Caffè · Aggiornato il 3 settembre 2026
Migliori macchine espresso con macinacaffè integrato: quale scegliere
Il macinino dentro la macchina non ti regala l'espresso: te lo mette in mano. Sei modelli a confronto su macine, portafiltro, temperatura e ricambi.
Come abbiamo scelto
Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.
Le migliori macchine espresso con macinacaffè integrato non fanno il caffè al posto tuo: macinano i grani dentro il portafiltro, poi la dose, la pressatura e l'avvio dell'erogazione restano tuoi. Se stavi cercando il tasto unico e la tazzina pronta, sei sulla pagina sbagliata — ed è meglio scoprirlo adesso.
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Prima di tutto: qui si parla di macchine a portafiltro
Una macchina espresso con macinacaffè integrato è una semiautomatica a portafiltro con il macinino a bordo: macina i grani direttamente nel cesto, ma tutto il resto lo fai tu. La superautomatica invece macina, pressa, estrae e scarica il fondello da sola, con un tasto solo.
È la confusione più costosa di tutto il settore del caffè, e le pagine che trovi in giro la alimentano mettendo nello stesso elenco macchine che si usano in due modi opposti. La differenza non è una sfumatura tecnica: cambia la tua mattina.
Cosa fa la macchina e cosa fai tu
La macchina fa due cose: macina alla finezza che le hai impostato e manda acqua calda in pressione attraverso il cesto. Tu ne fai quattro: agganci il portafiltro sotto il macinino, controlli che la dose stia dentro la tacca, pressi con il tamper e avvii l'erogazione. Poi guardi il cronometro e correggi.
Sono trenta secondi in più al mattino. Per qualcuno sono il motivo per cui compra la macchina, per qualcun altro sono il motivo per cui la rivende dopo un mese. Se non hai chiaro da che parte stai, fermati a leggere il confronto fra macchina manuale o automatica prima di guardare i modelli.
Quando ti conviene una superautomatica
Se in casa siete in tre e ognuno beve a un orario diverso, se ti serve il cappuccino pronto mentre ti vesti, se l'idea di pesare il caffè ti annoia già adesso: prendi una superautomatica e non pensarci più. Le abbiamo messe in fila nella classifica delle macchine da caffè automatiche, e il ragionamento completo su tutte le famiglie sta nella guida su quale macchina da caffè scegliere.
Il macinino integrato ha senso quando vuoi il controllo ma non hai spazio — o voglia — per due apparecchi separati sul piano.
Come abbiamo scelto queste sei
Non abbiamo installato né smontato queste macchine: abbiamo confrontato le schede tecniche dei produttori, letto i manuali di servizio dove sono pubblici, verificato quali ricambi esistono a catalogo e incrociato centinaia di recensioni verificate cercando i guasti che si ripetono, non i giudizi entusiasti.
I criteri che pesano davvero
Quattro cose, in ordine di importanza.
Il macinino. Macine vere o lame, quanti scatti di regolazione, se la dose finisce nel portafiltro o in un contenitore intermedio. È il pezzo che decide la costanza della tazzina e anche quanto dura la macchina: è l'unico componente che si consuma per attrito a ogni singolo caffè.
Il portafiltro. Diametro dichiarato e reperibilità dei cesti. Una macchina con un portafiltro di misura standard ti lascia comprare un cesto migliore, un tamper della misura giusta, un bottomless. Una con un diametro non dichiarato ti blocca su quello che c'era nella scatola.
Il gruppo di riscaldamento. Termoblocco o caldaia, potenza della resistenza, quanto ci mette a tornare in temperatura fra un caffè e il vapore.
I ricambi. Se il produttore ha un codice per la guarnizione del gruppo e uno per le macine, la macchina ha una vita. Se non ce l'ha, quando cede una tenuta hai un fermacarte.
Quello che abbiamo ignorato
I bar dichiarati sopra quindici, il numero di "ricette" preimpostate e qualunque aggettivo che finisca per "professionale". Nessuno dei tre cambia il caffè nella tazza, e più avanti spieghiamo perché.
Le migliori macchine espresso con macinacaffè integrato
Sei modelli, tutti venduti su Amazon, ordinati per quanto ti lasciano in mano il controllo senza tradirti sul lungo periodo.
