Impianti e sicurezza · Aggiornato il 24 agosto 2026
Migliori cronotermostati Wi-Fi: 6 modelli e quale parla davvero con la tua caldaia
Sei cronotermostati Wi-Fi messi in fila partendo dalla domanda che viene prima del modello: come si collegano alla caldaia, che fili chiedono dietro la scatola e che cosa fanno risparmiare davvero.
Come abbiamo scelto
Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.
Un cronotermostato Wi-Fi sembra un oggetto da smartphone. Sul muro, però, è un'altra cosa: è un contatto elettrico che deve chiudere un circuito e farsi capire dalla caldaia che hai già. Se quel dialogo non funziona — o funziona nel modo più povero possibile — l'app resta bellissima e il riscaldamento lavora peggio di prima.
Due domande decidono l'acquisto, e vengono entrambe prima del modello. La prima è come parla con la caldaia: due fili che fanno solo acceso e spento, oppure un protocollo che le dice a che potenza andare. La seconda è che cosa c'è già dietro il vecchio termostato: due fili soli, oppure anche la linea a 230 V.
Qui ci sono sei cronotermostati Wi-Fi venduti su Amazon, messi in fila leggendo le schede tecniche e i manuali dei costruttori — e dicendo apertamente, dove quelle schede non esistono, che non esistono. Prima della classifica trovi le due domande, perché sbagliarle è l'unico modo sicuro di spendere male.
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Come il cronotermostato parla con la caldaia: la scelta che viene prima di tutto
Un cronotermostato Wi-Fi comanda la caldaia in due modi possibili, e non sono equivalenti. Il contatto pulito chiude un circuito e la fa partire, poi lo riapre e la spegne: acceso o spento, niente in mezzo. Un protocollo digitale come OpenTherm le trasmette invece una richiesta di potenza, e la caldaia modula la fiamma di conseguenza.
Il contatto pulito: due fili, e va su quasi tutto
Il contatto pulito è un interruttore senza tensione propria: due morsetti, di solito marcati C e NO, che il termostato chiude quando la stanza è fredda. La caldaia se ne accorge e parte. È lo standard di fatto delle caldaie murali italiane degli ultimi trent'anni, ed è il motivo per cui quasi tutti i cronotermostati venduti online dichiarano di andare «su tutte le caldaie»: sono tutti contatti puliti.
Il vantaggio è la compatibilità, ed è enorme. Un contatto pulito comanda una caldaia a gas, una valvola di zona, un termosifone elettrico, una pompa di calore con ingresso on/off. Il limite è altrettanto netto: quel contatto sa dire soltanto «adesso sì» e «adesso no». Nella scheda del Plikc Neve Pro W, per esempio, il costruttore dichiara contatto pulito con relè da 6 A e alimentazione 230 V: due fili in uscita, e nient'altro da configurare.
OpenTherm: gli unici due fili che fanno modulare la fiamma
OpenTherm non è un marchio: è un protocollo di comunicazione fra termostato e caldaia, nato per mettere d'accordo costruttori diversi. Ideal Heating, che è membro dell'associazione che lo governa, lo descrive come una connessione a due fili, in bassa tensione e senza polarità, e spiega che con OpenTherm la potenza della caldaia viene ridotta man mano che ci si avvicina alla temperatura impostata, riducendo il superamento e il surriscaldamento inutile.
Tradotto: la caldaia non si accende al massimo per poi spegnersi di colpo. Scende di potenza mentre la stanza si scalda e resta accesa piano, che è esattamente il regime in cui una caldaia a condensazione lavora meglio. È la funzione che distingue un cronotermostato da un cronotermostato modulante, e i due fili sono gli stessi: cambia soltanto che cosa ci passa dentro. Il presupposto è che la caldaia abbia i morsetti OpenTherm — sulle murali recenti ci sono quasi sempre, sulle vecchie quasi mai.
eBus, BridgeNet e gli altri: parlano solo con la loro caldaia
Accanto a OpenTherm esistono i protocolli proprietari dei costruttori, e qui la compatibilità sparisce. Ariston, per il suo termostato Wi-Fi, dichiara che grazie alla tecnologia BUS BridgeNet le caldaie Ariston possono dialogare con altri prodotti Ariston, e la pagina elenca i modelli compatibili — GENUS ONE, CLAS ONE, Cares Premium. Vaillant fa lo stesso con il bus eBUS.
