Fai da te · Aggiornato il 5 settembre 2026
Migliori troncatrici radiali: quale taglia davvero quello che devi tagliare
Sei troncatrici radiali messe in fila sui numeri che nessuno pubblica: la capacità a 45°, quella in bisello e quella del taglio composto. Più la domanda che viene prima di tutte, cioè se la slitta ti serve davvero.
Come abbiamo scelto
Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.
Chi cerca una troncatrice radiale ha in testa un lavoro preciso: il battiscopa da posare, la perlina del sottotetto, i travetti del pergolato, i coprifili di una porta. E quasi sempre arriva alla scheda prodotto con due domande in testa — «quanti watt?» e «quanto è grande la lama?» — mentre le due che decidono l'acquisto sono altre, e in giro non le mette in chiaro nessuno.
La prima è se ti serve davvero la slitta. «Radiale» significa esattamente quello: la testa scorre su due barre e il taglio avanza dentro il pezzo invece di calare e basta. Serve a una cosa sola, la larghezza. Una troncatrice a filo con la stessa lama da 216 mm si ferma intorno ai 120 mm; la stessa macchina con la slitta arriva a 305. Se tagli listelli, cornici, battiscopa e tubi in PVC, quei 185 millimetri in più li paghi e non li usi mai.
La seconda è la capacità di taglio reale a 45° e in bisello, che è il numero su cui la gente resta delusa dopo il primo lavoro serio. Il dato in vetrina è sempre quello a 90°. Quando ruoti la tavola per un angolo, la larghezza utile crolla. Quando inclini la testa per un bisello, crolla l'altezza. E quando fai le due cose insieme — cioè il taglio composto, quello che serve davvero per chiudere l'angolo di una cornice — resta meno della metà.
Sotto trovi sei modelli in ordine di merito, una tabella che confronta proprio i numeri a 45°, e il modo di leggere una scheda tecnica senza farsi imbrogliare. Se non hai ancora deciso nemmeno la categoria dell'attrezzo, il confronto di partenza è troncatrice o sega circolare.
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Radiale o a filo: la slitta compra larghezza, non profondità
La slitta di una troncatrice radiale aggiunge corsa orizzontale alla testa e serve a tagliare pezzi larghi. Non aggiunge profondità di taglio, non aggiunge potenza e non migliora la precisione: sposta un solo numero della scheda, la larghezza massima. Sotto i 120 millimetri di larghezza una troncatrice a filo fa esattamente lo stesso lavoro, con una testa più rigida.
Il confronto controllato: stessa lama, stessa marca, una con la slitta e una senza
Il modo onesto di misurare quanto vale la slitta è prendere due macchine identiche che differiscono solo per quella. Metabo le vende entrambe, con la stessa lama da 216 mm e la stessa classe di motore.
La KS 216 M, senza trazione, dichiara una larghezza di taglio massima di 120 mm a 90° e 80 mm a 45°, con profondità di 60 e 45 mm. La KGS 216 M, con funzione di trazione, dichiara 305 mm a 90° e 215 mm a 45°, con profondità di 70 e 40 mm.
Guarda bene le due righe della profondità. La slitta porta la larghezza da 120 a 305 mm — due volte e mezzo — e la profondità da 60 a 70. Ma a 45° la macchina con la slitta taglia meno profondo di quella senza: 40 mm contro 45. Non è un refuso del costruttore, è la geometria di una testa che deve scorrere e che quindi resta più alta rispetto alla tavola.
C'è una controprova, e viene da un'altra marca. La Bosch GCM 216, che è nella nostra classifica ed è una troncatrice senza slitta, dichiara 123 mm di larghezza a 90°. Tre millimetri di differenza rispetto alla Metabo. Non è una coincidenza: è il limite fisico di una lama da 216 che cala e basta.
Quando la slitta è un accessorio che paghi e non usi
Fai la prova più semplice del mondo: misura la cosa più larga che hai intenzione di tagliare. Un battiscopa in MDF è largo fra 70 e 120 mm. Una perlina da rivestimento sta sotto i 150. Un listello per cornici, sotto gli 80. Un tubo in PVC da scarico da 100 ha un diametro esterno di 110 mm.
Tutto questo lo taglia una troncatrice a filo, senza slitta, con mezzo metro di banco in meno da trovare. La slitta comincia a servire dai travetti da 140-160 mm, dai pannelli e dalle assi da ponteggio: un lavoro che non è quello di chi rifà i battiscopa di casa.
Chi vende troncatrici lo sa benissimo, ed è il motivo per cui la parola «radiale» è finita in ogni titolo di scheda prodotto: è quella che giustifica il gradino di listino. Comprarla ha senso se la larghezza ti serve davvero. Comprarla «per non pentirsene» significa portarsi in officina una macchina più grossa, più pesante e con un accoppiamento in più che con gli anni può prendere gioco.
Il costo nascosto della slitta: lo spazio dietro il banco
Una radiale tradizionale ha bisogno di spazio dietro, perché le barre escono all'indietro quando tiri la testa verso di te. Su una macchina da 216 mm sono venti-trenta centimetri; su una da 250, di più. In un garage dove il banco sta contro il muro quello spazio non c'è, e finisci per lavorare con la macchina in mezzo alla stanza.
È un problema abbastanza serio da aver generato una risposta di ingegneria. Makita, per esempio, costruisce la LS1019L con un sistema a doppia slitta il cui scopo dichiarato è ridurre la necessità di spazio e consentire di posizionare la macchina a parete. Se compri una radiale classica, quel mezzo metro d'aria dietro il banco te lo devi procurare prima, non dopo.
La capacità a 45° e in bisello: il numero su cui la gente resta delusa
La capacità di taglio dichiarata a 90° è il valore migliore che una troncatrice possa fare, ed è l'unico che finisce nei titoli. Appena ruoti la tavola o inclini la testa quel numero scende, e scende parecchio: su una macchina di fascia alta la differenza fra il taglio dritto e il taglio composto a 45°/45° arriva a dimezzare l'altezza utile.
