Pulizia · Aggiornato il 26 settembre 2026

Lavapavimenti o mocio: quale conviene davvero, casa per casa

La lavapavimenti vince sul tempo e sull’acqua sporca, il mocio sullo sporco secco, sugli angoli e sulle case piccole. Qui trovi il confronto voce per voce, con il test di Altroconsumo, i manuali e il conto in bolletta.

di Redazione Fatto per Durare 23 min di lettura
Lavapavimenti senza fili accanto a un mocio con secchio strizzatore sul pavimento in gres di una cucina
Lavapavimenti senza fili accanto a un mocio con secchio strizzatore sul pavimento in gres di una cucina

Lavapavimenti o mocio: la risposta onesta è che dipende da tre cose, e nessuna è il marchio. Quanti metri quadri di pavimento duro hai, quanto spesso si sporcano, e quanto ti pesa il secchio. Una lavapavimenti fa risparmiare tempo e non rimette a terra l’acqua sporca; il mocio pulisce meglio lo sporco secco, arriva negli angoli e in una casa piccola resta imbattibile.

Qui trovi il confronto voce per voce: cosa dice l’unico test italiano pubblicato, cosa scrivono i manuali d’uso e manutenzione, cosa succede su parquet, gres e cotto, quanto consuma davvero una lavapavimenti in bolletta e — la parte che di solito manca — dove il mocio vince senza discussioni.

Lavapavimenti o mocio: la risposta breve

La lavapavimenti conviene se hai almeno una settantina di metri quadri di pavimento duro, lavi due o più volte a settimana e hai animali o bambini che sporcano di continuo. Il mocio conviene in un monolocale o un bilocale, su pavimenti delicati e se lavi una volta a settimana. Nessuno dei due sostituisce l’aspirapolvere.

Il punto su cui quasi tutti i confronti glissano è che le due macchine non fanno lo stesso lavoro. Il mocio lava: stende acqua e detergente, stacca lo sporco con lo sfregamento e ne porta via una parte nel secchio. La lavapavimenti lava e raccoglie insieme: bagna un rullo, lo fa girare sul pavimento e un centimetro più indietro risucchia l’acqua sporca in un secondo serbatoio.

Cosa intendiamo per mocio

Sotto la parola «mocio» stanno tre attrezzi diversi, e conviene distinguerli perché si comportano in modo diverso. Il mocio classico con secchio e strizzatore è il più diffuso: fiocco in cotone o microfibra, secchio con cestello, strizzatura a pressione. Il mocio rotante a centrifuga ha un secchio con un cestello che gira quando premi il pedale o spingi il manico: strizza molto di più, quindi lascia meno acqua a terra. Lo spray mop non ha secchio: un piccolo serbatoio sul manico spruzza acqua davanti a un panno piatto in microfibra.

Cosa intendiamo per lavapavimenti

In questa pagina «lavapavimenti» è l’elettrodomestico verticale che aspira e lava, a batteria o a filo, con due serbatoi: uno per l’acqua pulita, uno per quella sporca. Non parliamo di robot, e non parliamo di scope a vapore, che sono un’altra macchina: il confronto fra vapore e lavapavimenti sta nella pagina sulle migliori scope a vapore.

Il confronto in una tabella

Voce Mocio (secchio, rotante, spray) Lavapavimenti aspira e lava
Sporco leggero e medio buono, se l’acqua è pulita buono, anche nelle fughe
Sporco secco e macchie di grasso migliore: si insiste e si strofina meno efficace
Angoli e sotto i mobili ci arriva fatica: testina larga, ruote grandi
Acqua sporca torna in parte sul pavimento finisce in un serbatoio separato
Umidità residua alta col secchio, bassa col rotante bassa
Preparazione e riordino pochi minuti, niente elettronica svuotare, autopulizia, a volte il rullo a mano
Spazio un secchio base di ricarica vicino a una presa
Rumore nessuno quello di un aspirapolvere
Corrente zero (salvo l’acqua calda) ricarica e asciugatura del rullo
Ricambi il fiocco o il panno rullo, filtro, batteria

Chi pulisce meglio: cosa dice l’unico test italiano

Il riferimento italiano è la prova di Altroconsumo su nove lavapavimenti, usate in casa e non in laboratorio. Il verdetto è netto: sullo sporco leggero e medio le lavapavimenti fanno meglio del mocio tradizionale, fughe comprese; sullo sporco secco e sulle macchie di grasso il mocio resta superiore.

