Riposo · Aggiornato il 22 settembre 2026

Materasso troppo morbido: cosa fare, in ordine, prima di cambiarlo

Prima si capisce se il materasso è morbido di suo o ha ceduto, poi si interviene nell’ordine giusto: rete, rotazione, topper, reso o garanzia. E si lasciano perdere i rimedi che girano in rete e non reggono.

di Redazione Fatto per Durare 21 min di lettura
Materasso matrimoniale scoperto su rete a doghe, con un righello teso di traverso per misurare quanto affonda al centro
Materasso matrimoniale scoperto su rete a doghe, con un righello teso di traverso per misurare quanto affonda al centro

Se il tuo materasso è troppo morbido, cosa fare dipende da una cosa sola: se è morbido di suo o se ha ceduto. Nel primo caso si corregge, a volte si restituisce. Nel secondo nessun accessorio lo salva. Qui trovi la diagnosi, gli interventi in ordine di costo e i rimedi da lasciar perdere.

Troppo morbido o ceduto: la diagnosi che decide tutto il resto

Un materasso troppo morbido affonda in modo uniforme e torna in forma appena ti alzi. Un materasso ceduto affonda in un punto, di solito dove poggia il bacino, e la conca resta visibile anche a letto vuoto. Il primo si corregge; il secondo è un difetto o è arrivato a fine vita.

È la distinzione che quasi tutte le guide in circolazione saltano, e per questo propongono gli stessi cinque rimedi a due problemi che non hanno niente in comune. Una tavola sotto un materasso nuovo e morbido può aiutare un poco; la stessa tavola sotto un materasso di dodici anni con una fossa al centro non cambia niente, perché la fossa sta nella schiuma, non sotto.

Il test del materasso scarico

Togli lenzuola, coprimaterasso ed eventuale topper, e lascia il materasso libero per qualche ora: il memory ha bisogno di tempo per recuperare, e misurarlo appena ti alzi dà sempre una conca più profonda del vero. Poi guarda la superficie di taglio, all’altezza degli occhi. Se è piana, il materasso è morbido ma sano. Se vedi una sella al centro o due solchi paralleli nei posti dove dormite, ha ceduto.

Per avere un numero invece di un’impressione serve un filo teso da bordo a bordo e un righello: la procedura completa, con l’errore che falsa la misura, è quella del test del filo teso nella guida su quanto dura un materasso e quando cambiarlo.

I sintomi che separano i due casi

Il morbido «di fabbrica» si sente subito, dalla prima settimana, e si sente ovunque ti sdrai: al centro, sul bordo, dalla parte del partner. Il cedimento arriva dopo anni, è peggiore dove dormi da sempre e migliore nella metà inutilizzata. Un indizio semplice: se sdraiandoti in diagonale, su una zona che usi poco, il materasso ti sembra un altro, non è troppo morbido. È consumato.

Cosa succede alla schiena, e cosa non si sa

Altroconsumo descrive così l’effetto del troppo morbido: il corpo affonda, sale la sensazione di calore per la scarsa ventilazione e diventa più faticoso cambiare posizione. Sul mal di schiena, lo studio che tutti citano è il trial di Kovacs e colleghi pubblicato su The Lancet nel 2003: 313 adulti con lombalgia cronica, dopo 90 giorni chi dormiva su un medio-rigido stava meglio di chi dormiva su un rigido. Attenzione a cosa confronta, però: medio-rigido contro rigido. Il morbido non era nello studio, e chi lo usa per dire «il morbido fa male» gli fa dire una cosa che non dice.

Cosa fare, in ordine: la tabella per il tuo caso

L’ordine giusto va dal gratuito al costoso: prima si controlla la rete, poi si ruota o si gira, poi si valutano reso o garanzia se il materasso è recente, e solo alla fine si compra qualcosa. Saltare i primi passi è il modo più comune di spendere per un problema che non c’era.

