Fai da te · Aggiornato il 4 settembre 2026
Migliori saldatrici a filo no gas: 6 modelli e quale scegliere
Sei saldatrici a filo continuo senza gas confrontate leggendo le schede dei costruttori: perché il filo animato è un processo diverso dal MIG, perché la polarità va quasi sempre invertita e quanti ampere può davvero dare la presa di casa.
Come abbiamo scelto
Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.
«No gas» suona come la versione economica del MIG. Non lo è. È un processo di saldatura diverso, con un filo diverso, una polarità diversa e un cordone che va spazzolato prima di poterlo guardare. Chi compra una di queste macchine aspettandosi le righe pulite dell’officina resta deluso al primo pezzo, e la macchina non c’entra niente.
Qui trovi sei saldatrici a filo continuo senza gas vendute su Amazon, messe in fila leggendo le schede dei costruttori e i manuali invece delle inserzioni. Prima della classifica ci sono tre vincoli che nelle inserzioni non compaiono quasi mai: il filo animato lascia scoria, la polarità va quasi sempre invertita, e gli ampere stampati sulla scatola non escono da una presa di casa.
In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei. Il prezzo che paghi non cambia.
«No gas» non è un MIG più economico: è un altro processo
La saldatura a filo animato senza gas — nei manuali internazionali FCAW — usa un filo cavo riempito di flusso in polvere: bruciando, il flusso genera da sé l’atmosfera che protegge il bagno di fusione. Non è un MIG a cui hanno tolto la bombola. Cambia il consumabile, cambia la polarità e cambia il risultato che ti trovi davanti.
Cosa c’è dentro il filo animato
Telwin, che le saldatrici le costruisce da decenni, descrive i fili animati come fili non massicci, riempiti internamente di polvere granulare — il flusso — e li contrappone al filo pieno proprio su questo punto nella sua pagina tecnica sulla saldatura MIG MAG. Nella sua FAQ sulla saldatura a filo lo mette in modo ancora più diretto: il filo flux è un elettrodo in forma di filo, e la scoria che avvolge il metallo crea da sola la protezione che rende inutile la bombola.
È la stessa idea dell’elettrodo rivestito, arrotolata su una bobina e resa continua. Ed è il motivo per cui una saldatrice no gas si comporta, sul pezzo, molto più come una MMA che come un MIG.
Il secondo vincolo, sempre dalla FAQ Telwin, è merceologico: il filo animato di questa classe lavora solo acciaio. Alluminio e inox comune con una bobina da ferro non si fanno, e nessuna macchina di questa fascia cambia le cose.
La scoria è il prezzo estetico, e lo paghi a ogni cordone
Fra i pochi svantaggi che Telwin elenca per il filo animato c’è quello che pesa di più nel fai da te: la scoria va asportata, esattamente come dopo una saldatura a elettrodo. Non è una rifinitura facoltativa. Se sopra il cordone resta scoria e ci passi sopra con una seconda passata, quella scoria resta inglobata dentro il giunto e lo indebolisce.
In pratica servono due attrezzi che nella scatola spesso non ci sono in versione decente: un martello da scoria e una spazzola d’acciaio. Per i lavori più grossi la spazzola non basta, e si finisce a passare con una smerigliatrice angolare con una spazzola a tazza o un disco lamellare.
C’è anche una conseguenza logistica che nessuno racconta: fra scoria, spruzzi e polvere di molatura, un pomeriggio di saldatura sporca il pavimento in un modo che la scopa non risolve. Chi salda in garage con una certa regolarità finisce per tenere lì un bidone aspiratutto, che è l’unico che raccoglie schegge metalliche senza rovinarsi.
Il vantaggio che la bombola non può darti: il vento
Qui il rapporto si ribalta. Il MIG con gas protegge il bagno con un flusso che esce dall’ugello, e quel flusso lo si porta via con niente: una corrente d’aria, una porta aperta, una giornata ventosa in cortile. Il risultato sono porosità, cioè bolle dentro il cordone che non si vedono e lo indeboliscono.
Il filo animato autoprotetto non ha questo problema perché la protezione nasce dentro il bagno, non arriva da fuori. Forney, che questi fili li produce, presenta il proprio E71T-GS come filo che non richiede gas di protezione ed è pensato per la saldatura all’aperto e in tutte le posizioni.
Tradotto: se il tuo lavoro è il cancello in fondo al giardino, la ringhiera del terrazzo o il rimorchio in cortile, il no gas non è un ripiego. È la scelta tecnicamente giusta, e il MIG con gas sarebbe quello sbagliato.
