Fai da te · Aggiornato il 1 settembre 2026

Migliori smerigliatrici angolari a batteria: 6 modelli e quale scegliere

Sei smerigliatrici angolari a batteria confrontate sulle schede tecniche dei costruttori: perché il diametro del disco conta più dei giri al minuto, quanto dura davvero una carica sul ferro e come si legge la marcatura di un disco abrasivo.

di Redazione Fatto per Durare 31 min di lettura

Come abbiamo scelto

Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.

Smerigliatrice angolare a batteria con carter di protezione appoggiata su un banco da officina accanto a dischi da taglio
Smerigliatrice angolare a batteria con carter di protezione appoggiata su un banco da officina accanto a dischi da taglio

Una smerigliatrice angolare a batteria si compra per un motivo solo: tagliare, sbavare o pulire dove non arriva una presa. Qui trovi sei modelli venduti su Amazon, confrontati sulle schede tecniche dei costruttori, e il numero che decide davvero l’acquisto — che non sono i giri al minuto.

I giri al minuto sono il dato che quasi tutti guardano per primo, ed è il dato sbagliato. Non misurano quanto in fretta tagli: servono a portare il bordo del disco alla velocità per cui il disco è stato costruito, e basta. Il numero che decide quanto in profondità arrivi è il diametro del disco, ed è l’unico che non si aggira in nessun modo. È da lì che parte questa pagina, prima della classifica.

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Il diametro del disco decide la profondità di taglio, e non si aggira

Su una smerigliatrice angolare il diametro del disco fissa un limite fisico: puoi tagliare al massimo poco meno della metà del disco, perché l’altra metà sta dentro la macchina fra flangia e carter. Einhell dichiara 28 mm di profondità di taglio massima su un disco da 115 mm. Nessun watt e nessun giro in più sposta quel numero.

È il vincolo che rovina più acquisti di qualunque altro, perché non si scopre in negozio: si scopre al primo taglio su un profilato che non passa.

115 o 125: cosa cambia davvero

La differenza fra i due formati non è di potenza, è di geometria. La profondità utile vale grossomodo metà della differenza di diametro: passando da 115 a 125 mm guadagni circa cinque millimetri di taglio, non uno di più. Sulla scheda ufficiale del TC-AG 18/115 Li di Einhell quel numero è scritto nero su bianco — 28 mm — ed è uno dei pochi casi in cui un costruttore lo dichiara invece di lasciarlo dedurre.

Cinque millimetri sembrano niente finché non tagli un tubo o un tondino: sotto i 28 mm passi in un colpo solo e il taglio resta dritto, sopra devi girare il pezzo e riprendere il taglio dall’altro lato. Ogni ripresa è un punto in cui il disco può incastrarsi, cioè il momento in cui nasce il contraccolpo.

Il 115 mm resta la scelta giusta per la maggior parte di chi lavora in garage: macchina più corta, più leggera, più maneggevole con una mano sola in posizioni scomode. Il 125 mm ha senso se tagli spesso ferro pieno o profilati, e accetti in cambio un attrezzo più ingombrante.

I giri al minuto non sono la velocità di taglio

Quello che conta per il disco non sono i giri, è la velocità periferica: quanto in fretta corre il bordo del disco, in metri al secondo. Si ricava con un’aritmetica elementare — circonferenza per giri, diviso sessanta:

velocità periferica (m/s) = π × diametro (m) × giri al minuto ÷ 60

Un disco da 125 mm a 8.500 giri corre a circa 55 m/s. Lo stesso disco a 10.000 giri corre a 65 m/s. Un 115 mm a 10.000 giri sta a 60 m/s. Sono numeri diversi fra loro, e tutti lontani dal limite per cui il disco è stato costruito.

Ed è qui che il numero grosso in pubblicità perde senso: un 115 mm a 10.000 giri e un 125 mm a 8.500 giri hanno una velocità del bordo praticamente identica. Il primo sembra più veloce sulla carta e non lo è.

Il limite vero è 80 m/s, ed è scritto sul disco

Klingspor, che i dischi li produce, dichiara nella sua documentazione sulla velocità di lavoro massima 80 m/s per i dischi da taglio e sbavatura usati a mano libera, 100 m/s solo per le troncatrici automatiche, e 80 m/s per i dischi diamantati montati su smerigliatrice angolare. La stessa fonte è esplicita sul perché il numero esiste: l’utente deve prestare attenzione a non superare la velocità di lavoro massima indicata sul corpo abrasivo.

Lo stesso 80 m/s compare dove meno te lo aspetti: nella definizione stessa della norma di prodotto. La IEC 62841-2-3:2020, che è la norma delle smerigliatrici angolari portatili, delimita il proprio campo di applicazione agli utensili con capacità nominale fino a 230 mm e nei quali «la velocità a vuoto nominale non supera una velocità periferica dell’accessorio di 80 m/s». Il limite del disco e il confine della norma sono lo stesso numero.

Fatta l’aritmetica al contrario, 80 m/s su un disco da 125 mm equivalgono a circa 12.200 giri, su un 115 mm a circa 13.300. Tutte le macchine a batteria di questa pagina stanno molto sotto — fra 45 e 65 m/s. Nessuna spreme il disco per quello che il disco potrebbe dare, e chi ti vende «diecimila giri» ti sta vendendo un margine di sicurezza, non prestazione.