La tua situazione Primo passo Secondo passo Cosa non fare
Nuovo, comprato online, meno di 14 giorni Verificare la rete, poi decidere sul recesso Recesso entro i 14 giorni Aspettare «che si indurisca»
Nuovo, comprato in negozio Leggere le condizioni di cambio Rete, poi topper rigido Dare per scontato un diritto di reso
Uno-tre anni, morbido ovunque Prova della rete nuda Rotazione, eventuale topper rigido Pannello pieno senza fori
Uno-tre anni, conca in un punto Misura col filo teso Garanzia, se supera la soglia Topper per «riempire» la conca
Oltre sette-dieci anni, conca al centro Misura col filo teso Sostituzione Qualunque accessorio
Memory, più morbido d’inverno col riscaldamento alto Temperatura della camera Rete e rotazione Concludere che è difettoso

Come si legge

Si parte dalla riga in cui ti riconosci e si procede da sinistra a destra, fermandosi al primo passo che risolve. La colonna di destra conta quanto le altre: ogni voce è un errore che costa soldi o fa perdere un diritto. La più cara di tutte è la prima, perché i quattordici giorni del recesso non aspettano che tu abbia finito di provare rimedi.

Materasso nuovo troppo morbido: le prime settimane e il reso

Su un materasso nuovo il periodo di assestamento non lo rende più rigido: semmai lo ammorbidisce, perché rivestimento e imbottiture si adattano al corpo e perdono qualche millimetro. Se è troppo morbido dalla prima settimana, aspettare non lo correggerà. Il tempo utile va speso a verificare la rete e a decidere sul reso.

È il punto in cui la SERP sbaglia più spesso, e in buona fede: il consiglio «dagli qualche settimana» vale per il materasso che sembra duro, soprattutto se arrivato arrotolato sottovuoto, che nelle prime 48-72 ore non ha ancora ripreso altezza e portanza. Per il morbido vale il contrario. Il materasso che hai sotto la schiena oggi, fra un mese, sarà quello o un po’ più cedevole.

La temperatura della camera, se è memory

C’è un caso in cui un materasso cambia davvero rigidità senza che niente si sia rotto: quando la schiuma è viscoelastica, cioè memory. Un brevetto Dow sulle schiume a lento recupero lo mette nero su bianco: la durezza di queste schiume, e quindi il comfort percepito, può cambiare in modo significativo con la temperatura ambiente, con le stagioni, con l’ora del giorno e perfino con l’impianto di climatizzazione. Più caldo, più morbido.

Nella pratica: se il tuo memory ti sembra un altro da quando hai acceso il riscaldamento, prova qualche notte con la camera più fresca e il piumone più leggero, prima di trarre conclusioni. Su un materasso a molle o in lattice questo effetto non c’entra, e abbassare il termostato non serve a niente.

Quattordici giorni, e la pellicola tolta non conta

Se l’hai comprato online, l’articolo 52 del Codice del Consumo ti dà quattordici giorni per recedere dal contratto senza dover dare motivazioni, e il termine parte dal giorno in cui acquisisci il possesso fisico del bene. Il dubbio che ferma molti, «ma l’ho aperto», l’ha chiuso la Corte di giustizia dell’Unione europea con la sentenza del 27 marzo 2019, causa C-681/17: un materasso a cui il consumatore ha tolto la protezione dopo la consegna non rientra fra i beni sigillati esclusi dal recesso per motivi igienici.

Cosa rischi se ci hai dormito per due settimane

Il recesso non si perde usando il materasso, ma ha un limite preciso. L’articolo 57 ti rende responsabile della diminuzione del valore del bene quando lo hai manipolato oltre quanto serve a stabilirne natura, caratteristiche e funzionamento. Dormirci qualche notte per capire se è troppo morbido è verificarne le caratteristiche; rimandarlo macchiato no. Usa il coprimaterasso fin dalla prima notte, conserva l’imballo se puoi, e leggi nelle condizioni del venditore chi paga il ritiro: per un pacco di quelle dimensioni è la voce che pesa di più.

Comprato in negozio: il recesso per legge non c’è

I quattordici giorni valgono per i contratti a distanza e per quelli conclusi fuori dai locali commerciali. Se hai provato e pagato il materasso in negozio, il diritto di ripensamento per legge non esiste: esiste solo quello che il negozio ti ha promesso per iscritto. Le «notti di prova» che molti marchi pubblicizzano sono esattamente questo, una condizione contrattuale e non una norma: durata, spese di ritiro e stato richiesto del materasso li decide il venditore, e vanno letti prima di firmare, non dopo.

