiamata non inviano la chiamata, oppure il tuo posto interno non riceve più alimentazione o segnale. Se lo schermo si accende quando suonano, la prima ipotesi è quasi sempre quella giusta.
La suoneria esclusa e la funzione «utente assente»
Molti posti interni hanno due modi diversi per tacere, e si confondono. Il manuale d’uso del videocitofono Elvox art. 5721 (Vimar, costruttore) li descrive entrambi. Con «disabilita suoneria» all’arrivo della chiamata lo schermo si accende ma la suoneria non si sente. Con «utente assente» il videocitofono non suona e non accende nemmeno il display, e la targa avvisa chi chiama con un tono.
In entrambi i casi compare un’icona nell’angolo del display. Sul manuale d’uso e installazione del BTicino Classe100 X16E (costruttore) l’indicatore è un LED: rosso lampeggiante significa suoneria della chiamata disattivata. Controlla icone e LED prima di qualunque altra cosa.
Suona il campanello del piano ma non quello della strada
Il posto interno distingue spesso fra chiamata dalla pulsantiera in strada, dal pulsante fuori porta sul pianerottolo e intercomunicante fra interni, ognuna con la sua suoneria e il suo volume. Il manuale Elvox precisa che la suoneria si disattiva «solamente» per le chiamate dalla targa esterna. Se suona una chiamata e l’altra no, guarda prima le regolazioni separate dei volumi: una suoneria a zero e una attiva producono esattamente questo sintomo.
Non suona per nessuno: la pulsantiera o l’alimentazione
Se non suona in nessun appartamento, il guasto è a monte. Il manuale tecnico Comelit, per il caso in cui la chiamata non arriva a nessun monitor pur con l’audio presente, indica un collegamento interrotto fra i moduli dei pulsanti o il modulo audio della targa da sostituire. Se invece non arriva a un solo monitor, il sospetto va sul pulsante della targa dedicato a quell’appartamento o sull’apparecchio interno.
Il pulsante della targa è un componente comune esposto a pioggia, polvere e colpi. Un pulsante che non risponde, o che resta incastrato, è un intervento per il tecnico chiamato dall’amministratore, non un difetto del tuo monitor.
Il videocitofono suona da solo
Il sintomo opposto ha cause più difficili da isolare, e i manuali che abbiamo letto non lo trattano esplicitamente. Le spiegazioni ragionevoli sono un pulsante della targa che fa contatto da solo, spesso per umidità o ossidazione, o un disturbo sulla linea. Annota a che ora succede e se capita anche ai vicini: se il palazzo è coinvolto, è la targa.
Suona ma non si vede: schermo nero o immagine disturbata
Un videocitofono che suona ma non mostra l’immagine ha due spiegazioni molto diverse a seconda di quanti appartamenti ne soffrono. Se capita solo a te, il problema sta nelle regolazioni del monitor, nel derivatore o nel monitor stesso. Se nessuno vede l’immagine, si guarda la telecamera della pulsantiera o la linea video comune.
Schermo nero solo da te
Prima di pensare a un guasto controlla luminosità e contrasto. Il manuale Elvox mette entrambe le regolazioni nel menu dell’apparecchio, a livelli selezionabili: una luminosità portata al minimo dà uno schermo che sembra spento anche quando riceve il segnale. Se le regolazioni sono a posto e lo schermo resta nero solo da te, la tabella Comelit elenca tre cause in ordine: derivatore non alimentato, conduttori video interrotti o in cortocircuito fra derivatore e monitor, monitor guasto.
Le prime due stanno fuori dal tuo apparecchio, nel ramo che porta il segnale al tuo appartamento. Per questo, prima di comprare un monitor nuovo, conviene che un tecnico misuri cosa arriva ai morsetti: cambiare il posto interno e ritrovarsi lo stesso schermo nero è l’errore più comune e più costoso.
Nessuno nel palazzo vede l’immagine
Se tutti i monitor si accendono ma nessuno ha l’immagine, il manuale Comelit indica la linea video della colonna montante interrotta, la telecamera della pulsantiera non alimentata o la telecamera difettosa. Se nessun monitor si accende proprio alla chiamata, il problema è nei conduttori di alimentazione della colonna o nella centrale che non eroga tensione. In entrambi i casi è un guasto condominiale: lo segnali all’amministratore.