La regola pratica è semplice: un termostato proprietario dà la modulazione completa, la lettura dei parametri di caldaia e la diagnostica, ma solo con la marca che l'ha fatto e spesso solo con i modelli di un certo anno in poi. Se hai una caldaia di quel marchio e la vuoi sfruttare fino in fondo, il termostato del costruttore è la scelta tecnicamente migliore. Se cambi caldaia, quel termostato diventa un fermacarte.
Che cosa succede se metti un on/off su una caldaia a condensazione
Questo è il punto che non trovi scritto quasi da nessuna parte, ed è il motivo per cui vale la pena leggere fin qui. Una caldaia a condensazione rende al massimo quando lavora a bassa potenza e con acqua di ritorno fredda: è in quella condizione che i fumi condensano e restituiscono il calore latente. Un comando acceso-spento la costringe al contrario: parte al massimo, scalda in fretta l'acqua di mandata, raggiunge la soglia e si spegne. Poi riparte.
Il risultato non è un guasto, è uno spreco silenzioso: cicli brevi e frequenti, temperature di mandata più alte del necessario, meno condensazione. La caldaia funziona, la casa si scalda, e tu paghi un pezzo del vantaggio per cui l'hai comprata. Se stai valutando l'apparecchio insieme al generatore, la questione è trattata per intero nella guida su come scegliere una caldaia a condensazione; l'effetto sui consumi sta invece nella pagina sui consumi reali di una caldaia a condensazione.
La seconda domanda: che cosa c'è dietro il vecchio termostato
Prima di scegliere un modello, stacca il vecchio termostato dal muro e guarda. Quello che trovi dietro decide metà del campo: se ci sono due soli fili puoi usare solo i modelli a pile, se c'è anche la linea a 230 V si aprono tutti gli altri. È una verifica da due minuti che evita il reso più comune della categoria.
Guarda i fili prima di guardare i modelli
I due fili che quasi certamente trovi sono il contatto verso la caldaia: uno è il comune, l'altro il normalmente aperto. Non portano corrente utilizzabile, sono soltanto l'interruttore. Se il vecchio termostato andava a pile — la classica rotella o il display con due stilo dietro — quei due fili sono tutto quello che hai.
Se invece trovi quattro conduttori, o due fili in più che arrivano dalla scatola sottostante, è probabile che ci sia anche l'alimentazione di rete. In quel caso puoi montare un apparecchio a 230 V, che è la soluzione senza manutenzione: nessuna pila da cambiare, display sempre acceso, Wi-Fi sempre agganciato.
A pile o a 230 V: due mondi diversi
Un cronotermostato a pile consuma poco, ma il Wi-Fi consuma comunque: per questo molti modelli a batteria non restano connessi in permanenza e si svegliano a intervalli, con il risultato che il comando dal telefono può metterci qualche decina di secondi ad arrivare. Le pile durano in genere una stagione, e finiscono d'inverno, quando l'apparecchio lavora di più.
Un modello alimentato a 230 V non ha nessuno di questi problemi. Il manuale del Vimar 02912 dichiara alimentazione 100-240 V~ 50/60 Hz e un'uscita a relè da 5(2) A 240 V~ con contatto libero da tensione sui morsetti NO-C: alimentazione da una parte, contatto pulito dall'altra, due circuiti separati nello stesso apparecchio.
Quando i fili non arrivano: il modello con ricevitore separato
Terzo caso, il più fastidioso: il punto dove vuoi il termostato non ha nessun filo. Succede quando il vecchio comando era in un corridoio buio e tu lo vorresti in soggiorno. La soluzione è il kit con ricevitore separato: una scatolina si cabla vicino alla caldaia e prende il posto del termostato sui morsetti, l'unità con il display sta dove vuoi e parla con la scatolina via radio.
È il formato che i costruttori chiamano wireless o RF, e va distinto dal Wi-Fi: il Wi-Fi serve a farti comandare l'impianto dal telefono, il collegamento radio fra unità e ricevitore serve a evitare di scavare il muro. Un apparecchio può avere l'uno, l'altro o entrambi, e le due parole nelle inserzioni vengono usate come se fossero sinonimi.