A batteria l’autonomia sul ferro è breve: dillo prima di comprare

La smerigliatrice angolare è fra gli utensili elettrici più assetati che esistano: un motore che deve tenere il regime contro un attrito continuo, non contro picchi brevi come un avvitatore. Su un pacco da 18 V il conto si chiude in fretta. Se cerchi un sostituto integrale della smerigliatrice a filo resterai deluso; se cerchi libertà di movimento, sarai contento.

Il caso d’uso reale non è «tagliare tutto il giorno». È tre tagli dove non c’è una presa: il cancello in fondo al giardino, il tondino nel muro, la ringhiera sul terrazzo.

Perché consuma più di ogni altro utensile della stessa piattaforma

Un avvitatore assorbe corrente a strappi: avvita, si ferma, avvita. Una smerigliatrice in taglio assorbe in continuo, per tutta la durata del taglio, con il motore vicino alla coppia massima. Sulla stessa batteria che regge una giornata di avvitature, un ciclo di tagli su ferro si conta in minuti.

Questo spiega anche perché i costruttori dichiarano una capacità minima consigliata: Bosch, sulla scheda del PWS 18V-70, indica come batteria minima raccomandata almeno 2,5 Ah. Non è un suggerimento commerciale: sotto quella soglia la corrente richiesta fa intervenire la protezione del pacco prima che tu abbia finito il taglio.

Quanti amperora servono davvero

Sotto i 4,0 Ah la macchina funziona ma il lavoro si interrompe di continuo. Con 4,0 Ah fai un ciclo di lavoro sensato — è la ragione per cui il kit Einhell arriva con una batteria da 4,0 Ah e non con un 2,0 Ah simbolico. Con 5,0 Ah copri quasi tutti gli usi domestici senza cambiare pacco.

La regola pratica che vale su qualsiasi marchio: se compri una smerigliatrice a batteria, comprala pensando a due pacchi, non a uno. Uno in macchina e uno in carica è l’unico modo per non trasformare un lavoro di venti minuti in un pomeriggio.

Quando la batteria è comunque la scelta giusta

Ci sono lavori in cui il cavo non è un fastidio, è un rischio: su una scala, su un tetto, dentro un pozzetto, o quando la prolunga dovrebbe passare sopra il pezzo che stai tagliando. Lì la batteria vince anche perdendo in autonomia.

E c’è un caso in cui vince due volte: i lavori di muratura leggera dove servono pochi tagli mirati — per esempio ricavare la nicchia di una cassaforte a muro, dove il tempo di macchina è breve ma la posizione è scomoda e la polvere sconsiglia di trascinarsi dietro un cavo.

Le sei smerigliatrici angolari a batteria della classifica

Sei modelli venduti su Amazon, ordinati per equilibrio fra piattaforma di batterie, sicurezze dichiarate e onestà del dato tecnico. I numeri qui sotto sono quelli che i costruttori dichiarano sulle proprie schede: dove il dato non compare sulla pagina ufficiale, lo diciamo.

1. Bosch PWS 18V-70 — la scelta equilibrata

Bosch dichiara sulla scheda ufficiale 18 V, disco da 115 mm, velocità a vuoto 7.800-10.000 giri/min, peso di 1,70 kg senza batteria. Sul fronte sicurezza dichiara avvio graduale e protezione contro il riavvio accidentale, più un carter a regolazione rapida che si sposta senza attrezzi — dettaglio che sulla concorrenza a questa fascia non è la norma.

Il motivo per cui sta in cima non è un numero: è che appartiene al sistema 18 V POWER FOR ALL, l’alleanza fondata da Bosch nel 2020 che oggi conta oltre cento utensili e mette la stessa batteria in mano a marchi diversi, dal giardinaggio alla verniciatura. Comprando questa compri anche il resto.

Bosch dichiara l’utensile per lavori piccoli e medi, non per il cantiere. È una dichiarazione onesta e va presa alla lettera.

La scelta equilibrata

Bosch 18V System Smerigliatrice angolare a batteria PWS 18V-70
1°In classificaTagli e smerigliature occasionali, senza cercare la presa.
Il nostro voto

4,6/5

Bosch 18V System Smerigliatrice angolare a batteria PWS 18V-70

Sistema batteria
18 V Bosch (linea verde)
Sicurezza
avvio graduale
Diametro disco
115 mm

Cosa fa bene

  • Avvio graduale: non strappa la mano alla partenza
  • Sistema 18 V Bosch verde, condiviso con il resto della gamma casa
  • Carcassa sottile, si impugna bene anche con i guanti

Cosa fa male

  • Il costruttore la dichiara per lavori piccoli e medi, non per il cantiere
  • A batteria l’autonomia sul taglio del ferro cala in fretta
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2. Einhell TC-AG 18/115 Li — il pacchetto più completo

È l’unica delle sei a dichiarare la profondità di taglio: 28 mm. Gli altri dati ufficiali sono 18 V, disco da 115 mm, 8.500 giri/min, peso 2,25 kg, motore a spazzole, scatola del cambio in alluminio, maniglia supplementare regolabile in tre posizioni. Fra le sicurezze, Einhell dichiara soft start, protezione contro l’avvio accidentale e protezione da sovraccarico.