1. De'Longhi La Specialista Arte EC9155.W
La scelta d'insieme
De'Longhi LA SPECIALISTA ARTE EC9155.W Macchina da caffè Manuale, 3 Ricette Preimpostate, Controllo Attivo della Temperatura, 8 Livelli di Macinazione, Lancia MyLatte Art, incluso KIT BARISTA, Bianco
- Macinatura
- 8 livelli
- Portafiltro
- 51 mm
- Riscaldamento
- Thermoblock
- Potenza
- 1550 W
Cosa fa bene
- Otto livelli di macinatura, più una seconda scala che si sblocca dal menu
- Portafiltro da 51 mm: cesti, tamper e bottomless si trovano senza penare
- Guarnizione del gruppo e macine sono ricambi a catalogo, con codice
- Tre profili di temperatura fra 92 e 96 gradi
Cosa fa male
- Ingombra: davanti al gruppo serve spazio per manovrare il portafiltro
- Il macinino trattiene un po' di polvere quando cambi miscela
È la sola del gruppo per cui esiste un manuale di servizio pubblico. Il Data Sheet and Service Manual EC9155 dichiara 1550 W di assorbimento massimo, una resistenza del termoblocco da 1400 W protetta da un fusibile termico a 192 °C e una pompa da 48 W. Non sono numeri da vetrina: sono i numeri che serve conoscere a chi la deve riparare, e il fatto che siano pubblicati dice qualcosa sull'intenzione del costruttore.
Il portafiltro è da 51 mm ed è a catalogo come ricambio originale con il codice AS00008263, condiviso con altri quattro modelli della stessa famiglia — lo vendono anche i rivenditori italiani di ricambi. Otto scatti di macinatura sembrano pochi rispetto ai quarantaquattro di altre, ma sotto c'è una seconda scala che si sblocca dal menu quando la prima non basta.
2. Ninja Luxe Café Premier ES601EU
La più guidata
Ninja Luxe Premiere, Macchina da Caffè e Cappuccino, 3in1, Argento, ES601EU
- Macinatura
- 25 livelli
- Pressione
- 9 bar
- Serbatoio
- 2 litri
- Potenza
- 1650 W
Cosa fa bene
- Bilancia integrata: la dose la pesa la macchina, non il tuo occhio
- Venticinque livelli di macinatura con macine coniche
- Lavora a 9 bar, che è la pressione vera dell'espresso
- Fa anche caffè filtro e cold brew con lo stesso macinino
Cosa fa male
- Occupa parecchio piano: 37 cm di altezza e 34 di profondità
- Il sistema latte automatico va smontato e lavato ogni giorno
Questa è la macchina per chi vuole il portafiltro senza volersi laureare. Ha una bilancia dentro: pesa il macinato mentre cade nel cesto, quindi la variabile che sbaglia più spesso chi comincia — la dose — te la toglie di mano. La scheda tecnica del modello dichiara venticinque livelli di macinatura con macine coniche, serbatoio da 2 litri, 1650 W e — dettaglio che vale più di tutti gli altri — 9 bar di pressione di esercizio.
Nove, non venti. È l'unica del gruppo che dichiara il numero giusto invece del numero grosso.
3. AMZCHEF 20 Bar in acciaio inox
Il compromesso migliore
AMZCHEF Macchina Espresso con Macinacaffè Integrato, 20 Bar, Acciaio Inox
- Macinatura
- 44 livelli
- Pressione
- 20 bar
- Potenza
- 1350 W
- Portafiltro
- non dichiarato
Cosa fa bene
- Quarantaquattro scatti di macinatura: nessuna qui arriva così in basso
- Scocca in acciaio inox, non plastica verniciata
- Quattro impostazioni di temperatura e ciclo anticalcare a bordo
Cosa fa male
- Il diametro del portafiltro non è dichiarato: accessori a scatola chiusa
- Nessun catalogo ricambi pubblico a cui risalire fra due anni
Quarantaquattro scatti di macinatura sono tanti sul serio: significa che puoi inseguire una miscela chiara e tostata leggera senza restare a metà fra due posizioni. La scocca è in acciaio, quattro impostazioni di temperatura, ciclo anticalcare a bordo.
Il buco è il portafiltro: il diametro non è dichiarato da nessuna parte. Significa che il cesto che ti arriva è quello che ti tieni, perché non sai cosa ordinare. Su una macchina che compri per smanettare è una limitazione seria.