Sei cronotermostati Wi-Fi a confronto
La colonna «Fascia» indica il posizionamento di mercato, non il prezzo: € fascia d'ingresso · €€ fascia intermedia · €€€ fascia alta. La colonna «OpenTherm» riporta che cosa dichiara la scheda del prodotto: dove il costruttore non lo nomina, non c'è.
| # | Modello | Comando della caldaia | OpenTherm | Alimentazione | Wi-Fi | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Vimar 02912 | Contatto pulito, relè 5(2) A | No | 100-240 V~ | 2,4 GHz | €€ |
| 2 | Plikc Neve Pro W | Contatto pulito, 6 A | No | 230 V 50 Hz | 2,4 e 5 GHz | €€ |
| 3 | Termostato Wi-Fi a batteria 2 fili | Due fili, portata non documentata | No | A pile | Non dichiarato | € |
| 4 | Dogepro per caldaia gas/acqua | Non documentato | No | Non dichiarata | Non dichiarato | € |
| 5 | Termostato caldaia 220V 5A | Relè 5 A, resto non documentato | No | 220 V | Non dichiarato | € |
| 6 | Cronotermostato Wi-Fi programmabile | Non documentato | No | Non dichiarata | Non dichiarato | € |
Quella colonna di «No» in mezzo alla tabella è il fatto più utile della pagina. In questa fascia di mercato l'OpenTherm, semplicemente, non c'è: i termostati modulanti li vendono i costruttori di caldaie con il loro protocollo, oppure marchi come tado°, che per il suo modello cablato dichiara compatibilità con caldaie con Relay o OpenTherm. Chi cerca la modulazione deve guardare lì, non qui.
Come abbiamo scelto questi sei
La selezione nasce dal confronto fra le schede tecniche dei costruttori, i manuali di installazione e le pagine di prodotto ufficiali, non da impressioni d'uso. Su un cronotermostato i dati che decidono sono pochissimi e tutti dichiarati: come si alimenta, che contatto porta in uscita, con che protocollo parla alla caldaia, su che banda Wi-Fi lavora.
Che cosa siamo andati a leggere
Quattro voci, sempre le stesse. L'alimentazione, con i volt richiesti, perché è la prima cosa che rende un modello impossibile da montare a casa tua. Il tipo di contatto in uscita e la sua portata in ampere, che dicono che cosa può comandare oltre alla caldaia. Il protocollo, cioè se esiste una riga che nomini OpenTherm o un bus proprietario. E la banda Wi-Fi, perché un apparecchio che lavora solo a 2,4 GHz su un router configurato in 5 GHz semplicemente non si configura.
Sulle inserzioni senza costruttore identificabile abbiamo fatto una cosa che i confronti automatici non fanno: quando la scheda tecnica non esiste, lo abbiamo scritto in tabella e nel box, invece di riempire la casella con un valore plausibile. Un dato inventato è peggio di un dato mancante, perché nessuno va a ricontrollarlo.
Che cosa abbiamo lasciato fuori
Abbiamo escluso i pacchetti che portano «termostato intelligente» nel titolo ma dentro hanno un'altra cosa. Il caso di scuola è il kit Trio di tado°: la pagina ufficiale del kit elenca tre teste termostatiche intelligenti più il Bridge X, cioè apparecchi che si avvitano sui radiatori e non toccano la caldaia. È ottima roba, ma appartiene a un'altra categoria: la trovi nella classifica delle migliori valvole termostatiche.
Abbiamo lasciato fuori anche le inserzioni gemelle — lo stesso apparecchio ripubblicato con due titoli quasi identici — e non abbiamo dato peso al numero di funzioni elencate nella descrizione. Su questa categoria l'elenco delle funzioni è generato dal fornitore, non dal costruttore, e mettere in classifica chi ne scrive di più significa premiare chi copia meglio il testo altrui.
I migliori cronotermostati Wi-Fi: la classifica
I primi due sono gli unici con un costruttore identificabile e una documentazione pubblica. Gli altri quattro coprono i casi di montaggio che i primi due non risolvono, e stanno in classifica per quello.
