Impianti e sicurezza · Aggiornato il 24 agosto 2026
Migliori scaldabagni 50 litri: 5 modelli e quale scegliere
Cinque scaldabagni da 50 litri a confronto sulle schede tecniche: quante docce escono davvero da un serbatoio così, quale formato entra in un bagno stretto e cosa cambia fra 1200 e 1500 watt.
Come abbiamo scelto
Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.
Cinquanta litri è la taglia che si compra più spesso, e quasi mai è una decisione: è il numero scritto sull’apparecchio appeso al muro da quindici anni, quello che ha appena smesso di scaldare. Con un bagno solo e una o due persone in casa quel numero è probabilmente giusto. Il problema arriva dopo, perché sotto la stessa scritta «50 L» ci sono apparecchi molto diversi: uno ti dà la prima doccia in cinquanta minuti, un altro in oltre due ore; uno sporge dal muro 27 centimetri, un altro 47.
Qui trovi cinque scaldabagni da 50 litri venduti su Amazon, confrontati sulle schede tecniche dei costruttori, più il conto delle docce che quel serbatoio ti dà davvero. Se la capacità non l’hai ancora fissata, parti dalla guida su come scegliere uno scaldabagno elettrico.
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Il confronto in breve: cinque scaldabagni da 50 litri
A parità di serbatoio, tre dati separano un modello dall’altro: la potenza della resistenza, che decide i tempi di ripristino; la classe energetica letta sul profilo di carico, che decide la bolletta sui dieci anni; e la profondità in centimetri, che decide banalmente se l’apparecchio entra nel vano che hai.
La colonna «fascia» indica il posizionamento relativo dentro questa categoria, non una cifra: € fascia d’ingresso · €€ fascia media · €€€ fascia alta.
| Modello | Potenza | Classe | Formato | Profondità | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| COMFEE' D50-15EFG | 1500 W | B | Verticale a parete | 45 cm | € |
| Ariston Lydos Plus 50 | 1200 W | B | Verticale a parete | 47 cm | €€ |
| Ariston Velis Pro 50 | 1500 W | B | Verticale od orizzontale | 27,5 cm | €€€ |
| Ariston Lydos Dune Plus 50 | 1200 W | B | Verticale a parete | 47 cm | €€ |
| Ariston Simat 50 V/2 | 1200 W | C | Verticale a parete | 48 cm | € |
Due letture che dalla tabella non saltano fuori da sole. I 300 watt fra 1200 e 1500 non cambiano quanta acqua calda hai: cambiano quanto aspetti per riaverla, e su un serbatoio corto l’attesa è il difetto che noti. E i 27 centimetri del Velis Pro contro i 47 di un cilindro sono la differenza fra un apparecchio installabile e uno che resta nella scatola.
Come abbiamo scelto questi cinque scaldabagni
Non installiamo scaldabagni e non fingiamo di averlo fatto. Il confronto nasce dal materiale che i costruttori pubblicano e che quasi nessuno apre — schede tecniche, etichette energetiche, manuali di installazione — incrociato con le recensioni verificate di chi quegli apparecchi li ha appesi in casa da anni.
Cosa siamo andati a leggere nelle schede tecniche
Per ogni modello abbiamo confrontato quattro dati dichiarati: potenza assorbita, classe di efficienza col relativo profilo di carico, ingombro nelle tre dimensioni e tempo di riscaldamento a ΔT 45 °C, cioè quanto ci mette a portare l’acqua da 15 a 60 gradi. Sono i numeri che permettono un paragone onesto fra marchi diversi; classe e profilo di carico, in particolare, sono fissati dal regolamento delegato (UE) n. 812/2013 sull’etichettatura energetica degli scaldacqua.
Quel regolamento spiega anche perché la classe da sola non dice niente: definisce otto profili di carico, da 3XS a XXL, con soglie diverse per ciascuno. Tutti i modelli qui stanno sul profilo M, dove la B copre un rendimento fra il 39 e il 65% e la C fra il 36 e il 39%.
Perché su un serbatoio da 50 litri la durata pesa più che su uno grande
Un accumulo piccolo lavora più duramente: si svuota prima, quindi la resistenza si accende più spesso, e più cicli significano più calcare e più sollecitazione sullo smalto. Per questo abbiamo pesato tre cose che le classifiche automatiche saltano: se il costruttore dichiara il tipo di resistenza, se l’anodo di magnesio è previsto e ispezionabile, e se i ricambi esistono anche fuori dal canale ufficiale — punto su cui parte avvantaggiato un marchio con una rete di assistenza tecnica in Italia, come Ariston.