4. AIRMSEN 20 Bar con montalatte
Per chi beve anche freddo
AIRMSEN 20 Bar Macchina per Caffè Espresso con Macinacaffè e Montalatte - Programmable, Compatibile con Caffe Freddo (Cold Brew) e Americano, Macchina del Caffe per Macinato/Chicco Intero, 1,8L
- Pressione
- 20 bar
- Serbatoio
- 1,8 litri
- Macinatura
- non dichiarata
- Potenza
- non dichiarata
Cosa fa bene
- Serbatoio da 1,8 litri: lo riempi molto meno spesso delle rivali
- Programmabile, e copre americano e cold brew oltre all'espresso
- Accetta indifferentemente i grani e il macinato già pronto
Cosa fa male
- Livelli di macinatura e potenza non sono dichiarati dal produttore
- Marchio senza rete di assistenza italiana: ricambi imprevedibili
Il serbatoio da 1,8 litri è la sua idea migliore: se in casa girano quattro o cinque caffè al giorno più un americano, riempire la tanica ogni due giorni invece che ogni sera cambia l'umore. È programmabile e accetta sia i grani sia il macinato già pronto, il che la rende comoda quando arrivano ospiti con le loro abitudini.
Il problema è l'opposto della precedente: qui non sono dichiarati né i livelli di macinatura né la potenza. Compri una funzione, non una specifica.
5. Ariete 1318 Moderna
La più compatta
Ariete 1318 Moderna Macchina per caffè espresso con macinacaffè integrato, per caffè in grani e macinato, cappuccinatore per schiuma di latte, 1 filtro, 1080 W, 800 cc, bianco
- Potenza
- 1080 W
- Pressione
- 15 bar
- Serbatoio
- 0,8 litri
- Chicchi
- 250 g
Cosa fa bene
- Trenta centimetri per lato: sta anche in una cucina stretta
- Contenitore chicchi da 250 grammi, come su macchine molto più grosse
- Ariete ha assistenza e ricambi in Italia, con due anni di garanzia legale
Cosa fa male
- Un filtro solo per una e due tazze: meno controllo sulla dose
- 1080 W e 15 bar: scalda più lentamente e recupera peggio fra due caffè
Trenta centimetri per lato e sei chili: è la più piccola del gruppo, e su un piano di cucina normale la differenza si vede. La scheda del produttore dichiara 1080 W, 15 bar, serbatoio da 0,8 litri e contenitore chicchi da 250 grammi, cioè la stessa capienza di macchine molto più ingombranti.
Il compromesso è il filtro unico per una e due tazze: la dose la governi meno bene, perché lo stesso cesto deve funzionare con sette grammi e con quattordici. In cambio Ariete è un marchio italiano con assistenza e ricambi raggiungibili, e due anni di garanzia legale come tutti.
6. Prixton Napoli con macinino integrato
L'ibrida grani e capsule
Prixton Caffettiera Espresso Napoli con Macinino Integrato 22 Livelli, 20 Bar, 1350W, Filtro a Doppia Uscita, Vaporizzatore regolabile, Compatibile con Caffè a Grana, Macinato e Capsule
- Macinatura
- 22 livelli
- Pressione
- 20 bar
- Potenza
- 1350 W
- Filtro
- doppia uscita
Cosa fa bene
- Ventidue livelli di macinatura su una macchina di fascia d'ingresso
- Legge grani, macinato e capsule: utile se in casa i gusti divergono
- Vaporizzatore regolabile, non a due posizioni
Cosa fa male
- Non è dichiarato se il filtro sia pressurizzato: cambia tutto sul risultato
- Marchio poco presente nell'assistenza italiana
Ventidue livelli di macinatura su una macchina di fascia d'ingresso sono più di quanti ne dia La Specialista Arte, e questo dice quanto poco il solo numero degli scatti racconti la qualità di un macinino. La particolarità vera è un'altra: legge i grani, il macinato e anche le capsule. Se in casa uno vuole imparare e l'altro vuole il tasto, è l'unica del gruppo che accontenta entrambi.
Il dubbio che resta è il filtro a doppia uscita: non è dichiarato se sia pressurizzato. E fa differenza, perché un cesto pressurizzato genera crema anche quando la macinatura è tutta sbagliata — cioè ti nasconde gli errori invece di insegnarti a correggerli.