Nella confezione ci sono una batteria Power X-Change da 4,0 Ah e il caricabatterie. È la differenza che conta se non hai ancora un sistema: qui parti già completo, e la stessa batteria alimenta decine di attrezzi da giardino e da officina dello stesso marchio.

Il limite dichiarato è il motore a spazzole, meno efficiente di un brushless a parità di carica, e i 115 mm che sui pezzi grossi arrivano al limite prima degli altri.

Il pacchetto più completo

Einhell Smerigliatrice angolare a batteria TC-AG 18/115 Li (1x4,0 Ah)
2°In classificaNon ha ancora un sistema a batteria e vuole partire da qui.
Il nostro voto

4,5/5

Einhell Smerigliatrice angolare a batteria TC-AG 18/115 Li (1x4,0 Ah)

Sistema batteria
18 V Einhell Power X-Change
Diametro disco
115 mm
Batteria
1 da 4,0 Ah
Sicurezza
anti-avviamento
Impugnatura
3 posizioni

Cosa fa bene

  • Power X-Change: la stessa batteria alimenta decine di attrezzi da giardino e officina
  • Batteria da 4,0 Ah già inclusa, non un 2,0 Ah simbolico
  • Protezione anti-avviamento: rimettendo la batteria non riparte da sola

Cosa fa male

  • Disco da 115 mm: sui tondini grossi si arriva al limite
  • Il carter si regola, ma non senza attrezzi
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3. Makita DGA513Z — la professionale

La scheda tecnica Makita del DGA513 è la più completa delle sei, e vale la pena leggerla per intero: 18 V LXT, motore brushless, velocità variabile 3.000-8.500 giri/min, disco da 125 mm, foro dell’albero 22,23 mm, funzione antiriavvio con interruttore NVR, freno elettronico, ADT che regola automaticamente la velocità sotto carico, AFT che taglia il motore se il disco si blocca di colpo. Dichiara anche i valori acustici: 90 dB(A) di potenza sonora, 82 dB(A) di pressione sonora.

La velocità variabile è la funzione che giustifica il salto di fascia: 3.000 giri per la lucidatura, 8.500 per il taglio, senza cambiare macchina. Il freno elettronico e l’antiriavvio sono le due sicurezze che sulla fascia sotto quasi nessuno dichiara.

È corpo solo. Senza batterie LXT già in casa, il conto reale è un altro.

⚠️ Segnalazione sul dato di dotazione: la valigetta Makpac è nella dotazione della versione DGA513ZJ; la sigla senza «J» è il corpo macchina nudo. Verifica cosa arriva nella confezione prima di ordinare.

La professionale

Makita DGA513Z Smerigliatrice Angolare Batteria 18V Solo Corpo
3°In classificaHa già batterie Makita 18 V e taglia ferro sul serio.
Il nostro voto

4,7/5

Makita DGA513Z Smerigliatrice Angolare Batteria 18V Solo Corpo

Sistema batteria
18 V Makita LXT
Motore
brushless
Velocità
3.000-8.500 giri/min
Sicurezza
freno elettrico
Dotazione
corpo nudo, senza valigetta

Cosa fa bene

  • Velocità variabile da 3.000 a 8.500 giri: si adatta al materiale
  • Freno elettrico: il disco si ferma invece di continuare a girare
  • Funzione antiriavvio contro il contraccolpo alla partenza

Cosa fa male

  • Corpo solo: senza batteria e caricabatterie non fa niente
  • Ha senso solo dentro al sistema LXT
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4. Ryobi R18AG-0 — l’ingresso al sistema ONE+

Sulla pagina italiana Ryobi la macchina è dichiarata a 18 V con disco da 115 mm, carter di sicurezza orientabile senza attrezzi, pulsante di blocco dell’alberino, impugnatura GripZone regolabile in tre posizioni e doppio pulsante di accensione contro le partenze accidentali.

Un’annotazione che vale più di un dato: la velocità a vuoto, 7.500 giri/min, compare sulle schede di vendita dei distributori ma non fra i numeri messi in evidenza sulla pagina ufficiale. Non è un difetto della macchina, è un difetto di trasparenza — e sono 45 m/s di velocità periferica, la più bassa del gruppo.

Il senso di questa macchina è uno: entrare in ONE+, che è una delle piattaforme a 18 V con più attrezzi compatibili in circolazione. Il motore è a spazzole, la batteria non è inclusa.

L'ingresso al sistema ONE+

Ryobi R18AG-0 Smerigliatrice Angolare a Batteria 18V ONE+, con Doppio Interruttore di Sicurezza, Carter Regolabile, Batteria Non Inclusa
4°In classificaVuole spendere poco ed entrare in un sistema con molti attrezzi.
Il nostro voto

4,2/5

Ryobi R18AG-0 Smerigliatrice Angolare a Batteria 18V ONE+, con Doppio Interruttore di Sicurezza, Carter Regolabile, Batteria Non Inclusa

Sistema batteria
18 V Ryobi ONE+
Diametro disco
115 mm
Sicurezza
doppio interruttore
Carter
regolabile a mano

Cosa fa bene

  • ONE+ è uno dei sistemi con più attrezzi compatibili in circolazione
  • Carter regolabile a mano, senza cercare la chiave
  • Doppio interruttore contro le partenze accidentali

Cosa fa male

  • Batteria non inclusa: il conto vero è più alto di quello che sembra
  • Motore a spazzole, meno efficiente di un brushless
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5. Smerigliatrice brushless 125 mm — la più veloce sulla carta

Disco da 125 mm, motore brushless, 10.000 giri/min dichiarati, due batterie da 3,0 Ah e caricatore nella confezione. Sulla carta è la combinazione più aggressiva delle sei: 65 m/s di velocità periferica, il valore più alto del gruppo, e il diametro maggiore.

