Clima e qualità dell’aria · Aggiornato il 20 settembre 2026

Migliori deumidificatori con scarico continuo: quale scegliere fra gravità e pompa

Lo scarico a gravità funziona solo se il tuo pozzetto sta più in basso dell’apparecchio. Se non c’è, serve una pompa di sollevamento — e la prevalenza in metri quasi nessuno la dichiara. Sei modelli letti sulle schede dei costruttori.

di Redazione Fatto per Durare 33 min di lettura

Come abbiamo scelto

Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.

Deumidificatore in una cantina con il tubo dello scarico continuo collegato e diretto verso il pozzetto a pavimento
Deumidificatore in una cantina con il tubo dello scarico continuo collegato e diretto verso il pozzetto a pavimento

Se stai cercando un deumidificatore con scarico continuo vuol dire che hai già deciso una cosa: non vuoi svuotare la tanica. Vuoi accenderlo in cantina, in garage, in taverna o in lavanderia e dimenticartene per settimane.

C’è però un vincolo che decide se quell’acquisto funziona o è denaro buttato, e quasi nessuna pagina lo mette in cima: lo scarico libero funziona solo per gravità. L’acqua esce dall’attacco e scende. Se nel tuo locale non c’è un pozzetto, un chiusino o uno scarico a pavimento più in basso dell’attacco dell’apparecchio, quel foro non serve a niente. Serve un altro tipo di macchina: uno con pompa di sollevamento integrata, che spinge la condensa verso l’alto.

È questa la linea che divide il mercato in due, ed è su questa che è costruita la classifica qui sotto. Trovi come misurare il dislivello prima di comprare, perché la prevalenza in metri della pompa quasi nessuno la dichiara, cosa c’è davvero dentro la scatola quando il tubo è «incluso», e sei modelli venduti su Amazon letti sulle schede e sui manuali dei costruttori.

Se invece devi ancora decidere che deumidificatore prendere in generale — compressore o essiccante, quanti litri, dove metterlo — la strada parte dalla guida su quale deumidificatore scegliere, dove lo scarico continuo è una sezione fra le altre. Questa pagina risponde a una domanda più stretta: quale comprare quando lo scarico continuo è il motivo per cui lo compri.

In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei. Il prezzo che paghi non cambia.

Il vincolo che fa fallire l’acquisto: dove finisce l’acqua

Un deumidificatore a scarico libero non spinge niente: apre un foro e lascia cadere la condensa. Perché funzioni, il punto in cui il tubo termina deve stare più in basso dell’attacco sull’apparecchio, e il tubo deve scendere per tutto il percorso. Se manca il dislivello, il tubo si riempie e la tanica torna a riempirsi.

La gravità non risale, e nessuna impostazione la convince

Non c’è modalità, firmware o app che cambi questo fatto. L’attacco dello scarico su quasi tutti i deumidificatori domestici sta a pochi centimetri dal pavimento, sul retro o sul fianco: vuol dire che il tuo punto di scarico deve stare più in basso di una decina di centimetri da terra. Un pozzetto sifonato a pavimento va bene. Lo scarico della lavatrice a mezzo metro d’altezza no.

Il manuale italiano del TROTEC TTK 95 E lo scrive in modo asciutto: per l’utilizzo continuo prolungato o per la deumidificazione non sorvegliata bisogna collegare un tubo adatto e portarne l’estremità a uno scarico adatto, per esempio un pozzetto di raccolta o un contenitore sufficientemente grande, facendo attenzione che il tubo non sia piegato (manuale TROTEC TTK 95 E, in italiano). Non dice «a qualsiasi altezza», perché non è possibile.

Come misurare il dislivello in dieci minuti, prima di comprare

Il controllo costa niente e si fa prima di aprire il portafoglio, non dopo.

  1. Decidi il punto esatto in cui starà l’apparecchio. Non «in cantina»: quel metro quadro lì.
  2. Misura da terra l’altezza dell’attacco. Sulle macchine domestiche sta fra 8 e 25 centimetri; sulle professionali anche più su. Se non hai ancora l’apparecchio, considera 20 centimetri come ipotesi prudente.
  3. Misura l’altezza del punto di scarico più vicino. Pozzetto a pavimento, chiusino, scarico della doccia, tombino del garage.
  4. Sottrai. Se il punto di scarico è più basso dell’attacco di almeno una decina di centimetri e il percorso è libero, un apparecchio a gravità basta. Altrimenti ti serve la pompa.
  5. Misura anche la distanza in orizzontale. Serve dopo, quando si parla del tubo: quasi nessuna confezione ne contiene abbastanza.

I tre casi in cui il foro di scarico non serve a niente

Sono i casi più comuni proprio nei locali per cui si compra un apparecchio a funzionamento continuo, ed è il motivo per cui questa pagina esiste.

  • Cantina o taverna senza chiusino. Interrati e seminterrati recenti spesso non hanno scarico a pavimento: la condensa dovrebbe risalire fino al lavabo o al bagno di servizio.
  • Garage con il pavimento in pendenza verso la saracinesca. Lo scarico c’è, ma sta fuori, e per arrivarci il tubo deve passare sotto una porta e poi risalire lo scivolo.
  • Sottotetto, mansarda, ripostiglio al piano. Qui il punto di scarico più vicino è a un piano di distanza.

In tutti e tre serve una pompa: integrata nell’apparecchio, oppure esterna. Le pompe di condensa esterne esistono e si collegano a qualsiasi macchina, ma sono un accessorio a sé, listato in una categoria merceologica diversa: se ne compri una, verifica che la portata dichiarata in litri l’ora superi di parecchio i litri al giorno che il deumidificatore toglie.

Gravità o pompa integrata: due macchine che il mercato chiama allo stesso modo

«Scarico continuo» sulla scheda di un prodotto può significare due cose molto diverse: un foro con un tappo di gomma da cui l’acqua cade, oppure una pompa che la spinge in alto. Le schede tecniche raramente lo chiariscono in modo netto, e la parola da cercare è «pompa», non «scarico».