Il vincolo che quasi nessuno scrive: la polarità va invertita
Il filo pieno con gas vuole la torcia al polo positivo. Il filo animato autoprotetto vuole il contrario, cioè la torcia al negativo. Se compri una macchina «con e senza gas» e non inverti i cavi, l’arco è instabile, gli spruzzi sono enormi e il cordone non tiene. Non è un difetto: è il collegamento sbagliato.
Filo pieno al positivo, filo animato al negativo
Forney indica per il suo E71T-GS la polarità in corrente continua con elettrodo negativo — quella che nelle schede si scrive DCEN. Telwin, sulla propria pagina tecnica, dice la stessa cosa con le parole italiane del settore: per i fili animati si usa corrente continua a polarità diretta, cioè torcia collegata al negativo.
È il primo controllo da fare quando il cordone viene male e stai per dare la colpa alla macchina. Se hai comprato una macchina nata per il gas e ci hai messo dentro una bobina di filo animato senza toccare niente, stai saldando al contrario.
Come si verifica che la macchina lo permetta davvero
Telwin è esplicita: il filo flux è utilizzabile solo sulle saldatrici che permettono l’inversione di polarità, e cita per nome le proprie serie che lo consentono. È la stessa cosa che va verificata prima di comprare qualunque macchina «4 in 1» o «5 in 1»: che l’inversione sia prevista, e che sia documentata.
Le macchine nate no gas — quelle che nel titolo dichiarano prima di tutto il filo animato — arrivano quasi sempre già cablate nel verso giusto, e il problema non si pone. Sono quelle convertibili, che fanno anche il MIG con la bombola, a richiedere l’operazione: dentro il vano bobina ci sono due morsetti da scambiare, e il manuale dice quale va dove. Se il manuale non lo dice, quella macchina non è convertibile davvero.
Rullini e trainafilo: l’altro pezzo che va guardato
Il filo animato è cavo. Se lo schiacci, si deforma e il flusso interno esce dove non deve. Per questo i rullini di trascinamento giusti per il filo animato sono zigrinati, non lisci a gola liscia come quelli per il filo pieno: fanno presa sulla superficie senza doverlo stringere.
La pressione dei contro-rulli è la regolazione più sottovalutata di tutta la macchina: il filo non deve slittare, ma nemmeno essere schiacciato. Telwin la mette fra le regolazioni base proprio perché è quella che genera più chiamate di assistenza per macchine che non hanno niente.
Gli ampere sulla scatola e la presa di casa: il conto che non torna
Una macchina che dichiara 200 A su una linea domestica non eroga 200 A per il tempo che ti serve. Il limite non è la macchina: è il contatore. E il numero che descrive quanto puoi lavorare davvero non sono gli ampere, è il ciclo di lavoro — quanti minuti su dieci la macchina regge quella corrente prima di fermarsi.
Quanto dà davvero un contatore domestico
ARERA definisce la potenza disponibile come la massima che si può prelevare senza che lo scatto automatico del contatore interrompa l’erogazione, e la fissa alla potenza impegnata aumentata almeno del 10% — lo scrive nella sua scheda su cos’è la potenza impegnata.
Sul contratto domestico più diffuso, da 3 kW, vuol dire circa 3,3 kW prima dello scatto. A 230 V sono all’incirca quattordici ampere di linea. Non di saldatura: di linea, cioè quello che entra nella macchina, condiviso con il frigorifero, la caldaia e tutto il resto di casa.
Gli ampere di saldatura sono un’altra grandezza e non si confrontano direttamente con quelli della presa — un inverter alza la corrente e abbassa la tensione — ma il conto va comunque chiuso sull’assorbimento dichiarato. Ed è lì che le macchine grosse non ci stanno.
Il numero che conta è il ciclo di lavoro, non gli ampere di targa
Telwin spiega nella propria FAQ sui parametri cosa vuol dire la sigla che compare su ogni targhetta seria: il duty cycle è il ciclo di lavoro della macchina, rilevato a una temperatura ambiente di 40 °C seguendo le modalità della norma EN 60974-1, e la percentuale indica il tempo di utilizzo in un intervallo di dieci minuti.
Sono tre condizioni insieme, e contano tutte e tre. A 40 °C, a macchina già calda, su dieci minuti. Cambiane una e il numero si gonfia da solo: la stessa macchina misurata fredda, o su un intervallo di cinque minuti, o in una stanza a venti gradi, dichiara una percentuale molto più alta senza aver fatto niente di meglio.
La norma esiste ed è viva: sul catalogo ufficiale della International Electrotechnical Commission la IEC 60974-1 è alla sesta edizione, pubblicata il 29 giugno 2021, e sostituisce la quinta del 2017 con il suo emendamento del 2019. Il campo di applicazione dichiarato sono le sorgenti di corrente per saldatura ad arco a uso industriale e professionale, alimentate fino a 1.000 V, e i requisiti di sicurezza e prestazione di quelle sorgenti. Il testo della norma non è pubblico: il dettaglio delle condizioni di prova, qui, arriva dal costruttore che dichiara di seguirla, non dalla norma letta in originale.
