Pulizia · Aggiornato il 19 settembre 2026

Ferro da stiro non fa vapore: le cause in ordine di probabilità e cosa fare

Quasi sempre un ferro da stiro che non fa vapore non è guasto: la piastra è sotto la soglia del vapore, il selettore è sullo zero o il serbatoio non pesca. Qui trovi i controlli in ordine di probabilità e di costo, con quello che scrivono i manuali dei costruttori.

di Redazione Fatto per Durare 22 min di lettura
Ferro da stiro a vapore sollevato sopra l’asse, con la piastra a vista e nessun getto di vapore dai fori
Ferro da stiro a vapore sollevato sopra l’asse, con la piastra a vista e nessun getto di vapore dai fori

Un ferro da stiro che non fa vapore, nella maggior parte dei casi, non è rotto: la piastra non ha raggiunto la temperatura minima per vaporizzare l’acqua, il selettore del vapore è sullo zero, oppure l’acqua non arriva dove deve arrivare. Sono tre cause che si verificano in due minuti e non costano niente.

Il calcare viene dopo, e il guasto vero — valvola, pompa, elettrovalvola della caldaia — viene per ultimo. È l’ordine giusto anche per il portafoglio: si parte dai controlli gratuiti e si arriva al centro assistenza solo quando li hai esclusi tutti. Questa guida segue quell’ordine, con quello che scrivono Rowenta, Philips, Braun, Imetec, Polti e Ariete nei manuali e nelle pagine di assistenza.

Se invece dal ferro esce acqua al posto del vapore, il problema è un altro e ha una guida sua: ferro da stiro che perde acqua, sintomo per sintomo.

Il ferro da stiro non fa vapore: la diagnosi in ordine di probabilità

Quando il ferro non fa vapore, i controlli vanno fatti in quest’ordine: temperatura e spia, selettore del vapore, acqua nel serbatoio, filtri o cartucce, calcare, e solo alla fine i componenti interni. Le prime quattro cause sono regolazioni e si risolvono in casa; le ultime due costano tempo o un intervento in assistenza.

Prima di tutto: il vapore c’è davvero o manca?

Sembra una domanda sciocca, non lo è. Il vapore buono è secco e, in una stanza calda e asciutta, si vede poco. Polti lo scrive nella tabella dei problemi del manuale delle Vaporella Pro: alla voce «esce poco vapore dal ferro» c’è anche il caso del vapore «secco e poco visibile, ma presente ed efficace», che il costruttore definisce un fenomeno normale in particolari condizioni ambientali.

La prova è semplice: avvicina il dorso della mano a una spanna dai fori (non di più: scotta) e premi il pulsante. Se senti il calore umido, il vapore c’è. Se le pieghe non vanno via, il problema è di quantità o di temperatura, non di assenza.

La sequenza dei controlli, dal gratuito al costoso

  1. La spia di riscaldamento si è spenta (o, su alcuni modelli, è diventata fissa)? Se no, aspetta.
  2. La manopola della temperatura è nella zona vapore, cioè almeno due puntini? Se è sul sintetico, il vapore non si forma.
  3. Il selettore del vapore è su una posizione di vapore e non su zero o «stiro a secco»?
  4. C’è acqua, sopra il livello minimo, e il serbatoio è inserito fino in fondo?
  5. Il filtro o la cartuccia anticalcare è al suo posto, se il tuo modello ne ha una?
  6. Il vapore è calato piano piano nel tempo, con scaglie bianche dai fori? Allora è calcare.
  7. Se tutto questo è a posto e il vapore non esce, sei nel territorio del guasto.

Nei manuali che abbiamo letto, i primi quattro punti occupano le prime righe di ogni tabella dei problemi: è lì che il costruttore si aspetta di trovare la causa, ed è lì che conviene cercarla.

La causa più frequente: la piastra non è abbastanza calda

Il vapore si forma solo quando la camera di vaporizzazione è abbastanza calda da trasformare l’acqua all’istante. Sotto quella soglia, il ferro non produce vapore o lascia cadere gocce. Per questo la prima verifica di tutti i costruttori è la stessa: manopola della temperatura nella zona vapore e spia di riscaldamento spenta.