La rete: il primo sospettato, e il più economico da controllare

Una parte di quello che senti come «materasso troppo morbido» viene da sotto: doghe che flettono troppo, doghe rotte o appiattite, supporti in gomma consumati, una rete a maglia metallica che si è allentata. Controllarla costa cinque minuti e niente soldi, ed è l’unico passo che vale per ogni materasso, nuovo o vecchio.

La prova della rete nuda

Togli il materasso e sdraiati sulla rete, a pancia in su, dove dormi di solito. Una rete sana flette in modo uniforme e ti spinge indietro; una rete che sprofonda al centro, o su cui senti un listello più basso degli altri, sta aggiungendo morbidezza che il materasso non ha. Guarda anche le doghe di lato, all’altezza degli occhi: devono avere tutte la stessa curva convessa verso l’alto. Una doga piatta o concava ha perso la sua funzione.

Doghe distanziate, rotte o fuori sede

Quando fra una doga e l’altra c’è troppo spazio, il materasso affonda negli intervalli e perde sostegno proprio dove serve. Se trovi un listello crepato o uscito dal supporto, non è un dettaglio: su quel punto il materasso lavora senza appoggio. Come si riconosce il tipo di rottura, cosa si ripara e come si prende la misura del ricambio è spiegato nella guida su cosa fare con le doghe rotte.

I cursori di rigidità, se la rete li ha

Molte reti a doghe hanno, nella zona centrale, dei cursori scorrevoli o delle doppie doghe con un regolatore. Spostandoli verso l’esterno si accorcia il tratto libero della doga e la zona diventa più rigida. Se la tua rete li ha e non li hai mai toccati, è il primo intervento da fare stasera: è gratuito, è reversibile e agisce proprio sotto il bacino, che è il punto in cui si affonda di più.

La rete a molle o a maglia metallica

Qui il problema cambia natura. Una rete metallica che si è allentata con gli anni forma un’amaca, e nessun materasso può compensarla: sopra un piano che cede, anche un materasso rigido si comporta da morbido. È il caso in cui l’intervento giusto non è sul materasso, ma sotto.

Girarlo e ruotarlo: quando cambia qualcosa, e quando no

Ruotare il materasso di 180 gradi, testa-piedi, non lo rende più rigido: sposta il bacino su una zona meno usata e distribuisce l’usura. Girarlo sottosopra cambia davvero la rigidità solo se il modello ha due lati diversi. Su un memory con un solo lato di comfort, capovolgerlo significa dormire sulla base.

Il double face con due rigidità

Alcuni materassi dichiarano due lati differenti: uno più morbido e uno più sostenuto, oppure un lato «invernale» e uno «estivo». Se il tuo è fra questi, l’etichetta cucita sul bordo o il foglio di garanzia lo dicono, e girarlo sul lato più sostenuto è la correzione più semplice che esista. Se nessun documento lo dichiara, dai per scontato che il lato sotto sia la base portante e non vada usato come piano di riposo.

La rotazione testa-piedi, e perché non va saltata

Su un materasso di qualche anno che ti sembra più morbido di quando l’hai comprato, la rotazione è il primo modo per capire se il problema è locale: se dopo averlo ruotato dormi meglio per qualche settimana, la zona del bacino ha ceduto più del resto. È un’informazione utile per la garanzia, e un segnale da tenere d’occhio. La rotazione regolare fa parte della manutenzione del materasso quanto la pulizia: è fra le voci della procedura su come pulire un materasso, insieme ai venti minuti di letto aperto al mattino.

Il topper rigido: cosa corregge e dove si ferma

Un topper può irrigidire solo se è fatto di un materiale più sostenuto del materasso che copre: lattice ad alta densità o schiuma ad alta resilienza, non memory. Funziona su un materasso sano ma cedevole in superficie. Su un materasso ceduto non funziona, e non c’è spessore che lo faccia funzionare.

Il materiale: il memory fa il contrario

Quasi tutti i topper venduti sono in memory foam, e sono pensati per il problema opposto: ammorbidire un materasso rigido. Mettere un topper memory su un materasso troppo morbido aggiunge morbidezza sopra la morbidezza, e il bacino scende ancora. Se cerchi un topper per irrigidire, il materiale va letto nella scheda prima di tutto il resto: lattice denso o schiuma HR, e se la scheda non dichiara né materiale né densità, non è un topper per questo problema.