Lo scarico a gravità: com’è fatto, e cosa chiede in cambio

È un raccordo sul retro o sul fianco, chiuso da un tappo di plastica e spesso da un secondo tappo di gomma dentro. Si tolgono entrambi, si infila il tubo, si porta l’altro capo allo scarico. Non consuma corrente, non fa rumore, non si guasta: è l’unica parte di un deumidificatore che non può rompersi.

In cambio chiede il dislivello, e chiede che il tubo scenda per tutto il percorso. Un avvallamento a metà strada fa da sifone: l’acqua si ferma lì, il tubo si riempie e l’apparecchio ricomincia a riempire la tanica. Se ti è già successo, la diagnosi completa sta nella pagina su cosa fare quando il deumidificatore non raccoglie acqua: tre volte su quattro non è un guasto.

La pompa di sollevamento: la prevalenza in metri, e chi la dichiara

La pompa è una piccola elettropompa con una vaschetta e un galleggiante interni. Quando la vaschetta si riempie, la pompa parte per qualche secondo e spinge l’acqua nel tubo, anche in salita. Il numero che conta si chiama prevalenza: quanti metri in verticale riesce a superare.

È il dato che separa un acquisto riuscito da uno sbagliato, e quasi nessuno lo dichiara. De’Longhi lo fa, in modo esplicito: per il DD230P scrive che il sistema brevettato «Heavy Duty Pump» supera qualsiasi ostacolo fino a 5 metri di altezza, con un tubo lungo 5 metri che scarica in modo continuo l’acqua di condensazione (scheda De’Longhi DD230P).

Shinco no. Il suo 50 litri è venduto proprio come modello «con pompa di sollevamento», ma sulla scheda del costruttore la prevalenza non compare: ci sono i litri al giorno, la tanica, i decibel, il peso, la garanzia e il tubo di scarico nella dotazione, non i metri (scheda Shinco SDZ1-50D). Comprare una pompa senza sapere quanto sale è comprare a scatola chiusa proprio la cosa per cui stai pagando.

La regola pratica: se il dislivello che devi vincere supera i due metri e il costruttore non dichiara la prevalenza, cambia modello o metti in conto una pompa esterna.

Rumore della pompa, e cosa succede quando si guasta

Una pompa di condensa lavora a intermittenza: parte per pochi secondi ogni volta che la vaschetta interna si riempie, e fa un ronzio breve, più acuto del ventilatore. In un locale tecnico non lo senti; in una taverna usata la sera sì, e va messo in conto.

Quando si guasta, l’apparecchio non allaga: la vaschetta interna si riempie, il galleggiante interviene e la macchina si ferma, esattamente come fa con la tanica piena. Il deumidificatore resta usabile a gravità o con la tanica, ma hai perso la funzione per cui l’avevi scelto. È l’argomento a favore della soluzione più noiosa: se il dislivello ce l’hai, la gravità è più affidabile, perché non ha niente che possa rompersi.

Il tubo: quasi mai quello giusto, a volte nemmeno incluso

Il tubo è il pezzo che manda a monte più installazioni, perché è l’ultimo a cui si pensa e il primo a deludere. Sulle sei macchine di questa pagina succede di tutto: chi lo include lungo cinque metri, chi lo include lungo mezzo, e chi scrive nero su bianco che non c’è.

Diametro: 13 millimetri è lo standard di fatto, ma va verificato

TROTEC dichiara nel manuale del TTK 95 E che il tubo adatto ha un diametro di 13 mm e che viene messo a disposizione. Pro Breeze dichiara per il suo 20 litri un tubo con 10 mm di diametro interno e 13 esterni. Sono due modi di scrivere la stessa misura, ed è quella che trovi nella maggior parte delle ferramenta come tubo per condensa.

Il punto non è che 13 millimetri sia una norma: è che va letto sulla scheda prima di comprare il tubo, perché gli attacchi delle macchine professionali salgono spesso a 16 mm o a un raccordo filettato, e un tubo da giardino non ci va.

Lunghezza: mezzo metro non arriva da nessuna parte

Qui c’è il dato più utile della pagina. Pro Breeze dichiara per il suo 20 litri un tubo in dotazione lungo 50,5 centimetri (scheda Pro Breeze 20 litri, modello PB-08). Mezzo metro copre il caso in cui l’apparecchio sta praticamente sopra il pozzetto, e nient’altro.

All’estremo opposto, De’Longhi dichiara per il DD230P cinque metri di tubo. Comfee non ne dichiara nessuno, perché non ce n’è: sul suo MDDF-20DEN7-WF il costruttore scrive esplicitamente che il tubo di drenaggio non è incluso nella confezione (scheda Comfee MDDF-20DEN7-WF).

Misura la distanza prima, e considera il tubo un acquisto separato quasi sempre. Non è la voce che cambia la decisione, ma è la cosa che ti fa rimandare l’accensione di una settimana.

Pendenza, gomiti e strozzature

Tre errori di montaggio che si ripetono sempre uguali, e che nessun manuale spiega per esteso.

  • Il tubo deve scendere per tutto il percorso. Non basta che il punto d’arrivo sia più in basso: se in mezzo c’è una gobba, quella gobba fa da sifone. Fissa il tubo alla parete con un paio di collarini invece di lasciarlo srotolato sul pavimento.
  • Niente gomiti stretti. Un tubo morbido piegato a novanta gradi si strozza, e Comfee lo mette fra le sue avvertenze: il tubo va diretto verso lo scarico a pavimento senza pieghe. Se devi girare un angolo, fallo con una curva larga.
  • Niente prolunghe raccordate a metà. Ogni giunzione in un tubo che lavora a gravità è un punto in cui si deposita il calcare e si formano le alghe. Meglio un tubo unico della lunghezza giusta.