1. Vimar 02912 — la scelta d'insieme
La scelta d'insieme
Vimar 02912 Termostato WiFi, compatibile con assistenti vocali
- Alimentazione
- 100-240 V~
- Uscita
- Relè 5(2) A
- Regolazione
- ON/OFF e PID
- Wi-Fi
- 2,4 GHz
Cosa fa bene
- Il relè è a contatto pulito sui morsetti NO-C: comanda caldaie a gas e valvole di zona
- Oltre all'ON/OFF ha la regolazione PID, che accorcia i cicli e riduce le oscillazioni
- Marchio italiano con manuale e scheda tecnica pubblici: le specifiche si verificano prima di comprare
Cosa fa male
- Nessun OpenTherm: comanda la caldaia acceso-spento, non ne modula la fiamma
- Vuole i 230 V nella scatola: dietro un vecchio termostato a pile quella linea spesso non c'è
È il modello che non ti fa scoprire niente dopo l'acquisto, perché tutto è scritto prima. Il manuale dichiara alimentazione 100-240 V~, uscita a relè 5(2) A 240 V~ con contatto libero da tensione, un ingresso digitale, banda radio 2400-2483,5 MHz e campo di regolazione da 4 a 40 °C. Il dettaglio che lo distingue dal resto della categoria è la regolazione PID accanto alla classica ON/OFF: invece di accendere e spegnere sulla soglia, calcola quanto manca e dosa i tempi di accensione, riducendo le oscillazioni di temperatura in stanza.
Non è modulazione — la caldaia riceve sempre un contatto secco — ma è la cosa che più le si avvicina restando su due fili. Il limite da mettere in conto è l'alimentazione: senza i 230 V nella scatola non si monta, e dietro un vecchio termostato a pile quella linea di solito non c'è.
2. Plikc Neve Pro W — se il Wi-Fi di casa è a 5 GHz
Se il Wi-Fi di casa è a 5 GHz
Plikc Cronotermostato digitale Wi-Fi dual band
- Alimentazione
- 230 V 50 Hz
- Contatto
- Pulito 6 A
- Wi-Fi
- 2,4 e 5 GHz
- Programma
- 8 fasi al giorno
Cosa fa bene
- Wi-Fi dual band: si aggancia anche dove il router è configurato solo sui 5 GHz
- Fino a otto fasi al giorno, contro le quattro o sei tipiche della categoria
- Due basi in confezione: si monta a parete oppure su scatola da incasso 503
Cosa fa male
- Contatto pulito on/off: su una caldaia a condensazione non attiva la modulazione
- Richiede i 230 V, quindi non sostituisce un termostato alimentato a pile
Serve a chi ha già provato un cronotermostato Wi-Fi e non è mai riuscito a configurarlo. La causa quasi sempre è la stessa: il router trasmette in banda unica a 5 GHz, l'apparecchio parla solo a 2,4 GHz e la procedura di associazione fallisce senza dire perché. Questo modello dichiara Wi-Fi dual band, quindi quel problema non si presenta.
Il resto della scheda è coerente: alimentazione 230 V 50 Hz, contatto pulito con relè da 6 A, fino a otto fasi giornaliere programmabili, antigelo regolabile fra 0,5 e 15 °C, due basi in confezione per montarlo a parete o su una scatola da incasso 503. Il costruttore dichiara anche la compatibilità con le app SmartLife e Tuya oltre alla propria: è una comodità oggi e una via d'uscita domani, perché non resti legato a un solo programma.
3. Termostato Wi-Fi a batteria con 2 fili — se ci sono solo due fili
Se ci sono solo due fili
Termostato Wi-Fi a batteria con 2 fili
- Alimentazione
- A pile
- Collegamento
- 2 fili
- Rete
- Wi-Fi
Cosa fa bene
- Va a pile: sostituisce il vecchio termostato dove ci sono solo i due fili del contatto
- Niente linea a 230 V da portare nella scatola, quindi nessuna opera muraria
Cosa fa male
- Le pile si esauriscono d'inverno, quando l'apparecchio lavora e trasmette di più
- Il venditore non pubblica una scheda tecnica fuori dalla pagina di vendita: portata del relè e autonomia restano dichiarazioni non verificabili
Questo è l'apparecchio che risolve il caso in cui i primi due sono inutilizzabili: dietro il vecchio termostato ci sono due fili e basta. Va a pile, si collega ai due morsetti del contatto e non chiede nessuna opera muraria, nessun elettricista, nessuna traccia nel muro.
