Impianti e sicurezza · Aggiornato il 13 settembre 2026
Miglior antifurto casa senza fili: 5 kit e cosa fanno davvero
Un kit senza fili suona e ti manda una notifica: nessuno arriva. Saperlo prima cambia tutto — qui i cinque kit sensati e i criteri per separarli.
Come abbiamo scelto
Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.
Un kit antifurto senza fili suona, lampeggia e ti manda una notifica sul telefono. Poi finisce lì: nessuno arriva. Non è il difetto di un modello, è la definizione del prodotto — è deterrenza e notifica, non intervento. Chi vuole che qualcuno esca e vada a controllare sta comprando un servizio con canone mensile, centrale operativa e contratto pluriennale: un’altra categoria di spesa e un’altra firma.
Saperlo prima cambia tutto, perché la deterrenza funziona più spesso di quanto si creda: su un appartamento è quasi sempre quello che serve. Qui trovi cinque kit venduti su Amazon, i criteri con cui li abbiamo separati e le cose che decidono se fra tre anni l’impianto sarà ancora vivo.
In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei. Il prezzo che paghi non cambia.
Cosa fa davvero un kit senza fili, e cosa non farà mai
Un antifurto senza fili è un sistema autonomo: rileva l’apertura o il movimento, fa suonare una sirena e invia una notifica ai telefoni configurati. Non chiama nessuno per te, non manda pattuglie, non ha una persona dall’altra parte che valuta se l’allarme è vero. Tutto quello che accade dopo il suono dipende da te.
Suona, avvisa, e lì finisce
La sequenza è sempre la stessa: un sensore rileva, la centrale aspetta il tempo di ingresso impostato, poi partono sirena e notifiche. Da lì il sistema ha esaurito il suo repertorio.
Detto questo, basta nella maggior parte dei casi reali: il furto in appartamento è un’azione rapida, che si interrompe appena diventa rumorosa e visibile. Non è un ripiego, è il livello di protezione giusto per quel rischio.
Chi cerca l’intervento sta comprando un’altra cosa
Se vuoi che qualcuno vada a vedere, nessun kit da montare da solo te lo darà: serve un contratto con un istituto di vigilanza, con canone, durata minima e apparati spesso in comodato. Altroconsumo nota che il monitoraggio professionale non rende un impianto automaticamente più sicuro, e che l’intervento non è sempre tempestivo. Il confronto per intero sta nella guida su quale antifurto scegliere per casa.
Come abbiamo scelto
La selezione nasce dal confronto delle schede tecniche, dalla lettura dei manuali di installazione, dall’incrocio di centinaia di recensioni verificate e dal controllo di quali moduli aggiuntivi ogni produttore vende ancora oggi. È un lavoro di documentazione, e lo dichiariamo così com’è.
I criteri che abbiamo usato
Quattro, in ordine di peso. Il canale di avviso: un kit con il solo Wi-Fi diventa muto quando salta la linea, uno con SIM no. L’espandibilità reale, cioè quanti sensori accetta la centrale e se quel marchio li vende ancora. La composizione del kit, perché dieci contatti magnetici e quattro non proteggono la stessa casa. La gestione dei falsi allarmi, la ragione numero uno per cui un impianto finisce disinserito per sempre.
Quello che non abbiamo potuto verificare
Questi sono marchi poco noti, e nessuno dei cinque dichiara un grado di prestazione secondo la norma italiana: non lo scriviamo per screditarli, ma perché attribuirglielo sarebbe inventato. Stesso discorso per i decibel, che si misurano a un metro dalla sirena e a dieci contano molto meno. Dove un dato non c’è, qui trovi scritto che non c’è.
I cinque kit, uno per uno
La classifica non ordina per potenza ma per quante case copre bene: al primo posto il kit che risolve la situazione più comune, poi quelli che risolvono meglio degli altri un problema specifico. Il voto è nostro e nasce dal confronto delle schede, non da un giudizio di Amazon.