La manopola sul sintetico

È il caso più comune e il più banale: hai stirato un capo sintetico o delicato, la manopola è rimasta su un puntino, e al capo successivo il vapore non esce. La pagina di assistenza Philips sul ferro che non produce vapore dà la regola in forma precisa: il selettore della temperatura deve stare su 2 punti, 3 punti o LINEN, e solo allora si sceglie un’impostazione del vapore. Con il selettore su 1 punto o SINTETICO, scrive Philips, la temperatura potrebbe non bastare a convertire l’acqua in vapore.

Imetec dice la stessa cosa nel manuale della gamma Zerocalc: l’uso del vapore è possibile solo alle temperature più alte, come indicato dal simbolo sulla manopola. Braun, nella sua risposta sul vapore che non esce dai fori, mette la temperatura troppo bassa al primo posto.

La spia che non si è ancora spenta

Dopo l’accensione, e ogni volta che alzi la temperatura, la piastra ha bisogno di tempo. Sui ferri con manopola, il ferro è pronto quando la spia si spegne. Philips avverte però che sui modelli OptiTemp, quelli senza selettore di temperatura, vale il contrario: il ferro è pronto per il vapore quando la spia rimane accesa in modo fisso. Leggere la spia al contrario è un errore che fa perdere mezz’ora a chi cambia ferro.

L’antigoccia che chiude il vapore apposta

Molti ferri hanno un sistema antigoccia: una valvola che blocca l’acqua quando la piastra è sotto la temperatura utile, per non macchiare i tessuti. Il manuale Imetec lo elenca fra le cause del vapore che esce in quantità ridotta o non esce del tutto: la funzione antigoccia è attivata, e il vapore riprende quando la piastra ha raggiunto di nuovo la temperatura corretta. Non è un difetto: è la valvola che fa il suo lavoro.

Il colpo di vapore che raffredda la piastra

Ogni getto di vapore sottrae calore alla piastra. Se premi il colpo di vapore a ripetizione, dopo qualche getto la piastra scende sotto la soglia e il vapore cala, o l’antigoccia chiude. Imetec scrive di attendere alcuni secondi tra una pressione e l’altra e di sospendere il supervapore quando la spia si riaccende, riprendendo solo quando si spegne.

Selettore, serbatoio e filtri: i «guasti» che non sono guasti

Dopo la temperatura, le cause più frequenti sono meccaniche e banali: selettore del vapore sullo zero, serbatoio vuoto o sotto il minimo, serbatoio non inserito fino in fondo, cartuccia anticalcare mancante. Nessuna richiede un ricambio: si controllano a vista in un minuto, e vanno esclusi prima di chiamare chiunque.

Il selettore del vapore sullo zero

Sui ferri tradizionali il selettore del vapore ha una posizione «0» o «stiro a secco». Se è lì, il ferro scalda e non fa vapore: è progettato così. Imetec lo mette come prima riga della tabella dei problemi, Braun lo cita subito dopo la temperatura, Philips lo riporta per tutte le sue famiglie di ferri, compresa la serie Azur 8000. Capita soprattutto dopo l’autopulizia, che su molti modelli si fa proprio col selettore sullo zero.

Serbatoio vuoto, sotto il minimo o non inserito

Senza acqua non c’è vapore, e fin qui nessuna sorpresa. Meno ovvio è il serbatoio quasi vuoto: su molti apparecchi la presa d’acqua pesca dal fondo, e sotto il segno MIN, o con il ferro inclinato, prende aria. Rowenta, nel manuale dei ferri Pro Master, mette il serbatoio vuoto come prima causa del ferro che «produce poco vapore o non ne produce». Sui modelli con serbatoio estraibile, verifica che sia spinto fino allo scatto.

Il filtro anticalcare che deve esserci

Qui c’è una sorpresa per chi ha un sistema stirante con cartuccia. Braun, nella pagina di assistenza «l’apparecchio è acceso ma non esce il vapore», scrive che l’apparecchio può produrre vapore solo quando il filtro anticalcare è inserito nel serbatoio. Tolta la cartuccia per lavarla e dimenticata sul lavello, il sistema non parte. Nella stessa sezione di domande frequenti, Braun indica per la cartuccia del CareStyle Compact una durata di circa 6 mesi, 30 litri d’acqua o 23 riempimenti.