Non hanno spostato il giudizio, invece, il numero di stelle preso da solo — qui le recensioni negative parlano quasi sempre di trasporto e installazione — e il Wi-Fi in sé, che su una prima casa risolve un problema che non hai.
I migliori scaldabagni da 50 litri: la classifica
Il primo modello ha senso nel maggior numero di bagni; gli altri quattro coprono i casi in cui non è lui la risposta.
1. COMFEE' D50-15EFG — la scelta d’insieme
Cinquanta litri in classe B con 1500 watt: su questo formato è la combinazione che conta, perché i 300 watt in più della media accorciano proprio il tempo che su un serbatoio corto pesa di più. Il costruttore dichiara programmazione su sette giorni, sterilizzazione integrata, protezione contro il funzionamento a secco e grado IPX4 sulla scheda ufficiale, cioè la tenuta agli spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione.
Il limite è di trasparenza, non di prestazione: sulla documentazione non compare il tipo di resistenza e non si capisce come si ispeziona l’anodo — i due dati che decidono se un apparecchio arriva ai dieci anni.
La scelta d’insieme
COMFEE' D50-15EFG Scaldabagno Elettrico Murale ad Accumolo 50 L – Sopra lavello ad accumulo — compatto facile da installare
- Capacità
- 50 litri
- Potenza
- 1500 W
- Classe energetica
- B
- Protezione
- IPX4
Cosa fa bene
- 1500 W su 50 litri: da 15 a 60 °C servono per calcolo circa un’ora e tre quarti, una ventina di minuti meno dei 50 litri da 1200 W
- Classe B con programmazione su sette giorni: scalda prima delle tue docce invece di tenere il serbatoio caldo ventiquattr’ore
- Sterilizzazione integrata, protezione anti-funzionamento a secco e grado IPX4 dichiarati dal costruttore
Cosa fa male
- Il costruttore non dichiara il tipo di resistenza né come si ispeziona l’anodo: sono i due dati che decidono quanto dura
- Due anni di garanzia e marchio recente in Italia: sui ricambi a dieci anni di distanza Ariston dà più tranquillità
2. Ariston Lydos Plus 50 litri — il più equilibrato
È il 50 litri più «normale» della lista, nel senso buono. Ariston dichiara per la gamma Lydos Plus 1,2 kW sui tagli da 50 e 80 litri, classe B su profilo M, la funzione ECO EVO accreditata di un risparmio fino al 14% e la tecnologia WaterPlus, che promette fino al 16% di acqua calda disponibile in più a parità di serbatoio.
Quest’ultimo numero conta più che altrove, perché il limite di questo formato non è l’efficienza: è la riserva. Il serbatoio è smaltato al titanio con un grande anodo di magnesio, la protezione anticorrosione fatta come si deve. In cambio ci sono 1200 watt, che sono pochi: da 15 a 60 gradi Ariston dichiara 2 ore e 11 minuti.
Il più equilibrato
Ariston Lydos Plus - Scaldabagno Elettrico 50 Litri Verticale 45x47x52,8, Boiler Elettrico con ECO EVO I-Memory, Water Plus e Indicatore Docce Disponibili per Maggior Risparmio, Classe Energetica B
- Capacità
- 50 litri
- Potenza
- 1200 W
- Classe energetica
- B
- Ingombro
- 45x47x52,8 cm
Cosa fa bene
- ECO EVO impara a che ora prelevi acqua calda e scalda poco prima: Ariston dichiara fino al 14% di consumo in meno senza che tu cambi abitudini
- Tecnologia WaterPlus, fino al 16% di acqua calda disponibile in più a parità di serbatoio: su un 50 litri è esattamente il limite che senti
- Smaltatura al titanio e grande anodo di magnesio: la coppia che tiene lontana la corrosione, cioè il modo in cui un accumulo muore davvero
Cosa fa male
- Con 1200 W il riscaldamento completo da freddo supera le due ore: Ariston dichiara 2 ore e 11 minuti
- Resistenza a contatto con l’acqua: sopra i 25 °f di durezza si incrosta prima di una steatite
3. Ariston Velis Pro 50 litri — il salvaspazio
Questo modello esiste per una ragione geometrica. Un 50 litri cilindrico è profondo 45-47 centimetri, e in un bagno stretto diventa un ostacolo fisico. Il Velis Pro affianca due serbatoi invece di uno, e il corpo che ne esce misura 511 × 797 × 275 mm secondo la scheda tecnica.