1. YISEELE con PIR pet immunity — la scelta d’insieme
Dieci contatti magnetici più un rilevatore di movimento: è la configurazione che chiude il perimetro di un appartamento senza dover comprare nulla il giorno dopo. Il rilevatore è a doppio sensore con pet immunity, e questo lo rende usabile con un cane o un gatto in casa — la condizione in cui i volumetrici economici vengono disinseriti e mai più riaccesi.
Il limite sta scritto nella scheda: solo Wi-Fi, nessun modulo SIM. Se salta la linea l’impianto continua a suonare, ma tu non lo sai.
La scelta d'insieme
YISEELE Allarme Casa Senza Fili: Antifurto casa connettività 5 GHz Wi-Fi - Incluso 1 Sirena 125DB - 1 Pet Immunity PIR - 10 Sensori Porta/Finestra - 2 Telecomandi - 1 Hub - Compatibile Alexa & Google
- Sensori inclusi
- 10 + 1 PIR
- Sirena
- 125 dB dichiarati
- Wi-Fi
- 5 GHz
- Avviso
- Solo Wi-Fi
Cosa fa bene
- Dieci contatti magnetici bastano a chiudere il perimetro di un appartamento intero
- Il rilevatore di movimento è a doppio sensore con pet immunity: cane e gatto non lo fanno scattare
- Si espande con sensori, tastiere, ripetitori di segnale e sirene solari dello stesso marchio
Cosa fa male
- Nessun modulo SIM: se salta la linea restano la sirena e nient'altro
- Il rilevatore di movimento incluso è uno solo, e la sirena inclusa è cablata: le sirene solari si comprano a parte
2. PGST con doppio canale — se la linea salta
Stessa idea di base, con un modulo GSM accanto al Wi-Fi. Quando il router si spegne — guasto, blackout, o spina staccata da qualcuno — la centrale ha ancora un modo per raggiungerti: SMS e chiamata vocale sulla rete cellulare.
È il kit giusto se la connessione è instabile, o in una seconda casa dove il router non c’è proprio. La SIM la metti tu: una ricaricabile va bene, ma va tenuta viva, altrimenti il secondo canale esiste solo sulla scatola.
La centrale ha uno schermo a colori da 2,4 pollici, e sulla pagina della serie PG108 PGST dichiara cinque numeri preimpostati, ognuno con SMS e chiamata attivabili a parte, fino a 99 sensori senza fili più alcune zone cablate, e la possibilità di aggiungere una sirena esterna senza fili, che però non è in scatola. Sulla composizione del kit l’inserzione non è d’accordo con sé stessa: il titolo elenca sei contatti per porte e finestre, la sirena e due telecomandi, la descrizione parla di sedici pezzi con rilevatore a infrarossi e tastiera. Conta sui sei contatti, e considera il resto un eventuale in più.
Se la linea salta
PGST Allarme Casa Senza Fili, 4G GSM WIFI Allarme Casa Wireless, 1 Antifurto Casa con Sirena, 6 Sensori Porta e Finestra, 2 Telecomandi, Compatibile con Alexa e Google Assistant
- Rete
- Wi-Fi + 4G/GSM
- Contatti inclusi
- 6
- Schermo
- 2,4 pollici touch
- Avvisi
- App, SMS e chiamata
Cosa fa bene
- Il canale 4G/GSM manda SMS e chiamata fino a cinque numeri anche quando il router è spento
- Sta dentro Tuya: la stessa app che già governa mezza casa smart
- La centrale accetta fino a 99 sensori senza fili, più 3 zone cablate
Cosa fa male
- La SIM la metti tu e va tenuta attiva con credito, o il secondo canale non esiste
- Sei contatti in scatola: con molte aperture se ne comprano altri
- La sirena esterna non è inclusa: si aggiunge a parte
3. ITALIAN ALARM — quando l’assistenza conta
Il vantaggio qui non è tecnico, è organizzativo: assistenza telefonica in italiano con orari dichiarati, video tutorial di montaggio, sensori già abbinati alla centrale in fabbrica. Su un prodotto che configuri da solo e ti serve funzionante al primo colpo, qualcuno che risponde nella tua lingua vale più di una funzione in più.