Confronto rapido: le sei in una tabella
Nessun prezzo in pagina, per scelta. Le fasce sono indicative del posizionamento sul mercato: € ingresso · €€ media · €€€ alta.
| Modello | Macinatura | Pressione | Portafiltro | Per chi | Fascia |
|---|---|---|---|---|---|
| De'Longhi La Specialista Arte | 8 livelli + scala extra | non dichiarata | 51 mm | Vuole imparare l'espresso | €€€ |
| Ninja Luxe Café Premier | 25 livelli, macine coniche | 9 bar | non dichiarato | Vuole essere guidato | €€€ |
| AMZCHEF acciaio inox | 44 livelli | 20 bar | non dichiarato | Vuole la regolazione più fine | €€ |
| AIRMSEN con montalatte | non dichiarata | 20 bar | non dichiarato | Beve anche freddo e lungo | €€ |
| Ariete 1318 Moderna | non dichiarata | 15 bar | non dichiarato | Ha poco piano di lavoro | € |
| Prixton Napoli | 22 livelli | 20 bar | non dichiarato | Vuole anche le capsule | € |
Quattro "non dichiarato" su sei alla voce portafiltro non sono un caso: è il dato che i produttori di fascia media omettono più spesso, e nessuno glielo chiede.
Il macinacaffè integrato: macine, scatti e dosatura
Il macinino è il componente che separa una macchina che migliora nel tempo da una che ti stanca in tre settimane. Decide la finezza, la costanza fra una dose e l'altra e quanto macinato resta intrappolato nel condotto — la cosiddetta ritenzione, che è il motivo per cui la seconda tazzina esce diversa dalla prima.
Macine coniche, piane o lame
Le lame tritano, le macine frantumano fra due superfici a distanza calibrata. Per l'espresso servono le macine: le lame producono una polvere disomogenea, con pezzi grossi e farina insieme, e sotto pressione l'acqua trova le strade larghe e ignora il resto. Il risultato è una tazzina acida e vuota, sempre.
Fra coniche e piane la differenza pratica per un uso domestico è piccola. Le coniche scaldano meno e fanno meno rumore; le piane danno una distribuzione granulometrica leggermente più stretta. Conta molto di più il diametro e la qualità dell'acciaio: una conica ben fatta batte una piana economica senza discussione.
Quanti livelli servono davvero
Meno di quanti pensi. Con una tostatura media italiana e una sola miscela in casa, tre o quattro posizioni utili ti bastano per tutta la vita della macchina. I quarantaquattro scatti servono se cambi caffè spesso, se compri tostature chiare o se ti diverte inseguire il tempo di estrazione al secondo.
Quello che conta più del numero è la finezza dello scatto in basso, cioè quanto la macchina riesce a macinare fine prima di arrivare a fine corsa. Se sei già all'ultimo scatto e il caffè continua a uscire in dieci secondi, non hai margine: quella macchina non tiene la tua miscela.
La dose: a peso, a tempo o a occhio
Tre modi. A occhio, guardando la tacca dentro il cesto — è quello che chiede La Specialista Arte, ed è più preciso di quanto sembri perché la tacca è tarata sul cesto. A tempo, con una manopola che stabilisce quanti secondi gira il macinino: costante finché i grani sono gli stessi, sballa appena cambi tostatura. A peso, con una bilancia integrata: è il metodo della Ninja ed è l'unico che non si sposta.
Se sei alle prime armi, la bilancia toglie di mezzo l'errore che fa più danni. Se hai già mano, la tacca basta.
Il portafiltro: 51, 54 o 58 mm
Il diametro del portafiltro decide quali accessori potrai comprare fra sei mesi. Cinquantotto millimetri è lo standard dei bar, cinquantuno è la misura tipica delle domestiche De'Longhi, cinquantaquattro sta in mezzo. La misura non rende il caffè migliore da sola: rende disponibile o irraggiungibile tutto il resto.
Sull'estrazione la differenza c'è ma è meno drammatica di come la raccontano. Dalla Corte spiega che a parità di dose un cesto da 54 mm forma una tortina più alta, e che a 9 bar esercita circa trenta chili di forza in meno su quella tortina rispetto a uno da 58: estrazione più graduale su una superficie minore. Il 58 mm invece ospita dosi più generose ed è quello per cui esiste tutto.