Il doppio serbatoio porta un secondo vantaggio: la prima doccia è dichiarata pronta in circa 50 minuti, perché non aspetta che tutti i 50 litri arrivino in temperatura. Ci sono due anodi di magnesio invece di uno e la copertura sul serbatoio è estesa a cinque anni. Si monta anche in orizzontale, ma è un ripiego: più avanti il perché.
Il salvaspazio
Ariston Velis PRO - Scaldabagno Elettrico 50 Litri Verticale/Orizzontale 51x27x80 - Boiler Elettrico con Funzione ECO EVO Durevole Resistente con Smaltatura Titanio, 1500 Watt, Classe Energetica B
- Capacità
- 50 litri
- Potenza
- 1500 W
- Profondità
- 27,5 cm
- Classe energetica
- B
Cosa fa bene
- Sporge dal muro 27,5 cm contro i 45-47 di un cilindro: in un bagno stretto è la differenza fra installabile e non installabile
- Doppio serbatoio: il costruttore dichiara la prima doccia pronta in circa 50 minuti, senza aspettare il riscaldamento completo
- Due anodi di magnesio invece di uno e smaltatura al titanio, con copertura estesa a cinque anni sul serbatoio
Cosa fa male
- Quasi 80 cm di altezza e oltre 70 kg a pieno carico: vuole un muro solido e una staffa fissata a regola d’arte
- Montato in orizzontale stratifica peggio e l’acqua davvero utilizzabile cala: se il muro lo consente, tienilo verticale
4. Ariston Lydos Dune Plus 50 litri — il design pulito
Sotto la scocca è il Lydos Plus: stessi 1200 watt, stessa classe B su profilo M, stesse tecnologie ECO EVO e WaterPlus, stessa smaltatura al titanio con anodo di magnesio, stessi 45 × 47 × 52,8 centimetri. Cambia la forma, squadrata e con display soft touch che mostra il numero di docce ancora disponibili — su 50 litri l’unica informazione che guarderesti davvero.
Ha senso in una situazione precisa: il boiler è in vista in un bagno curato. Se finisce in un ripostiglio, stai pagando una linea che nessuno vedrà.
Il design pulito
Ariston Lydos Dune Plus- Scaldabagno Elettrico 50 Litri Verticale 45x47x52,8, Boiler Elettrico con Funzione ECO EVO, Water Plus, Indicatore Docce Disponibili per Maggior Risparmio, Classe Energetica B
- Capacità
- 50 litri
- Potenza
- 1200 W
- Classe energetica
- B
- Ingombro
- 45x47x52,8 cm
Cosa fa bene
- Display soft touch con l’indicatore delle docce ancora disponibili: sul formato da 50 litri è il numero che guardi davvero
- Stessa base tecnica del Lydos Plus — ECO EVO, WaterPlus, smaltatura al titanio, anodo di magnesio — in una scocca squadrata da bagno a vista
- 52,8 cm di altezza: sta sotto una mensola o in un sottotetto dove un cilindro alto non entra
Cosa fa male
- Paghi la linea, non la tecnica: sotto la scocca i numeri sono quelli del Lydos Plus
- Anche qui 1200 W, quindi tempi di ripristino identici al fratello
5. Ariston Simat 50 V/2 — il base essenziale
Serbatoio in acciaio smaltato, anodo di magnesio, isolamento in poliuretano espanso, termostato, termometro a vista. Fine: nessuna elettronica, nessun apprendimento, nessuna app — e su un apparecchio che resta appeso dieci anni, l’assenza di componenti che si guastano fuori garanzia è un argomento, non una mancanza.
I dati pubblicati sono coerenti con la fisica: 1200 watt, 131 minuti a ΔT 45 °C, classe C su profilo M. Quella C invece della B è il costo vero del modello, e non si paga in cassa: si paga in bolletta, un po’ al mese, per dieci anni.