Comandi che funzionano in un modo solo

Due particolarità da manuale spiegano molti falsi allarmi. Imetec scrive che l’erogazione del vapore in continuo avviene solo muovendo il ferro in posizione orizzontale, e si ferma appoggiandolo in verticale: se provi il vapore col ferro in piedi sul tallone, non esce niente. E su alcuni ferri Philips la funzione Steam Boost, il getto potenziato, si attiva solo premendo due volte in rapidità il pulsante del vapore: una pressione singola non la accende.

La tabella: sintomo, causa, rimedio

Il modo più rapido per arrivare alla causa è partire da come il vapore manca: del tutto da subito, calato nel tempo, solo in certe posizioni, solo sulla caldaia. Le righe qui sotto riassumono le cause che Rowenta, Philips, Braun, Imetec, Polti e Ariete riportano nelle tabelle di risoluzione dei problemi. Trova la tua riga prima di smontare qualunque cosa.

Sintomo Apparecchio Causa più probabile Cosa fare
Nessun vapore, piastra tiepida Ferro a vapore Manopola sul sintetico o spia non ancora spenta Manopola almeno su due puntini, attendere la spia
Nessun vapore, piastra ben calda Ferro a vapore Selettore del vapore su 0 o stiro a secco Portare il selettore su una posizione di vapore
Vapore che si interrompe da solo Ferro con antigoccia Piastra raffreddata, l’antigoccia chiude Aspettare qualche secondo fra un getto e l’altro
Nessun vapore col ferro in verticale Ferro a vapore Vapore continuo attivo solo in orizzontale Usare il colpo di vapore, non il vapore continuo
Vapore calato nel tempo, scaglie bianche Tutti Calcare nella camera di vaporizzazione Autopulizia o decalcificazione del costruttore
Poco vapore dopo lunghe stirate a secco Ferro a vapore Residui nella camera e astina anticalcare sporca Pulire l’astina ed eseguire l’autopulizia
Nessun vapore, spie accese Ferro con caldaia Pressione non ancora raggiunta Attendere lo spegnimento delle spie
Vapore che cala durante la stiratura Ferro con caldaia Acqua in caldaia in esaurimento Spegnere, scaricare la pressione, riempire a freddo
Nessun vapore dopo settimane ferma Ferro con caldaia Condotti interni da spurgare Circa 30 secondi di vapore in orizzontale, lontano dai capi
Nessun vapore, apparecchio acceso Sistema con cartuccia Filtro anticalcare non inserito Reinserire la cartuccia nel serbatoio
Nessun vapore al primo utilizzo Stiratrice verticale Pompa non ancora innescata Tenere premuto il pulsante finché esce il vapore
Tutto regolare, vapore assente Tutti Valvola, pompa o elettrovalvola Centro assistenza, dopo aver valutato il conto

L’ultima riga è quella che nessuno vuole trovare. Ma arrivarci dopo aver escluso le altre undici significa andare in assistenza con una diagnosi, non con un sospetto.

Il calcare nella camera di vaporizzazione: quando è davvero lui

Il calcare è la causa quando il vapore cala gradualmente nel tempo, a parità di regolazione, e insieme compaiono scaglie bianche dai fori o fori che erogano a macchia di leopardo. Se il vapore è sparito di colpo, da un giorno all’altro, il calcare è un sospettato debole: cerca prima fra regolazioni, acqua e comandi.

I segnali che puntano al calcare

  • Il vapore è diminuito nel giro di settimane o mesi, non da un giorno all’altro.
  • Dai fori escono granelli o scaglie bianche.
  • Alcuni fori erogano e altri no.
  • Abiti in una zona con acqua dura e l’autopulizia non la fai da molto.
  • Su un ferro con caldaia, la pressione ci mette più del solito ad arrivare.

Il meccanismo è lineare: il deposito riveste la camera di vaporizzazione e restringe i condotti, l’acqua trova meno metallo caldo e meno spazio per passare, e il vapore cala. Rowenta aggiunge una causa che pochi collegano al calcare: il ferro usato troppo a lungo a secco. Il rimedio indicato nel manuale Pro Master è pulire l’astina anticalcare ed eseguire l’autopulizia.