Immagine sfocata, sdoppiata o negativa
Su un’immagine che c’è ma è brutta, il primo controllo è il più semplice: la lente della telecamera sulla targa, esposta a smog, pioggia e ragnatele. Puliscila con un panno morbido. Se non basta, sugli impianti tradizionali con cavi video separati la tabella Comelit collega l’immagine sfocata o sdoppiata a una distribuzione del segnale scorretta o alle resistenze di chiusura da 75 ohm mancanti sull’ultimo derivatore, e l’immagine negativa o senza contrasto a un conduttore video interrotto o invertito.
Il ritardo dell’immagine sui modelli Wi-Fi
Sui videocampanelli a batteria l’immagine che arriva dopo qualche secondo non è un guasto: è il tempo che il dispositivo impiega a svegliarsi e collegarsi. Da cosa dipende è spiegato nella sezione sul ritardo del confronto fra 2 fili e Wi-Fi, linkato sopra.
Si vede ma non si sente: i guasti dell’audio
Quando il videocitofono mostra l’immagine ma l’audio manca, è debole o disturbato, la causa sta in una regolazione, in un microfono escluso, nella cornetta del posto interno o nel modulo audio della pulsantiera. Anche qui la domanda decisiva è se il difetto colpisce solo il tuo appartamento o tutti gli interni della scala.
Tu senti, ma fuori non ti sentono
È la forma più cercata, spesso con un marchio davanti. Sui posti interni vivavoce controlla prima che il microfono non sia stato escluso: il manuale Elvox prevede proprio un tasto per escluderlo durante la conversazione, con un’icona dedicata sul display. Poi la tabella Comelit distingue due casi. Se l’audio verso la strada è scarso solo dal tuo monitor, il guasto è nella tua cornetta. Se è scarso da tutti i monitor, il volume dell’altoparlante della targa è regolato troppo basso o il modulo audio della targa è difettoso.
Non senti chi parla in strada
Il caso speculare segue la stessa logica. Ricezione scarsa su un solo monitor: secondo il manuale Comelit, la cornetta di quel monitor è guasta e va sostituita. Ricezione scarsa per tutti: modulo audio della pulsantiera. Sui vivavoce senza cornetta prova prima ad alzare il volume della conversazione dal menu, che è separato da quello della suoneria.
Il videocitofono fischia
Il fischio durante la conversazione è un ritorno acustico: l’altoparlante della targa viene ripreso dal suo stesso microfono, come quando si avvicina un microfono a una cassa. Il manuale Comelit dà il rimedio in una riga: diminuire leggermente il volume esterno della targa, regolato con il trimmer contrassegnato dal simbolo dell’altoparlante. È una regolazione dentro la pulsantiera comune: la fa il tecnico, in pochi minuti.
Il ronzio di fondo
Un ronzio costante a bassa frequenza nell’audio ha una causa precisa, scritta nello stesso manuale: i conduttori dell’impianto sono stati fatti passare per un lungo tratto insieme ai cavi che alimentano carichi di elevata potenza. È un difetto di posa, spesso comparso dopo lavori nel vano scala o nelle canaline, e si risolve separando i percorsi.
Il videocitofono non apre il cancello o il portone
Se premi il tasto con la chiave e il portone non si apre, il guasto può stare in tre punti: il tasto del tuo posto interno, il modulo della pulsantiera che comanda l’apertura, o l’elettroserratura sul portone. Una prova da un altro appartamento separa subito il primo caso dagli altri due.
Il tasto chiave o il comando del tuo interno
Se dai vicini il portone si apre e da te no, il problema è sul tuo ramo: il manuale Comelit indica, fra le cause, il pulsante del monitor contrassegnato dal simbolo della chiave difettoso. Se invece non si apre da nessuno, il guasto è comune. Sui monitor moderni c’è anche una funzione da conoscere: il BTicino Classe100 X16E prevede un microinterruttore per il servizio di «serratura sicura», da attivare a dispositivo non alimentato, cioè in installazione.
L’elettroserratura del portone
L’elettroserratura è un componente comune e si consuma: molle, scrocco e bobina lavorano a ogni apertura per anni. Il manuale Comelit dà al tecnico il metodo per isolarla, cioè provare l’elettroserratura cortocircuitando i suoi morsetti sulla targa; se scatta, il problema sta a monte. Un’altra causa elencata è la tensione di alimentazione sotto i 12 V quando sulla targa sono state aggiunte troppe lampade portanome. Sono misure da fare con il tester, non da te.