Il prezzo tecnico da pagare è doppio. Le pile vanno cambiate, e si scaricano d'inverno; e il venditore non pubblica una scheda tecnica fuori dalla pagina di vendita, quindi la portata del contatto e l'autonomia dichiarata restano affermazioni che nessuno può verificare prima di comprare. Lo diciamo perché è vero, non per scoraggiare: se i fili sono due, l'alternativa è rifare l'impianto.
4. Dogepro Cronotermostato Termostato WiFi per caldaia gas/acqua — il rimpiazzo più diretto
Il rimpiazzo più diretto
Dogepro Cronotermostato Termostato WiFi per caldaia gas/acqua
- Impianto
- Caldaia gas o acqua
- Rete
- Wi-Fi
- Comando
- Da app
Cosa fa bene
- Dichiarato per caldaie a gas e impianti ad acqua, cioè i due casi domestici più comuni
- Programmazione settimanale e comando da remoto senza accessori aggiuntivi
Cosa fa male
- Nessuna scheda tecnica pubblica: alimentazione e portata del contatto vanno chieste al venditore prima di ordinare
- Nessun OpenTherm dichiarato, quindi nessuna modulazione della fiamma
È il sostituto uno-a-uno del vecchio termostato a rotella: dichiarato per caldaie a gas e impianti ad acqua, con programmazione settimanale e comando da remoto senza accessori. Copre il caso più frequente in assoluto, cioè un impianto a radiatori con caldaia murale e un unico punto di misura in soggiorno.
Come per gli altri apparecchi senza costruttore identificabile, alimentazione e portata del contatto non sono documentate fuori dalla pagina di vendita: se la caldaia ha qualche anno e non sei sicuro del tipo di ingresso, conviene chiederlo al venditore prima di ordinare. E come tutti gli altri sei, comanda con un contatto: nessuna modulazione della fiamma.
5. Termostato Caldaia WiFi Programmabile 220V 5A Alexa — alimentato dalla rete
Alimentato dalla rete
Termostato Caldaia WiFi Programmabile 220V 5A Alexa
- Alimentazione
- 220 V
- Relè
- 5 A
- Rete
- Wi-Fi
- Assistenti
- Alexa
Cosa fa bene
- Alimentazione di rete: nessuna pila da sostituire per tutta la vita dell'apparecchio
- Portata del relè dichiarata a 5 A, sufficiente per il contatto di una caldaia murale
Cosa fa male
- Serve la linea a 230 V dietro il termostato: con due soli fili non si installa
- Marchio non riconoscibile e nessun manuale scaricabile prima dell'acquisto
È l'opzione per chi ha già la linea a 230 V nella scatola e non vuole più pensare alle pile. La portata del relè dichiarata a 5 A è ampiamente sufficiente per il contatto di una caldaia murale, che assorbe pochissimo, e basta anche per comandare una valvola di zona.
Le riserve sono quelle della fascia: nessun marchio riconoscibile dietro l'inserzione e nessun manuale scaricabile prima dell'acquisto. Prima di ordinarlo verifica di avere davvero i quattro conduttori, perché con i due fili del solo contatto questo modello non si installa e va restituito.
6. Cronotermostato Wi-Fi programmabile, app e Alexa — il più essenziale
Il più essenziale
Cronotermostato Wi-Fi programmabile, app e Alexa
- Rete
- Wi-Fi
- Comando
- Da app
- Assistenti
- Alexa
Cosa fa bene
- Fa la cosa che conta davvero: programmazione oraria e comando da remoto, senza sovrapprezzo di marca
- Comandi vocali via Alexa già previsti, senza hub intermedi
Cosa fa male
- Inserzione senza marchio riconoscibile: nessuna scheda tecnica, nessuna politica di aggiornamento dichiarata
- Se l'app del fornitore smette di funzionare resta un termostato manuale, e solo se ha i tasti
Chiude la classifica e fa una cosa sola, che però è la cosa che conta: programmare gli orari e comandare il riscaldamento dal telefono, con Alexa già prevista e senza hub intermedi. Se il tuo obiettivo è smettere di scaldare la casa vuota dalle nove alle diciotto, questo apparecchio fa esattamente quel lavoro.