Cosa aspettarti, onestamente

Un topper rigido cambia la superficie, non la struttura. Ti dà un piano più uniforme e meno avvolgente, e su un materasso morbido ma integro questo basta spesso a dormire meglio. Non ti dà la portanza che il materasso non ha: se il problema è che affondi con tutto il corpo, dopo una settimana ti ritrovi nella stessa posizione di prima, qualche centimetro più in alto. Spessori, densità e il limite di questa strada sono nella guida topper o materasso nuovo, che serve a capire quale dei due ti serve davvero.

La fascia di spesa, in rapporto

Un topper di buona densità costa in media una frazione di un materasso nuovo, e per questo è la tentazione naturale. Proprio per questo va comprato solo dopo aver fatto i primi tre passi: rete, rotazione, misura. Speso su un materasso ceduto, è il classico acquisto che rimanda di pochi mesi quello vero, e lo rende più caro.

Il pannello rigido sotto il materasso: funziona a metà, e ha un costo nascosto

Una tavola di compensato fra rete e materasso irrigidisce il letto solo se la morbidezza viene dalla rete. Se viene dagli strati alti del materasso, il pannello non cambia quasi niente. E un piano pieno toglie aria alla parte inferiore del materasso: umidità, rischio di muffa e, per alcuni produttori, garanzia che non copre più.

Quando serve davvero

Il caso da manuale è una rete vecchia, metallica o a doghe troppo elastiche, che non vuoi o non puoi cambiare subito. Il pannello le toglie la flessione e il materasso torna a lavorare su un piano. Se la prova della rete nuda ti ha mostrato un’amaca, il pannello è una soluzione ponte sensata. Se la rete era già ferma, hai speso tempo e compensato per niente.

Quando è inutile

Il morbido che senti quando ti sdrai sta quasi sempre nei primi centimetri: lo strato di comfort, il memory, l’imbottitura della fodera. Quello strato si comprime allo stesso modo qualunque cosa ci sia sotto. È per questo che molti provano la tavola, non sentono differenze e concludono che il materasso «non ha rimedio», quando il rimedio era un altro.

L’aria che non passa più, e la garanzia

Un materasso rilascia di notte l’umidità che il corpo produce, e una parte esce dal basso, attraverso la rete. Chiudere quel lato con una tavola piena la intrappola. Non è un rischio teorico: nelle condizioni della garanzia convenzionale Altaflex fra i piani d’appoggio non idonei c’è espressamente il «piano rete con tavola unica, priva di fori per areazione», accanto alla muffa dovuta all’umidità del locale. È la clausola di un produttore, non una regola generale, ma dice quello che succede quando il materasso non respira. Se la muffa è già comparsa, cosa si recupera e cosa no è nella guida su come pulire il materasso.

Se lo fai comunque

Usa un pannello forato, o tavole distanziate invece di un foglio unico, lascia il letto aperto la mattina e controlla la faccia inferiore del materasso ogni qualche settimana. Se la trovi umida o macchiata, togli il pannello: stai scambiando qualche notte più comoda con la vita del materasso.

I rimedi che girano in rete e non reggono

Tre consigli compaiono in quasi ogni pagina sull’argomento e non risolvono il problema: mettere il materasso per terra, comprare un coprimaterasso «rigido», aspettare che il materasso si indurisca da solo. Il primo fa danni, il secondo non esiste nella forma promessa, il terzo va contro il modo in cui i materassi invecchiano.

Il materasso per terra

Sul pavimento il materasso è più rigido per la stessa ragione per cui lo è sulla tavola, e con lo stesso difetto moltiplicato: il pavimento è freddo, non fa passare aria, e l’umidità della notte condensa proprio lì. Come prova di una notte, per capire se il problema è la rete, va benissimo. Come soluzione, è il modo più rapido per trovarci sotto una macchia di muffa.

Il coprimaterasso che «irrigidisce»

Un coprimaterasso protegge dalle macchie e dal sudore, e i modelli imbottiti aggiungono morbidezza, non la tolgono. L’unico effetto utile in questa direzione è il contrario di quello che si legge: se sopra il materasso hai già un coprimaterasso molto imbottito, un pillow top o due strati di trapunta, toglierli rende il piano un po’ più sostenuto. Aggiungerne un altro no.

Aspettare che si indurisca

Nessuna schiuma e nessun molleggio diventano più rigidi con l’uso: perdono portanza, lentamente, per tutta la vita. L’unica eccezione è quella della temperatura, che vale solo per il memory ed è reversibile. Aspettare ha senso per un materasso che sembra duro all’apertura; per uno troppo morbido fa solo passare i giorni del recesso.