Cosa fare, senza peggiorare le cose

La procedura dipende dal modello e la trovi passo per passo nella guida su come togliere il calcare dal ferro da stiro: autopulizia, astina, risciacquo della caldaia e, soprattutto, cosa scrivono i manuali sull’aceto. Qui serve un solo avvertimento, perché diversi siti che trattano il vapore che non esce consigliano acqua e aceto nel serbatoio o in caldaia. Ariete, nel manuale del ferro con caldaia Stiromatic 2200, scrive l’opposto: non versare nella caldaia aceto, decalcificanti o sostanze profumanti, pena la decadenza della garanzia.

Quando l’autopulizia non basta

La stessa guida sul calcare risponde già alla domanda «il ferro fa poco vapore anche dopo l’autopulizia»: se dopo due cicli consecutivi il vapore resta scarso, il deposito è compatto e in casa non si recupera. Aggiungiamo solo una cosa: a quel punto non ripetere i cicli all’infinito. Ogni ciclo porta la piastra al massimo e scarica acqua bollente sui condotti; se non ha funzionato due volte, la terza non farà la differenza.

Caldaia del ferro da stiro non fa vapore: pressione, acqua, spurgo

Su un ferro con caldaia il vapore dipende da una cosa in più: la pressione. Se le spie sono ancora accese, la caldaia non l’ha raggiunta; se l’acqua è finita, la pressione cade; se l’apparecchio è rimasto fermo per settimane, i condotti vanno spurgati. Solo dopo questi tre controlli ha senso sospettare elettrovalvola o pompa.

Due macchine diverse sotto lo stesso nome

«Ferro con caldaia» indica due costruzioni diverse, e conviene sapere quale hai. Nella caldaia in pressione classica (le Vaporella di Polti, gli Stiromatic di Ariete) l’acqua si versa direttamente nella caldaia, che la scalda e la tiene in pressione; un’elettrovalvola comandata dal pulsante sul ferro lascia passare il vapore verso la piastra. Nei sistemi stiranti con serbatoio estraibile una piccola pompa preleva l’acqua dal serbatoio e la manda a un generatore che la vaporizza. Nel primo caso il vapore manca se manca la pressione; nel secondo, se la pompa non pesca.

Se stai decidendo fra le due architetture, la differenza pratica è spiegata nella classifica dei migliori ferri da stiro con caldaia.

Le spie accese: la pressione non c’è ancora

Nella tabella del manuale Polti la prima causa del vapore che non arriva è che non sono stati raggiunti i valori ottimali di esercizio: bisogna verificare che le spie siano spente, a segnalare che temperatura e pressione sono arrivate al valore corretto. Ariete, nello Stiromatic 2200, indica una spia «pronto vapore» da attendere prima di usare il vapore, e consiglia due o tre colpi prolungati verso terra per stabilizzare il getto prima di puntarlo sul capo.

Polti precisa anche un comportamento che spaventa senza motivo: durante la stiratura le spie si accendono e si spengono, perché la resistenza interviene per mantenere costante la pressione. È normale, e si può continuare a stirare.

L’acqua che finisce

Polti scrive che quando il prodotto non eroga più vapore, vuol dire che non c’è più acqua in caldaia. Ariete descrive il segnale che viene prima: se durante la stiratura il getto diminuisce, stai entrando in riserva. Qui la procedura conta più del rimedio, perché la caldaia è in pressione anche quando il vapore non esce: si spegne, si scarica il vapore residuo col pulsante lontano dalla griglia, si stacca la spina e si svita il tappo con cautela, aspettando che finisca il sibilo. Polti vieta espressamente di riempire la caldaia calda e vuota: l’acqua fredda evapora di colpo e lo spruzzo di vapore può ustionare.

Ferma da settimane: lo spurgo dei condotti

Se il ferro con caldaia è rimasto inattivo a lungo, il primo vapore può non arrivare o arrivare a singhiozzo. Ariete dà una procedura precisa: per un ferro fermo da più settimane, prima di stirare lo si tiene in orizzontale e si aziona il pulsante del vapore per circa 30 secondi, per pulire i condotti interni, e non sopra la griglia d’appoggio.