Vale la pena leggerlo per intero, perché è una delle poche fonti che non ha niente da vendere su nessuno dei due fronti. Nel confronto di Altroconsumo le prestazioni dei modelli risultano simili fra loro, con buoni risultati su sporco leggero e medio, fughe pulite e un pavimento lasciato poco umido, «meglio del mocio tradizionale». Nella stessa frase arrivano i limiti: difficoltà negli angoli e sotto i mobili, efficacia minore su sporco secco e macchie grasse.

Dove vince la lavapavimenti

Vince sul lavaggio di tutti i giorni. Il rullo è bagnato di acqua sempre pulita, gira a velocità costante e l’acqua sporca se ne va subito: il risultato è uniforme dalla prima all’ultima stanza, senza il calo che col mocio arriva quando il secchio diventa grigio. Vince anche sulle fughe, dove il mocio tende a depositare lo sporco invece di toglierlo, e sul pavimento che resta poco bagnato: ci si cammina sopra dopo pochi minuti.

Dove vince il mocio

Vince dove serve forza e precisione. Una macchia secca di sugo, un’impronta di fango indurita, il grasso vicino ai fornelli: col mocio ci torni sopra, premi, strofini. La lavapavimenti passa alla stessa pressione e alla stessa velocità, e se la macchia non viene via al secondo passaggio non c’è molto altro da fare.

Vince anche nei bordi: il fiocco si piega contro il battiscopa, entra fra le gambe delle sedie e sotto i mobili bassi. Altroconsumo annota proprio che le ruote grandi delle lavapavimenti penalizzano gli spazi stretti.

Il caso a parte: igiene e batteri

Qui la risposta è più prudente di quello che dicono le pubblicità di entrambi. Un mocio con acqua pulita e fiocco lavato è igienico quanto basta per una casa; un mocio con l’acqua del terzo ambiente non lo è. Una lavapavimenti tiene separata l’acqua sporca, ma se il rullo resta umido nella base diventa lui la fonte di odori e batteri. In tutti e due i casi l’igiene la decide la manutenzione, non l’attrezzo.

L’acqua sporca: la vera differenza fra i due

La differenza tecnica che conta è una sola: il mocio lava con acqua che si sporca a ogni risciacquo, la lavapavimenti con acqua sempre pulita, e raccoglie quella sporca in un serbatoio a parte. È il motivo per cui su superfici grandi e sporco ricorrente la lavapavimenti dà un risultato più uniforme.

Il mocio ridistribuisce lo sporco

Col secchio classico il ciclo è sempre lo stesso: immergi, strizzi, passi, torni a immergere. A ogni risciacquo il fiocco lascia nel secchio una parte dello sporco raccolto e si riprende un po’ di quello già in acqua. Dopo la cucina, l’acqua con cui lavi il corridoio non è più acqua pulita: è una soluzione diluita del pavimento della cucina.

Il rimedio esiste, ed è quello che facevano le nostre nonne: cambiare l’acqua fra un ambiente e l’altro, oppure usare due secchi, uno per lavare e uno per sciacquare il fiocco. Funziona benissimo. Semplicemente, quasi nessuno lo fa.

La lavapavimenti separa pulita e sporca

La lavapavimenti ha due serbatoi. Il manuale del Dreame H12 Pro Ultra, per fare un esempio tipico della categoria, dichiara 900 ml di acqua pulita e 700 ml di acqua usata. L’acqua pulita bagna il rullo, lo sporco viene aspirato nell’altro contenitore e non torna più a terra. Per questo il risultato non peggiora man mano che vai avanti.

Il rovescio della medaglia è che quell’acqua sporca la devi svuotare tu, a fine lavoro, e il serbatoio va sciacquato: se lo dimentichi, è la prima causa di cattivo odore, come spiega la guida su cosa fare quando la lavapavimenti puzza.