Garanzia: quando il troppo morbido diventa un difetto

Un materasso morbido per come è stato progettato non è un difetto di conformità: è una scelta sbagliata, e si gestisce col recesso o con le condizioni del venditore. Diventa un difetto quando il materasso si è deformato: un avvallamento oltre le tolleranze, o una rigidità chiaramente diversa da quella descritta nel contratto di vendita.

Morbido per progetto non è non conforme

L’articolo 129 del Codice del Consumo chiede che il bene corrisponda alla descrizione, al tipo e alla qualità contrattuali, e che abbia la qualità e le caratteristiche ordinariamente presenti in un bene dello stesso tipo. Se l’hai scelto «morbido» e lo è, è conforme. Se era descritto come rigido e non lo è, in teoria hai un appiglio; in pratica è difficile da far valere, perché, come nota Altroconsumo nella guida già citata, non esiste una scala standard della rigidità e quella annunciata vale solo dentro la stessa marca.

L’avvallamento sì: le soglie le scrive il produttore

Sotto una certa profondità la conca è considerata assestamento fisiologico, e ogni produttore fissa la sua soglia nelle condizioni di garanzia. Tre esempi, letti sulle pagine dei marchi:

Produttore Cosa considera normale Dove è scritto
Perdormire avvallamenti inferiori a 20 mm condizioni di garanzia
Dorelan variazioni entro ±2 cm, misurate a materasso sfoderato su superficie rigida garanzia materassi
Altaflex avvallamenti inferiori al 15% dell’altezza originaria garanzia convenzionale

Le soglie sono diverse perché sono dichiarazioni dei singoli produttori, non una norma. La conseguenza pratica: prima di reclamare, misura col filo teso e confronta il numero con quello scritto per il tuo materasso.

Due anni per legge, e il primo tocca al venditore

La garanzia legale di conformità, secondo l’articolo 133, copre i difetti che si manifestano entro due anni dalla consegna, e l’azione si prescrive in ventisei mesi. Per l’articolo 135, il difetto che compare entro un anno dalla consegna si presume già esistente, salvo prova contraria: nel primo anno non tocca a te dimostrare che la conca non te la sei fatta tu.

La clausola dei due mesi, che non vale più

Alcune condizioni di garanzia, comprese due di quelle citate sopra, scrivono ancora che il difetto va denunciato entro due mesi dalla scoperta, pena la decadenza. Quell’obbligo è stato eliminato dalla riforma del D.Lgs. 170/2021 per le vendite concluse dal 1° gennaio 2022, come ricorda il commento di Brocardi all’articolo 133. Resta vero per gli acquisti precedenti. Per tutti gli altri, un reclamo scritto e tempestivo resta la cosa più furba da fare, ma non perdi la garanzia legale se ci metti tre mesi.

Quando conviene smettere di correggerlo e cambiarlo

Conviene cambiarlo quando la misura dice «ceduto» invece di «morbido», quando il materasso ha superato i sette-dieci anni di uso continuo, o quando per dormire decentemente ti servono già due correzioni sovrapposte. A quel punto ogni accessorio comprato è un costo in più su un oggetto che va comunque sostituito.

I tre segnali da prendere sul serio

Il primo è la conca misurata oltre la soglia del produttore, fuori garanzia. Il secondo è l’età: la forbice per tipo di struttura e il modo di leggerla stanno nella guida su quanto dura un materasso. Il terzo è quello che nessuno conta: rete regolata, materasso ruotato, topper rigido, e dormi ancora male. Tre interventi che non bastano sono una diagnosi.

Fare il conto prima di spendere

Prima di comprare l’ennesimo correttore, confronta due costi per anno invece di due prezzi. È il ragionamento dello strumento Conviene ripararlo?, che confronta quanto costa all’anno riparare un elettrodomestico e quanto sostituirlo. I materassi non sono nel suo elenco, ma il principio si trasporta identico: la spesa per un topper va divisa per il tempo che ti fa guadagnare, e su un materasso ceduto quel tempo è breve.