Il base essenziale
ARISTON serie Simat 3200924 Scaldabagno verticale elettrico rapido 50 litri - garanzia 2 anni
- Capacità
- 50 litri
- Potenza
- 1200 W
- Classe energetica
- C
- Riscaldamento
- 131 min
Cosa fa bene
- Serbatoio in acciaio smaltato, anodo di magnesio, termometro a vista e isolamento in poliuretano espanso: c’è il necessario e nulla di più
- Nessuna elettronica di bordo da guastarsi fuori garanzia, su un apparecchio che deve stare a parete dieci anni
- Tempo di riscaldamento dichiarato di 131 minuti a ΔT 45 °C: un dato pubblicato, non una promessa commerciale
Cosa fa male
- Classe C invece di B sullo stesso profilo di carico M: su dieci anni la differenza si legge in bolletta
- Nessuna funzione di apprendimento degli orari: il risparmio devi organizzartelo con un timer da quadro
Cinquanta litri bastano davvero? Il conto delle docce
Un serbatoio da 50 litri non eroga 50 litri di acqua da doccia: ne eroga quasi il doppio. Al rubinetto la calda viene miscelata con l’acqua di rete, e la doccia si fa intorno ai 38 gradi, non a 60. È il calcolo che nessuno fa e che ribalta l’intuizione.
Quanta acqua da doccia esce davvero da 50 litri
La proporzione è semplice: 50 litri a 60 °C miscelati con acqua di rete a 15 °C per ottenere 38 °C al soffione danno circa 97 litri alla temperatura giusta. Nella pratica se ne contano 80-85, perché verso la fine il prelievo trascina acqua fredda dal fondo e la temperatura cala prima che il serbatoio sia vuoto.
Con una doccia media che consuma 40-60 litri, sono due docce di lunghezza normale, oppure una doccia lunga e i piatti. D’inverno il conto peggiora: con l’acqua di rete a 10 °C invece che a 15, gli stessi 50 litri rendono circa 89 litri anziché 97.
Quante docce di fila, caso per caso
| Chi usa il bagno | Uso tipico | 50 litri bastano? |
|---|---|---|
| Una persona | Una doccia al giorno, un bagno | Sì, con margine |
| Due persone, docce scaglionate | Una la sera, una la mattina | Sì |
| Due persone, docce di fila | Una dopo l’altra nella stessa mezz’ora | Al limite: la seconda va accorciata |
| Due persone più cucina | Docce ravvicinate e piatti a mano | No, meglio salire a 80 |
| Tre persone | Anche scaglionate | No |
| Chi usa la vasca | Anche una volta a settimana | No: una vasca chiede 150-200 litri |
Quando 50 litri non bastano, e cosa cambia col termostatico
Se siete in tre, se le docce si fanno di fila per forza di orari o se la vasca si usa davvero, nessun modello da 50 litri risolve: è fisica, non tecnologia. Lì la scelta va rifatta sulla capacità, e il confronto dai 30 ai 100 litri sta nei migliori scaldabagni elettrici.
Se invece sei al limite, l’accessorio che rende di più è un miscelatore termostatico: non aggiunge litri, ma mantiene la temperatura impostata invece di costringerti a inseguire il rubinetto — e su un accumulo corto i litri buttati mentre cerchi il punto giusto sono una quota reale della riserva.
Verticale o orizzontale: nei 50 litri decide il bagno
Nel formato da 50 litri l’orientamento non è una preferenza estetica: permette o impedisce l’installazione, e allo stesso tempo cambia quanta acqua calda ottieni davvero.
Perché l’orizzontale eroga meno dei suoi litri
Dentro il serbatoio l’acqua si stratifica: la calda sale, la fredda resta sul fondo. Un cilindro verticale sfrutta il fenomeno e consegna acqua a temperatura piena finché la riserva regge; un serbatoio coricato ha la superficie di separazione molto più larga, mescola di più, e a parità di litri nominali l’acqua utilizzabile è meno. Nella stessa direzione va l’analisi tecnica di Idealista: il verticale ha tempi più rapidi e consumi leggermente inferiori per la stratificazione migliore, anche se la stessa fonte precisa che installazione e uso pesano più della tipologia. Su un 100 litri il margine assorbe la differenza; su un 50 sono i litri che mancano alla fine della seconda doccia.
Quando l’orizzontale resta la risposta giusta
Quando il muro non offre altezza: sopra una porta, in un sottotetto, in un ripostiglio con la trave a vista. Lì non è la scelta migliore, è l’unica — e conviene un modello nato per entrambe le posizioni, come il Velis Pro.