Il limite lo abbiamo già detto e vale per l'intero segmento: l'inserzione non porta un marchio riconoscibile, non c'è una scheda tecnica e non c'è una politica di aggiornamento dichiarata. Il giorno in cui l'app del fornitore smettesse di funzionare resterebbe un termostato manuale — e solo se ha i tasti in facciata.
Che cosa fa risparmiare davvero, e non è l'app
Il risparmio di un cronotermostato Wi-Fi non nasce dal Wi-Fi. Nasce dal fatto che l'impianto smette di scaldare stanze vuote e di tenere temperature più alte del necessario. Il decalogo ENEA, ripreso da Ingenio, quantifica le due leve: ogni grado in meno vale fino al 10% sui consumi di combustibile, e ridurre di un'ora al giorno l'accensione insieme a un grado in meno arriva al 15%.
La programmazione oraria fa quasi tutto il lavoro
Sono gli orari, non l'app, a produrre quel 15%. Una programmazione seria distingue almeno tre fasce: mattina, casa vuota, sera. In una casa dove si esce alle otto e si rientra alle diciotto, sono dieci ore al giorno in cui la caldaia può stare a temperatura di mantenimento invece che a regime, cioè un terzo abbondante della stagione di riscaldamento.
Questo lo fa anche un cronotermostato da muro senza nessuna connessione, che costa una frazione. Il Wi-Fi aggiunge la possibilità di cambiare idea da fuori — anticipare l'accensione perché rientri prima, spegnere perché resti fuori a cena — e il pannello dei consumi nell'app, che serve a capire quante ore lavora davvero l'impianto.
La geolocalizzazione, e le case in cui non serve
La geolocalizzazione spegne il riscaldamento quando l'ultimo telefono di casa si allontana e lo riaccende quando rientra. tado°, che la offre insieme al rilevamento della finestra aperta, dichiara fino al 22% di risparmio sulla bolletta media europea del riscaldamento.
Va letta per quello che è: una media su case, climi e abitudini diverse dalle tue. La geolocalizzazione rende molto in una casa con orari irregolari — turnisti, lavoro fuori sede, seconde case — e quasi nulla in una casa con qualcuno sempre presente, dove il programma orario fisso fa già tutto. È una funzione buona, non una funzione universale.
Se non programmi niente, il Wi-Fi non ti fa risparmiare
Questa è la parte che i confronti non scrivono, ed è la più importante. Un cronotermostato Wi-Fi installato e lasciato in modalità manuale a 21 °C fissi consuma esattamente quanto il vecchio termostato a rotella che ha sostituito. Non c'è nessun risparmio automatico nel fatto di essere connesso: il risparmio sta negli orari, e gli orari li imposti tu.
Se sai già che non aprirai mai l'app dopo la prima settimana, un cronotermostato da muro non connesso ti dà lo stesso risultato per molto meno. Se invece hai orari che cambiano, o vuoi vedere quante ore lavora l'impianto, allora la connessione si ripaga. Sono due lettori diversi e meritano due consigli diversi.
La detrazione fiscale: perché quasi nessun cronotermostato Wi-Fi la fa scattare
Qui c'è un equivoco che gira in tutte le inserzioni. Un cronotermostato Wi-Fi non è, di per sé, un «sistema di termoregolazione evoluto» ai fini della detrazione più alta sulla sostituzione della caldaia. Il requisito è preciso e riguarda il modo in cui controlla il generatore, non il fatto che si comandi dal telefono.
Classi V, VI e VIII: che cosa chiedono davvero
Il riferimento è la comunicazione della Commissione 2014/C 207/02, che classifica i sistemi di controllo della temperatura. Bosch riporta le definizioni delle tre classi che contano: la classe V è il termostato d'ambiente modulante, da abbinare ad apparecchi di riscaldamento modulanti; la VI aggiunge la centralina climatica con sensore esterno; la VIII prevede il controllo a sensori plurimi, sempre con apparecchi modulanti.
La parola che decide è modulante, e compare in tutte e tre. Un cronotermostato che comanda con un contatto pulito acceso-spento non modula niente, quindi non appartiene a quelle classi — per quanto sia programmabile, connesso e comandabile a voce. È la stessa ragione tecnica del paragrafo iniziale, che qui diventa anche una conseguenza fiscale.