Il cancello automatico è un’altra storia
Se il videocitofono comanda anche il cancello carrabile, attraverso un relè o un contatto ausiliario, e il cancello non si apre, distingui: se il cancello risponde al telecomando, il guasto è sul comando dal videocitofono; se non risponde nemmeno al telecomando, il problema è dell’automazione. Come funzionano relè e contatti è spiegato nella guida su come scegliere il videocitofono.
Videocitofono non funziona dopo un temporale
Quando un videocitofono smette di funzionare subito dopo un temporale, il sospetto principale è una sovratensione: un fulmine caduto nelle vicinanze può indurre picchi sulla linea elettrica e sui cavi che corrono lungo l’edificio. I componenti più esposti sono l’alimentatore e i moduli elettronici della pulsantiera, che sta all’esterno.
Cosa si danneggia di solito
L’alimentatore del videocitofono sta collegato alla rete a 230 V da una parte e alla linea dell’impianto dall’altra: è il punto in cui un picco entra più facilmente. La pulsantiera, montata all’esterno con cavi che corrono lungo il muro, è l’altro candidato. Il manuale Comelit, come primo passo della ricerca guasti, chiede al tecnico di verificare che la tensione di rete ai trasformatori non si discosti di oltre il 10% dal valore nominale. Se il guasto colpisce tutto il palazzo dopo il temporale, l’ipotesi dell’alimentatore comune diventa la più forte.
Cosa fai tu, e dove ti fermi
Guarda il quadro elettrico di casa: se un interruttore è scattato, riarmalo una volta. Se riscatta subito, lascialo giù e chiama l’elettricista, perché c’è un guasto a valle che quell’interruttore sta isolando. Non aprire alimentatori, non togliere coperchi nel centralino condominiale e non provare a resettare apparecchi staccando fili. Se il videocitofono Wi-Fi è alimentato dai fili del vecchio campanello, il trasformatore del campanello è anch’esso un punto da far controllare.
Cosa annotare per il tecnico e l’amministratore
Data e ora del temporale, quali funzioni sono saltate (suoneria, video, audio, apertura), quanti appartamenti ne soffrono, se qualche interruttore è scattato. Sono quattro informazioni che dimezzano il tempo della diagnosi, e il tempo è la voce che pesa in fattura. Se il condominio ha una polizza sui danni da evento atmosferico, le stesse annotazioni servono all’amministratore per la denuncia: cosa copre lo stabilisce la polizza, non una regola generale.
Videocitofono Wi-Fi non si connette o va offline
Un videocitofono Wi-Fi che non si collega o risulta offline ha quasi sempre un problema di rete, non di hardware: banda del router non supportata, segnale troppo debole alla porta, password o nome di rete con caratteri che il dispositivo non accetta. Sono tutte cose che controlli tu, dall’app e dal router.
La banda a 2,4 GHz
Molti dispositivi lavorano solo a 2,4 GHz. Il manuale BTicino del Classe100 X16E chiede una rete IEEE 802.11 b/g/n a 2,4 GHz, 13 canali: se il router è dual band e trasmette entrambe le bande con lo stesso nome, il dispositivo può non riuscire ad agganciarsi. Ring, al contrario, dichiara nel suo articolo di supporto sui problemi di configurazione (costruttore) di supportare sia 2,4 sia 5 GHz, ma precisa che in Europa alcuni canali a 5 GHz, dal 36 al 64, non sono utilizzabili dai suoi dispositivi.
Nello stesso articolo Ring chiede di togliere dal nome della rete i caratteri speciali — apostrofi, spazi, punti esclamativi, simboli come @, #, $, %, & — e di verificare la password dimenticando la rete sul telefono e ricollegandosi.
Il segnale alla porta
La porta di casa è spesso il punto peggiore per il Wi-Fi: muri perimetrali, distanza dal router, a volte un portoncino blindato. Ring, nella pagina sulle raccomandazioni wifi per i suoi dispositivi, dà una scala dell’indicatore di potenza del segnale (RSSI) letto nell’app: da 0 a -60 ottimo, da -60 a -70 buono, da -70 a -80 scarso con «possibili ritardi e interruzioni», da -80 in giù servizio intermittente o disconnessione. Fra gli ostacoli elenca pareti in mattoni, stucco o metallo, grandi elettrodomestici, componenti elettronici e specchi. Se leggi valori sotto -70, il rimedio è avvicinare il router o aggiungere un ripetitore, non cambiare videocitofono.