Cosa guardare nel prossimo

Il materasso troppo morbido è quasi sempre un materasso scelto per il comfort della prima impressione e non per la portanza che serve al tuo peso. Nel prossimo, la rigidità dichiarata si legge dentro il catalogo del produttore, mai confrontata fra marchi, e insieme alla rete che hai. Se vuoi un piano accogliente in superficie ma sostenuto sotto, la struttura che combina le due cose è quella con le molle insacchettate sotto e uno strato di schiuma sopra: criteri e modelli sono nella selezione dei migliori materassi ibridi molle e memory, compresa la soglia sotto la quale lo strato di memory è solo un rivestimento.

Il piano per questa settimana

Cinque sere, un controllo per sera, dal gratuito al costoso. Se il problema si risolve a metà strada ti fermi lì; se arrivi in fondo senza risultato, sai che il problema è il materasso e hai già in mano la misura che serve per la garanzia o per sceglierne uno nuovo.

Le cinque sere

  1. Prima sera. Materasso scarico per qualche ora, poi la superficie guardata di taglio e la misura col filo teso. Scrivi il numero.
  2. Seconda sera. Prova della rete nuda, curva delle doghe, cursori di rigidità se ci sono.
  3. Terza sera. Rotazione testa-piedi; se il materasso ha due lati dichiarati, giralo su quello più sostenuto. Togli gli strati imbottiti in eccesso sopra.
  4. Quarta sera. Se è memory, camera più fresca. Se è recente, rileggi data di consegna, condizioni di reso e di garanzia.
  5. Quinta sera. Solo ora, se il materasso è sano ma cedevole in superficie, valuta un topper in lattice denso o schiuma HR.

Domande frequenti sul materasso troppo morbido

Come capire se il materasso è troppo morbido?

Se affondi in modo uniforme, fai fatica a girarti e il materasso torna piano appena ti alzi, è troppo morbido per te. Se invece la conca resta visibile a letto vuoto, soprattutto al centro, il materasso ha ceduto: è un problema diverso, che si misura col filo teso e si risolve con la garanzia o la sostituzione.

Un materasso troppo morbido fa venire il mal di schiena?

Può contribuire, perché il bacino affonda più delle spalle. Ma le prove sono meno nette di quanto si legga: il trial pubblicato su The Lancet nel 2003 ha trovato meno dolore lombare con un materasso medio-rigido rispetto a uno rigido, senza testare quello morbido. Se il dolore persiste, il materasso è solo uno dei fattori da considerare.

Un materasso nuovo troppo morbido si indurisce col tempo?

No. Con l’uso i materassi perdono portanza, non la guadagnano: l’assestamento delle prime settimane li rende semmai un po’ più cedevoli. L’unica variazione reversibile riguarda il memory, che è più morbido al caldo e più rigido al freddo. Se è troppo morbido dalla prima settimana, conviene decidere entro i tempi del reso.

Come si irrigidisce un materasso troppo morbido?

Nell’ordine: si controlla la rete e si regolano i cursori di rigidità se ci sono, si ruota o si gira sul lato più sostenuto se il modello lo prevede, si tolgono gli strati imbottiti sopra, e solo alla fine si aggiunge un topper in lattice denso o schiuma ad alta resilienza. Un topper memory ottiene l’effetto opposto.

Si può mettere una tavola sotto il materasso?

Sì, ma serve solo se la morbidezza viene dalla rete, e ha un costo: un pannello pieno toglie ventilazione alla parte inferiore del materasso e favorisce l’umidità. Alcuni produttori, fra cui Altaflex, escludono dalla garanzia convenzionale il piano a tavola unica senza fori. Se lo usi, sceglilo forato e arieggia il letto ogni mattina.

Quale topper scegliere per un materasso troppo morbido?

Un topper in lattice ad alta densità o in schiuma ad alta resilienza, con materiale e densità dichiarati in scheda. Non in memory foam, che ammorbidisce invece di sostenere. E solo su un materasso sano: sopra una conca il topper la copia e non la corregge, e dopo qualche settimana ti ritrovi nella stessa posizione.

Si può restituire un materasso perché è troppo morbido?

Se l’hai comprato online sì, entro quattordici giorni dalla consegna e senza motivazione, anche se hai tolto la pellicola: lo ha stabilito la Corte di giustizia UE nel 2019. Rispondi però della diminuzione di valore se l’hai usato oltre il necessario per provarlo. In negozio vale solo ciò che il venditore ha promesso per iscritto.

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