Quando il cronotermostato entra nel conto
ENEA lega la misura maggiore della detrazione alla sostituzione dell'impianto con una caldaia a condensazione almeno in classe A del regolamento delegato (UE) n. 811/2013 e alla contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti delle classi V, VI oppure VIII. Le due cose viaggiano insieme: la caldaia da sola vale meno.
Due avvertenze pratiche. La prima: l'aliquota cambia di anno in anno, quindi la percentuale in vigore va letta sul portale ENEA e non su una pagina come questa. La seconda: la detrazione riguarda un intervento di sostituzione dell'impianto, non l'acquisto isolato di un termostato — se cambi solo il cronotermostato, il tema non si pone. Se invece stai cambiando anche il generatore, la scelta va fatta insieme, e trovi i modelli nella classifica delle migliori caldaie a condensazione.
Senza cloud metà delle funzioni sparisce
Un cronotermostato Wi-Fi appoggia quasi tutto ciò che fa ai server del produttore: notifiche, comando da fuori casa, integrazione con gli assistenti vocali, storico dei consumi. La programmazione oraria, invece, nella maggior parte dei modelli risiede nell'apparecchio. È una differenza che si nota solo il giorno in cui la linea cade.
Che cosa continua a funzionare a internet spento
A rete assente il termostato continua a misurare la temperatura, a rispettare il programma orario che ha in memoria e a comandare la caldaia: la casa resta calda e nessuno se ne accorge. Quello che non funziona è tutto il resto — comando da remoto, comandi vocali, notifiche, aggiornamento dello storico — e in alcuni modelli anche i tasti sul frontale sono ridotti al minimo, perché il progetto presuppone che si usi l'app.
È il motivo per cui conviene guardare se l'apparecchio ha una tastiera vera in facciata. Un termostato con display e tasti resta utilizzabile in qualunque scenario; uno con la sola superficie liscia e un pulsante, no.
Il rischio vero non è che si rompa, è che chiuda l'app
Sui cronotermostati la longevità non si misura in anni di scocca: il relè, il sensore e il circuito durano molto più della piattaforma che li governa. Il rischio reale è che il fornitore chiuda il servizio, cambi condizioni o esca dal mercato italiano, e che l'apparecchio resti in funzione ma sordo. È una durata di servizio, non di oggetto, e va valutata con criteri diversi da quelli che useresti per il generatore — dove invece la vita utile dell'hardware conta eccome, come si legge nella pagina su quanto dura una caldaia.
Due indizi riducono il rischio senza eliminarlo. Il primo è un costruttore identificabile, con sede e assistenza raggiungibili. Il secondo è la compatibilità dichiarata con piattaforme di terzi molto diffuse, come SmartLife o Tuya: se il programma del fornitore sparisce, l'apparecchio può continuare a funzionare dentro un'altra app.
Alexa e Google: quello che dichiarano tutti e conta meno di tutto
La compatibilità con gli assistenti vocali compare nel titolo di quasi ogni inserzione, ed è la funzione meno decisiva della categoria. Non perché non funzioni, ma perché il riscaldamento è l'elettrodomestico che meno si presta al comando vocale: le decisioni che contano sono programmate, non estemporanee.
Che cosa fai davvero con la voce
I comandi vocali si riducono a due: chiedere che temperatura c'è in casa e alzare o abbassare di un grado. Entrambe le cose si fanno in tre secondi col telefono già in mano, e la seconda è proprio quella che un buon programma orario dovrebbe rendere inutile. Ha senso solo dentro una casa già costruita intorno a un assistente, con routine che spengono le luci e chiudono le tapparelle.
Perché non è un criterio di scelta
Perché ce l'hanno tutti: una caratteristica presente su sei prodotti su sei non aiuta a scegliere, aiuta a riempire il titolo dell'inserzione. I criteri che discriminano sono i tre della tabella — alimentazione, tipo di contatto, protocollo. Se in una scheda trovi la compatibilità vocale in evidenza e l'alimentazione da nessuna parte, quella scheda ti sta dicendo qualcosa sul prodotto.
Quale cronotermostato Wi-Fi scegliere, in pratica
Riassunto in quattro righe, in ordine di quello che devi guardare.