In dotazione c’è anche la sirena esterna, che nessun altro kit di questa lista dichiara in scatola ed è ciò che dà il deterrente visibile sulla facciata.
Assistenza in italiano
ITALIAN ALARM - Allarme Casa WiFi Senza Fili, Antifurto Casa Wireless con APP Tuya, Supporta SIM 4G, KIT Allarme con Sirena Esterna, Sistema di Sicurezza già Configurato. Assistenza Italia
- Rete
- Wi-Fi + SIM 4G
- Sirena esterna
- Inclusa
- App
- Tuya / Smart Life
- Assistenza
- In italiano
Cosa fa bene
- La sirena esterna è nel kit: è il pezzo che negli altri manca e si compra dopo
- Assistenza telefonica in italiano con orari dichiarati, più video tutorial di montaggio
- Arriva già configurato: i sensori sono abbinati alla centrale in fabbrica
Cosa fa male
- L'assistenza copre due finestre orarie dal lunedì al venerdì, non è un servizio continuo
- Molto meno diffuso del primo in classifica: meno recensioni su cui incrociare i giudizi
4. XNY con telecamere — per vedere cosa è successo
La differenza pratica è la verifica. Senza telecamera la notifica ti dà un’informazione sola: qualcosa è scattato. Con la telecamera guardi prima di decidere se rientrare, se chiamare qualcuno o se era solo la finestra accostata.
Le telecamere sono due, secondo la scheda che XNY pubblica su Amazon: una da interno che ruota a 360° e una da esterno con protezione IP66, entrambe in 1080p con visione notturna, audio bidirezionale e rilevamento della persona. Il resto è un kit completo — dieci contatti, cinque rilevatori di movimento, sirena da 120 dB — e con la SIM inserita chiama e manda SMS fino a cinque numeri. Attenzione però: la telecamera da esterno porta con sé vincoli di legge che nessun altro kit di questa lista ha.
Con le telecamere incluse
XNY 4G Allarme Casa Senza Fili con Telecamera Interno e Esterno, Allarme Casa WiFi con Controllo APP, Rilevatore di Movimento, Sensore per Porte e Finestre, Sirena, Telecomando) Compatibile con Alexa
- Telecamere
- 2, in 1080p
- Rete
- Wi-Fi 2,4 GHz + 4G
- Sensori inclusi
- 10 + 5 PIR
- Sirena
- 120 dB
Cosa fa bene
- Due telecamere, una da esterno IP66 e una da interno che ruota a 360°
- Con le telecamere verifichi cosa ha fatto scattare la sirena prima di rientrare
- Doppio canale: con la SIM chiama e manda SMS fino a cinque numeri anche a Wi-Fi spento
Cosa fa male
- La telecamera da esterno porta dentro i vincoli sulle riprese: l’inquadratura va gestita
- La scheda non dice dove si conservano i sette giorni di video registrati
- Solo Wi-Fi a 2,4 GHz: con un router a bande unite va configurato apposta
5. YISEELE essenziale — quando le aperture sono poche
Quattro contatti magnetici, sirena dentro la centrale, batteria al litio ricaricabile e tre modalità di zona. È il kit giusto per un monolocale, un ufficio piccolo, una casa con un ingresso e due finestre — dove comprarne dieci significa lasciarne sei nel cassetto.
La modalità «In casa» lo rende più intelligente del suo formato: tiene inserito il solo perimetro mentre ci vivi dentro. Il pulsante di soccorso, poi, serve anche come chiamata d’emergenza per una persona anziana che vive sola.