Quando il guasto è vero: elettrovalvola e pompa

Se la caldaia è in pressione (le spie si spengono, magari senti il tappo caldo e il sibilo quando la scarichi) ma premendo il pulsante sul ferro non esce niente, il sospetto va all’elettrovalvola o al microinterruttore del pulsante. Se invece hai un sistema con serbatoio estraibile e non senti più il ronzio della pompa quando premi il vapore, il sospetto va alla pompa. Sono guasti reali, e non si diagnosticano in casa con sicurezza: dentro ci sono tensione di rete e un recipiente in pressione.

Il manuale Polti è netto: se il problema persiste o non è nella tabella, ci si rivolge a un centro assistenza autorizzato. Il perché conviene prendere quella strada, e quando no, sta più avanti.

Ferro da stiro verticale non fa vapore: la stiratrice e la sua pompa

Una stiratrice verticale non funziona come un ferro: quasi sempre ha una piccola pompa che preleva l’acqua dal serbatoio e la spinge verso l’elemento riscaldante. Se non fa vapore, i motivi più comuni sono tre: acqua sotto il livello utile, pompa che non riesce a pescare perché l’apparecchio è inclinato, pompa non ancora innescata al primo utilizzo.

La pompa che non pesca

Nel manuale della stiratrice verticale Rowenta Pure Pop, fra le cause dell’apparecchio che non fa vapore compaiono un livello d’acqua insufficiente e una pompa che non riesce a raggiungere l’acqua. I rimedi indicati sono riportare regolarmente l’apparecchio in posizione verticale e, se il problema persiste, scollegarlo e riempirlo.

Tradotto nell’uso: una stiratrice verticale usata a lungo in orizzontale, per esempio su una tenda stesa sul letto, finisce per pescare aria. Tornare in verticale ogni tanto non è un vezzo: è il modo in cui la pompa ritrova l’acqua.

Il primo utilizzo: la pompa va innescata

Alla prima accensione, il circuito dell’acqua è vuoto. Il manuale Pure Pop cita fra le cause il primo utilizzo e la pompa del vapore non ancora attivata, e il rimedio è tenere premuto il pulsante del vapore fino all’uscita del vapore. Può volerci qualche secondo in più di quanto ci si aspetti: non è un difetto di fabbrica, è aria nel circuito.

Serbatoio e calcare

Nella stessa tabella dei problemi compaiono anche il serbatoio non posizionato correttamente, da far scorrere fino in fondo nel suo alloggio, e l’accumulo di calcare. Se dopo questi controlli il vapore resta assente, il confronto fra i modelli, pompe comprese, sta nella classifica delle migliori stiratrici verticali.

Rowenta, Philips, Braun, Imetec, Polti, Ariete: le particolarità dei manuali

Le cause di fondo sono le stesse per tutti i marchi, ma ognuno ha un dettaglio suo che, se non lo conosci, sembra un guasto: la spia che va letta al contrario, la cartuccia senza cui il sistema non parte, il vapore continuo che funziona solo in orizzontale. Qui c’è quello che i costruttori scrivono davvero, marchio per marchio.

Rowenta

Nel manuale dei ferri Pro Master, alla voce «produce poco vapore o non ne produce», le cause sono due: serbatoio vuoto, oppure ferro usato troppo a lungo a secco, con rimedio pulizia dell’astina anticalcare e autopulizia. Rowenta indica l’autopulizia circa ogni 2 settimane, ogni settimana se l’acqua è molto dura, e un’acqua composta per metà da rubinetto e per metà da demineralizzata se quella di casa è ricca di calcare.

Philips

Philips distingue per famiglia di ferro. Sui modelli con manopola: termostato su 2 punti, 3 punti o LINEN, poi un’impostazione di vapore (ECO, 2 o 3 nuvole), e ferro pronto quando la spia si spegne. Sui modelli OptiTemp: ferro pronto quando la spia resta accesa fissa, e impostazione del vapore su ECO, 2 o 3 nuvole. Sulla serie Azur 8000 cambia il comando: su DST8020 il vapore si imposta spostando il cursore, su DST8030, 8040 e 8050 premendo il pulsante fino ad AUTO, 1 o 3 nuvole.