Cosa succede quando ruoti la tavola: perdi larghezza
Il taglio obliquo, quello che si ottiene ruotando la tavola girevole, è il taglio degli angoli di stanza: due pezzi a 45° che si incontrano a 90°. Ruotando la tavola la lama attraversa il pezzo in diagonale, quindi la stessa corsa della slitta copre meno larghezza.
I numeri della LS1019L lo dicono senza bisogno di commenti: Makita dichiara 91 x 279 mm a 90° e 91 x 197 mm a 45°. L'altezza resta novantuno, la larghezza cala di ottantadue millimetri. Sulla Metabo KGS 216 M, più piccola, il salto è da 305 a 215 mm. Sulla Einhell da 250 di questa pagina, da 340 a 240.
Cosa succede quando inclini la testa: perdi altezza
Il taglio in bisello — la testa che si inclina lateralmente — serve per le cornici a soffitto, i coprifili e ogni giunzione che non sta su un piano solo. Qui la lama entra di sbieco nel pezzo, e a cadere è l'altezza.
Sempre sulla LS1019L, che monta una lama da 260 mm, Makita dichiara 58 x 279 mm a 45° sinistra. Da 91 a 58 millimetri: un terzo dell'altezza sparisce solo per aver inclinato la testa, e stiamo parlando della lama più grande fra quelle citate in questa pagina.
Il taglio composto: il numero peggiore, ed è quello che serve davvero
Rotazione e inclinazione insieme fanno il taglio composto, che è esattamente quello che chiude l'angolo di una cornice a soffitto. È anche il numero che quasi nessuna scheda prodotto mette in vetrina: dei sei modelli qui sotto, due non lo pubblicano affatto.
Makita lo pubblica, ed è impietoso: 43 x 279 mm con smusso a destra a 45°. Partendo da 91 mm di altezza a 90°, ne restano quarantatré. Se hai comprato la macchina per un travetto da 60 mm e quel travetto va tagliato in composto, non ci arrivi — e non perché l'attrezzo sia scarso, ma perché quel numero non l'avevi mai visto scritto.
Il dato che sta solo nei manuali: il composto a destra non è come quello a sinistra
Qui c'è una cosa che nemmeno le schede tecniche dei costruttori pubblicano, e che si trova solo aprendo il manuale d'uso.
Sulle due Einhell di questa pagina, che hanno la testa inclinabile nei due sensi, il doppio obliquo a sinistra e quello a destra non danno lo stesso risultato. Sulla TC-SM 2534/1 Dual il manuale dichiara 240 x 42 mm a sinistra e 240 x 25 mm a destra. Sulla TC-SM 2131/2 Dual, 210 x 36 mm contro 210 x 25 mm. Diciassette e undici millimetri di altezza in meno, a seconda del verso in cui inclini.
Sulle pagine web e sulle schede tecniche di quelle stesse macchine compare solo il valore migliore. Non è un inganno: è un riassunto, e i riassunti tolgono sempre la stessa metà. Se hai un lavoro che ti obbliga a inclinare a destra — perché il pezzo non si può girare — quel numero è l'unico che ti riguarda.
Come si legge la riga «capacità» di una scheda tecnica
La brutta notizia è che i costruttori non usano lo stesso ordine. Bosch e Makita scrivono altezza per larghezza: «70 x 270» vuol dire settanta millimetri di spessore su duecentosettanta di larghezza. Einhell, Scheppach ed Evolution scrivono larghezza per altezza: «340 x 75» vuol dire trecentoquaranta di larghezza su settantacinque di spessore.
Sono numeri che si distinguono a occhio, perché la larghezza è sempre molto più grande dell'altezza, ma vanno letti sapendolo. Nella tabella qui sotto abbiamo normalizzato tutto a larghezza per altezza, e lo dichiariamo perché altrimenti il confronto non sarebbe leale.
Tre regole per non sbagliare l'acquisto:
- Cerca sempre le quattro righe, non una. Se una scheda dichiara solo il valore a 90°, l'informazione che ti serve manca — e la mancanza è una scelta di chi ha scritto la scheda.
- Il numero che ti riguarda è quello dell'angolo che userai di più. Chi posa battiscopa lavora quasi sempre a 45° di rotazione, non a 90°.
- Il diametro della lama non è un buon indizio. Una 216 con la slitta taglia più largo di una 255 senza, e in questa pagina c'è una 216 che taglia largo quanto una 250.
Come abbiamo scelto queste sei troncatrici radiali
Non abbiamo segato un travetto con nessuna di queste macchine. Abbiamo confrontato le schede tecniche dei costruttori riga per riga, letto i manuali d'uso originali, verificato quali dati sono pubblicati e quali no, controllato se il marchio vende i ricambi a catalogo e incrociato centinaia di recensioni verificate cercando i guasti che tornano, non i giudizi generici.
I criteri, in ordine di peso
- Le quattro capacità di taglio pubblicate. Chi dichiara il 90°, il 45° di rotazione, il 45° di bisello e il composto sta davanti a chi dichiara solo il primo. È il criterio che ha spostato più posizioni in questa classifica, e non è un vezzo: è l'unico modo di sapere che cosa la macchina fa davvero.
- Coerenza fra la potenza dichiarata e il regime di servizio. Un motore da 2.000 W in servizio intermittente non è un motore da 2.000 W. Dove il costruttore pubblica entrambi i valori, il numero onesto è quello continuativo, e più avanti spieghiamo come si riconosce.
- Ricambi e assistenza. Su una troncatrice cedono spazzole, cuscinetti, cinghia, molla di richiamo della cuffia e boccole della slitta: tutti pezzi sostituibili, ma solo se il marchio li vende. Chi pubblica la vista esplosa vale più di chi non ha nemmeno un catalogo.
- Il bisello: mono o bidirezionale. Una testa che si inclina da un solo lato ti costringe a girare il pezzo a ogni taglio speculare. Su una cornice a soffitto è il tipo di limite che si paga in materiale sprecato.
- Onestà della dotazione. Le lame incluse servono a cominciare, non a lavorare. Dove è così, lo scriviamo nella scheda del prodotto.
Il voto nei box è nostro e sintetizza questi cinque criteri. Non è la media delle stelle dei clienti, e non segue l'ordine di listino.
Cosa non siamo riusciti a verificare
Tre cose, e le dichiariamo perché cambiano il peso di quello che leggi.