Una nota che vale per chi monta il tubo e poi sparisce per un mese: la condensa di un deumidificatore è acqua distillata ma non sterile, e in un tubo che resta umido si forma una patina biologica. Una volta a stagione conviene staccarlo e sciacquarlo.

Il funzionamento non presidiato: cosa deve fare la macchina quando non ci sei

Uno scarico continuo si compra per lasciare l’apparecchio acceso da solo. Da qui in poi contano tre comportamenti che sulle schede stanno in fondo: se riparte da solo dopo un blackout, come si comporta con il freddo, e cosa fa il galleggiante della tanica quando il tubo è collegato.

L’igrostato che riparte da solo dopo un’interruzione di corrente

È la funzione più sottovalutata di tutte. Se la corrente salta per un temporale e l’apparecchio non riaccende da solo, torni dopo tre settimane e trovi il locale com’era prima, con il deumidificatore spento e la muffa ripartita.

Il comportamento si chiama auto-restart o «memoria delle impostazioni», e non tutti i costruttori lo dichiarano. Prima di comprare cercalo sulla scheda o sul manuale; se non c’è, la prova casalinga è banale: imposta l’umidità obiettivo, stacca la spina, riattaccala e guarda se riparte con le stesse impostazioni o se aspetta che tu prema un tasto.

Sbrinamento automatico, e la temperatura minima di esercizio

Qui c’è il confine tecnico che manda fuori strada molti acquisti per la cantina. Un deumidificatore a compressore raffredda una serpentina sotto il punto di rugiada: se l’aria del locale è già fredda, la serpentina si copre di brina e la macchina passa il tempo a sbrinare invece che a togliere acqua.

Il manuale TROTEC lo dichiara in due righe: sotto i 12 °C l’evaporatore può ghiacciare e l’apparecchio esegue uno sbrinamento automatico, durante il quale la deumidificazione si interrompe; e non è consigliato farlo funzionare sotto i 5 °C. L’intervallo di lavoro dichiarato per il TTK 95 E è infatti da 5 a 32 °C, con umidità dal 30 al 90%. Pro Breeze dichiara lo stesso intervallo di temperatura, da 5 a 32 °C, per il suo 20 litri.

Due macchine di questa pagina scendono più in basso, e lo dichiarano. De’Longhi scrive che il sistema elettronico antigelo del DD230P permette il funzionamento in ambienti con temperature fino a 2 °C. Olimpia Splendid dichiara per il Seccoprof uno sbrinamento a gas caldo che mantiene il compressore in funzione continua, evitando le accensioni e gli spegnimenti frequenti, e consente il funzionamento a temperature vicine allo zero (scheda Olimpia Splendid Seccoprof 30/40 P).

Se il tuo locale d’inverno sta stabilmente sotto i 10 °C, però, la tecnologia giusta cambia del tutto: non è più il compressore, sono i deumidificatori ad adsorbimento, che lavorano a pochi gradi sopra lo zero e hanno tutti lo scarico continuo. Costano molto di più da tenere accesi, e in quella pagina il conto è fatto.

Il galleggiante della tanica con il tubo collegato

Domanda che torna spesso: con il tubo attaccato, la tanica va lasciata dentro? Sì. Su quasi tutte le macchine domestiche il sensore che rileva la tanica è lo stesso che blocca l’apparecchio: se togli la tanica per fare spazio al tubo, la macchina si ferma e accende la spia.

Il tubo passa sotto o attraverso la tanica a seconda del modello, e la tanica resta al suo posto vuota, come sicurezza: se il tubo si strozza, l’acqua torna lì dentro invece che sul pavimento. Il manuale TROTEC descrive lo stesso principio anche a tanica piena: il galleggiante accende la spia e il dispositivo si spegne, e la spia si spegne solo quando il contenitore vuoto viene reinserito correttamente.

Come abbiamo scelto i sei modelli

Sei apparecchi venduti su Amazon.it, scelti leggendo schede tecniche e manuali dei costruttori e scartando tutto ciò su cui il costruttore non dichiara niente di verificabile. Nessuna prova sul campo: le colonne della tabella qui sotto sono dati dichiarati, e dove il dato manca la casella lo dice.

I criteri, in ordine di peso

  1. Il modo di scaricare, dichiarato senza ambiguità. Pompa integrata o gravità, scritto dal costruttore. Le schede che dicono solo «scarico continuo» senza chiarire quale dei due sono state scartate.
  2. La documentazione pubblica. Manuale scaricabile, dati tecnici completi, elenco ricambi. È il criterio che ha premiato TROTEC e penalizzato tutta la fascia dei modelli senza marchio.
  3. L’intervallo di temperatura dichiarato. Perché metà dei locali per cui si compra questa macchina sono freddi.
  4. Cosa c’è nella scatola. Tubo sì o no, e quanto lungo.
  5. Garanzia e assistenza raggiungibile in Italia.

Cosa abbiamo scartato, e perché

Fuori tutta la fascia degli 80-120 litri al giorno venduta come «industriale» o «professionale» da marchi che non hanno un sito con una scheda tecnica. Sono spesso proprio le macchine con la pompa già montata, il che le renderebbe perfette per questa pagina, ma di nessuna si riesce a leggere la prevalenza, l’intervallo di temperatura o il diametro dell’attacco. Se ti serve davvero quella portata, la selezione ragionata sta fra i deumidificatori professionali.

Fuori anche i modelli a parete a incasso: sono un impianto, non un elettrodomestico, e li monta un installatore.

I sei modelli a confronto

La colonna da leggere per prima è Scarico: divide le due macchine fra cui il mercato non distingue. Le rese sono quelle dichiarate dai costruttori e non sono confrontabili alla lettera, perché ognuno dichiara la propria condizione di prova. Dove il costruttore non dichiara un dato, la casella dice «non dichiarata».