Braun

Braun elenca tre cause del vapore che non esce dai fori: temperatura troppo bassa, regolazione del vapore su 0, blocco caldaia da decalcificare. Sui sistemi stiranti con cartuccia, come il CareStyle Compact, aggiunge la condizione che manda in crisi più utenti: senza filtro anticalcare inserito, il vapore non esce.

Imetec

Il manuale Zerocalc è il più completo sul vapore scarso: selettore su 0, serbatoio senz’acqua, funzione antigoccia attivata finché la piastra non torna in temperatura, residui nella camera del vapore da togliere con la funzione Calc-Clean, che Imetec consiglia ogni 5-10 utilizzi. E la particolarità già vista: vapore continuo solo col ferro in orizzontale.

Polti

Sulle Vaporella Pro: nessun vapore se l’apparecchio è spento o manca l’acqua in caldaia, poco vapore se sul modello 515 Pro la manopola del vapore è al minimo, e il caso del vapore «secco e poco visibile» che è presente ed efficace. Polti consiglia la massima emissione per jeans e lino, media per il cotone, minima per i tessuti leggeri.

Ariete

Nello Stiromatic 2200: attendere la spia pronto vapore, due o tre colpi a terra per stabilizzare il getto, vapore che cala come segnale di riserva, 30 secondi di spurgo dopo settimane di inattività. E una pulizia della caldaia almeno ogni tre mesi, fatta con sola acqua di rubinetto agitata e scaricata finché esce limpida.

Riparare o sostituire: dove la riparazione conviene e dove no

Se hai escluso temperatura, comandi, acqua, filtro e calcare, e il vapore non esce ancora, il guasto è interno. A quel punto la domanda non è più «come si ripara» ma «conviene»: su un ferro tradizionale quasi mai, su un ferro con caldaia spesso sì, e dentro la garanzia sempre, senza discutere.

Cosa si sistema in casa, e cosa no

In casa si sistema tutto quello che dipende dall’uso: regolazioni, acqua, cartucce, autopulizia, spurgo, riempimento. Non si apre il ferro. Polti, nel suo manuale, rimanda ai centri di assistenza autorizzati quando il problema persiste, e un motivo concreto c’è: sui ferri con caldaia il tappo contiene il dispositivo di sicurezza contro la sovrapressione, e Ariete scrive che va sostituito solo con ricambi originali. Un rimontaggio sbagliato di un recipiente in pressione non si scopre finché non lo riaccendi.

Ferro a vapore tradizionale: di solito non conviene

Su un ferro tradizionale che non fa vapore per un guasto interno (valvola antigoccia bloccata, termostato, circuito dell’acqua) la riparazione in laboratorio somma diagnosi, pezzo, manodopera e spedizione o consegna. Per un apparecchio della fascia bassa della stireria, quel conto raramente regge il confronto con un ferro nuovo, soprattutto se il vecchio ha anche la piastra segnata.

Ferro con caldaia: un preventivo ha senso

Il conto cambia sui ferri con caldaia. Elettrovalvole, pompe, tappi e guarnizioni sono componenti pensati per essere sostituiti, i negozi di ricambi per piccoli elettrodomestici li vendono per i marchi più diffusi, e l’apparecchio vale diverse volte un ferro tradizionale. Chiedi un preventivo scritto prima dell’intervento e confrontalo col valore dell’apparecchio e con gli anni che gli restano.

Dentro la garanzia, il discorso è chiuso

Se il ferro è nei due anni di garanzia legale, non aprirlo e non farlo aprire da un laboratorio qualsiasi: va al venditore o all’assistenza autorizzata. E attenzione a cosa ci hai messo dentro: Ariete fa decadere la garanzia se in caldaia sono finiti aceto o decalcificanti, e Polti esclude i guasti dovuti a uso diverso da quello del libretto.

Per fare il conto sul serio c’è il nostro strumento conviene ripararlo o ricomprarlo: confronta il costo della riparazione con quello di un apparecchio nuovo, tenendo conto di quanti anni restano a quello vecchio, e ti dice quale delle due strade spende meno per anno d’uso. Se alla fine decidi di cambiarlo, la classifica dei migliori ferri da stiro senza filo e quella dei ferri con caldaia partono dalle schede tecniche e dai manuali, non dalle promesse di scatola.