La prima: le vibrazioni. Nessuno dei manuali che abbiamo letto pubblica un valore di accelerazione. Tutti dichiarano di aver rilevato rumore e vibrazioni secondo la norma, e poi pubblicano solo i valori acustici. Quindi in questa pagina non troverai un confronto sulle vibrazioni: non esiste il dato per farlo.
La seconda: il contenuto delle clausole della norma sulle lame. La UNI EN 847-1:2018 è in vigore e la citiamo per quello che il catalogo UNI dichiara pubblicamente, ma il testo integrale non è consultabile, quindi non le attribuiamo elenchi di marcatura né formule di progetto. Dove serve un numero — la velocità massima ammessa su una lama — lo attribuiamo al costruttore della lama, che lo pubblica.
La terza: la durata della slitta. Non esiste un dato pubblicato da nessuno sul numero di cicli prima che le boccole prendano gioco. Quello che si può fare, e che abbiamo fatto, è guardare quali costruttori vendono quelle boccole come ricambio a catalogo, perché quello è un fatto verificabile mentre «dura tanto» non lo è.
Le sei troncatrici a confronto sui numeri che contano
La tabella normalizza tutte le capacità a larghezza per altezza in millimetri, come spiegato sopra. La colonna del taglio composto è quella che separa le macchine documentate da quelle che ti fanno scoprire il limite in cantiere.
Legenda della fascia: € fascia d'ingresso · €€ fascia media · €€€ fascia alta.
| Modello | Lama | Taglio a 90° | Tavola a 45° | Composto 45°/45° | Bisello | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Einhell TC-SM 2534/1 Dual | Ø250 mm | 340 x 75 mm | 240 x 75 mm | 240 x 42 mm | nei due sensi | €€€ |
| Scheppach HM216 | Ø216 mm | 340 x 65 mm | 240 x 65 mm | 240 x 38 mm | solo sinistra | € |
| Bosch Professional GCM 80 SJ | Ø216 mm | 270 x 70 mm | 190 x 70 mm | non dichiarato | solo sinistra | €€€ |
| Einhell TC-SM 2131/2 Dual | Ø210 mm | 310 x 62 mm | 210 x 62 mm | 210 x 36 mm | nei due sensi | € |
| Evolution R210SMS+ | Ø210 mm | 230 x 65 mm | 150 x 65 mm | 150 x 38 mm | solo sinistra | €€ |
| Bosch PRO GCM 216 | Ø216 mm | 123 x 60 mm | 80 x 60 mm | non dichiarato | solo sinistra | €€ |
Tre cose saltano fuori da questa tabella, e nessuna è ovvia.
La prima: la Scheppach da 216 taglia largo quanto la Einhell da 250, trecentoquaranta millimetri tutte e due, con due chili in meno e due fasce sotto nella colonna qui accanto. Il diametro della lama, di nuovo, non predice la larghezza.
La seconda: le due Bosch non pubblicano il taglio composto, che è l'informazione più difficile da recuperare e la più facile da sbagliare in cantiere. Sono anche le due macchine costruite meglio del gruppo. Le due cose convivono, e il lettore ha diritto di sapere entrambe.
La terza: l'ultima riga non è una radiale. Ci torniamo, perché è deliberato.
La classifica: quale troncatrice radiale comprare
L'ordine segue i cinque criteri dichiarati sopra, non il listino. Le prime cinque sono radiali vere, messe in fila per quanto bene fanno il lavoro che dichiarano di fare. La sesta è una deroga annunciata: non ha la slitta, sta in fondo per questo, e il voto che le abbiamo dato è più alto di quello di tre macchine che la precedono. Se hai letto l'inizio di questa pagina e ti sei accorto che la larghezza non ti serve, quella riga è la tua.
1° Einhell TC-SM 2534/1 Dual — la più capace e la più documentata
La scelta d'insieme
Einhell Troncatrice radiale TC-SM 2534/1 Dual
- Lama
- Ø250 x Ø30 mm
- Taglio a 90°
- 340 x 75 mm
- Composto 45°/45°
- 240 x 42 mm
- Bisello
- ±45°, nei due sensi
Cosa fa bene
- Il taglio più largo e più alto dei sei: 340 x 75 mm dichiarati a 90°
- Einhell pubblica tutte e quattro le capacità, più quella del doppio obliquo a destra
- Testa inclinabile a destra e a sinistra: niente pezzo da girare a ogni taglio speculare
- Potenza dichiarata nei due regimi, 2100 W in continuo e 2350 W in S6 al 25%
- Ricambi a catalogo con vista esplosa, per due numeri di identificazione
Cosa fa male
- Il doppio obliquo a destra scende a 240 x 25 mm, e quel dato sta solo nel manuale
- Il peso dichiarato cambia secondo la fonte del costruttore: 14,3 kg sulla scheda, circa 16 kg sul manuale
- Quattromila giri al minuto: il regime più basso del gruppo insieme alla lama più grande
È la macchina che taglia più di tutte, in larghezza e in altezza, ed è anche quella su cui abbiamo trovato più dati verificabili. Einhell pubblica le quattro capacità sulla scheda tecnica e nel manuale aggiunge la quinta, quella che quasi nessuno pubblica: il doppio obliquo a destra, che scende a 240 x 25 mm contro i 240 x 42 di sinistra.
La testa si inclina nei due sensi da −45° a +45° e la tavola ruota da −47° a +47°, con nove posizioni di arresto fra cui i 31,6° delle cornici americane. È la combinazione che risparmia il maggior numero di errori: su una cornice a soffitto ogni angolo ha un gemello speculare, e con una testa mono-direzionale devi girare il pezzo ogni volta, cioè cambiare la faccia di riferimento.
Sulla potenza Einhell è onesta in modo utile: dichiara 2100 W in servizio continuo S1 e 2350 W in S6 al 25%, cioè due numeri invece di uno solo. I 4.000 giri al minuto sono i più bassi del gruppo, ma su una lama da 250 la velocità periferica resta nella norma — è il diametro a fare il lavoro.
Il difetto vero è il peso e l'ingombro: quattordici chili e mezzo metro di banco. Se la sposti spesso, guarda la sorella minore al quarto posto.