Come si legge la fascia: € indica la parte più accessibile di questa selezione, €€ la fascia intermedia, €€€ la fascia alta. È un ordine di grandezza relativo fra questi sei modelli, non un prezzo.

Modello Scarico Resa dichiarata Tubo in dotazione Esercizio dichiarato Potenza dichiarata Tanica Fascia
De’Longhi DD230P pompa, fino a 5 m 30 l/24h sì, 5 m fino a 2 °C 575 W 7 l €€€
TROTEC TTK 95 E gravità, attacco 13 mm 30 l/24h sì, diametro 13 mm da 5 a 32 °C 0,5 kW max 5,3 l €€
Shinco SDZ1-50D 50 litri pompa, prevalenza non dichiarata 50 l/giorno sì non dichiarato non dichiarata 7 l €€
Olimpia Splendid Seccoprof 30 gravità 30 l/24h non dichiarato vicino allo zero, gas caldo non dichiarata 8 l €€€
Pro Breeze 20 litri gravità 20 l/giorno sì, 50,5 cm da 5 a 32 °C 0,31 kW 5,5 l €
COMFEE’ 20 litri gravità 20 l/24h no non dichiarato 440 W 3 l €

Due righe riassumono la pagina. Il De’Longhi è l’unico che dichiara quanti metri sale, ed è il solo che compri con la certezza che funzionerà anche senza pozzetto. Lo Shinco ha la pompa e la resa più alta, ma non dice la cosa che conta.

I migliori deumidificatori con scarico continuo, uno per uno

Sei apparecchi per tre situazioni diverse: due con la pompa, per chi non ha lo scarico più in basso; due macchine robuste da locale tecnico, per la cantina e il garage; due domestici, per chi ha già il pozzetto sotto e vuole solo smettere di svuotare la tanica.

1. De’Longhi DD230P — l’unico che dichiara quanti metri sale

È il modello che risolve il problema da cui parte questa pagina, ed è l’unico della selezione per cui il costruttore mette per iscritto il numero che serve: la pompa supera un dislivello fino a 5 metri, con un tubo da 5 metri in dotazione. Cinque metri sono un piano e mezzo: coprono il caso della cantina che scarica nel bagno al piano terra.

Gli altri dati dichiarati da De’Longhi: resa di 30 litri in 24 ore alla condizione 30 °C e 80%, potenza assorbita 575 W, livello di rumore 54 dB(A), refrigerante R290, e un sistema elettronico antigelo che permette il funzionamento fino a 2 °C. Il filtro antipolvere è lavabile.

È anche il più assetato e il più rumoroso della selezione, ed è coerente: sta spingendo acqua in salita e lavora con una serpentina fredda a due gradi. Se hai il pozzetto sotto l’apparecchio, questi watt non ti servono.

La scelta d’insieme

De’Longhi DD230P 7 L 51 dB 540 W Grigio
1°In classificaScarico più in alto dell’apparecchio
Il nostro voto

4,6/5

De’Longhi DD230P 7 L 51 dB 540 W Grigio

Scarico
Pompa, 5 m
Tubo in dotazione
5 m
Resa dichiarata
30 l/24h
Esercizio
fino a 2 °C

Cosa fa bene

  • Il costruttore dichiara una pompa che supera un dislivello fino a 5 metri: è l’unico della selezione che risolve il problema alla radice
  • Il tubo da 5 metri è in dotazione, e non va né comprato né misurato a occhio
  • Il sistema elettronico antigelo è dichiarato per lavorare in ambienti fino a 2 °C

Cosa fa male

  • Il costruttore dichiara 575 W e 54 dB(A): è il più assetato e il più rumoroso di questa selezione
  • Oltre i 5 metri dichiarati non si va: da lì in su serve una pompa di condensa esterna
Vedi prezzo su AmazonSu Amazon.it · si apre in una scheda nuova

2. TROTEC TTK 95 E — il meglio documentato, e il più riparabile

Se dovessimo scegliere una macchina a gravità sulla sola qualità di ciò che il costruttore mette per iscritto, sarebbe questa. Il manuale in italiano dichiara l’intervallo di lavoro da 5 a 32 °C e dal 30 al 90% di umidità relativa, la potenza assorbita massima di 0,5 kW, la tanica da 5,3 litri, il livello sonoro di 43 dB(A) a un metro, il refrigerante R290 e la quantità esatta di carica, 129 grammi.

E dichiara le due cose che sulle altre schede non trovi mai: il diametro del tubo, 13 mm, con la nota che un tubo adatto viene messo a disposizione, e un elenco completo dei pezzi di ricambio con l’esploso — filtro dell’aria, tanica, coperchio della tanica, motore del ventilatore, compressore, scheda elettronica. Il costruttore ha anche un negozio ricambi sul proprio sito.

Il limite è quello di categoria: scarico solo a gravità, e il costruttore stesso sconsiglia di usarlo sotto i 5 °C.

Il meglio documentato

TROTEC TTK 95 E deumidificatore elettrico cantina, 30 l/24 h
2°In classificaCantina con un pozzetto più in basso
Il nostro voto

4,5/5

TROTEC TTK 95 E deumidificatore elettrico cantina, 30 l/24 h

Attacco tubo
13 mm
Esercizio
5-32 °C
Potenza max
0,5 kW
Tanica
5,3 l

Cosa fa bene

  • Il manuale italiano dichiara il diametro del tubo, 13 mm, e scrive che un tubo adatto viene messo a disposizione
  • Intervallo di lavoro dichiarato da 5 a 32 °C e dal 30 al 90% di umidità relativa, con sbrinamento automatico sotto i 12 °C
  • Il manuale pubblica l’elenco dei pezzi di ricambio, filtro dell’aria e tanica compresi, e il costruttore ha un negozio ricambi

Cosa fa male

  • Scarico solo a gravità: senza un punto di scarico più in basso dell’attacco, il tubo non serve a niente
  • Il costruttore sconsiglia di farlo lavorare sotto i 5 °C
Vedi prezzo su AmazonSu Amazon.it · si apre in una scheda nuova

3. Shinco SDZ1-50D 50 litri — la pompa c’è, la prevalenza no

La resa più alta della selezione — il costruttore dichiara 50 litri al giorno — una tanica da 7 litri, un massimo di 46 dB, 19 kg di peso, il tubo di scarico nella confezione e 24 mesi di garanzia dichiarati sulla propria scheda. Sulla carta è la macchina da interrato grande con la pompa già a bordo.