Il più essenziale
YISEELE Allarme Casa Senza Fili: Antifurto casa con Centrale 120dB e Controllo APP Gratuita - Proteggi famiglia e beni dagli intrusi in tua assenza - Salvavita Anziani – Compatibile Alexa & Google
- Sensori inclusi
- 4 porta/finestra
- Sirena
- 120 dB nella centrale
- Batteria
- Litio ricaricabile
- Zone
- Normale, In casa, 24 ore
Cosa fa bene
- La modalità In casa tiene inserito il solo perimetro mentre ci vivi dentro
- La batteria della centrale la tiene viva durante un'interruzione di corrente
- Il pulsante di soccorso lo rende utile anche per una persona anziana che vive sola
Cosa fa male
- La sirena sta dentro la centrale: fuori non c'è nessun deterrente visibile
- Quattro contatti coprono poche aperture: oltre quelle si comprano moduli a parte
Perché due YISEELE nella stessa classifica
Perché sono due taglie, non due varianti dello stesso oggetto. Il primo è un impianto da appartamento completo: dieci aperture, rilevatore di movimento con pet immunity, sirena separata. Il quinto è un presidio minimo: quattro aperture, nessun volumetrico, sirena nella centrale.
Non è un riempitivo: la domanda vera non è quale marca, è quante aperture hai. Con un bilocale e tre finestre, il kit grande sono sensori che restano in scatola; con una villetta su due piani, il piccolo diventa moduli aggiuntivi entro un mese.
La tabella a confronto
I cinque kit affiancati sui quattro parametri che cambiano davvero la scelta: quanti sensori sono già nella scatola, come l’impianto ti raggiunge, dove sta la sirena e in che fascia di mercato si colloca.
Legenda fascia: € fascia d’ingresso · €€ fascia media · €€€ fascia alta.
| Kit | Sensori inclusi | Canale di avviso | Sirena | Fascia |
|---|---|---|---|---|
| YISEELE con PIR | 10 contatti + 1 volumetrico | Solo Wi-Fi | Cablata, 125 dB | €€ |
| PGST con schermo | 6 contatti + volumetrico | Wi-Fi + 4G/GSM | Esterna a parte | €€ |
| ITALIAN ALARM | Contatti + volumetrici | Wi-Fi + SIM 4G | Esterna inclusa | €€€ |
| XNY con telecamere | 10 contatti + 5 volumetrici | Wi-Fi + 4G | 120 dB, posizione non dichiarata | €€€ |
| YISEELE essenziale | 4 contatti | Solo Wi-Fi | Nella centrale, 120 dB | € |
Nessuno dei cinque produttori dichiara un grado di prestazione secondo la norma CEI: la colonna manca perché il dato non esiste, non perché l’abbiamo omessa.
Quanti sensori servono, e dove vanno messi
La protezione perimetrale controlla i punti di ingresso e scatta prima che qualcuno sia dentro; quella volumetrica controlla lo spazio interno e scatta quando qualcuno è già entrato. Non sono la stessa cosa con nomi diversi: cambiano radicalmente quando puoi tenere l’impianto inserito.
Il vantaggio del perimetro, che nessuno spiega
È questo, ed è grosso: con i sensori sulle aperture puoi vivere in casa con l’allarme acceso. Di notte, con i bambini che si alzano e il cane che gira per il corridoio: se i rilevatori stanno sui serramenti e non nelle stanze, il movimento interno non li riguarda. È il motivo per cui la modalità «In casa» è la funzione più usata di tutte, e va verificato che ci sia.
Quanti contatti servono davvero
Si contano le aperture accessibili, non le finestre. Al piano terra e al primo vanno tutte; dal secondo in su solo quelle raggiungibili da un balcone, una grondaia, un tetto vicino. Un appartamento tipo sta fra sei e dieci contatti, un monolocale fra due e quattro. Il volumetrico va nel punto di passaggio obbligato — corridoio o ingresso — non nella stanza più grande.
Wi-Fi, SIM e corrente: cosa succede quando qualcosa manca
Un impianto senza fili dipende da tre cose che possono venire a mancare separatamente: la corrente elettrica, la connessione a internet e la radio fra sensori e centrale. Un kit fatto bene sopravvive alle prime due e ti avvisa della terza. Vale la pena capire quale delle tre il tuo kit non regge.