Come si legge «135 A al 60%»
Vuol dire che la macchina regge 135 A per sei minuti su dieci, e nei quattro restanti si ferma a raffreddarsi. YesWelder è uno dei pochi marchi di questa fascia che pubblichi i propri cicli di lavoro: sulla scheda del modello a filo animato da 135 A dichiara 60% a 135 A e 100% a 104 A.
⚠️ Attenzione, perché è una divergenza vera e va detta: quella scheda è del modello a 110 V per il mercato americano. La versione venduta su Amazon.it dichiara nel titolo 230 V, e per l’Europa il costruttore quei numeri non li pubblica. Prenderli e trasportarli sarebbe esattamente l’errore che questa pagina vuole evitare.
Nella pratica, per un lavoro da fai da te il ciclo di lavoro pesa meno di quanto sembra: un cordone su una ringhiera dura venti secondi, poi ti sposti, giri il pezzo, spazzoli. Il ciclo di lavoro diventa decisivo quando devi fare metri di cordone di seguito — un telaio, un rimorchio, una recinzione lunga.
200 A dichiarati: cosa vuol dire in kVA
VEVOR è l’unico dei sei marchi di questa pagina ad avere una scheda tecnica consultabile sul proprio sito europeo. Per il modello MIG-200AU dichiara un assorbimento di 6,1 kVA, spessori saldabili fino a 15 mm, filo animato da 0,8 e 1,0 mm e un peso di 12,4 kg, come si legge sulla scheda della saldatrice MIG 200 A 5 in 1.
Fai il conto con i numeri di ARERA di due paragrafi fa. Anche ammettendo un fattore di potenza generoso, 6,1 kVA restano sopra i 3,3 kW che un contatore domestico da 3 kW lascia passare prima di scattare. Non vuol dire che la macchina non funzioni in casa: vuol dire che i 200 A di targa in casa non li vedrai mai, e che ci arriverai solo abbassando la corrente fin dove la linea regge.
Chi ha in officina una linea di potenza, o un contatore da 4,5 o 6 kW, è in un altro scenario e può ragionare diversamente. Ma è una minoranza, e le inserzioni parlano a tutti gli altri.
Le sei saldatrici a filo no gas della classifica
Sei modelli venduti su Amazon, ordinati per coerenza fra quello che dichiarano e quello che una presa di casa può reggere — non per ampere. I dati nelle schede sono quelli che il costruttore o il venditore dichiara: dove il costruttore non pubblica niente, lo diciamo invece di riempire la casella.
Legenda della fascia: € la parte bassa del gruppo · €€ la fascia centrale · €€€ la parte alta. Nessuna cifra in pagina: il prezzo cambia continuamente e lo vedi sul bottone.
| # | Modello | Corrente dichiarata | Processi | Anche a gas | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | YESWELDER 135A | 135 A a 230 V | tre | no | €€ |
| 2 | Reboot 165A 4-in-1 | 165 A | quattro | sì | € |
| 3 | FEIFANKE MIG135 | 135 A a 230 V | tre | no | € |
| 4 | VEVOR 200 A 5 in 1 | 200 A | cinque | sì | €€€ |
| 5 | Saldatrice 2 in 1 160A | 160 A | due | no | €€ |
| 6 | Saldatrice 4 in 1 200A | 200 A | quattro | sì | €€€ |
1. YESWELDER 135A — la scelta di partenza
È la macchina che consiglierei a chi non ha mai saldato, e il motivo non è un numero: è che tutto quello che serve per cominciare è coerente. Il titolo dichiara 230 V, quindi nessun adattatore e nessun trasformatore. Dichiara tre processi — filo animato, TIG lift, elettrodo — e soprattutto dichiara due bobine di filo animato nella confezione, che è la differenza fra saldare il giorno che arriva e saldare la settimana dopo.
I 135 A dichiarati sono la taglia onesta per una linea domestica. Sopra quella soglia, su un contratto da 3 kW, si comprano ampere che non si potranno usare.
Il marchio è anche l’unico dei sei che pubblichi i cicli di lavoro sul proprio sito, ed è un segnale di serietà. Il limite, già detto sopra, è che quei numeri sono del modello americano a 110 V: per la versione a 230 V venduta qui il costruttore non pubblica la stessa tabella, e chi te la riporta se la sta inventando.