Il problema è ciò che la scheda non dice. Il prodotto è venduto come «con pompa di sollevamento», ma la prevalenza in metri non compare da nessuna parte nella documentazione del costruttore. Non è un dettaglio: è il solo motivo per cui pagheresti la pompa invece di prendere un modello a gravità.

Va bene se il dislivello da vincere è modesto — dal pavimento a un lavabo, per dire — e se hai modo di restituirlo nel caso non ce la faccia. Se il dislivello è di un piano, il De’Longhi dichiara ciò che a questo manca.

Quando l’acqua è tanta

Shinco WIFI Deumidificatore Portatile 50L/Giorno con Pompa di Sollevamento, Purificatore d'aria, Filtro a Carbone Attivo, Timer 24 Ore, Scarico Continuo, Funzione Asciugatrice, Bianco
3°In classificaLocali grandi, con la pompa già a bordo
Il nostro voto

4,1/5

Shinco WIFI Deumidificatore Portatile 50L/Giorno con Pompa di Sollevamento, Purificatore d'aria, Filtro a Carbone Attivo, Timer 24 Ore, Scarico Continuo, Funzione Asciugatrice, Bianco

Resa dichiarata
50 l/giorno
Tanica
7 l
Rumore
max 46 dB
Garanzia
24 mesi

Cosa fa bene

  • Il costruttore dichiara 50 litri al giorno e una tanica da 7 litri: la resa più alta della selezione
  • Tubo di scarico incluso nella confezione, oltre alla pompa di sollevamento
  • Il costruttore dichiara 24 mesi di garanzia sulla propria scheda di prodotto

Cosa fa male

  • Il costruttore non dichiara la prevalenza della pompa: quanti metri riesca a salire non è scritto sulla sua scheda
  • Dichiarato a 19 kg: si sposta con le ruote, non a braccia
Vedi prezzo su AmazonSu Amazon.it · si apre in una scheda nuova

4. Olimpia Splendid Seccoprof 30 — per il locale che d’inverno scende

Macchina da locale tecnico, struttura in acciaio inossidabile, dichiarata per ambienti fino a 150-200 m³, con tanica estraibile da 8 litri — la più grande della selezione, il che conta proprio nei casi in cui il tubo non si può usare. Il costruttore dichiara 30 litri al giorno, 52 dB e lo scarico continuo della condensa senza dover estrarre la tanica.

La ragione per cui sta in questa pagina è lo sbrinamento a gas caldo: invece di fermare il compressore per sciogliere la brina, gli fa passare gas caldo mantenendolo in funzione. Il costruttore dichiara che questo evita le accensioni e gli spegnimenti frequenti e consente il funzionamento a temperature vicine allo zero. In una cantina interrata che d’inverno sta sui 6-8 °C è la differenza fra una macchina che lavora e una che sbrina.

Due cose che non dichiara: la potenza assorbita e il tubo in dotazione. Sul primo punto torniamo più sotto, nel conto della bolletta; sul secondo, mettilo in conto come acquisto separato.

Per il locale freddo

Olimpia Splendid, Seccoprof 30, Deumidificatore Professionale, Capacità 30 l / 24h, Ideale per Grandi Ambienti fino a 150 m³, Doppia Filtrazione dell'Aria, Tanica 8 l Estraibile
4°In classificaCantina interrata che d’inverno scende
Il nostro voto

4,4/5

Olimpia Splendid, Seccoprof 30, Deumidificatore Professionale, Capacità 30 l / 24h, Ideale per Grandi Ambienti fino a 150 m³, Doppia Filtrazione dell'Aria, Tanica 8 l Estraibile

Resa dichiarata
30 l/24h
Ambienti
150-200 m³
Tanica
8 l
Rumore
52 dB

Cosa fa bene

  • Sbrinamento a gas caldo: il costruttore dichiara il funzionamento a temperature vicine allo zero, senza le continue pause di sbrinamento
  • Scarico continuo della condensa dichiarato dal costruttore, senza dover estrarre la tanica
  • Marchio italiano con rete di assistenza in Italia, e struttura in acciaio inossidabile dichiarata resistente agli urti

Cosa fa male

  • 52 dB dichiarati: è una macchina da locale tecnico, non da camera da letto
  • Nessuna pompa a bordo: vale il vincolo della gravità come per gli altri modelli a scarico libero
Vedi prezzo su AmazonSu Amazon.it · si apre in una scheda nuova

5. Pro Breeze 20 litri — il domestico silenzioso, con il tubo cortissimo

Il più silenzioso della selezione, e di parecchio: il costruttore dichiara 38 dB. È l’unico che si può tenere acceso in un ambiente in cui si vive. Gli altri dati dichiarati: 20 litri al giorno, consumo energetico 0,31 kW, serbatoio da 5,5 litri, intervallo di lavoro da 5 a 32 °C, copertura fino a 30 m², quattro modalità e timer 24 ore.

Il tubo c’è, ed è dichiarato con una precisione rara: 50,5 centimetri di lunghezza, 10 mm di diametro interno e 13 di esterno. Cinquanta centimetri vanno bene solo se l’apparecchio sta sopra il pozzetto. In tutti gli altri casi il tubo lo compri, e il diametro ora lo sai.