Se hai i 230 V dietro il termostato e vuoi documentazione verificabile, il Vimar 02912 è la scelta d'insieme, e la regolazione PID gli dà qualcosa in più su un impianto a radiatori. Se hai i 230 V ma la tua difficoltà è stata la configurazione della rete, il Plikc dual band toglie di mezzo il problema della banda a 5 GHz. Se hai due fili soli, il modello a pile è l'unico che si monta senza toccare il muro, e vale la pena accettarne i limiti di documentazione. Se ti serve semplicemente programmare gli orari e spendere il meno possibile, gli ultimi tre della classifica fanno quel lavoro.
E se la tua caldaia ha i morsetti OpenTherm e la vuoi far modulare davvero, nessuno di questi sei fa al caso tuo: guarda il termostato del costruttore della caldaia, oppure un modello che dichiari OpenTherm nero su bianco. È un acquisto diverso, con un altro budget, ed è l'unico modo per far lavorare una caldaia a condensazione come è stata progettata.
Domande frequenti sui cronotermostati Wi-Fi
Un cronotermostato Wi-Fi va bene con tutte le caldaie?
Con quasi tutte, se parliamo di comando acceso-spento: i modelli a contatto pulito chiudono un circuito fra due morsetti, ed è l'ingresso che praticamente ogni caldaia murale mette a disposizione. La compatibilità sparisce quando cerchi la modulazione: lì servono OpenTherm oppure il bus proprietario del costruttore, e la caldaia deve avere i morsetti giusti.
Che differenza c'è fra un termostato e un cronotermostato Wi-Fi?
Il termostato accende l'impianto sotto una certa temperatura e lo spegne sopra, senza nozione del tempo. Il cronotermostato aggiunge la programmazione oraria: fasce diverse per ore diverse e giorni diversi. Il Wi-Fi aggiunge il comando da remoto e la lettura dei dati nell'app, ma non cambia il modo in cui l'apparecchio comanda la caldaia.
Che cos'è il contatto pulito e come si collega?
È un contatto elettrico privo di tensione propria: due morsetti, di solito marcati C e NO, che il cronotermostato chiude quando serve calore. Si collegano ai due fili che arrivavano al vecchio termostato e vanno all'ingresso termostato ambiente della caldaia. Non portano corrente: sono soltanto un interruttore comandato.
Serve l'OpenTherm su una caldaia a condensazione?
Serve se vuoi che la caldaia moduli la fiamma invece di accendersi e spegnersi. Con un comando acceso-spento una caldaia a condensazione parte al massimo e si ferma, con cicli brevi e temperature di mandata più alte del necessario: funziona, ma rende meno di quanto potrebbe. Con OpenTherm riduce la potenza mentre la stanza si scalda.
Quanto si risparmia davvero con un cronotermostato Wi-Fi?
Il risparmio dipende dalla programmazione, non dalla connessione. Secondo il decalogo ENEA ogni grado in meno vale fino al 10% sui consumi di combustibile, e un'ora in meno di accensione insieme a un grado in meno arriva al 15%. Se lasci l'apparecchio in manuale a temperatura fissa, il risparmio è zero.
Un cronotermostato Wi-Fi funziona senza internet?
Sì, in parte. Continua a misurare la temperatura, a seguire il programma orario che ha in memoria e ad accendere la caldaia. Quello che si perde è il comando da fuori casa, le notifiche, i comandi vocali e l'aggiornamento dello storico dei consumi. Con la rete che torna, tutto riprende senza reimpostare niente.
Posso montarlo da solo o serve un tecnico?
Se stai sostituendo un termostato esistente e ritrovi gli stessi due fili del contatto, il montaggio è alla portata di chiunque, a impianto elettrico sezionato. Serve un tecnico quando bisogna portare la linea a 230 V dove non c'è, quando l'ingresso della caldaia non è un semplice contatto pulito, o quando il collegamento richiede di aprire il pannello della caldaia.
Un cronotermostato Wi-Fi vale la classe V per la detrazione?
Quasi mai. Le classi V, VI e VIII della comunicazione 2014/C 207/02 richiedono un controllo di tipo modulante, da abbinare a generatori modulanti: un cronotermostato che comanda con un contatto acceso-spento non rientra, per quanto sia programmabile e connesso. Le percentuali in vigore vanno verificate sul portale ENEA.
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