La scelta di partenza
YESWELDER 135A Saldatrice MIG Senza Gas a Filo Continuo, con 2 filo animato
- Corrente dichiarata
- 135 A
- Alimentazione
- 230 V
- Processi
- 3
- Nella scatola
- 2 bobine di filo
Cosa fa bene
- Il costruttore dichiara 230 V: nessun adattatore, nessun trasformatore
- Arriva con due bobine di filo animato: si salda il giorno stesso
- 135 A dichiarati sono una taglia realistica per una linea domestica
- Il marchio pubblica cicli di lavoro sul proprio sito, cosa rara in questa fascia
Cosa fa male
- Le schede pubblicate dal costruttore sono quelle del modello a 110 V: i numeri europei non ci sono
- Tre processi su una macchina piccola vogliono dire accessori da comprare a parte
2. Reboot 165A 4-in-1 — se la bombola potrebbe arrivare
Questa è la scelta di chi comincia senza gas ma non vuole chiudersi la porta. Il titolo dichiara quattro processi e il funzionamento con e senza gas: la stessa macchina fa filo animato oggi e MIG/MAG il giorno che decidi di prendere una bombola. Sui 165 A dichiarati vale tutto quello che abbiamo scritto sopra, cioè che sono un numero di targa e non una promessa di erogazione continua su una presa di casa.
Il vantaggio pratico meno ovvio è l’elettrodo. Sugli spessori grossi, dove il filo animato di questa fascia comincia a faticare, la modalità MMA copre il buco senza comprare una seconda macchina.
È anche il marchio con la gamma più lunga fra quelli qui presenti sul mercato italiano, il che ha una conseguenza concreta: torce, ugelli e tubetti di contatto compatibili si ritrovano senza fare archeologia. Quello che manca è una scheda tecnica europea con il ciclo di lavoro dichiarato alle condizioni della norma — e su una macchina che si vende sui 165 A, mancare proprio quello è il difetto che pesa.
Il passo in più
Reboot Saldatrice 165A 4-in-1 MIG Inverter, Gas/Senza Gas MMA TIG
- Corrente dichiarata
- 165 A
- Processi
- 4
- Gas
- con e senza
Cosa fa bene
- Nasce predisposta anche per il gas: la bombola si aggiunge quando serve
- L’elettrodo copre gli spessori dove il filo animato si ferma
- Il marchio ha una gamma lunga su Amazon.it: i consumabili si ritrovano
Cosa fa male
- Il costruttore non pubblica una scheda europea con il ciclo di lavoro
- 165 A dichiarati restano un numero di targa su una presa di casa
3. FEIFANKE MIG135 — la più esplicita su cosa comprare
Sta qui per una ragione sola, e per una volta è una ragione di trasparenza, non di prestazione: è l’unica delle sei che dichiari nel titolo la sigla del filo compatibile, E308LFC-O.
Sembra un dettaglio da nerd. Non lo è: il primo acquisto sbagliato di chi comincia con una no gas è la bobina di filo, perché le sigle sono criptiche e i venditori non aiutano. Sapere prima quale filo entra in quella macchina risparmia un ordine buttato.
Va detto però cosa significa quella sigla, perché il titolo non lo spiega. Il E308LFC-O è un filo animato autoprotetto per acciaio inox della serie 304/308, non per il ferro comune. Per saldare un cancello in ferro dovrai comprare comunque un filo animato da acciaio dolce, tipicamente un E71T-GS. Il resto della scheda è coerente con la fascia: 135 A a 230 V, inverter IGBT, regolazione sinergica — cioè imposti un parametro e la macchina calcola gli altri.
Il limite è il marchio: poco noto, senza un sito tecnico consultabile, e senza nessuna garanzia sulla reperibilità dei ricambi fra due anni.
La più esplicita sul filo
FEIFANKE MIG135 Saldatrice A Filo Continuo No Gas 135A 230V Saldatrice Inverter IGBT Mini Synergistic 3 In 1 TIG Elettrodo Saldatrice A Filo Avanzamento Rapido Del Filo Compatibile con Filo E308LFC-O
- Corrente dichiarata
- 135 A
- Alimentazione
- 230 V
- Processi
- 3
- Filo dichiarato
- E308LFC-O
Cosa fa bene
- Dichiara la sigla completa del filo compatibile: si compra senza indovinare
- 135 A a 230 V sono la taglia giusta per una presa domestica
- Regolazione sinergica: si imposta lo spessore e la macchina fa il resto
Cosa fa male
- Marchio poco noto: sulla reperibilità dei ricambi non c’è nessuna garanzia
- La sigla dichiarata è di un filo per acciaio inox, non per il ferro comune
4. VEVOR 200 A 5 in 1 — la più documentata, e la meno domestica
È la macchina con più funzioni e con la documentazione migliore del gruppo — e proprio la documentazione è quello che la fa scendere in classifica invece di salire.
VEVOR pubblica sul proprio sito europeo una scheda vera, con l’assorbimento in kVA, gli spessori, i diametri di filo e il peso. È l’unica delle sei a farlo, e va riconosciuto. Ma quella scheda è anche quella che dice a chiare lettere che i 6,1 kVA dichiarati stanno sopra quello che una linea domestica standard lascia passare.