Reset della rete o reset del dispositivo: non sono la stessa cosa
«Come resettare il videocitofono» è una delle ricerche più frequenti, e la risposta dipende dall’apparecchio. Il manuale BTicino distingue due operazioni: il reset della rete Wi-Fi, che serve per esempio a cambiare password, e il reset del dispositivo, dopo il quale «tutti i dati relativi ad account associati e Wi-Fi verranno eliminati» e la procedura di associazione con l’app va rifatta da capo. Prova sempre prima il reset più leggero. Sui posti interni tradizionali, senza Wi-Fi, un reset nel senso di menu spesso non esiste: l’unico «riavvio» è togliere alimentazione all’impianto, e quello lo fa il tecnico.
Le notifiche che non arrivano sul telefono
Se il videocitofono funziona in casa ma il telefono non suona, il problema può essere nel telefono. Il manuale BTicino avverte che l’app a schermo spento può essere compromessa dalle applicazioni che ottimizzano la batteria o proteggono il dispositivo, e che il contratto dati del telefono non deve bloccare lo streaming VoIP. Controlla nelle impostazioni che l’app sia esclusa dal risparmio energetico.
Cosa resta funzionante quando internet manca, e quanto dura la batteria di un videocampanello, sono domande trattate nella classifica dei migliori videocitofoni Wi-Fi: se il tuo è a batteria, controlla per prima cosa la carica nell’app.
Videocitofono condominiale guasto: chi paga e cosa dire all’amministratore
In condominio la spesa segue il componente guasto, non l’appartamento in cui si nota il sintomo. Pulsantiera, alimentatore e linea comune sono parti condominiali ripartite secondo le regole del Codice civile; l’apparecchio interno è del singolo. Per questo la diagnosi viene prima della fattura, e non dopo.
Parte comune e parte tua
La guida di Edilizia.com sul citofono condominiale mette in fila i componenti — pulsantiera esterna, alimentatore e linea comune, derivazione verso un appartamento, apparecchio interno — e ricorda che per una spesa su un componente comune che serve tutti la regola di partenza è l’articolo 1123, primo comma, del Codice civile: ripartizione in proporzione al valore delle proprietà, cioè per millesimi, salvo diversa convenzione. Se l’impianto serve una sola scala, si rifà il conto sui soli beneficiari.
La stessa guida risponde in modo netto alla domanda che conta qui. Se il citofono non funziona solo a casa tua, non paghi per forza tu: il difetto può dipendere dal terminale, dalla derivazione dedicata o dalla rete comune, e la sola localizzazione del sintomo non basta ad attribuire la spesa.
Se sei in affitto
Davanti al condominio paga il proprietario; il rimborso da parte dell’inquilino è una questione del contratto di locazione. Secondo la stessa guida, la tabella degli oneri accessori allegata al D.M. 16 gennaio 2017 assegna l’installazione e la sostituzione di citofoni e videocitofoni al locatore e la manutenzione ordinaria al conduttore. L’inquilino segnala il guasto per iscritto al proprietario e, se sembra coinvolta la rete comune, anche all’amministratore.
Chi può mettere le mani sull’impianto
I videocitofoni rientrano fra gli «impianti elettronici in genere» del D.M. 37/2008 (articolo 1, comma 2, lettera b). L’articolo 8 affida installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria a imprese abilitate; l’ordinaria manutenzione, che secondo l’articolo 2 contiene il degrado d’uso senza modificare la struttura dell’impianto, resta fuori da quell’obbligo. Regolare un volume è ordinaria manutenzione; rifare un tratto di linea o cambiare l’alimentatore no.
Cosa scrivere nella segnalazione
Una segnalazione utile dice quale funzione manca, da quando, se riguarda solo te o anche altri appartamenti (con i nomi, se li hai verificati), e cosa hai già controllato: suoneria, luminosità, microfono. Scritta così, permette all’amministratore di mandare il tecnico giusto con l’ipotesi giusta.
Ripararlo o sostituirlo
Un videocitofono si ripara quando il guasto è in un componente comune o in una regolazione, e si sostituisce quando il posto interno è guasto e ripararlo non conviene più. La vera trappola è sostituire il monitor prima della diagnosi: se il guasto è nella linea, il monitor nuovo resta muto come il vecchio.