Pressurizzato o non pressurizzato
Il cesto pressurizzato ha un foro calibrato che crea contropressione artificiale: fa crema anche con caffè macinato male o vecchio. È perfetto per chi vuole una tazzina decorosa senza pensarci, ed è inutile per chi ha comprato la macchina proprio per imparare, perché appiattisce ogni differenza fra una macinatura giusta e una sbagliata.
Se la macchina che ti interessa monta solo cesti pressurizzati e non dichiara il diametro, sappi che sei chiuso lì dentro.
Cosa comprerai dopo
Nell'ordine in cui servono davvero: un tamper della misura esatta (quello in dotazione è quasi sempre di plastica e sottodimensionato), un cesto non pressurizzato da una e da due tazze, un tappetino di gomma per pressare, un dosatore. Il bottomless viene molto dopo, e serve a vedere gli errori, non a correggerli.
I numeri che contano e quelli che non contano
Nella scheda di una macchina espresso ci sono due categorie di numeri: quelli che descrivono cosa succede al caffè e quelli che servono a far sembrare la macchina più cattiva di quanto sia.
Venti bar sono marketing
L'espresso si estrae a 9 bar. È la pressione su cui è tarato tutto il resto — granulometria, dose, tempo — e le macchine dei bar lavorano lì. Quando leggi 15 o 20 bar stai leggendo la pressione massima che la pompa vibrante può generare a rubinetto chiuso, non quella che arriva alla tortina: una valvola di espansione scarica il resto.
Non è una truffa, è un dato tecnico usato male. Il fatto che una macchina dichiari 20 bar non la rende superiore a una che ne dichiara 9. Semmai è il contrario, come si vede nel gruppo qui sopra.
Termoblocco, temperatura e recupero
Il termoblocco scalda l'acqua di passaggio dentro un blocco metallico: parte in fretta, occupa poco, ma soffre nelle raffiche di caffè consecutivi. La caldaia tiene un volume d'acqua sempre caldo: più stabile, più lenta ad avviarsi, più esposta al calcare.
Sulla temperatura in tazza il riferimento più utile è quello di Altroconsumo, che nei suoi test misura la temperatura di erogazione verificandone la vicinanza ai 67 °C in tazza e assegna al solo giudizio sull'espresso il 40% del voto finale, contro il 25% della facilità d'uso e il 10% della rumorosità. Un caffè che arriva tiepido è un difetto, non una preferenza.
Quanto dura una macchina con macinacaffè integrato
Una macchina a portafiltro con macinino ben tenuta arriva tranquillamente a otto o dieci anni, e la ragione è che i pezzi che cedono sono tre, tutti noti e quasi tutti sostituibili. Il ragionamento esteso sta nella guida su quanto dura una macchina da caffè; qui interessano i tre punti specifici del macinino integrato.
Le macine si consumano
Non è un'ipotesi: il manuale di servizio della EC9155 elenca fra i guasti previsti "con il tempo le macine si consumano" e come rimedio indica la sostituzione presso un centro assistenza. Su un macinino domestico succede dopo diverse centinaia di chili di caffè, quindi anni. Ma succede, e il sintomo è subdolo: non si rompe niente, semplicemente devi macinare sempre più fine per ottenere lo stesso tempo di estrazione.
Quando ti accorgi di essere arrivato a fine corsa con una miscela che prima estraeva a metà scala, le macine sono andate. Se il produttore non ha un codice ricambio, quel giorno la macchina è finita.
La guarnizione del gruppo
È l'anello di gomma contro cui il portafiltro fa tenuta. Indurisce per il calore e il caffè, e il sintomo è inequivocabile: l'espresso comincia a colare dai bordi del portafiltro invece che dai fori. Lo stesso manuale la indica come "guarnizione che ha perso elasticità" da far sostituire in assistenza.
Su una macchina usata due volte al giorno si cambia ogni due o tre anni. Costa poco ed è un intervento da un quarto d'ora, se il ricambio esiste.
Il calcare e i gradi francesi
Il calcare è la causa numero uno di morte prematura, e dipende dalla tua acqua, non dalla tua macchina. La durezza si misura in gradi francesi: 1 °f equivale a 10 mg/l di carbonato di calcio, e la scala classifica come dura un'acqua fra 18 e 30 °f e molto dura oltre i 30.