Il Wi-Fi regge finché regge il router
Con il solo Wi-Fi la notifica passa dal tuo router, e il router va a corrente: un blackout e resti senza avvisi, anche se la centrale ha la sua batteria e la sirena suona. È il difetto dei kit ai posti 1 e 5, ed è il motivo per cui esistono i posti 2, 3 e 4.
La batteria tampone conta più della sirena
Il dato che nessuna scheda mette in evidenza è quanto la centrale resta viva senza corrente. Su questa fascia si parla di ore, non di giorni, e la batteria è quasi sempre al litio integrata: quando invecchia si cambia la centrale, non la batteria. Prima dei decibel della sirena, guarda quel numero — se il produttore lo dichiara.
Falsi allarmi: da dove arrivano davvero
Il falso allarme è il vero nemico di un impianto domestico, perché non fa danni immediati ma produce l’unico esito irreversibile: l’impianto smette di essere inserito. Quasi tutti i falsi allarmi vengono dal rilevatore di movimento, quasi mai dai contatti magnetici.
Pet immunity, e fin dove arriva davvero
I rilevatori con pet immunity ignorano una massa in movimento sotto una certa soglia: su questa fascia le dichiarazioni tipiche stanno fra i 10 e i 25 chili. Il numero però conta meno di quanto sembri, perché la funzione lavora sulla geometria: un gatto di quattro chili che salta su un mobile entra nel cono all’altezza di una persona, e scatta lo stesso. Se hai animali che salgono in alto, il volumetrico va montato basso e inclinato — o non va montato.
Tende, correnti d’aria e sole diretto
Un rilevatore a infrarossi passivi legge variazioni di calore in movimento. Lo fanno scattare una tenda mossa dal termosifone sotto, una corrente d’aria calda che attraversa il cono, il sole che scalda una superficie riflettente, un condizionatore puntato lì. Nessuna è un guasto: sono errori di posizionamento, e si risolvono spostando il sensore di un metro.
Jamming, tamper e supervisione: cosa aspettarsi a questa fascia
Un impianto senza fili si può disturbare via radio, e nessun kit di questa fascia lo nega. La domanda utile non è «si può», ma «l’impianto se ne accorge e cosa fa»: la differenza fra un sistema certificato e uno no sta tutta lì, ed è una differenza di norma, non di marketing.
Cosa chiede la norma ai sistemi certificati
Le norme europee fissano requisiti precisi. Nella EN 50131-1, nel testo modificato nel 2020, un collegamento fra i componenti non può restare indisponibile per più di 100 secondi nei gradi da 1 a 3, e per più di 10 secondi nel grado 4: oltre quel tempo il sistema deve generare un segnale di manomissione o di guasto. Fra i modi per verificarlo la norma indica i messaggi periodici fra i componenti e, sui sistemi radio, l’ascolto del disturbo; la parte dedicata ai collegamenti radio, la EN 50131-5-3, aggiunge requisiti propri sulla rilevazione delle interferenze.
Cosa aspettarsi da un kit non certificato
Molto meno, e senza garanzie scritte: alcuni hanno una forma di supervisione e un contatto antiapertura, altri no, e quasi nessuno lo dichiara. Non è un motivo per non comprarli — è un motivo per non raccontarsi che equivalgano a un impianto professionale. Se ti serve resistenza a un attacco competente, quel prodotto non arriva in un pacco.
Gradi CEI 79-3: dove sta un kit da appartamento
In Italia gli impianti di allarme intrusione si classificano per livello di prestazione da 1 a 4, secondo la norma CEI 79-3, la cui edizione più recente, la CEI 79-3:2024, è stata pubblicata a dicembre 2024. Il grado non misura quante funzioni ha l’impianto: misura quanto è capace l’intruso che si presume di dover fermare.