Per una taverna, una lavanderia o una camera con un problema di condensa sui vetri è la scelta più sensata della selezione. Per una cantina grande no: trenta metri quadri sono trenta metri quadri.

Il domestico

Pro Breeze Deumidificatore Casa Muffa 20L/giorno Display Digitale, Scarico Continuo, Portatile, con 4 Modalità d’Uso, Timer e Asciugatura del Bucato - deumidificatore portatile 30 m²
5°In classificaTaverna o lavanderia, scarico a due passi
Il nostro voto

4,2/5

Pro Breeze Deumidificatore Casa Muffa 20L/giorno Display Digitale, Scarico Continuo, Portatile, con 4 Modalità d’Uso, Timer e Asciugatura del Bucato - deumidificatore portatile 30 m²

Resa dichiarata
20 l/giorno
Consumo
0,31 kW
Tanica
5,5 l
Rumore
38 dB

Cosa fa bene

  • Il costruttore dichiara 38 dB: il più silenzioso della selezione, e l’unico che si tiene in un ambiente abitato
  • Tubo in dotazione, con diametro dichiarato di 10 mm interni e 13 esterni
  • Intervallo di lavoro dichiarato da 5 a 32 °C, con serbatoio da 5,5 litri se il tubo non si può usare

Cosa fa male

  • Il tubo in dotazione è dichiarato lungo 50,5 centimetri: arriva a un pozzetto sotto l’apparecchio e a nient’altro
  • Copertura dichiarata fino a 30 m²: sotto una cantina grande non ci va
Vedi prezzo su AmazonSu Amazon.it · si apre in una scheda nuova

6. COMFEE’ 20 litri — il più diffuso, e quello che il tubo non ce l’ha

È il deumidificatore domestico più venduto di questa fascia, ed è una macchina onesta: il costruttore dichiara 20 litri al giorno per stanze fino a 40 m² e 100 m³, 440 W, tanica da 3 litri, refrigerante R290 con GWP pari a 3, comandi WiFi e compatibilità con Alexa.

Sta in questa pagina per una ragione e per un avvertimento. La ragione: l’umidità obiettivo si cambia dall’app, e su un apparecchio che vive in cantina è comodo davvero. L’avvertimento: il costruttore scrive che il tubo di drenaggio non è incluso nella confezione, e con una tanica da soli 3 litri, senza tubo, lo svuoti più spesso di qualunque altro modello qui.

Comfee aggiunge anche l’avvertenza di montaggio che vale per tutti: verificare che non ci siano perdite e che il tubo sia diretto verso lo scarico a pavimento senza pieghe.

Il più diffuso

COMFEE' Deumidificatore Casa Muffa 20L/24h, Adatto fino a 40㎡, Tanica da 3L, Deumidificazione Smart, Controllo WiFi, Compatibile con Alexa, Ruote Piroettanti, Timer, MDDF-20DEN7-WF
6°In classificaCasa con lo scarico già sotto
Il nostro voto

4,0/5

COMFEE' Deumidificatore Casa Muffa 20L/24h, Adatto fino a 40㎡, Tanica da 3L, Deumidificazione Smart, Controllo WiFi, Compatibile con Alexa, Ruote Piroettanti, Timer, MDDF-20DEN7-WF

Resa dichiarata
20 l/24h
Potenza
440 W
Tanica
3 l
Refrigerante
R290

Cosa fa bene

  • Il costruttore dichiara 20 litri al giorno per stanze fino a 40 m² e 100 m³, con refrigerante R290
  • Comandi da app e compatibilità con Alexa: l’umidità obiettivo si cambia senza scendere in cantina

Cosa fa male

  • Il tubo di drenaggio non è incluso nella confezione: lo dichiara il costruttore stesso
  • Tanica da soli 3 litri: senza il tubo collegato si svuota più spesso di tutti gli altri
Vedi prezzo su AmazonSu Amazon.it · si apre in una scheda nuova

Quanto costa davvero: bolletta, ricambi, garanzia

Un deumidificatore a scarico continuo resta acceso molte più ore di uno con la tanica, ed è lì che si vede la differenza vera fra i modelli. Con la tariffa e lo scenario scritti qui sotto la spesa annua in corrente va da circa 179 a circa 331 euro, fra le macchine che dichiarano la potenza. Due non la dichiarano.

Il consumo in bolletta, con lo scenario scritto

La tariffa è la stessa che usiamo in tutto il sito: 0,32 €/kWh, arrotondando i 31,63 centesimi per kilowattora, tasse incluse, che ARERA ha fissato come prezzo di riferimento per il cliente tipo dal 1° luglio 2026 (comunicato ARERA, III trimestre 2026).

Lo scenario: 180 giorni di stagione umida, 10 ore al giorno, cioè 1.800 ore all’anno. È il profilo di un apparecchio con il tubo collegato, comandato dall’igrostato, in un locale che lavora davvero. I watt sono quelli dichiarati dai costruttori.

Apparecchio Potenza dichiarata Consumo su 1.800 ore Spesa in bolletta a 0,32 €/kWh
De’Longhi DD230P 575 W 1.035 kWh circa 331 € in bolletta
TROTEC TTK 95 E, al massimo 500 W 900 kWh circa 288 € in bolletta
COMFEE’ 20 litri 440 W 792 kWh circa 253 € in bolletta
Pro Breeze 20 litri 310 W 558 kWh circa 179 € in bolletta
Shinco SDZ1-50D non dichiarata non calcolabile non calcolabile
Olimpia Splendid Seccoprof 30 non dichiarata non calcolabile non calcolabile

Sono tetti, non previsioni. Con l’igrostato impostato al 55% il compressore si ferma appena l’obiettivo è raggiunto, e in un locale non troppo bagnato le ore vere di lavoro possono essere la metà. Ma è il tetto il numero che serve per decidere, ed è anche il motivo per cui un apparecchio da 50 litri in una taverna da venti metri quadri è una scelta sbagliata: la macchina grande non consuma meno, consuma di più per meno tempo, e nel frattempo hai comprato più ferro del necessario. Il metodo per non sbagliare taglia sta nella pagina sui consumi di un deumidificatore.