2° Scheppach HM216 — la corsa di una 250 con la lama di una 216
La corsa da 250 con una lama da 216
Scheppach Troncatrice radiale HM216 con laser | Lama Ø 216 mm | Potenza 2000W | Tavola girevole con bloccaggio rapido | incl. 2 lame
- Lama
- Ø216 x Ø30 mm
- Taglio a 90°
- 340 x 65 mm
- Composto 45°/45°
- 240 x 38 mm
- Peso
- 12 kg
Cosa fa bene
- Taglia 340 mm di larghezza con una lama da 216: la stessa corsa della radiale da 250, con due chili in meno
- Scheppach dichiara sia i 1700 W in servizio continuo sia i 2000 W in servizio intermittente S6 al 25%
- Appoggi laterali estraibili con arresto di lunghezza ribaltabile, per i tagli in serie alla stessa misura
- Tavola girevole con bloccaggio rapido a leva
Cosa fa male
- Bisello solo a sinistra: il doppio obliquo a destra non si fa
- I 2000 W del titolo sono il valore in servizio intermittente, non quello continuo
- Il costruttore non dichiara il diametro del bocchettone di aspirazione
- Il manuale copre sette codici articolo e marca la seconda lama da 48 denti come non sempre inclusa
Trecentoquaranta millimetri di larghezza con una lama da 216 è il dato che rende questa macchina interessante, e non è un dettaglio: è la stessa corsa della Einhell da 250 con due chili in meno sul banco e un diametro di lama che in ferramenta costa e si trova meglio.
La tavola gira da −45° a +45° con bloccaggio rapido a leva, e gli appoggi laterali sono estraibili con un arresto di lunghezza ribaltabile: se devi tagliare venti listelli della stessa misura, quello è l'accessorio che ti fa risparmiare l'ora, non il laser.
Il limite è il bisello mono-direzionale, solo a sinistra, che è la cosa che la tiene sotto la Einhell. E c'è un punto di trasparenza che va detto: il titolo dell'inserzione annuncia 2.000 W, ma il manuale del costruttore dichiara 1700 W in servizio continuo S1 e i 2.000 W come regime intermittente S6 al 25%. Non è un inganno di Scheppach, che pubblica entrambi i valori nero su bianco: è il modo in cui le troncatrici vengono vendute, e conoscerlo cambia il confronto con tutte le altre.
3° Bosch Professional GCM 80 SJ — la meccanica migliore, la scheda più avara
La più solida, la scheda più avara
Bosch Professional Troncatrice radiale GCM 80 SJ (1.400 Watt, Ø lama: 216 mm, incl. 2 lama per sega circolare, chiave a brugola)
- Lama
- Ø216 x Ø30 mm
- Taglio a 90°
- 270 x 70 mm
- Bisello 45°
- 270 x 45 mm
- Giri a vuoto
- 5.500 al minuto
Cosa fa bene
- Settanta millimetri di altezza a 90°, il secondo valore della classifica
- Cinquemilacinquecento giri al minuto: il regime più alto dei sei
- Due lame Optiline Wood da 216 x 30 x 2,8 mm già in dotazione
- Ricambi Professional a catalogo, ricercabili per codice prodotto
Cosa fa male
- La scheda pubblica tre capacità su quattro: il taglio composto non c'è
- Bisello solo a sinistra, con la tavola che invece ruota nei due sensi
- Niente laser, e la dotazione dichiarata non comprende né morsetto né prolunghe
- I valori acustici non sono pubblicati in pagina
Questa è la macchina che si sente in mano diversa dalle altre, ed è anche quella su cui abbiamo trovato meno informazioni. Il paradosso è reale ed è quello che le costa il podio.
Dalla parte dei fatti: 1.400 W, 5.500 giri al minuto che sono il regime più alto del gruppo, settanta millimetri di altezza a 90° che sono il secondo valore della lista, tavola che ruota 47° per parte, avvio morbido, e un servizio ricambi Professional dove il modello si cerca per codice prodotto e i pezzi ci sono. Due lame Optiline Wood da 24 denti già nella scatola.
Dalla parte delle mancanze: la scheda ufficiale pubblica tre capacità su quattro — manca il composto — i valori acustici non stanno in pagina ma solo nel manuale scaricabile, il bisello si inclina solo a sinistra e la dotazione dichiarata non comprende né morsetto né prolunghe. Su una macchina di questa fascia, il morsetto non dichiarato è una nota che pesa.
Una precisazione che serve, perché le fonti la sbagliano di continuo: la GCM 80 SJ non è la GCM 800 SJ. Condividono buona parte della documentazione online, ma sono due modelli con potenza e dotazione diverse. Se confronti le schede, guarda il codice d'ordine, non il nome.
4° Einhell TC-SM 2131/2 Dual — undici chili con una corsa vera
La più leggera con una corsa vera
Einhell Troncatrice radiale TC-SM 2131/2 Dual
- Lama
- Ø210 x Ø30 mm
- Taglio a 90°
- 310 x 62 mm
- Composto 45°/45°
- 210 x 36 mm
- Peso
- 11 kg
Cosa fa bene
- Undici chili per 310 mm di larghezza dichiarata: la più trasportabile con una corsa che serve
- Testa inclinabile nei due sensi, come la sorella maggiore da 250
- Morsetto, due appoggi pezzo e sacco raccoglitrucioli in dotazione
- Bocchettone di aspirazione da 36 mm dichiarato dal costruttore
Cosa fa male
- Il servizio intermittente è dichiarato S2 per 5 minuti: i 1800 W durano cinque minuti, non venticinque
- Sessantadue millimetri di altezza a 90°, il minimo per un travetto da opera
- Doppio obliquo a destra a 210 x 25 mm, dato presente solo nel manuale
Undici chili e trecentodieci millimetri di larghezza sono una combinazione che nel resto della lista non esiste. È la macchina da portare al piano di sopra, da caricare in macchina, da tirare fuori per il weekend e rimettere via.
Ha la stessa architettura della sorella da 250 — testa inclinabile nei due sensi, tavola da −47° a +47°, morsetto e due appoggi pezzo in dotazione, bocchettone di aspirazione da 36 mm dichiarato — con una lama da 210 e sessantadue millimetri di altezza a 90°.