Un esempio tipico di grado 1 è l’abitazione privata senza beni di particolare valore, dove ci si aspetta un tentativo senza mezzi tecnici evoluti; di grado 4, il deposito ad alta concentrazione di valori, esposto a chi ha conoscenze e strumenti analoghi a quelli dei tecnici che hanno prodotto o installato il sistema. Due regole la rendono utile: le apparecchiature devono avere grado pari o superiore al livello dell’impianto, e il livello complessivo è il minore fra quelli dei suoi sottoinsiemi.
Un kit da appartamento sta in basso su quella scala, e per la maggior parte delle case va benissimo: componenti di grado alto per un secondo piano con un solo ingresso sono spesa per una minaccia che non hai. Il grado conta però nelle polizze furto, dove l’indennizzo può essere subordinato a un impianto conforme e documentato — la scala per intero sta nella guida alla scelta dell’antifurto per casa.
Sirena esterna e telecamera: i due vincoli che scopri dopo
Sono le due parti del kit che escono dal perimetro tecnico ed entrano in quello normativo. La sirena esterna riguarda i tuoi vicini, la telecamera riguarda chi passa: in entrambi i casi la regola non la scrive il produttore, e nessuno te la mette in scatola.
Dove va la sirena e quanto può suonare
La sirena esterna va in alto e in vista, sulla facciata più esposta, difficile da raggiungere da terra: serve a farsi sentire quanto a farsi vedere prima ancora che succeda qualcosa. Sulla durata del suono non esiste un unico limite nazionale: lo fissano i regolamenti comunali sui rumori, e cambiano da comune a comune. Il regolamento di Venezia, per esempio, impone agli antifurto degli edifici un temporizzatore che fermi la sirena entro dieci minuti; i tre minuti che si leggono spesso valgono, nello stesso testo, per gli antifurto delle auto. Si controlla il regolamento del proprio comune prima di montarla, non dopo la prima segnalazione.
La telecamera e le riprese
Il kit al quarto posto include due telecamere, e una è da esterno: questo cambia il quadro. Le FAQ del Garante per la protezione dei dati personali escludono dal Regolamento privacy le telecamere installate in casa per fini esclusivamente personali, ma fissano un limite: l’inquadratura resta sugli spazi di propria esclusiva pertinenza, senza riprendere aree comuni come pianerottoli, scale e cortili né zone di terzi, ed è vietato riprendere aree pubbliche o di pubblico passaggio. Oltre quel limite si rischia il reato di interferenze illecite nella vita privata. Chi vuole invece presidiare solo la porta trova il confronto fra gli apparecchi giusti fra i videocitofoni Wi-Fi, che è un altro prodotto e un altro regime.
Quanto dura davvero, fra tre anni
È la parte che i confronti non fanno, e che decide se hai comprato un impianto o un oggetto. Un antifurto senza fili invecchia su quattro fronti — batterie, radio, ricambi e software del produttore — e solo l’ultimo può ucciderlo del tutto in un giorno.
Le batterie dei sensori
I contatti magnetici consumano pochissimo, i volumetrici molto di più perché elaborano di continuo. Come riferimento, un produttore professionale dichiara fino a 7 anni per un contatto e fino a 5 per un rilevatore di movimento su pila al litio; sui kit economici, con pile stilo, si sta fra uno e tre anni. Al kit chiedi una cosa sola: che ti avvisi quando una pila sta finendo, invece di lasciare un sensore muto senza dirlo.
La copertura radio contro i muri portanti
Le portate dichiarate valgono in campo libero, e un muro portante o una soletta in cemento le taglia di netto. Il punto critico non è la distanza in metri ma quanti muri pieni ci sono in mezzo: in una villetta a due piani la centrale va al piano intermedio, non in cantina. Se un sensore resta al limite serve un ripetitore — e la domanda da farsi prima di comprare è se quel marchio lo vende.
La dipendenza dal cloud e dall’app
Qui sta il rischio vero, e riguarda tutti e cinque. La notifica passa dai server del produttore: se quel servizio chiude, la parte remota muore e resta una sirena stupida. Suona ancora, si inserisce col telecomando, ma non ti raggiunge più.