C’è poi un dettaglio che il titolo dichiara e che si legge in fretta: la torcia Lift TIG non è inclusa. Uno dei cinque processi pubblicizzati, quindi, arriva solo dopo un secondo acquisto. Non è una scorrettezza — è scritto — ma cambia il conto.
Il display LCD è un vantaggio reale rispetto alle due manopole cieche della fascia: vedi tensione e velocità filo invece di andare a orecchio.
La più documentata
VEVOR Stazione Saldatura MIG Corrente Uscita 200 A, Saldatrice MIG Portatile Senza Gas MIG Gas MMA Lift TIG AU TIG 5 in 1 IGBT Tecnologia Inverter Schermo LCD, Torcia Lift TIG Non Inclusa
- Corrente dichiarata
- 200 A
- Processi
- 5
- Display
- LCD
- Torcia Lift TIG
- non inclusa
Cosa fa bene
- È l’unica delle sei con una scheda di prodotto consultabile sul sito europeo del marchio
- Il display mostra i parametri invece di lasciarti due manopole cieche
- Il costruttore dichiara l’assorbimento in kVA: almeno il dato esiste
Cosa fa male
- La torcia Lift TIG non è inclusa: uno dei cinque processi va comprato a parte
- L’assorbimento dichiarato sta sopra quello che eroga un contatore domestico da 3 kW
5. Saldatrice 2 in 1 160A — due processi, e va benissimo così
Fa filo animato ed elettrodo. Basta. In una categoria dove tutti rincorrono il «5 in 1», una macchina con due processi soli è una scelta difendibile: meno funzioni vuol dire meno accessori da comprare, meno commutatori e meno cose che si guastano.
I 160 A dichiarati la collocano in mezzo al gruppo, e la modalità elettrodo copre gli spessori dove il filo animato di questa classe si ferma. Per chi salda cancelli, staffe, ringhiere e riparazioni sporche in un garage, la dotazione è completa.
I due limiti sono seri e vanno detti. Il primo: dietro il prodotto non c’è un costruttore identificabile, quindi non esiste una scheda tecnica da leggere né un ciclo di lavoro dichiarato — le uniche informazioni sono quelle dell’inserzione. Il secondo: non è predisposta per il gas, quindi se un giorno vorrai i cordoni puliti del MIG dovrai cambiare macchina, non comprare una bombola.
Due processi e basta
2 in 1 Saldatrice a Filo Continuo No Gas 160A, Saldatrice MIG/MMA IGBT
- Corrente dichiarata
- 160 A
- Processi
- 2
- Tecnologia
- inverter IGBT
Cosa fa bene
- Due processi soli: meno funzioni che si guastano e meno accessori da comprare
- L’elettrodo copre gli spessori grossi dove il filo animato non arriva
Cosa fa male
- Nessun costruttore identificabile dietro il prodotto, quindi nessuna scheda tecnica da leggere
- Non prevede il gas: se un giorno vorrai la bombola, va cambiata la macchina
6. Saldatrice 4 in 1 200A — la più ambiziosa sulla carta
Chiude la classifica, ed è quella che sulla carta promette di più: 200 A, quattro processi, funzionamento con e senza gas. Se il tuo piano è cominciare col filo animato e passare al MIG con bombola entro qualche mese, è la macchina che copre entrambe le fasi.
Il punto è che le due promesse più grosse sono anche le due meno verificabili. I 200 A dichiarati sono fuori portata per una presa domestica standard, e dietro il prodotto non c’è un marchio con un sito tecnico: nessuna scheda, nessun ciclo di lavoro, nessuna indicazione sui ricambi.
Va bene per chi ha una linea adeguata e accetta il rischio di un prodotto senza assistenza riconoscibile. Chi sta comprando la prima saldatrice della sua vita farà meglio a partire più in basso e più documentato.
Se la bombola arriverà dopo
4 in 1 Saldatrice a Filo Continuo No Gas 200A, Saldatrice MIG/MAG con Gas
- Corrente dichiarata
- 200 A
- Processi
- 4
- Gas
- con e senza
Cosa fa bene
- Predisposta per il gas: la stessa macchina fa filo animato e MIG/MAG
- Quattro processi dichiarati sulla scheda del venditore, elettrodo compreso
Cosa fa male
- 200 A dichiarati sono fuori portata per una normale presa di casa
- Prodotto senza marchio riconoscibile: ricambi e assistenza sono un’incognita
Cosa c’è davvero nella scatola, e cosa dovrai comprare comunque
Le inserzioni di questa fascia elencano accessori come se il pacchetto fosse completo. Non lo è quasi mai. Tre pezzi in particolare sono quelli su cui si risparmia, e sono esattamente i tre che decidono se saldare è piacevole o frustrante: la maschera, la pinza di massa e il filo.