Il numero da guardare bene prima di comprarla è il regime di servizio: Einhell dichiara 1500 W in continuo S1 e 1800 W in S2 per 5 minuti. Quel «S2 5 min» è un servizio di breve durata, diverso dall'S6 intermittente delle altre due: significa che il picco lo puoi tenere cinque minuti, poi la macchina va lasciata raffreddare. Su venti tagli di battiscopa non lo noti. Su una giornata di travetti, sì.
5° Evolution R210SMS+ — l'unica che dichiara l'acciaio dolce
L'unica che dichiara l'acciaio dolce
Evolution Power Tools - R210SMS+ Troncatrice Radiale Scorrevole Multi-Materiale 210 mm con Pacchetto Plus, 230 V Grigio, Con Filo, tromcatricem, per tagli,
- Lama
- Ø210 x Ø25,4 mm
- Taglio a 90°
- 230 x 65 mm
- Composto 45°/45°
- 150 x 38 mm
- Lamiera d'acciaio
- 6 mm
Cosa fa bene
- L'unica dei sei che dichiara il taglio dell'acciaio dolce: lamiera fino a 6 mm e tubolare con parete da 3
- Pubblica tutte e quattro le capacità, i valori acustici per tensione e il diametro del bocchettone
- Tre morse in dotazione, quella anteriore e quella posteriore a sblocco rapido
- Esplosi dei ricambi scaricabili per sezione base e sezione testa, garanzia dichiarata di tre anni
Cosa fa male
- Foro lama da 25,4 mm: le lame da ferramenta con foro da 30 non entrano
- Duecentotrenta millimetri di larghezza: la corsa più corta fra le radiali di questa lista
- Bisello solo a sinistra
- Tremilasettecentocinquanta giri al minuto, e la lama in dotazione ha 24 denti
Questa macchina fa una cosa che le altre cinque non fanno: taglia acciaio dolce, con la stessa lama multi-materiale che ha in dotazione. Il costruttore dichiara lamiera fino a 6 mm di spessore e tubolare a sezione quadra con parete fino a 3 mm, a freddo, senza il disco abrasivo e senza le scintille di una troncatrice per metallo.
È anche il costruttore più trasparente del gruppo, e lo diciamo perché è verificabile: pubblica tutte e quattro le capacità, i valori acustici distinti per tensione di alimentazione — 96,5 dB(A) di pressione e 109,5 di potenza a 230 V — il diametro del bocchettone di aspirazione, gli esplosi dei ricambi scaricabili per sezione base e sezione testa, e le condizioni di garanzia per esteso. Nessuno degli altri cinque arriva a tanto.
I due limiti sono seri e vanno pesati. Il primo: duecentotrenta millimetri di corsa, la più corta fra le radiali di questa lista, con centocinquanta a 45°. Il secondo: il foro lama da 25,4 mm, un pollice, contro i 30 mm di tutte le altre. Le lame di ricambio le compri da Evolution, che ne ha un catalogo dedicato — acciaio dolce a 50 denti, alluminio a 60, legno fine a 40 — ma quella lama generica in ferramenta sotto casa non ti serve a niente.
C'è un ultimo punto che vale la pena conoscere, ed è di perimetro normativo, non di qualità. La norma di prodotto delle troncatrici, di cui parliamo più avanti, dichiara esplicitamente di non applicarsi alle troncatrici destinate a tagliare acciaio e ferro. Non significa che una macchina multi-materiale sia irregolare: significa che per quella funzione risponde a un quadro diverso, e che il confronto con le altre cinque, su quel punto, non si fa sulla stessa scheda.
6° Bosch PRO GCM 216 — la deroga, ed è quella che serve a molti
La deroga: questa la slitta non ce l'ha
Bosch PRO Troncatrice radiale GCM 216 (incl. 1x lama per sega circolare)
- Lama
- Ø216 x Ø30 mm
- Taglio a 90°
- 123 x 60 mm
- Bisello 45°
- 123 x 43 mm
- Peso
- 10,1 kg
Cosa fa bene
- Senza barre la testa resta più rigida e dietro al banco non serve mezzo metro di aria
- Guida longitudinale con arresto: i tagli in serie della stessa lunghezza escono uguali
- Laser di classe 2, morsetto a vite, due staffe di prolunga e lama da 48 denti in dotazione
- Ricambi Professional a catalogo, ricercabili per codice prodotto
Cosa fa male
- Non è una troncatrice radiale: Bosch la classifica come troncatrice e la larghezza si ferma a 123 mm
- Bisello solo a sinistra
- Il manuale pubblica il campo per i valori acustici, ma i numeri non ci sono
Mettiamo in chiaro la cosa che conta: questa non è una troncatrice radiale. Bosch la classifica come troncatrice, senza slitta, e la larghezza di taglio a 90° si ferma a 123 mm. L'inserzione la chiama radiale; la scheda tecnica del costruttore dice un'altra cosa, e fra le due abbiamo creduto alla seconda.
Sta in fondo alla classifica perché la classifica è di radiali, non perché sia la peggiore delle sei. Il voto lo dice: è più alto di quello di tre macchine che la precedono. Senza barre da far scorrere la testa resta più rigida, il banco non ha bisogno di mezzo metro d'aria dietro, e la dotazione è la più completa del gruppo — laser di classe 2 a 650 nm, morsetto a vite, due staffe di prolunga, sacchetto raccoglipolvere, guida longitudinale con arresto per i tagli ripetuti e una lama da 48 denti, non la solita 24 da cantiere.
Se il tuo elenco di lavori è fatto di battiscopa, coprifili, listelli, perline e tubi in PVC — cioè se niente di quello che tagli supera i dodici centimetri — questa macchina fa il tuo lavoro meglio di quattro radiali di questa pagina, e ti costa di meno in spazio. È il consiglio che nessuna classifica di troncatrici radiali ti dà, perché ti porta fuori dalla categoria che stavi cercando.