Quanta acqua resta sul pavimento

Il mocio classico, strizzato a mano, lascia il pavimento bagnato: è il motivo per cui si aspetta prima di camminarci. Il rotante a centrifuga strizza molto di più e lascia un velo sottile. Lo spray mop bagna solo quanto spruzzi. La lavapavimenti lascia un velo leggero, perché aspira buona parte dell’acqua che eroga. Sui pavimenti che temono l’acqua, come vedremo, questa voce pesa più di tutte le altre.

Tempo e fatica: il conto di una pulizia vera

La lavapavimenti fa risparmiare tempo durante il lavaggio, ma ne chiede dopo: svuotare il serbatoio sporco, lanciare l’autopulizia, controllare rullo e filtro. Il mocio è più lento e faticoso mentre lavi, ma si riordina in pochi minuti. Il risparmio netto cresce con i metri quadri, e sotto una certa soglia sparisce.

Il mocio: la fatica sta nel secchio

Con il mocio classico il tempo se ne va in tre gesti che si ripetono: riempire il secchio, strizzare, cambiare l’acqua. Il secchio pieno pesa, va spostato da una stanza all’altra e va svuotato nel water o nel lavandino. Il rotante toglie la fatica della strizzatura; lo spray mop toglie il secchio, ma chiede di fermarsi a cambiare o sciacquare il panno quando è saturo.

A lavoro finito, però, il mocio si risciacqua, si strizza e si lascia asciugare. Niente altro.

La lavapavimenti: la fatica sta dopo

Durante il lavaggio la lavapavimenti è più veloce: non ci sono risciacqui né strizzature, e aspira briciole e peli nello stesso passaggio. È dopo che arriva il conto. Altroconsumo descrive il riordino così: vanno svuotati i serbatoi e puliti i filtri, poi la macchina torna sulla base per ricarica e autopulizia; il ciclo è «lungo e rumoroso», chiede altra acqua pulita e lo svuotamento finale del serbatoio sporco. E consiglia comunque una pulizia manuale dei rulli ogni 4-5 utilizzi.

La batteria come limite di tempo

Sulle lavapavimenti senza fili c’è un tetto che il mocio non ha. Altroconsumo riporta autonomie dichiarate fra 30 e 60 minuti, spesso insufficienti per appartamenti medio-grandi, e una capacità che con il tempo cala. Il manuale Dreame dichiara circa quattro ore di ricarica, asciugatura compresa. Se l’autonomia finisce a metà casa, la seconda metà aspetta: con il mocio non succede mai. Le versioni a filo tolgono il problema, in cambio di un cavo da gestire.

Parquet, gres e cotto: su quale pavimento conviene cosa

Il pavimento decide più dei metri quadri. Gres porcellanato e ceramica sono il terreno ideale della lavapavimenti. Il parquet sigillato la tollera meglio di un mocio bagnato, perché lascia meno acqua. Cotto e pietra non trattati, porosi, restano territorio del mocio ben strizzato. Sui tappeti non va nessuno dei due.

Parquet: meno acqua possibile

Sul legno il nemico è l’acqua che ristagna. I produttori di parquet lo scrivono nelle istruzioni di manutenzione: la scheda di cura del parquet verniciato di Alberani indica, per il lavaggio settimanale, uno straccio «ben strizzato». Un mocio classico gocciolante è esattamente ciò che il legno non vuole; un rotante ben centrifugato o uno spray mop vanno molto meglio.

La lavapavimenti, sul parquet, è ammessa ma con un limite preciso: il manuale Dreame ne indica l’uso su superfici non moquettate come vinile, piastrelle e «legno sigillato». Parquet verniciato o laccato, quindi sì; legno a olio o a cera, grezzo o con fughe aperte fra le doghe, no. Se non sai che finitura hai, chiedi a chi l’ha posato prima di comprare.

Gres e ceramica: dove la lavapavimenti rende di più

Sulle superfici dure e non assorbenti la lavapavimenti dà il meglio. Il gres porcellanato non teme l’acqua, le fughe si puliscono bene col rullo e il velo residuo asciuga in pochi minuti. È il pavimento delle case recenti, ed è quello su cui il risparmio di tempo si sente di più. Se la tua casa è tutta in gres e hai più di un bagno, la lavapavimenti ha il vantaggio più largo.