Quanto costa l’intervento del tecnico
Il conto lo fa quasi sempre la manodopera, e la manodopera la fa la diagnosi. Secondo la stima del portale Cronoshare, aggiornata a gennaio 2026, in Italia un elettricista chiede fra 25 e 60 euro l’ora per gli interventi classici, con variazioni forti per urgenza e zona. Una regolazione nella pulsantiera è una frazione d’ora; la ricerca di un’interruzione lungo la colonna può richiederne diverse. Sono stime di mercato: conta il preventivo scritto.
Quando cambiare il posto interno
Il posto interno si cambia quando il tecnico ha misurato che al tuo apparecchio arrivano alimentazione e segnale e lui non risponde, oppure quando è fisicamente danneggiato. In condominio non scegli liberamente: l’apparecchio nuovo deve parlare la lingua del bus dell’impianto, cioè essere compatibile con il sistema del costruttore. Il BTicino Classe100 X16E, per esempio, si usa «unicamente su sistemi digitali 2 fili BTicino», scrive il suo manuale. Su un impianto molto vecchio i ricambi possono non esistere più, e la scelta si allarga al rifacimento.
Il conto da fare, con i tuoi numeri
Per decidere sul caso concreto c’è lo strumento conviene ripararlo, che confronta il costo dell’intervento con l’età dell’apparecchio e ti dice se ha senso riparare o sostituire. Inserisci l’età del videocitofono, il preventivo e quanti guasti ha avuto negli ultimi anni.
Se decidi di sostituire
Quanti anni dura un videocitofono e quanti fili servono per montarne uno nuovo sono domande che hanno già una risposta nella guida su come sceglierlo, linkata sopra. Se l’impianto è tuo e hai già due conduttori, i kit confrontati scheda per scheda stanno nella classifica dei migliori videocitofoni a 2 fili.
Domande frequenti sul videocitofono che non funziona
Perché il videocitofono non suona?
Il caso più comune è la suoneria esclusa dal menu: molti posti interni hanno una funzione «disabilita suoneria», che accende lo schermo senza suonare, e una «utente assente», che non suona e non accende il display. Controlla icone e LED. Se non suona per nessuno nel palazzo, il guasto è nella pulsantiera o nell’alimentazione comune.
Perché il videocitofono suona ma non si vede?
Se capita solo a te, controlla luminosità e contrasto nel menu; se sono a posto, le cause sono il derivatore, il cavo video verso il tuo appartamento o il monitor. Se nessuno nel palazzo vede l’immagine, il guasto è nella telecamera della pulsantiera o nella linea video comune, e va segnalato all’amministratore.
Perché il videocitofono fischia?
È un ritorno acustico: il microfono della pulsantiera riprende il suo stesso altoparlante. Il manuale tecnico Comelit indica come rimedio di diminuire leggermente il volume esterno della targa. È una regolazione dentro la pulsantiera e la esegue il tecnico in pochi minuti.
Come si resetta un videocitofono?
Dipende dal modello. Sui videocitofoni Wi-Fi c’è di solito un reset della sola rete e un reset completo, che cancella account e impostazioni e obbliga a rifare l’associazione con l’app: prova prima il primo. Sui posti interni tradizionali spesso non esiste un reset da menu, e togliere alimentazione all’impianto spetta al tecnico.
Il videocitofono condominiale non funziona solo a casa mia: chi paga?
Non per forza tu. Il guasto può stare nel tuo apparecchio, nella derivazione che porta al tuo appartamento o nella rete comune, e la spesa segue il componente guasto. Le parti comuni si ripartiscono per millesimi secondo l’articolo 1123 del Codice civile; l’apparecchio interno è del proprietario. Prima serve la diagnosi.
Perché il videocitofono non funziona dopo un temporale?
Probabilmente per una sovratensione, che può danneggiare l’alimentatore o i moduli elettronici della pulsantiera. Controlla il quadro di casa e riarma una sola volta l’interruttore scattato; se riscatta, fermati. Non aprire alimentatori o centralini: chiama l’elettricista e, se è coinvolto il palazzo, l’amministratore.
Quanto costa riparare un videocitofono?
Dipende quasi tutto dalla manodopera. Secondo la stima Cronoshare un elettricista chiede in Italia fra 25 e 60 euro l’ora: una regolazione è una frazione d’ora, la ricerca di un’interruzione lungo la colonna può richiederne diverse. Chiedi sempre un preventivo scritto, e fai fare la diagnosi prima di comprare un monitor nuovo.
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