Come non ritrovarsi senza vapore la prossima volta

Tre abitudini prevengono quasi tutti i casi di questa pagina: usare il vapore solo nella zona di temperatura giusta, svuotare serbatoio o caldaia dopo l’uso, fare la manutenzione anticalcare quando il ferro funziona ancora bene. Le cartucce vanno cambiate alla scadenza indicata, non quando il vapore è già sparito.

Stira in ordine di temperatura

Si parte dai capi che chiedono meno calore, a secco o con poco vapore, e si sale verso cotone e lino. Così non chiedi mai vapore a una piastra appena abbassata, e non devi aspettare che si raffreddi per passare ai delicati: il ferro si scalda molto più in fretta di quanto si raffreddi.

Svuota dopo ogni uso

Il ristagno favorisce il calcare: Ariete lo scrive per la caldaia, e Imetec mette lo svuotamento del serbatoio fra le operazioni da fare dopo ogni stiratura. Sui ferri con caldaia si svuota solo a caldaia fredda e senza pressione.

Manutenzione prima che serva

L’autopulizia fatta quando il vapore è ancora pieno è quella che evita di trovarlo scarso. La frequenza la decidono la durezza dell’acqua e quante ore stiri, non il calendario. Sui modelli con cartuccia, la scadenza la dichiara il costruttore in mesi, litri o riempimenti: segnala la data sul serbatoio quando la cambi.

Domande frequenti sul ferro da stiro che non fa vapore

Perché il ferro da stiro scalda ma non fa vapore?

Quasi sempre perché la temperatura è sotto la zona vapore o il selettore del vapore è su 0. Philips indica almeno 2 punti sulla manopola, Braun e Imetec mettono temperatura bassa e selettore sullo zero fra le prime cause. Se la regolazione è corretta e il vapore è calato nel tempo, la causa più probabile è il calcare nella camera di vaporizzazione.

Come si sblocca il vapore del ferro da stiro?

Si procede in ordine: manopola almeno su due puntini, attesa della spia, selettore del vapore su una posizione di vapore, serbatoio sopra il minimo. Se il vapore resta scarso, si esegue l’autopulizia o la decalcificazione prevista dal costruttore. Non si infilano spilli nei fori e non si versa aceto se il manuale lo vieta.

Perché la caldaia del ferro da stiro non fa vapore?

Nella maggior parte dei casi la caldaia non ha ancora raggiunto la pressione (spie ancora accese) oppure l’acqua è finita. Polti e Ariete indicano di attendere lo spegnimento delle spie e di riempire solo a caldaia fredda e scarica. Dopo settimane di inattività, Ariete consiglia circa 30 secondi di vapore in orizzontale per spurgare i condotti.

Perché il ferro da stiro verticale non fa vapore?

Una stiratrice verticale ha una pompa che deve pescare acqua dal serbatoio. Rowenta indica come cause un livello d’acqua insufficiente, la pompa che non raggiunge l’acqua quando l’apparecchio resta inclinato e, al primo utilizzo, la pompa non ancora innescata. Riempi il serbatoio, torna in verticale e tieni premuto il pulsante finché esce il vapore.

Il vapore non si vede: il ferro è guasto?

Non necessariamente. Polti scrive che il vapore può essere secco e poco visibile ma presente ed efficace, in particolari condizioni ambientali. Avvicina la mano a una spanna dai fori e premi il pulsante: se senti calore umido, il vapore c’è. Se le pieghe non si distendono, controlla temperatura e quantità di vapore impostata.

Il ferro fa vapore solo in orizzontale: è normale?

Su molti modelli sì. Imetec scrive che il vapore continuo esce solo muovendo il ferro in orizzontale e si ferma appoggiandolo in verticale. Per stirare capi appesi si usa il colpo di vapore, premendo il pulsante a intervalli, che il costruttore ammette solo alle temperature alte.

Conviene riparare un ferro che non fa più vapore?

Su un ferro tradizionale raramente: diagnosi, pezzo, manodopera e trasporto superano spesso il valore dell’apparecchio. Su un ferro con caldaia un preventivo ha senso, perché elettrovalvole, pompe e guarnizioni si sostituiscono e l’apparecchio vale di più. Se è nei due anni di garanzia legale, va in assistenza senza aprirlo.

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