Il numero va però letto per quello che è. Diecimila giri sono un dato a vuoto: è la velocità che la macchina tiene senza disco in presa, e sotto carico scende. È esattamente il tipo di numero che i marchi strutturati dichiarano con la prova a cui si riferisce e gli altri lasciano nudo.

Il resto lo dice la mancanza di una rete di assistenza: fra tre anni, quando il pacco batteria avrà perso capacità, non c’è un catalogo ricambi a cui rivolgersi.

Il più veloce sulla carta

Smerigliatrice angolare a batteria 125 mm, smerigliatrice brushless 10000 giri/min con 2 batterie 3,0 Ah e caricatore, per metallo
5°In classificaTaglia piastrelle e metallo occasionalmente, in garage.
Il nostro voto

4,1/5

Smerigliatrice angolare a batteria 125 mm, smerigliatrice brushless 10000 giri/min con 2 batterie 3,0 Ah e caricatore, per metallo

Diametro disco
125 mm
Motore
brushless
Velocità dichiarata
fino a 10.000 giri/min
Batterie
2 da 3,0 Ah + caricatore

Cosa fa bene

  • Disco da 125 mm: taglia più profondo di un 115
  • Due batterie da 3,0 Ah e caricatore inclusi
  • Brushless a una fascia dove di solito non c’è

Cosa fa male

  • Diecimila giri dichiarati sono un dato di targa, non di lavoro sotto carico
  • Marchio senza assistenza: le batterie fra tre anni sono un’incognita
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6. Smerigliatrice a batteria a 3 velocità — la più regolabile

Motore brushless, tre velocità dichiarate — 5.500, 7.500 e 8.300 giri/min — due batterie da 4,0 Ah e un display LED che indica la carica residua. La regolazione a tre passi è la funzione che sulla fascia di ingresso non si trova quasi mai, e ha un senso reale: lucidare a 5.500 giri e tagliare a 8.300 sono due lavori diversi.

Sulla tensione, attenzione a come è scritta: 21 V è lo stesso pacco a cinque celle che gli altri chiamano 18 V, misurato a piena carica e a grilletto fermo. Al mandrino quei 21 V non arrivano mai. Non è una macchina più potente, è la stessa aritmetica con un’etichetta diversa.

Come per la precedente, dietro non c’è un marchio con catalogo ricambi.

Il più regolabile

Smerigliatrice angolare a batteria, Smerigliatrice angolare senza fil con 2 batteria da 4000 mAH, display LED
6°In classificaAlterna lucidatura, sgrossatura e taglio sullo stesso pezzo.
Il nostro voto

4,0/5

Smerigliatrice angolare a batteria, Smerigliatrice angolare senza fil con 2 batteria da 4000 mAH, display LED

Motore
brushless
Tensione
21 V
Batterie
2 da 4,0 Ah
Display
LED di stato
Velocità
5.500 / 7.500 / 8.300 rpm

Cosa fa bene

  • Tre velocità dichiarate per lucidare, sgrossare e tagliare senza cambiare attrezzo
  • Due batterie da 4,0 Ah: autonomia sopra la media della fascia
  • Display LED che dice quanta carica resta

Cosa fa male

  • Ottomilatrecento giri in taglio sono meno degli 11.000 di una smerigliatrice a filo
  • Nessun marchio riconoscibile dietro: ricambi non garantiti
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Le sei a confronto, riga per riga

Legenda della fascia: € entry level · €€ fascia media · €€€ professionale. I dati sono quelli dichiarati dai costruttori sulle rispettive schede tecniche; dove la scheda ufficiale non riporta il numero, la cella lo segnala.

Modello Piattaforma batteria Disco Giri/min dichiarati Velocità periferica Batterie incluse Sicurezze dichiarate Fascia
Bosch PWS 18V-70 Bosch 18 V / POWER FOR ALL 115 mm 7.800-10.000 ~60 m/s no (min. consigliata 2,5 Ah) avvio graduale, anti-riavvio, carter senza attrezzi €€
Einhell TC-AG 18/115 Li Einhell Power X-Change 115 mm 8.500 ~51 m/s 1 da 4,0 Ah + caricatore soft start, anti-avviamento, protezione sovraccarico €€
Makita DGA513Z Makita 18 V LXT 125 mm 3.000-8.500 (variabile) 20-56 m/s no (corpo solo) freno elettronico, antiriavvio NVR, AFT, ADT €€€
Ryobi R18AG-0 Ryobi 18 V ONE+ 115 mm 7.500 (non sulla pagina ufficiale) ~45 m/s no (corpo solo) doppio pulsante, carter senza attrezzi, blocco alberino €
Smerigliatrice brushless 125 mm nessuna piattaforma nota 125 mm 10.000 ~65 m/s 2 da 3,0 Ah + caricatore non dichiarate €
Smerigliatrice 3 velocità nessuna piattaforma nota non dichiarato 5.500 / 7.500 / 8.300 — 2 da 4,0 Ah non dichiarate €

La colonna che separa le prime quattro dalle ultime due non è quella dei giri. È l’ultima a sinistra: la piattaforma.