Sopra o sotto il lavello: la differenza è negli attacchi
Un sopralavello si appende sopra il piano e ha gli attacchi in basso; un sottolavello sta dentro il mobile e li ha in alto. Non è una variante di montaggio: come spiega una guida di Ariston, nei sottolavello la configurazione interna è capovolta, resistenza compresa, perché non resti scoperta e si bruci. Regola pratica quando sostituisci: guarda da che parte escono i tubi dal vecchio apparecchio prima di ordinare il nuovo, perché se sbagli verso non lo risolve un adattatore.
Resistenza, anodo e calcare: cosa decide se arrivi a dieci anni
Uno scaldabagno raramente muore per un guasto elettrico: muore perché il serbatoio si buca, cioè quando la protezione anticorrosione ha finito il suo lavoro. Su un formato piccolo, che cicla più spesso, questa parte pesa più che altrove — è un criterio di scelta vero, non un dettaglio da manutentori.
Schermata o steatite su un serbatoio piccolo
La resistenza schermata è immersa direttamente nell’acqua; la steatite è chiusa in una guaina ceramica stagna e scalda per irraggiamento, senza toccarla. Sulla steatite il calcare si deposita sulla guaina e non sull’elemento riscaldante, che si estrae e si sostituisce senza svuotare il serbatoio.
Nel taglio da 50 litri la steatite è poco diffusa e incide relativamente di più che sui tagli grandi: fra i modelli di questa lista non c’è. La scelta pratica diventa un’altra: se l’acqua di casa supera i 25 gradi francesi di durezza — il valore si legge sulla bolletta idrica — metti in conto una decalcificazione ogni due anni. Il confronto fra le due famiglie sta nella guida madre sugli scaldabagni elettrici.
L’anodo di magnesio e il controllo che quasi nessuno fa
L’anodo di magnesio è una barra di metallo meno nobile dell’acciaio: si corrode al posto del serbatoio, per sacrificio programmato. Quando è consumato la corrosione passa allo smalto e poi all’acciaio, ed è il punto in cui uno scaldabagno si butta invece di ripararlo. I manuali dei principali costruttori indicano un controllo entro i primi due anni e poi a ogni manutenzione, con sostituzione quando è consumato per circa tre quarti.
È il pezzo che, da solo, separa un apparecchio che arriva a dodici anni da uno che ne fa sei. Prima di comprare verifica che esista come ricambio per quel modello: su un marchio diffuso c’è per anni, su un’importazione occasionale spesso no. E tieni il termostato fra 55 e 60 °C: sopra i 60 il calcare precipita molto più in fretta e l’anodo si consuma prima, senza darti docce in più.
Tempi di riscaldamento: cosa cambia fra 1200 e 1500 watt
Portare 50 litri d’acqua da 15 a 60 °C richiede circa 2,6 kWh di energia utile. È fisica, uguale per tutti i modelli: quello che cambia è in quanto tempo la resistenza glieli consegna.
Il primo riscaldamento da freddo
Con 1200 watt servono poco più di due ore — e infatti il Simat 50 V/2, che ha esattamente quella potenza, dichiara 131 minuti a ΔT 45 °C. Con 1500 watt si scende sotto le due ore. Detto onestamente, però: il primo riscaldamento lo affronti due volte l’anno. Non è il numero su cui scegliere.
Il recupero dopo una doccia, che è il numero che conta
Questo invece lo affronti tutti i giorni. Una doccia da 40 litri a 38 °C preleva circa 20 litri di acqua a 60 gradi: reintegrarli costa poco più di 1 kWh, cioè una cinquantina di minuti a 1200 watt e circa quaranta a 1500. È qui che i 300 watt diventano visibili. Quanto tutto questo pesi in bolletta sta in quanto consuma davvero uno scaldabagno elettrico.
Sostituire un vecchio 50 litri: cosa controllare prima di comprare
È il caso d’uso più frequente di questa taglia, e quello in cui si sbaglia di più, perché si ordina di corsa guardando solo i litri. Cinque minuti col metro in mano evitano un reso e un idraulico tornato a vuoto.
Gli attacchi e il loro interasse
Sui verticali da 50 litri lo standard italiano è l’attacco filettato da mezzo pollice maschio, con ingresso freddo e uscita calda affiancati sul fondo. Quello che cambia fra un modello e l’altro è l’interasse, la distanza fra i due tubi: se non coincide con quella del vecchio apparecchio servono raccordi flessibili, da prevedere prima. Misura e annota tre cose: distanza fra gli attacchi, altezza libera fra staffa e soffitto, sporgenza massima consentita dal muro.