La maschera in dotazione va cambiata quasi subito
Le maschere incluse in questa fascia sono in genere passive, cioè con un vetro scuro fisso. Vuol dire che per posizionare la torcia devi tenerla alzata, poi calarla con uno scatto del collo un attimo prima di innescare. Chi ha imparato così ha imparato anche a innescare male, perché nel momento in cui abbassi la maschera la punta si sposta.
Una maschera auto-oscurante risolve il problema alla radice: vedi il pezzo, appoggi il filo dove vuoi, premi, e il vetro si scurisce da solo. Non è un accessorio di lusso, è quello che rende insegnabile la saldatura.
C’è poi un punto di salute che torna più avanti in questa pagina: la maschera non serve solo a non essere abbagliati. Serve a proteggere gli occhi e la pelle del viso dall’ultravioletto dell’arco, che è classificato fra i cancerogeni certi.
La pinza di massa è il pezzo che delude per primo
È l’accessorio che i costruttori di questa fascia trattano peggio, e ha un effetto sproporzionato: se la massa fa contatto male, l’arco è instabile, il filo si incolla e tu ti convinci di aver comprato una macchina difettosa.
Due cose da controllare. La prima è la molla della pinza: se è debole, sotto il peso del cavo la pinza si apre da sola su un tubolare. La seconda è il punto di contatto — deve mordere il metallo nudo, non la vernice e non la ruggine, e quindi una passata di spazzola nel punto dove attacchi la massa fa parte del lavoro, sempre.
Su un banco fisso la soluzione più comoda è un morsetto a vite al posto della pinza. Costa poco ed è il primo aggiornamento sensato su qualunque macchina di questa fascia.
Il filo: quale, quanto dura e come si conserva
Il filo animato standard per il ferro è l’E71T-GS, autoprotetto e pensato per l’acciaio dolce. Forney lo descrive come particolarmente adatto alle lamiere sottili e alle applicazioni a passata singola con alta velocità di avanzamento, e questo è un limite da tenere presente: non è un filo da riempimenti multipli.
Sui diametri, la regola pratica della fascia è corta: 0,8 mm copre praticamente tutto il fai da te, 0,9 e 1,0 mm servono quando lo spessore cresce.
La conservazione è la parte che quasi nessuno racconta. Il flusso dentro il filo è igroscopico: assorbe umidità dall’aria, e un filo umido produce porosità e spruzzi anche su una macchina perfetta. Una bobina lasciata montata sulla macchina in un garage umido per un inverno è una bobina rovinata. Va tolta, chiusa in un sacchetto e tenuta in un armadio da officina asciutto — che è la stessa ragione per cui gli elettrodi si conservano in scatole sigillate.
I fumi non sono un fastidio: sono un rischio classificato
Il filo animato produce più fumo del MIG con gas, perché brucia un flusso e non solo metallo. Questo è il punto della pagina in cui vale la pena essere netti, perché è l’unico dove sbagliare non costa un cordone brutto.
Cosa ha stabilito la IARC nel 2017
Nel marzo 2017 un gruppo di lavoro dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha rivalutato la saldatura. L’esito, pubblicato nel volume 118 delle monografie IARC e consultabile per intero sulla biblioteca della National Library of Medicine, è che i fumi di saldatura sono stati classificati come cancerogeni certi per l’uomo, cioè Gruppo 1 — un salto rispetto alla classificazione precedente del 1989, che li collocava fra i possibili cancerogeni.
Nella stessa valutazione, e per la prima volta, anche la radiazione ultravioletta emessa dalla saldatura è stata classificata Gruppo 1.
Non è un dato da allarmisti ed è bene inquadrarlo: quella classificazione riguarda il pericolo, non la dose, e nasce da studi su lavoratori esposti per anni. Chi salda due pomeriggi al mese non è nella stessa condizione. Ma è la ragione per cui le due precauzioni sotto non sono opzionali nemmeno per il fai da te.
Come si salda in un garage senza respirarli
La regola più semplice funziona meglio di qualunque accessorio: non stare mai sopra il pennacchio. I fumi salgono dritti dal bagno di fusione, e la posizione di lavoro più naturale — testa china sul pezzo — è esattamente quella che li porta sotto la maschera.
Le tre cose che spostano davvero l’ago sono, in ordine: saldare con la porta del garage aperta e una corrente d’aria trasversale; tenere la testa fuori dalla colonna di fumo, spostandosi di lato invece che stare frontale; e per i lavori lunghi in ambiente chiuso, un aspiratore o un ventilatore che spinga l’aria via da te, non verso di te.