Il diametro della lama non è la capacità di taglio
Il diametro della lama fissa il limite fisico superiore di quanto la macchina può tagliare, ma non dice quanto taglia davvero: fra il raggio del disco e il pezzo ci sono la fusione della testa, la battuta e l'inserto della tavola. Due macchine con la stessa lama da 216 mm possono differire di 217 millimetri in larghezza utile, e in questa pagina succede.
210, 216, 250: che cosa cambia sul serio
Il 216 mm è il formato più diffuso in Italia e il più facile da rifornire: lame di ogni marca, di ogni dentatura, in ogni ferramenta. Il 210 mm è comune sulle macchine di derivazione britannica. Il 250 e il 255 mm salgono di altezza utile e di peso, e chiedono un motore più grosso per non piantarsi nel legno duro.
Il salto che si sente davvero non è fra 216 e 250: è fra una macchina con la slitta e una senza. Guarda la riga della larghezza a 90° e quella a 45° prima di guardare il diametro.
Il foro della lama è un vincolo di acquisto, non un dettaglio
Il foro, o alesaggio, è il diametro del mozzo su cui la lama si infila. In Europa lo standard di fatto sulle troncatrici è 30 mm: Bosch, Metabo, Makita, Einhell e Scheppach montano trenta. Chi adotta un foro diverso — per esempio 25,4 mm, cioè un pollice — ti lega a un catalogo lame più stretto, e in ferramenta lo scopri quando ti serve una lama di ricambio, non quando compri la macchina.
Non è un difetto in sé: è un costo futuro che va messo sul piatto insieme al resto, e che nelle recensioni non compare quasi mai.
I denti: 24, 48, 60 e quando servono
Meno denti significa taglio più veloce e più aggressivo, più denti significa taglio più pulito e più lento. Bosch, per esempio, dichiara per la sua lama PRO Wood da 216 x 2 x 30 mm a 24 denti una qualità di taglio «molto grezzo» e una velocità massima di rotazione di 7.000 giri/min. La stessa geometria a 48 denti fa un bordo che non va ripassato.
La regola pratica: 24 denti per sezionare travetti e legname da opera, 48 denti per il lavoro generico, 60 denti e oltre per battiscopa laminati, cornici e pannelli rivestiti, dove la scheggiatura del bordo è il difetto che si vede da un metro. La logica è la stessa che governa la scelta su una portatile, e l'abbiamo spiegata per esteso in quanti denti deve avere la lama.
Un'avvertenza che vale più di qualunque marca: su cinque di queste sei macchine la lama in dotazione è una 24 denti da cantiere, oppure una coppia in cui la 48 è la seconda. Serve a farti fare il primo taglio, non il battiscopa del soggiorno.
La velocità massima stampata sulla lama non è un consiglio
Ogni lama porta impressa una velocità massima di rotazione, ed è un limite di sicurezza: sopra quel regime le forze centrifughe lavorano su un disco d'acciaio che gira a migliaia di giri al minuto. Prima di montare una lama comprata sciolta, confronta quel numero con i giri a vuoto della tua troncatrice.
Sulle macchine di questa pagina si va da 3.750 a 5.500 giri al minuto, tutti sotto i 7.000 della lama Bosch citata sopra. Il margine c'è, ma il controllo si fa: costa dieci secondi e la lama gira a un palmo dalle tue mani.
Le norme che stanno dietro a una troncatrice, e cosa dicono davvero
Una troncatrice venduta legalmente in Italia risponde a tre corpi di regole distinti: la norma di prodotto sull'utensile, la norma sulla lama e la marcatura CE. Nessuna delle tre garantisce che la macchina tagli bene: garantiscono che sia costruita, provata e documentata secondo criteri comuni.
IEC/EN 62841-3-9: che cos'è una troncatrice, secondo la norma
La norma di prodotto è la IEC 62841-3-9, seconda edizione, pubblicata il 14 febbraio 2020, che sostituisce la prima del 2014. Fa parte della serie 62841, quella che ha rimpiazzato le vecchie EN 60745 ed EN 61029 per gli utensili elettrici portatili e trasportabili.
Il suo campo di applicazione è preciso: troncatrici trasportabili con lama dentata, per legno e materiali analoghi, plastica e metalli non ferrosi tranne il magnesio, con diametro lama fino a 410 mm. L'innalzamento a 410 mm è proprio la modifica tecnica che distingue la seconda edizione dalla prima.
E dice anche che cosa non copre, ed è la parte interessante. Restano fuori le troncatrici destinate a tagliare acciaio e ferro, quelle con avanzamento automatico, le macchine progettate per lavorare con dischi abrasivi — che stanno nella 62841-3-10 — e, testualmente, gli utensili che combinano la funzione di troncatrice con quella di sega da banco.
Quest'ultima riga vale la pena di essere letta due volte, perché in vendita quelle macchine combinate ci sono, e vengono proposte come il modo di risparmiare un attrezzo. Non significa che siano illegali: significa che la norma della troncatrice non le riguarda, e che per capire a che cosa rispondono bisogna guardare un'altra scheda. Se stai valutando una combinata, il confronto onesto è con le migliori seghe da banco vere, che fanno un lavoro diverso e non intercambiabile.
UNI EN 847-1: la lama ha una norma tutta sua
La lama non è un accessorio: è un componente normato separatamente. La UNI EN 847-1:2018 è in vigore dal 15 febbraio 2018 e ha ritirato con sostituzione l'edizione del 2013 alla stessa data. Il catalogo UNI la descrive come la norma che descrive i pericoli derivanti dall'uso di utensili per macchine che lavorano il legno e illustra i metodi per eliminarli o ridurli «mediante la progettazione degli utensili e la predisposizione di informazioni».
Il testo integrale non è pubblico, quindi qui ci fermiamo a quello che il catalogo dichiara: la norma esiste, è quella della serie corretta ed è attuale. I numeri che riguardano una lama specifica — dentatura, spessore di taglio, giri massimi — vanno letti sulla scheda del costruttore di quella lama, non attribuiti alla norma. È una distinzione che in rete non fa quasi nessuno.
Marcatura CE: cosa cambia il 20 gennaio 2027
La CE che trovi oggi su una troncatrice discende dalla direttiva 2006/42/CE. Il Regolamento (UE) 2023/1230 la sostituisce: il regolamento si applica a partire dal 20 gennaio 2027, e da quella stessa data la direttiva 2006/42/CE è abrogata.