La piattaforma di batterie conta più della macchina

Su un utensile a batteria stai comprando due cose insieme: l’attrezzo e il sistema che lo alimenta. L’attrezzo lo cambi quando si rompe; il sistema te lo tieni per anni, perché ogni utensile nuovo che compri dentro quella famiglia arriva senza batteria e costa meno. È la decisione più duratura di tutto l’acquisto.

Chi sbaglia qui si ritrova con tre caricabatterie diversi in cantina e nessuna batteria carica quando serve.

POWER FOR ALL e AMPShare: le due alleanze di Bosch

POWER FOR ALL Alliance è la piattaforma a 18 V fondata da Bosch nel 2020 per la linea verde, quella hobbistica: oltre cento utensili, e marchi terzi che ci si appoggiano — Gardena, Gloria, Wagner, Rapid, Flymo, Steinel, Husqvarna. Una batteria, il tagliaerba e la smerigliatrice.

AMPShare è l’equivalente sulla linea Professional, la blu: oltre trentacinque marchi e più di trecentocinquanta utensili sul Bosch Professional 18V System, con batterie compatibili con macchine uscite a partire dal 2008. È l’unico argomento serio contro il vincolo di piattaforma, perché è l’unico caso in cui il sistema non è chiuso su un marchio solo.

Power X-Change e ONE+: le altre due larghe

Einhell Power X-Change e Ryobi ONE+ sono le altre due piattaforme a 18 V con un catalogo abbastanza largo da giustificare l’ingresso: in entrambe la stessa batteria passa dagli attrezzi da officina a quelli da giardino. Sono le due scelte giuste se stai partendo da zero e non vuoi legarti a una fascia professionale.

Makita LXT è la piattaforma più profonda sul lato professionale, ma è anche quella che ha meno senso comprare per un attrezzo solo: ha senso se le batterie ce le hai già.

Corpo solo: quando conviene e quando è una trappola

«Corpo solo» — o «solo corpo», o «bare tool» — significa che nella scatola c’è la macchina e nient’altro. Conviene solo in un caso: hai già almeno due batterie di quel sistema e un caricabatterie che funziona.

In tutti gli altri casi è una trappola contabile: il conto vero non è quello della macchina, è quello della macchina più due pacchi più il caricatore. Prima di ordinare un corpo solo, guarda la sigla: su Makita la lettera finale cambia la dotazione, e la stessa macchina esiste nuda, in valigetta, o in kit con batterie.

Il carter non si smonta mai, e va orientato

Il carter di protezione è l’unico dispositivo che sta fra il disco e te se il disco si rompe. La regola è una sola e non ha eccezioni: non si toglie. Va montato correttamente, e va ruotato in modo che il fascio di scintille e gli eventuali frammenti vadano verso il basso e lontano dal viso e dal corpo.

È anche il motivo per cui il carter regolabile senza attrezzi non è un vezzo: se per spostarlo serve una chiave che non hai in tasca, non lo sposti.

Da che parte vanno le scintille

Il disco gira in un verso solo, e le scintille partono tangenti al bordo, dal lato in cui il disco esce dal materiale. Prima di accendere, guarda dove finiranno: non devono puntare verso il viso, verso una presa elettrica, verso il pacco batteria, verso una bombola, verso stracci o segatura. Un fascio di scintille su materiale infiammabile è la seconda causa di incidente con questo attrezzo, dopo il contraccolpo.

E vale la controparte: dietro il taglio ci sei tu. Il carter va tenuto fra il disco e il corpo, non ruotato «perché così vedo meglio».

Il disco da taglio non si usa di piatto

Questa è la regola che quasi nessuno conosce e che è stampata sul disco stesso sotto forma di pittogramma. Il documento oSa sui requisiti di marcatura dei prodotti abrasivi legati secondo la EN 12413 elenca fra le restrizioni d’uso obbligatorie la dicitura «non ammesso per la smerigliatura di faccia», riservata ai prodotti destinati al solo taglio su macchine portatili.

Tradotto: un disco da taglio è progettato per lavorare di costa, non appoggiato di piatto. Usato di piatto lavora su una superficie per cui non è stato armato, e si rompe. Lo stesso documento elenca la restrizione simmetrica per i dischi da sbavo: «ammesso solo per smerigliatura con angolo maggiore di 10°».

Se in officina hai un solo disco e lo usi per tutto, questa è la ragione tecnica per cui non dovresti.

Il contraccolpo: cos’è, e come non prenderlo

Il contraccolpo — kickback — è la reazione violenta e improvvisa che si ha quando il disco si incastra o si torce nel taglio. Il disco, bloccato, scarica tutta l’energia del motore sulla macchina, che parte nella direzione opposta al senso di rotazione nel punto di blocco. È istantaneo, e non lo si controlla con la forza delle braccia se non si è già nella posizione giusta.

È il modo in cui questo attrezzo fa male alle persone, e quasi tutto quello che riguarda la sicurezza di una smerigliatrice ruota attorno a questo.