Una mascherina antipolvere da cantiere non filtra i fumi metallici. Serve un facciale con filtro adeguato alle particelle fini, oppure la ventilazione. Non c’è una terza via.
Occhi e pelle: l’ultravioletto è nella stessa classificazione
Il colpo d’arco — la sensazione di sabbia negli occhi che arriva qualche ora dopo — è una ustione della cornea, e la prende anche chi sta a guardare senza maschera dall’altra parte del garage. Le maniche lunghe e i guanti non sono formalità estive: la pelle scoperta a mezzo metro dall’arco prende una scottatura da UV in pochi minuti.
Quali spessori si saldano davvero con una no gas
Il filo animato ha una finestra di spessori più stretta di quello che le inserzioni lasciano credere, ed è stretta da entrambi i lati: sotto si buca, sopra non si riempie.
Sotto il millimetro e mezzo si buca
Il filo animato lavora con una penetrazione decisa e un apporto termico alto. Su lamiera sottile — la carrozzeria di un’auto, per capirci — è la ricetta per il buco. Sotto 1,5 mm la difficoltà cresce in fretta, e sotto il millimetro serve una tecnica a punti che nessuno impara al primo tentativo.
È il motivo principale per cui chi compra una no gas «per aggiustare la macchina» resta deluso: per la lamiera d’auto il processo giusto è un MIG con gas e filo sottile, non il filo animato.
Il diametro del filo si sceglie sullo spessore
Vale la logica generale della saldatura a filo: il diametro cresce con lo spessore del pezzo, non con l’ambizione. Nella fascia domestica il 0,8 mm è la scelta di default e copre la maggior parte dei lavori — profilati, staffe, ringhiere, telai leggeri. Si sale a 0,9 o 1,0 mm quando lo spessore supera abbondantemente i cinque millimetri e serve depositare più materiale nello stesso tempo.
Salire di diametro senza salire di corrente non serve a niente: il filo entra freddo, si appoggia sopra il pezzo invece di fondersi dentro, e ottieni un cordone che sembra buono e si stacca a martellate.
Passata singola: il limite dei fili «GS»
La sigla del filo animato più comune per il ferro finisce in GS, che sta per gasless single-pass. La seconda parte è un limite dichiarato dal costruttore, non un dettaglio: quel filo è pensato per essere depositato in una passata sola.
Se hai bisogno di riempire un cianfrino grosso con più passate sovrapposte — un giunto strutturale, uno spessore importante — quel filo non è quello giusto, e la macchina di questa fascia probabilmente nemmeno. È esattamente il confine oltre il quale il fai da te finisce e comincia il lavoro da carpenteria.
Quanto dura una saldatrice di questa fascia, e cosa cede per primo
Su una macchina a inverter di questa classe l’elettronica raramente è il primo pezzo che si guasta. Cedono prima le parti che si muovono e quelle che si consumano per progetto, ed è una buona notizia: sono anche le più semplici da sostituire.
Il trainafilo è la parte meccanica che si consuma
È l’unico gruppo con parti in movimento continuo, e lavora sotto pressione su un filo abrasivo. Il rullino si scava una gola, la molla del contro-rullo perde tensione, e il sintomo è sempre lo stesso: il filo avanza a scatti e l’arco pulsa.
Prima di dare la colpa alla scheda, si guardano tre cose in quest’ordine: la gola del rullino, la pressione del contro-rullo e la guaina della torcia, che si intasa di polvere di ottone e di scaglie e frena il filo come un freno a mano tirato.
Torcia, ugelli e tubetti di contatto sono consumabili, non ricambi
Il tubetto di contatto è il pezzo che porta la corrente al filo, ed è progettato per consumarsi: l’arco lo erode e il foro si allarga. Un tubetto ovalizzato dà un arco instabile che sembra un guasto della macchina e costa quanto un caffè.
Su una macchina che tieni anni, la disponibilità dei consumabili conta più della scheda tecnica. È la ragione concreta per cui un marchio con una gamma lunga e diffusa vale più di uno sconosciuto con un numero più alto sul frontalino.
Quando ha senso ripararla, e quando no
La domanda si pone il giorno in cui la macchina non innesca più. Su prodotti di questa fascia il calcolo è sempre lo stesso: quanto vale l’intervento rispetto a quello che costa oggi una macchina equivalente, e quanto sarebbe durata comunque. È esattamente il ragionamento che facciamo con lo strumento conviene ripararlo, e su una saldatrice ha una risposta abbastanza netta: se il guasto è nel trainafilo o nella torcia si ripara quasi sempre, se è nel gruppo di potenza quasi mai.
Come scegliere la tua, in tre domande
Non serve una tabella a venti colonne. Le variabili vere sono tre, e rispondere onestamente a tutte e tre chiude la scelta.