Attenzione a un dettaglio, perché è una trappola vera: il testo pubblicato in Gazzetta il 29 giugno 2023 diceva 14 gennaio, e chi legge oggi l’atto iniziale su EUR-Lex trova ancora quella data. Una rettifica pubblicata il 4 luglio 2023 ha spostato in avanti di sei giorni tutte le scadenze del regolamento, articoli 51 e 54 compresi. La data che vale è quindi il 20 gennaio 2027. Per chi compra oggi non cambia niente di pratico — una macchina conforme resta conforme e i certificati di esame CE del tipo restano validi fino a scadenza — ma è il tipo di dato che vale la pena avere giusto.
Il D.Lgs. 81/2008 vale nel tuo garage?
No in senso giuridico, sì come buona pratica. Il D.Lgs. 81/2008, all'articolo 3 comma 1, si applica «a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio», ma il comma 8 dello stesso articolo esclude i piccoli lavori domestici a carattere straordinario. Chi taglia il battiscopa di casa propria non è soggetto al Testo Unico.
Detto questo, le prescrizioni che il decreto impone a un'officina — cuffia mobile efficiente e con richiamo, pezzo bloccato dal morsetto, protezione di occhi e udito — non sono burocrazia: sono il riassunto di cinquant'anni di infortuni. Una troncatrice gira fra i 3.750 e i 5.500 giri al minuto con un disco dentato scoperto per tutta la durata del taglio, e i valori acustici dichiarati dai costruttori di questa pagina stanno fra 96 e 96,5 dB(A) di pressione sonora. Il morsetto e le cuffie non sono accessori.
Cosa si rompe su una troncatrice, e cosa si può sostituire
Una troncatrice ben usata dura decenni, perché lavora a intermittenza e non ha organi sotto carico continuo. Quello che cede è prevedibile: spazzole, cuscinetti, cinghia, molla di richiamo della cuffia e boccole della slitta. Sono tutti pezzi da poco se il costruttore li vende, e la fine della macchina se non li vende.
Le spazzole sono un consumabile, non un guasto
Sul motore a spazzole — cioè su tutte le troncatrici a filo di questa pagina — due blocchetti di carbone strisciano sul collettore e si consumano per progetto. Quando finiscono, la macchina perde colpi, scintilla e si ferma. Cambiarle è un'operazione da cacciavite, e su molte macchine gli sportelli sono in vista proprio perché è previsto che tu lo faccia.
Chi confonde le spazzole finite con un motore bruciato butta via una macchina viva. La differenza fra i due tipi di motore, e perché su un attrezzo a filo la questione pesa meno che su uno a batteria, sta in brushless o a spazzole.
Il gioco della slitta è il difetto che si scopre tardi
Le boccole in cui scorrono le barre prendono gioco con l'uso e con la polvere. Non si rompe niente di visibile: semplicemente il taglio smette di essere a squadra, e te ne accorgi quando due pezzi a 45° non chiudono. Su alcune macchine il gioco si recupera coi grani di registro, su altre no.
È anche il motivo per cui la polvere non è solo una questione di pulizia: la segatura fine che entra fra barra e boccola fa da abrasivo. L'aspirazione collegata a un bidone allunga la vita alla parte più delicata della macchina, non solo al tuo pavimento. E qui c'è un dato che vale la pena sapere: due delle sei macchine di questa pagina dichiarano il diametro del bocchettone, 36 mm; le altre no, e l'adattatore te lo cerchi dopo.
Chi pubblica la vista esplosa, e perché conta più della garanzia
Una garanzia dura due o tre anni. Un catalogo ricambi dura finché il marchio esiste. Fra i costruttori di questa pagina, Bosch espone i ricambi Professional su un portale dedicato per codice prodotto, Einhell pubblica vista esplosa e lista pezzi per ogni numero di identificazione, Evolution mette a disposizione gli esplosi della sezione base e della sezione testa, Scheppach ha un archivio ricercabile per numero articolo.
È una verifica che puoi fare in due minuti prima di comprare, e che nessuna classifica fa: cerca il tuo modello nel catalogo ricambi del marchio. Se non c'è, quella macchina è un pezzo unico. Se ci sono anche i numeri di identificazione della serie, come fa Einhell, vuol dire che il costruttore tiene i ricambi anche delle versioni vecchie.
Che cosa ci fai davvero, lavoro per lavoro
Una troncatrice fa una cosa sola benissimo: tagli trasversali a misura, ripetibili, a un angolo che imposti. Non spacca in lungo una tavola, non fa scanalature, non sostituisce una sega da banco. Sapere in anticipo quali dei tuoi lavori sono trasversali e quali no è il modo più veloce di capire quale macchina ti serve.
Battiscopa, coprifili e cornici a soffitto
È il lavoro per cui la maggior parte delle troncatrici viene comprata, e quello per cui bastano centoventi millimetri di larghezza. Le due cose che contano sono la dentatura — sotto le 48 il laminato si scheggia sul bordo in vista — e il bisello bidirezionale, perché ogni angolo di stanza ha il suo gemello speculare.
Sulle cornici a soffitto entra in gioco il taglio composto, che è il numero peggiore di ogni scheda. Se le cornici sono nel tuo elenco, la colonna «composto» della tabella qui sopra non è un dettaglio: è la colonna che decide.
Perline, travetti, pergolato e casseri
Qui la slitta serve davvero, e servono i millimetri di altezza. Un travetto da 70 x 70 lo taglia solo una macchina che dichiara almeno settanta di altezza a 90° — e appena lo inclini di 45° per un incastro, quel numero scende sotto i cinquanta su tutte e sei le macchine di questa pagina.
Per i pezzi lunghi conta più il supporto della potenza: una tavola da tre metri appoggiata solo sulla tavola girevole si imbarca e il taglio esce fuori squadra. Gli appoggi laterali in dotazione, o due cavalletti alla stessa quota, valgono più di duecento watt in più. Se lavori spesso fuori dall'officina, il metodo per tenere dritta una linea lunga vale anche a mano ed è quello di come tagliare dritto con la sega circolare.