Quando succede

Succede in tre situazioni ricorrenti, tutte prevedibili. La prima: il taglio si chiude sul disco perché il pezzo non è vincolato e le due parti si avvicinano — è per questo che il pezzo va bloccato, sempre, e mai tenuto con una mano mentre l’altra taglia. La seconda: il disco entra di punta in uno spigolo o esce dal taglio inclinato. La terza: si riparte con il disco già dentro un taglio esistente, senza portare la macchina a regime fuori dal pezzo.

Le contromisure non sono elettroniche, sono di postura: due mani sulla macchina, impugnatura ausiliaria sempre montata, corpo fuori dal piano del disco, avvio a vuoto e ingresso graduale nel materiale.

Cosa fanno davvero le protezioni elettroniche

Alcuni costruttori dichiarano sensori che tagliano il motore quando la macchina si torce all’improvviso. Bosch, sulla pagina del sistema PROtection, descrive KickBack Control come la funzione che «evita che il tuo utensile vada fuori controllo», e affianca Drop Control, che arresta l’utensile in caso di impatto con il pavimento. Makita, sulla scheda del DGA513, descrive AFT come il sistema che spegne il motore se la rotazione del disco viene arrestata di colpo.

Sono funzioni utili e vale la pena averle. Ma vanno lette per quello che sono: riducono le conseguenze, non eliminano la causa. Nessuna delle sei macchine di questa pagina della fascia bassa le dichiara, e nessun sensore sostituisce un pezzo bloccato bene.

Freno elettrico e anti-riavvio: le due sicurezze che si dimenticano

Sono le due funzioni meno pubblicizzate e fra le più utili. Il freno elettrico ferma il disco quando rilasci l’interruttore, invece di lasciarlo girare per inerzia. L’anti-riavvio impedisce che la macchina riparta da sola quando l’alimentazione torna — su una macchina a batteria significa: quando rimetti il pacco con l’interruttore ancora premuto.

Cosa cambia sul tempo di arresto

Senza freno, un disco lanciato continua a girare per parecchi secondi dopo che hai mollato l’interruttore. È il momento in cui si appoggia la macchina sul banco, o la si lascia pendere lungo la gamba. Bosch dichiara che il proprio Intelligent Brake System «riduce i tempi di arresto fino al 70%, anche in ambienti con presenza di olio o polvere». Makita dichiara il freno elettronico sul DGA513 come funzione di serie.

Nota bene: nessuna norma di prodotto fissa un tempo di arresto che il costruttore debba dichiararti in secondi. Quello che trovi sulle schede sono percentuali e affermazioni qualitative, e va detto invece di essere spacciato per un requisito di legge. Il freno è una scelta del costruttore, non un obbligo.

L’anti-riavvio è la funzione più sottovalutata

Su quattro delle sei macchine di questa pagina l’anti-riavvio è dichiarato — Bosch lo chiama protezione contro il riavvio accidentale, Einhell protezione contro l’avvio accidentale, Makita interruttore NVR, Ryobi risolve il problema a monte con il doppio pulsante di accensione. Le due senza marchio non lo dichiarano.

Il motivo per cui conta: rimettere una batteria su una macchina con l’interruttore bloccato in posizione «acceso» significa avere in mano un disco che parte a 8.000 giri mentre stai guardando altro. È lo scenario più banale e più frequente di tutti.

I dischi: la data di scadenza che quasi nessuno guarda

Sui dischi abrasivi legati per macchine portatili c’è una data di scadenza stampigliata, ed è obbligatoria. Non è un espediente commerciale: il legante organico invecchia, il disco perde resistenza meccanica, e un disco vecchio è un disco che può esplodere a regime. È la cosa più utile e meno nota che si possa dire a chi compra una smerigliatrice.

Tre anni per i leganti B e BF, uno per il magnesite

Il documento oSa citato sopra è esplicito: per i prodotti abrasivi destinati a macchine portatili con legante di tipo B e BF va marcata la data di scadenza, e questa deve cadere al massimo entro tre anni dalla data di fabbricazione, espressa come mese e anno — per esempio 04/2023. Per i prodotti con legante al magnesite il termine scende a un anno.

B sta per legante resinoide, BF per resinoide rinforzato con fibra: sono esattamente i dischi da taglio e da sbavo che monti su una smerigliatrice angolare. Quindi la regola vale su quasi tutto quello che comprerai.

Conseguenza pratica: la confezione da cinquanta dischi non è un buon affare se ne usi cinque all’anno. Alla fine del terzo anno gli altri trentacinque sono da buttare, e sono proprio quelli che finiscono usati lo stesso.

Cosa c’è scritto sull’etichetta, oltre alla data

La marcatura di un disco per uso portatile prevede undici elementi, e l’etichetta è più leggibile di quanto sembri una volta che sai cosa cercare: marchio del fabbricante, dimensioni, sigla di specifica secondo ISO 525, velocità massima di lavoro in m/s, numero di giri massimo ammesso in 1/min, dichiarazione di conformità EN 12413, eventuali restrizioni d’uso, codice di tracciabilità, pittogrammi di sicurezza.

Il numero da confrontare con la tua macchina è il penultimo di quelli in grassetto: il numero di giri massimo del disco deve essere uguale o superiore ai giri a vuoto della smerigliatrice. Sulle macchine a batteria di questa pagina il margine è ampio, ma il controllo va fatto lo stesso — soprattutto se monti un disco preso in prestito da una troncatrice.