Due caselle vuote sono una risposta. Olimpia Splendid e Shinco non dichiarano la potenza assorbita sulle schede pubbliche dei loro prodotti: per loro il conto non si può fare, e preferiamo dirlo che inventare un valore plausibile.

Ricambi: filtro, tanica, tubo, pompa

Su un apparecchio che resta acceso 1.800 ore l’anno i ricambi contano più che su uno da salotto. La buona notizia è che su tutti e sei il filtro è lavabile, quindi il costo d’uso annuo del filtro è nullo: si sciacqua e si rimette. Le differenze stanno nei pezzi che si rompono.

Voce Esiste come ricambio? Dove si trova
Filtro dell’aria su tutti e sei, lavabile nessuna spesa ricorrente: si lava e si rimette
Tubo di scarico non è un ricambio ma un costo di installazione tubo per condensa da 13 mm, in ferramenta e venduto su Amazon: è la voce più piccola di tutta l’installazione
Tanica ricambio vero, si crepa cadendo TROTEC la elenca nei ricambi del manuale e ha un negozio ricambi; per De’Longhi esistono rivenditori di ricambi originali
Pompa di condensa si sostituisce, ma è un intervento da centro assistenza sulle macchine con pompa integrata non è un pezzo da utente
Filtro a carboni attivi solo sullo Shinco, dichiarato dal costruttore è l’unico consumabile da ricomprare della selezione, e per anno pesa una frazione di quanto l’apparecchio spende in corrente

Il pezzo che davvero decide la vita dell’apparecchio è il compressore, e lì la strada è una sola: TROTEC è l’unico dei sei che pubblica l’esploso dei ricambi nel manuale, con compressore, motore del ventilatore e schede elettroniche identificati uno per uno. Sugli altri cinque la riparazione passa per il centro assistenza o non passa. Prima di buttare un apparecchio guasto, comunque, fai il conto con lo strumento che confronta la spesa di riparazione con quella di sostituzione: conviene ripararlo te lo dice in trenta secondi.

Garanzia e assistenza in Italia

Shinco è l’unico dei sei a dichiarare esplicitamente la durata sulla propria scheda di prodotto: 24 mesi.

De’Longhi e Olimpia Splendid sono marchi italiani con rete di assistenza sul territorio: per un apparecchio da locale tecnico che si guasta dopo tre anni è la differenza fra una riparazione e una discarica. De’Longhi rimanda ai propri centri autorizzati e ha un catalogo ricambi consultabile.

TROTEC non dichiara una durata della garanzia commerciale sulla scheda né sul manuale del TTK 95 E, ma compensa con la documentazione e il negozio ricambi. Pro Breeze e Comfee non dichiarano una garanzia commerciale sulle schede dei modelli di questa pagina.

Per tutti resta comunque la garanzia legale di conformità di due anni che ti deve il venditore, con la presunzione che il difetto manifestatosi nel primo anno esistesse già alla consegna: è l’articolo 133 del Codice del Consumo, e vale su qualsiasi acquisto, compreso quello di un marchio che una garanzia commerciale non la dichiara affatto.

Dove montarlo, locale per locale

Il posto cambia tutto: il dislivello disponibile, la temperatura, il rumore che puoi tollerare e la lunghezza del tubo. Tre situazioni coprono la quasi totalità degli acquisti di un apparecchio a scarico continuo, e in ognuna la scelta giusta è diversa.

In cantina e in taverna

Verifica per prima cosa la temperatura d’inverno, con un termometro lasciato lì una settimana. Sopra i 12 °C qualunque compressore di questa pagina lavora bene; fra 5 e 12 °C servono lo sbrinamento a gas caldo o l’antigelo elettronico; sotto i 5 °C esci dalla categoria.

Il pozzetto, in cantina, spesso non c’è. Prima di rinunciare guarda dietro la caldaia e sotto il lavatoio: molti interrati hanno uno scarico che nessuno usa da anni, coperto da uno scaffale.

In garage

Il garage è il caso peggiore per la gravità, perché il pavimento pende verso l’uscita e lo scarico sta fuori. In compenso è il caso migliore per il rumore: puoi metterci la macchina più rumorosa senza che nessuno se ne accorga, e il criterio dei decibel sparisce dalla decisione.

Attenzione al freddo d’inverno e alla polvere: in un garage il filtro si intasa in settimane, non in mesi, e un filtro intasato fa scendere la resa prima che tu te ne accorga.

In bagno, in lavanderia e per il bucato

Qui il pozzetto c’è quasi sempre — la doccia, lo scarico della lavatrice, il chiusino della lavanderia — e il dislivello anche. È l’unico caso in cui la gravità è la scelta ovvia e la pompa è denaro speso per niente.

Conta invece il rumore, perché sono locali attaccati a quelli in cui si vive: qui i 38 dB dichiarati dal Pro Breeze valgono più di dieci litri al giorno in più. Se lo scopo principale è asciugare il bucato, la modalità dedicata alza la velocità del ventilatore e disattiva l’igrostato: fa asciugare prima e consuma di più, e su una macchina con il tubo collegato ha senso solo per le ore in cui i panni sono davvero stesi.

Quando lo scarico continuo non ti serve

Non è una funzione che serve sempre, e pagarla quando non serve è l’acquisto tipico guidato dalla scheda tecnica invece che dal problema. Ci sono tre casi in cui la tanica basta, e uno in cui nessun deumidificatore risolve niente.