Il muro e i settanta chili a pieno carico
Un 50 litri pesa fra i 17 e i 23 chili vuoto; pieno d’acqua ne pesa fra i 67 e i 74, sopra la testa di qualcuno. Su muro pieno la staffa in dotazione basta; su tramezze in forati o cartongesso servono tasselli specifici o una piastra ripartitrice. Se il vecchio apparecchio era più piccolo, i fori esistenti non sono automaticamente riutilizzabili.
Le tre cose da fare il giorno prima
Chiudi il rubinetto d’arresto sull’acqua fredda, stacca la linea dal quadro e soprattutto svuota il serbatoio in anticipo: sono cinquanta litri che escono per gravità da un rubinetto piccolo, ci vogliono ore e serve un tubo che arrivi a uno scarico. È la fase che fa saltare il programma a chi comincia la mattina pensando di finire prima di pranzo.
I collegamenti elettrici ricadono poi fra gli impianti disciplinati dal D.M. 37/2008 e vanno eseguiti da un’impresa abilitata, che rilascia la dichiarazione di conformità: fattela dare per iscritto.
Quale scaldabagno da 50 litri scegliere, in pratica
Se il vano è normale e vuoi la scelta più larga, il COMFEE' D50-15EFG mette insieme 1500 watt e classe B, cioè quello che su questo formato conta di più. Se preferisci un marchio con una rete di assistenza tecnica in Italia e la funzione che scalda solo prima delle tue docce, il Lydos Plus 50 è il riferimento, accettando i 1200 watt. Se il bagno è stretto non c’è discussione: il Velis Pro 50 coi suoi 27,5 centimetri entra dove gli altri non entrano. Il Lydos Dune Plus ha senso solo con l’apparecchio in vista, e il Simat 50 V/2 è la sostituzione senza pensieri, sapendo che la classe C te la porti dietro per dieci anni.
Se invece i 50 litri ti servono per un solo punto d’uso — un lavabo, un bagno di servizio, una seconda casa — la domanda giusta potrebbe essere un’altra, e la trovi nel confronto sui migliori scaldabagni istantanei.
Domande frequenti sugli scaldabagni da 50 litri
Quante docce si fanno con uno scaldabagno da 50 litri?
Due docce di lunghezza normale, o una doccia lunga più i piatti. Il conto: 50 litri a 60 °C miscelati con acqua di rete a 15 danno circa 97 litri a 38 °C, di cui se ne usano davvero 80-85. Una doccia media ne consuma 40-60.
Uno scaldabagno da 50 litri basta per due persone?
Sì, se le docce sono scaglionate — una la sera e una la mattina — e il bagno è uno solo. Se vi lavate uno dopo l’altro nella stessa mezz’ora è al limite. Con una vasca o con tre persone in casa, no.
Quanto tempo ci mette uno scaldabagno da 50 litri a scaldare l’acqua?
Da 15 a 60 °C, poco più di due ore a 1200 watt e sotto le due ore a 1500. Il numero quotidiano però è un altro: reintegrare l’acqua di una singola doccia richiede quaranta-cinquanta minuti, non ore.
Quanto consuma uno scaldabagno elettrico da 50 litri?
Dipende quasi solo da quanta acqua calda prelevi, non dalla capacità: ogni doccia costa poco più di 1 kWh, cui si somma la dispersione del serbatoio in stand-by. Un uso da due persone si colloca indicativamente fra gli 800 e i 1.300 kWh l’anno.
A che temperatura va impostato uno scaldabagno da 50 litri?
Fra 55 e 60 °C. Sopra i 60 il calcare precipita molto più in fretta e l’anodo si consuma prima; sotto i 50 si favorisce la proliferazione batterica. Alzare il termostato al massimo non ti dà docce in più in modo apprezzabile.
Conviene tenerlo sempre acceso o spegnerlo?
Su un serbatoio da 50 litri ben coibentato, spegnerlo e riaccenderlo ogni giorno raramente conviene: il riscaldamento da freddo costa più della dispersione evitata. Ha senso programmarlo perché scaldi poco prima dell’uso, e spegnerlo del tutto se stai via più di qualche giorno.
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