Sopra i 25-30 °f decalcificare ogni due mesi non è pignoleria, è manutenzione ordinaria; sotto i 15 °f puoi allungare a tre o quattro. Il valore lo trovi sul sito del tuo acquedotto o con una striscia reattiva. Il procedimento passo passo sta nella guida su come decalcificare la macchina del caffè.
Il macinino invece non va decalcificato: va aspirato. Una volta al mese, a macchina spenta, con i grani tolti dal contenitore.
Le prime due settimane: cosa aspettarti
Questa è la parte che nessuna scheda tecnica ti dice e che decide se la macchina resterà sul piano o finirà in cantina. Le prime tazzine saranno peggiori di quelle della moka. È normale e passa, ma va detto prima dell'acquisto, non dopo.
Le tre variabili, una alla volta
Dose, macinatura, pressatura. L'errore classico è cambiarle tutte insieme dopo ogni caffè sbagliato, così non capisci mai cosa ha funzionato. Il metodo che funziona è l'opposto: blocchi la dose (peso o tacca, sempre la stessa), pressi sempre con la stessa forza, e muovi solo la macinatura di uno scatto alla volta finché il caffè non esce in venticinque o trenta secondi.
Tre giorni e ci sei. Poi lo rifai da capo la prima volta che cambi pacchetto di caffè, ma quella volta ci metti dieci minuti.
Se non vuoi imparare niente
Nessun problema, ma allora non è questa la categoria giusta. Le macchine espresso manuali senza macinino chiedono la stessa curva di apprendimento a fronte di meno automatismi, e le superautomatiche non ne chiedono nessuna. Il macinino integrato è un investimento di attenzione, non solo di spesa.
Domande frequenti
Il macinacaffè integrato fa davvero un caffè migliore?
Sì, ma non per il motivo che ti aspetti. Non è la macchina a essere migliore: è il caffè macinato al momento a conservare gli oli aromatici che il preparato in busta perde nelle settimane dopo l'apertura. Con lo stesso caffè in grani, una macchina senza macinino più un buon macinacaffè separato danno lo stesso risultato.
Meglio macinino integrato o macinacaffè separato?
Integrato se vuoi risparmiare spazio sul piano e non intendi cambiare caffè spesso. Separato se sei già dentro la materia: un macinino esterno si regola più finemente, si pulisce meglio quando cambi miscela e soprattutto sopravvive alla macchina. Quando muore un integrato, muoiono tutti e due insieme.
Posso usare il caffè macinato già pronto?
Su quasi tutte sì, con un condotto o un cesto dedicato. Ma se lo fai sistematicamente hai comprato la macchina sbagliata: stai pagando un macinino per tenerlo spento. Ha senso come ripiego, quando finisci i grani o quando arriva qualcuno che beve decaffeinato.
Quanti grammi di caffè servono per una tazzina?
Sette grammi circa per il cesto singolo, quattordici per il doppio: sono le dosi su cui sono tarati i cesti in dotazione. Il contenitore chicchi da 250 grammi che monta più di una macchina di questa lista vale quindi una trentina di espressi singoli, cioè poco più di una settimana in una casa da quattro caffè al giorno.
Il macinino integrato si può pulire?
Aspirare il contenitore e il condotto sì, sempre, ed è la manutenzione che fa più differenza sulla costanza. Smontare le macine dipende dal modello: alcune lo prevedono nel manuale, altre lo considerano intervento da assistenza. Prima di comprare, cerca il manuale del modello e guarda se il capitolo esiste.
Quale caffè in grani comprare all'inizio?
Una tostatura media italiana, in confezione da 250 o 500 grammi, con la data di tostatura leggibile. Non partire da tostature chiare da specialty: chiedono una macinatura molto più fine e una temperatura più alta, e ti fanno credere che sia la macchina a non funzionare.
In due righe, quale prendere
Se vuoi imparare l'espresso e tenere la macchina dieci anni, la De'Longhi La Specialista Arte: ricambi a catalogo e manuale di servizio pubblico sono un vantaggio che nessun'altra qui ha. Se vuoi il portafiltro senza la curva di apprendimento, la Ninja con la bilancia dentro. Se il piano è stretto e l'uso è tranquillo, l'Ariete.
E se dopo aver letto tutto questo hai capito che il tasto unico ti manca già, la risposta onesta è che non ti serve una macchina con macinacaffè integrato.
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