La stessa fonte fissa anche il diametro del foro: H = 22,23 mm per i prodotti da usare su smerigliatrici portatili, secondo ISO 525. È lo stesso valore che Makita dichiara sulla scheda del DGA513 come «diametro del foro (diametro dell’albero)». Norma di prodotto e scheda tecnica dicono lo stesso numero, e quella è la prova che il dato è giusto.

I codici colore che non si usano più

Klingspor ricorda che la velocità massima veniva indicata anche con barre colorate — blu 50 m/s, gialla 63 m/s, rossa 80 m/s, verde 100 m/s — e che questa marcatura non è più obbligatoria. Se hai in cantina dischi vecchi con la barra colorata, sono probabilmente anche fuori data: la barra è un buon indizio dell’età del disco.

Cosa uccide una smerigliatrice angolare

Qui la durata è un criterio di scelta vero, non un modo di dire. Una smerigliatrice muore quasi sempre per tre cause, in quest’ordine: la polvere metallica dentro il motore, i cuscinetti, la scatola degli ingranaggi. Nessuna delle tre è un guasto casuale: sono tutte conseguenze prevedibili di come l’attrezzo lavora.

La polvere metallica è conduttiva e abrasiva insieme

Una smerigliatrice in taglio produce polvere di metallo finissima, e la ventola del motore la aspira dentro. Quella polvere fa due danni contemporaneamente: è abrasiva, quindi consuma avvolgimenti e collettore, ed è conduttiva, quindi crea percorsi di corrente dove non dovrebbero esserci. È il motivo per cui una smerigliatrice usata su ferro dura meno di una usata su piastrelle.

Il motore brushless aiuta perché non ha spazzole né collettore da impolverare, ed è una delle ragioni serie per pagarlo. Sui rimedi lato costruttore, però, bisogna essere precisi: Makita dichiara XPT come tecnologia di resistenza a polvere e acqua, ma non dichiara nessun codice IP su questi modelli. Il grado IP è un’altra cosa — due cifre definite dalla IEC 60529 e verificate in laboratorio. Chi scrive che XPT equivale a un IP preciso se lo sta inventando.

Cuscinetti e scatola ingranaggi

Il rinvio ad angolo è una coppia conica che lavora sotto carico continuo, in un ambiente pieno di polvere e caldo. È il pezzo che cede per secondo, tipicamente annunciandosi con un rumore che cambia e un gioco che compare sull’albero. I cuscinetti dell’indotto seguono la stessa curva.

Sono entrambi pezzi sostituibili, e qui si vede la differenza fra un attrezzo e un oggetto usa e getta: su una macchina di marca il cuscinetto è a catalogo, sulle altre no.

La prova dei ricambi, che si fa in due minuti

C’è un controllo che chiunque può fare prima di comprare, e che nessun concorrente in classifica ti suggerisce: cerca il modello sul portale ricambi del marchio. Se esce il disegno esploso, quell’attrezzo si ripara.

Su questo Bosch è l’unico dei quattro marchi a pubblicare una finestra numerica: nella pagina del servizio ricambi online Bosch Professional i ricambi originali sono dichiarati disponibili «di norma per 8-10 anni massimo dalla fine produzione», con un disegno esploso per ogni utensile e la ricerca tramite il numero di serie a dieci cifre della targhetta, che inizia per 06 o 36. Einhell ha un proprio portale ricambi con assistenza in Italia. Makita non dichiara nessuna finestra numerica. Le due macchine senza marchio riconoscibile non hanno nulla di tutto questo.

Se il dubbio è se valga la pena riparare un attrezzo che hai già, il ragionamento è lo stesso che facciamo su qualsiasi elettrodomestico: conta il costo del pezzo rispetto a quello della macchina, e conta se il pezzo esiste.

I dispositivi di protezione: quali servono davvero

Su questo attrezzo i DPI non sono burocrazia. Un disco che si rompe a 8.000 giri lancia frammenti a decine di metri al secondo, e la traiettoria non è prevedibile. La documentazione svizzera sull’uso sicuro della smerigliatrice angolare elenca il corredo minimo, e ha il pregio di dire anche il perché di ciascuno.

Gli occhiali devono essere a mascherina

Non occhiali da vista, non occhiali da sole, non occhiali di protezione con le stanghette: la stessa fonte parla di «occhiali di protezione o a mascherina che aderiscano perfettamente al viso». La ragione è geometrica — un frammento che rimbalza arriva anche dal basso e di lato, e uno spazio aperto sulla montatura è una via d’ingresso. Per il taglio prolungato la visiera integrale sopra gli occhiali è meglio.

Poi: guanti resistenti e antitaglio, calzature di sicurezza, maschera respiratoria per le polveri, indumenti lunghi e resistenti che le scintille non possano incendiare.

Le cuffie non sono opzionali

La stessa fonte dichiara per questo attrezzo un livello di rumore di 91-103 dB(A). Makita, sulla scheda del DGA513, dichiara 90 dB(A) di potenza sonora e 82 dB(A) di pressione sonora. Sono valori che rendono la protezione dell’udito obbligatoria nella pratica, non una raccomandazione: il danno da rumore è cumulativo e non si recupera.