Alluminio, PVC e profilati
Tutte e sei tagliano plastica e metalli non ferrosi con la lama giusta — è esattamente il perimetro della norma di prodotto. Per l'alluminio serve una lama a dentatura fitta e angolo negativo, il pezzo va bloccato dal morsetto senza eccezioni e la velocità di avanzamento va tenuta bassa: il truciolo di alluminio che si incolla al dente è il modo tipico di rovinare una lama nuova.
Il salto lo fa solo la Evolution, che dichiara acciaio dolce. Se il tuo lavoro comprende profilati in ferro, quella è l'unica delle sei che li mette per iscritto. E una troncatrice, comunque la si guardi, resta un attrezzo da postazione: se in officina non hai ancora un posto dove appoggiarla e dove stiano chiavi, brugole e lame di ricambio, i pannelli portautensili da parete sono il complemento che ti fa risparmiare più tempo di qualunque accessorio della macchina.
Domande frequenti sulle troncatrici radiali
Le domande che seguono sono quelle che le persone digitano davvero prima di comprare, e le risposte stanno dentro i dati che hai letto sopra.
Che differenza c'è fra una troncatrice radiale e una normale?
La radiale ha la testa montata su due barre che le permettono di scorrere in avanti e indietro, quindi taglia pezzi più larghi. Sulla stessa lama da 216 mm la differenza misurata è netta: 120 mm di larghezza senza slitta contro 305 mm con la slitta, secondo i dati che Metabo pubblica per due modelli gemelli. In altezza, invece, cambia pochissimo.
A cosa serve una troncatrice radiale?
A fare tagli trasversali a misura, ripetibili e a un angolo impostato: battiscopa, coprifili, cornici, perline, travetti, listelli, profili in alluminio e PVC. Non taglia in lungo una tavola e non sostituisce una sega da banco: sono due macchine complementari, non due livelli della stessa macchina.
Quanti watt servono per una troncatrice radiale?
Meno di quanti te ne vendono, e soprattutto conta il regime di servizio. Un modello dichiarato «2000 W» può avere 1.700 W in servizio continuo e i duemila solo in intermittenza al 25%: sono due numeri diversi della stessa macchina. Fra 1.400 e 2.100 W, sul legno di casa, la differenza si sente molto meno di quanto si sente il diametro della lama.
Quale diametro di lama scegliere: 210, 216 o 250 mm?
Il 216 mm è il più facile da rifornire in Italia e copre tutto il lavoro domestico. Il 250 alza l'altezza utile e serve se tagli travetti grossi, al prezzo di quattro chili in più. Ma il diametro non predice la larghezza: in questa pagina c'è una 216 che taglia 340 mm, esattamente come la 250.
Si può usare una troncatrice per tagliare l'alluminio?
Sì, con la lama adatta: dentatura fitta, angolo di spoglia negativo e avanzamento lento. La norma di prodotto delle troncatrici copre esplicitamente plastica e metalli non ferrosi, magnesio escluso. Per l'acciaio serve invece una macchina dichiarata per quello: fra le sei di questa pagina lo fa solo la Evolution.
La troncatrice radiale può sostituire la sega da banco?
No. La troncatrice taglia trasversalmente pezzi che appoggia contro una battuta; la sega da banco taglia in lungo pezzi che scorrono su un piano. Esistono macchine combinate, ma la norma di prodotto delle troncatrici dichiara espressamente di non applicarsi agli utensili che combinano le due funzioni — che è un modo tecnico di dire che sono un'altra cosa.
Quanti denti deve avere la lama di una troncatrice?
Ventiquattro per sezionare legname grezzo e travetti, quarantotto per il lavoro generico, sessanta e oltre per battiscopa laminati, cornici e pannelli rivestiti. La lama in dotazione è quasi sempre una 24 denti: se il tuo primo lavoro è il battiscopa del soggiorno, la lama fine mettila nel carrello insieme alla macchina.
La troncatrice va fissata al banco?
Sì, ed è la cosa che nessuno fa. I fori nella base ci sono su tutte, e servono: una macchina che si muove durante il taglio non dà un taglio a squadra e restituisce all'operatore la reazione del disco. In alternativa esistono i supporti dedicati con appoggi telescopici, che risolvono insieme il fissaggio e il sostegno dei pezzi lunghi.
Il verdetto: quale prendere, in una riga per ciascuna
Se vuoi una macchina sola che non ti metta limiti, la Einhell TC-SM 2534/1 Dual è la scelta: taglia più larga e più alta di tutte, si inclina nei due sensi ed è quella su cui il costruttore pubblica il maggior numero di dati verificabili, compreso quello scomodo del doppio obliquo a destra.
Se ti interessa la larghezza ma non il peso né la fascia alta, la Scheppach HM216 fa gli stessi 340 mm con una lama da 216 e due chili in meno, e l'arresto di lunghezza sugli appoggi laterali è l'accessorio che sui tagli in serie ti fa risparmiare davvero. Il bisello solo a sinistra è il prezzo da pagare.
Se compri per la meccanica e per il servizio, la Bosch Professional GCM 80 SJ ha i giri più alti, settanta millimetri di altezza e un catalogo ricambi che vive per decenni — sapendo che la sua scheda tecnica è la più avara delle sei e che il morsetto non è dichiarato.
Se la macchina la sposti spesso, la Einhell TC-SM 2131/2 Dual dà trecentodieci millimetri di corsa in undici chili, con lo stesso bisello bidirezionale della sorella maggiore e un regime di servizio S2 da cinque minuti che va tenuto presente.
Se tagli anche metallo, l'Evolution R210SMS+ è l'unica che dichiara l'acciaio dolce, ed è anche il costruttore che pubblica più dati di tutti. Il foro lama da 25,4 mm ti lega al suo catalogo di lame: mettilo nel conto prima, non dopo.
E se, arrivato in fondo, ti sei accorto che tutto quello che tagli sta sotto i dodici centimetri, la risposta è la Bosch PRO GCM 216, che non è una radiale. È l'unico consiglio di questa pagina che ti porta fuori dalla categoria che stavi cercando, ed è anche quello che a più di uno farà risparmiare un attrezzo sbagliato.
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