Due cose riducono il rischio. La prima è preferire le piattaforme diffuse alle app proprietarie di un singolo marchio: Tuya e Smart Life sono piattaforme generaliste usate da moltissimi marchi, e un ecosistema di quelle dimensioni ha molte più probabilità di essere ancora acceso fra cinque anni. La seconda è verificare che l’impianto funzioni per intero anche in locale — telecomando, tastiera, sirena — senza passare da internet. È lo stesso criterio che vale sull’ingresso di casa: lo trovi nella guida alla scelta del videocitofono e nel confronto fra i migliori videocitofoni.
Detrazioni fiscali: come funziona, e il dettaglio che frega
Gli interventi finalizzati a prevenire atti illeciti da parte di terzi rientrano fra quelli agevolabili nel recupero del patrimonio edilizio: l’Agenzia delle Entrate cita espressamente gli apparecchi rilevatori antifurto e le relative centraline. La detrazione però si applica a un intervento documentato, non a un oggetto comprato: servono bonifico dedicato e documentazione che colleghi la spesa all’immobile.
Le percentuali cambiano nel tempo e vanno lette alla fonte: l’Agenzia delle Entrate indica per il 2025 e il 2026 il 50% sull’abitazione principale del titolare del diritto e il 36% negli altri casi, entro 96.000 euro, con percentuali che scendono negli anni successivi. Prima di contarci, verifica le condizioni aggiornate con chi ti fa la dichiarazione. Un kit pagato con la carta non ci rientra: senza un bonifico che riporti le indicazioni richieste, la detrazione non è riconosciuta.
Domande frequenti
Un antifurto senza fili funziona senza internet?
La parte di allarme sì. Sensori, centrale e sirena comunicano via radio fra loro e non passano da internet: a router spento l’impianto rileva e suona come prima. Si perde la parte remota — notifica sul telefono, inserimento a distanza, storico degli eventi. Un kit con SIM GSM o 4G tiene in piedi anche l’avviso, via SMS o chiamata.
Cosa succede se manca la corrente?
La centrale ha una batteria interna e regge per un tempo limitato, che su questa fascia si misura in ore. I sensori non se ne accorgono, perché vanno a pila. Il pezzo che cade per primo è il router: con il solo Wi-Fi, durante un blackout l’impianto suona ma non ti avvisa. Con la SIM l’avviso parte comunque.
Posso collegare l’antifurto ai Carabinieri?
In parte, e non come quasi tutti immaginano. Il collegamento con il 112 è previsto: va presentata una comunicazione al Comando competente con dati dell’impianto, indirizzo, recapito e chi detiene le chiavi. Serve però un combinatore telefonico conforme, e le forze dell’ordine non hanno le chiavi di casa tua: la verifica sul posto la fanno gli istituti di vigilanza privati.
Il robot aspirapolvere fa scattare l’allarme?
Con un contatto magnetico no, mai: quello registra solo l’apertura di un serramento. Con un rilevatore di movimento sì, se il robot passa nel cono e la pet immunity non lo filtra — un robot alto venti centimetri di solito viene ignorato, ma dipende dal modello e dall’inclinazione. La soluzione pulita è pulire quando l’impianto è disinserito.
Posso aggiungere sensori dopo, o il kit è chiuso?
Quasi tutti accettano molti dispositivi aggiuntivi: le schede che lo dichiarano parlano di un centinaio di dispositivi e oltre. Il vincolo non è il numero, è il protocollo radio del produttore: i sensori parlano solo con centrali dello stesso marchio, quindi la domanda vera è se fra due anni quel marchio venderà ancora i moduli. Va verificato prima di comprare, non quando serve.
Serve un installatore o posso montarlo da solo?
Un kit senza fili si monta da soli: i sensori si fissano con biadesivo o due viti, la centrale va a spina, l’app si configura in pochi minuti. Serve un installatore abilitato quando ti occorre la documentazione — conformità, progetto, grado di prestazione — cioè quando l’impianto deve valere davanti a un’assicurazione. Il fai da te protegge la casa, non la pratica di sinistro.
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