  • Usi l’apparecchio poche ore, quando ci sei. Se lo accendi la sera in salotto e lo spegni prima di dormire, la tanica non arriva mai piena. Il tubo diventa un ingombro.
  • Il locale è poco umido e la macchina lavora a intermittenza. Con l’igrostato al 55% in una stanza al 60% l’apparecchio toglie qualche decilitro al giorno: svuoterai la tanica una volta a settimana.
  • Non hai un punto di scarico e non vuoi la pompa. Qui lo scarico continuo è una funzione che paghi e non userai mai: meglio una tanica capiente e un promemoria.
  • L’umidità viene dal muro, non dall’aria. Una risalita capillare o un’infiltrazione non si fermano asciugando l’aria: l’apparecchio lavora al massimo per mesi, la bolletta sale e il muro resta bagnato. Il controllo da fare prima sta nella nostra guida generale alla scelta del deumidificatore.

Negli altri casi — cantina, garage, taverna, seconda casa, lavanderia — lo scarico continuo è la funzione che trasforma un elettrodomestico in un impianto che lavora da solo, e vale la ricerca del modello giusto.

Domande frequenti

Le domande che arrivano più spesso su questi apparecchi riguardano tre cose: se il tubo c’è, se serve una pompa, e cosa succede quando il locale è freddo. Le risposte qui sotto stanno in piedi da sole, con i dati dichiarati dai costruttori e la stessa tariffa di 0,32 €/kWh usata in tutta la pagina.

Come funziona lo scarico continuo di un deumidificatore?

Si toglie il tappo dall’attacco sul retro o sul fianco, si infila un tubo flessibile — di solito da 13 mm — e si porta l’altro capo a uno scarico. La condensa esce per gravità invece di finire nella tanica, e l’apparecchio non si ferma più per «serbatoio pieno». Sui modelli con pompa integrata l’acqua viene spinta anche in salita.

Il tubo di scarico è incluso nella confezione?

Dipende, e varia moltissimo. De’Longhi dichiara un tubo da 5 metri con il DD230P, Pro Breeze uno da 50,5 centimetri con il suo 20 litri, TROTEC scrive nel manuale che un tubo adatto da 13 mm viene messo a disposizione. Comfee dichiara esplicitamente che il tubo di drenaggio non è incluso. Controlla prima di ordinare.

Serve per forza una pompa di scarico?

Solo se il tuo punto di scarico non sta più in basso dell’attacco dell’apparecchio. La gravità non risale: se hai un pozzetto a pavimento o uno scarico della doccia sotto il livello del raccordo, un modello a gravità basta ed è più affidabile, perché non ha una pompa che possa guastarsi. Se devi salire, la pompa è obbligatoria.

Quanti metri riesce a sollevare la pompa di un deumidificatore?

Dipende dal modello, e quasi nessun costruttore lo dichiara. De’Longhi è l’eccezione: per il DD230P scrive fino a 5 metri di altezza, con un tubo da 5 metri in dotazione. Shinco vende il suo 50 litri con la pompa di sollevamento ma non pubblica la prevalenza. Se il dato manca e il dislivello supera i due metri, cambia modello.

Con lo scarico continuo collegato devo togliere la tanica?

No, la tanica resta al suo posto. Su quasi tutte le macchine il sensore che rileva la tanica è lo stesso che blocca il funzionamento: togliendola, l’apparecchio si ferma. Il tubo passa sotto o attraverso il serbatoio, che resta vuoto e fa da sicurezza se il tubo si strozza.

Un deumidificatore con scarico continuo funziona in cantina d’inverno?

Fino a un certo punto. TROTEC dichiara un intervallo da 5 a 32 °C e sconsiglia l’uso sotto i 5 °C; sotto i 12 °C l’evaporatore ghiaccia e la macchina sbrina invece di lavorare. De’Longhi dichiara 2 °C per il DD230P grazie all’antigelo elettronico, Olimpia Splendid parla di temperature vicine allo zero con lo sbrinamento a gas caldo. Sotto i 5 °C stabili la tecnologia giusta è l’adsorbimento.

Quanto consuma un deumidificatore tenuto acceso in continuo?

Fra 310 e 575 watt dichiarati, secondo il modello. Su 1.800 ore l’anno — 10 ore al giorno per 180 giorni — fanno da 558 a 1.035 kWh, cioè da circa 179 a circa 331 euro in bolletta a 0,32 €/kWh. Con l’igrostato impostato le ore vere di lavoro sono meno: sono tetti, non previsioni.

Perché il deumidificatore non scarica anche se ho collegato il tubo?

Nove volte su dieci il tubo non scende per tutto il percorso: c’è una gobba a metà strada che fa da sifone, oppure il punto d’arrivo è più alto dell’attacco. Le altre cause comuni sono un tubo piegato a novanta gradi e il tappo di gomma interno dimenticato dentro l’attacco. Le verifiche da fare in ordine sono le stesse elencate più sopra, nella sezione sullo scarico a gravità.

Continua a leggere

Se stai risolvendo questo problema, leggi anche

Tutti gli articoli →
Vetro di una finestra di camera da letto coperto di condensa al mattino, con le gocce che scendono verso il telaio
Clima e qualità dell’aria

Condensa sui vetri: cosa fare, dal gesto gratis alla spesa vera

La condensa sul vetro non dice che la casa è troppo umida: dice che quel vetro è più freddo del punto di rugiada dell’aria della stanza. Da questa distinzione discende tutto, compreso perché il riscaldamento acceso spesso non basta.

26 min Leggi →

Domande e risposte

Le domande dei lettori

Se ci dai i dati del tuo caso — metri quadri, temperatura, budget — ti rispondiamo con un consiglio vero, non con un link.

Lascia un commento

Una mail al mese

Le classifiche cambiano. Te lo diciamo noi.

Ti scriviamo quando una classifica cambia primo posto, e quando un modello che consigliamo resta senza ricambi. Niente altro, e ti cancelli con un click.