Vale la pena aggiungere un dato che dalla scheda Makita si legge e che quasi nessuno confronta: 6,5 m/s² di vibrazione dichiarati nelle lavorazioni delle superfici, contro ≤2,5 m/s² nella levigatura a disco. Sono due lavori diversi con due esposizioni diverse sullo stesso attrezzo.

Come scegliere la tua in tre domande

Ridotto all’osso, l’acquisto si decide con tre domande in fila. Le rispondi in due minuti e il campo si restringe a una o due macchine.

Hai già una piattaforma a 18 V?

Se sì, la risposta è quasi sempre «resta dentro»: compra il corpo solo del tuo sistema, anche pagando una macchina meno brillante di un’altra. Due batterie e un caricatore in più valgono più di qualunque differenza di scheda tecnica.

Se no, la domanda diventa quale sistema vuoi. Power X-Change e ONE+ sono le due porte d’ingresso più larghe, POWER FOR ALL è quella con più marchi terzi attorno, LXT quella che ha senso solo se prevedi di comprare altri utensili professionali.

Che cosa tagli, e quanto spesso?

Piastrelle, ruggine, sbavature e qualche taglio leggero: 115 mm, motore anche a spazzole, va benissimo. Ferro pieno, profilati, tondini: 125 mm e brushless, oppure accetta di girare il pezzo a ogni taglio.

E se la risposta è «tutto il giorno, ogni giorno», la risposta onesta è che non ti serve una macchina a batteria: ti serve una macchina a filo, e la batteria come seconda macchina per i punti dove il cavo non arriva.

Le sicurezze dichiarate ci sono?

L’elenco minimo su cui non transigere è corto: carter regolabile, protezione contro il riavvio accidentale, avvio graduale. Il freno elettrico è il primo salto di qualità sopra quella soglia, e il sensore anti-contraccolpo il secondo.

Se una scheda tecnica non dichiara nessuna di queste voci, non è perché il costruttore le dà per implicite. È perché non ci sono. Vale come criterio anche fuori da questa categoria: quando si tratta di sicurezza in casa, dai serramenti a un antifurto, quello che non è dichiarato non c’è.

Domande frequenti sulle smerigliatrici angolari a batteria

Meglio 115 o 125 mm?

115 mm per la maggior parte degli usi domestici: macchina più leggera, più corta, più controllabile con una mano in posizioni scomode. 125 mm se tagli spesso ferro pieno o profilati, perché guadagni circa cinque millimetri di profondità di taglio. Einhell dichiara 28 mm di profondità massima su un 115: sotto quella misura passi in un colpo solo.

Una smerigliatrice a batteria sostituisce quella a filo?

No, e chi te lo dice ti sta vendendo qualcosa. La smerigliatrice è fra gli utensili elettrici che assorbono di più, in continuo e non a strappi: su 18 V l’autonomia sul taglio del ferro si misura in minuti di lavoro effettivo. La batteria sostituisce il cavo dove il cavo non arriva o è pericoloso, non nell’uso prolungato.

Quanti amperora servono?

Bosch indica almeno 2,5 Ah come batteria minima consigliata sul PWS 18V-70. Nella pratica il pavimento utile è 4,0 Ah, ed è la ragione per cui i kit seri partono da lì. Comprala pensando a due pacchi: uno in macchina e uno in carica.

Posso montare un disco da 125 su una macchina da 115?

No. Il carter è dimensionato sul diametro previsto e non conterrebbe un disco più grande, e il disco più grande girerebbe a una velocità periferica superiore a quella per cui la macchina è tarata. Il diametro ammesso è scritto sulla macchina e va rispettato alla lettera.

Quanto durano i dischi e dove si legge la scadenza?

I dischi con legante resinoide (B) e resinoide rinforzato (BF), cioè quasi tutti quelli da taglio e sbavo per macchine portatili, riportano una data di scadenza che cade al massimo tre anni dopo la fabbricazione, scritta come mese e anno. Per i leganti al magnesite il termine è un anno. La data sta sull’etichetta centrale, insieme alla velocità massima in m/s e ai giri massimi ammessi.

Serve davvero il freno elettrico?

Sì, ed è la prima funzione per cui vale la pena salire di fascia. Senza freno il disco continua a girare per parecchi secondi dopo il rilascio dell’interruttore, cioè proprio mentre appoggi la macchina o la lasci pendere. Bosch dichiara una riduzione dei tempi di arresto fino al 70% con il proprio sistema frenante; Makita dichiara il freno elettronico di serie sul DGA513.

Si può tagliare il legno con la smerigliatrice angolare?

Con i dischi abrasivi no. Esistono accessori dentati per il legno da montare su smerigliatrice, e sono fra gli accessori più pericolosi in circolazione: senza guida e senza riparo mobile il rischio di contraccolpo è altissimo. Se devi tagliare legno, la macchina giusta è un’altra.

Una smerigliatrice apre un lucchetto o una serratura?

Sì, e in pochi secondi: è esattamente per questo che nelle schede tecniche dei prodotti di sicurezza si parla di resistenza al taglio e di acciai trattati. Se stai valutando la sicurezza di casa, il ragionamento non si ferma alla serratura — vale per la scelta di una cassaforte come per quella di una serratura smart, dove il punto debole non è mai il componente elettronico.

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