Salderai dentro o fuori?
Se la risposta è fuori — cancelli, ringhiere, rimorchi, recinzioni — il filo animato non è un compromesso, è la scelta corretta, e puoi smettere di guardare le macchine predisposte per il gas.
Se la risposta è dentro, in un garage chiuso e senza vento, il MIG con gas farebbe cordoni migliori e meno fumo. In quel caso una macchina convertibile ha senso: cominci con il filo animato per imparare e aggiungi la bombola quando sai già saldare.
Che presa hai davvero a disposizione?
Guarda il contatore prima del catalogo. Con un contratto da 3 kW, una macchina che dichiara 130-160 A è coerente; una che ne dichiara 200 ti farà lavorare comunque, ma a corrente ridotta, e avrai pagato per un numero che non userai.
Quanto spesso, e quanto di seguito?
Se salderai a episodi — mezz’ora ogni tanto, cordoni corti — il ciclo di lavoro conta poco e puoi scegliere sulla dotazione. Se hai in mente un progetto lungo, con metri di cordone consecutivi, il ciclo di lavoro dichiarato alle condizioni giuste diventa il primo criterio, e le macchine che non lo dichiarano vanno scartate.
Un’ultima cosa che riguarda l’uso e non l’acquisto: una saldatrice di questa fascia pesa una decina di chili e si porta dove serve il lavoro. Se la sposti spesso, un carrello porta attrezzi risolve il trasporto della macchina insieme a bobina, martello e spazzola; se invece resta ferma su un banco, un pannello portautensili sopra la postazione tiene maschera, guanti e spazzola a portata di mano invece che sepolti in un cassetto.
Domande frequenti sulle saldatrici a filo no gas
Che differenza c’è fra una saldatrice a filo con gas e una senza?
Il gas di protezione. Nel MIG/MAG una bombola soffia sul bagno di fusione un gas che tiene lontana l’aria; nel no gas la protezione la genera il flusso contenuto dentro il filo, che bruciando lascia una scoria da spazzolare. Il risultato del gas è più pulito, quello del no gas è più tollerante al vento e non richiede bombola.
Il filo animato salda l’alluminio o l’inox?
L’alluminio no, in nessun caso di questa fascia. L’inox sì, ma solo con un filo animato dedicato: esistono fili autoprotetti per acciaio inox come l’E308LFC-O, che è tutta un’altra bobina rispetto al filo da ferro. Telwin, sulla propria FAQ, è netta: il filo flux di uso comune lavora acciaio.
Devo cambiare la polarità per usare il filo animato?
Quasi sempre sì, se la macchina è nata per il gas. Il filo pieno vuole la torcia al positivo, il filo animato autoprotetto la vuole al negativo. Le macchine nate no gas arrivano già collegate nel verso giusto. Se il manuale non parla di inversione di polarità, quella macchina non è davvero convertibile.
Quanti ampere servono a una saldatrice per uso domestico?
Fra 130 e 160 A dichiarati è la fascia coerente con un contratto elettrico da 3 kW, che ARERA fissa in circa 3,3 kW prima dello scatto del contatore. Sopra quella taglia si comprano ampere che la linea di casa non lascerà erogare in continuo.
Cosa vuol dire «60% a 135 A» sulla targhetta?
È il ciclo di lavoro. Vuol dire che la macchina eroga 135 A per sei minuti su dieci e nei quattro restanti si raffredda. Telwin precisa che il valore va rilevato a 40 °C di temperatura ambiente seguendo la norma EN 60974-1, e su un intervallo di dieci minuti: cambiare una di quelle condizioni gonfia la percentuale senza migliorare la macchina.
Che spessore minimo si può saldare senza bucare?
Sotto 1,5 mm si comincia a fare fatica, e sotto il millimetro serve una tecnica a punti. Il filo animato ha un apporto termico alto e una penetrazione decisa: per la lamiera sottile, carrozzeria compresa, il processo giusto è un altro.
Serve l’aspirazione se saldo in garage?
Se salderai spesso, sì. I fumi di saldatura sono classificati dalla IARC come cancerogeni certi per l’uomo dal 2017, e il filo animato ne produce più del MIG con gas. Il minimo praticabile è porta aperta, corrente d’aria trasversale e testa fuori dal pennacchio; per i lavori lunghi al chiuso serve un’aspirazione vera o un facciale filtrante adeguato alle particelle fini.
Posso saldare all’aperto con vento?
È il caso in cui il no gas batte il MIG. Il gas di protezione viene disperso da una corrente d’aria modesta e il cordone si riempie di porosità; il filo animato autoprotetto non ha niente da disperdere, perché la protezione nasce dentro il bagno. Forney presenta i propri fili E71T-GS proprio come fili da saldatura all’aperto.
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