Cotto e pietra: dipende dal trattamento

Il cotto non trattato e le pietre porose assorbono acqua e sporco, e la microfibra del rullo si consuma prima sulle superfici ruvide: la guida sulla puzza delle lavapavimenti lo ricorda parlando della durata dei rulli su cotto e gres strutturato. Qui il mocio, con cui puoi dosare l’acqua e insistere sulle macchie, è la scelta più prudente. Sul cotto trattato e sigillato la lavapavimenti torna utilizzabile, sempre con poca acqua.

Tappeti: nessuno dei due

Né il mocio né la lavapavimenti vanno sui tappeti: il manuale Dreame parla espressamente di superfici non moquettate. Se hai molti tappeti, il confronto che ti interessa è un altro, e la macchina che ti serve per prima è un aspirapolvere: le scelte per peli di animali e tappeti partono da lì.

Quanti metri quadri e che casa: dove conviene davvero

La lavapavimenti si ripaga in tempo, non in denaro. Sotto i 50-60 metri quadri di pavimento duro il tempo risparmiato è troppo poco per giustificare base, ricarica e manutenzione. Fra 70 e 120 metri quadri, con lavaggi frequenti, il vantaggio diventa concreto. Su più piani tornano i limiti di peso e base.

Monolocale e bilocale: il mocio vince

In una casa piccola lavare col mocio richiede un quarto d’ora. La lavapavimenti te ne farebbe risparmiare pochi minuti, e te ne chiederebbe altrettanti per svuotare, sciacquare e lanciare l’autopulizia. In più occupa un angolo fisso con una presa, che in 40 metri quadri è spazio prezioso. Qui il mocio rotante è la scelta più sensata, e non per ripiego.

Appartamento medio: dipende dalla frequenza

Fra 70 e 120 metri quadri la variabile che decide è quante volte lavi. Una volta a settimana, il mocio regge benissimo. Due o tre volte, o tutti i giorni in cucina, la lavapavimenti comincia a restituirti tempo vero: niente secchio da trascinare, niente acqua da cambiare, e aspira anche le briciole nello stesso passaggio. Guarda però i serbatoi: con 900 ml di acqua pulita, come sul modello Dreame citato sopra, su una casa grande può servire un secondo pieno.

Casa grande o su più piani

Su una casa grande tutta in pavimento duro la lavapavimenti conviene di più, con due avvertenze. La prima è l’autonomia: sopra le taglie medie serve un modello con batteria generosa o a filo. La seconda sono le scale: nessuna lavapavimenti le lava, e la base sta su un piano solo, quindi la macchina va portata su e giù, carica d’acqua. Per le scale il mocio resta insostituibile anche in chi ha la lavapavimenti.

Animali, bambini e cucina: lo sporco che torna ogni giorno

Con animali in casa o bambini piccoli la lavapavimenti ha il vantaggio più chiaro: raccoglie peli, briciole e impronte in un solo passaggio e l’acqua sporca non torna a terra. In cucina, però, il grasso vicino ai fornelli resta un lavoro da mocio: Altroconsumo lo scrive, e sconsiglia di aspirare cibo e oli.

Impronte, peli bagnati e briciole

Il cane che rientra con le zampe bagnate, il bambino che rovescia il succo, le briciole sotto il seggiolone: è lo sporco misto, umido e solido insieme, in cui la lavapavimenti rende di più. Col mocio le briciole vanno prima tolte con la scopa, altrimenti si impastano nel fiocco. La lavapavimenti le aspira mentre lava, e la frequenza con cui la usi diventa quella con cui serve, non quella con cui hai voglia di tirare fuori il secchio.

Un avvertimento pratico: i peli lunghi si avvolgono attorno al rullo e finiscono nel filtro. Il rullo si estrae e si pulisce, ma con un cane che perde molto pelo è un lavoro in più da mettere in conto, e l’aspirapolvere a secco resta comunque necessario.

La cucina e il grasso

In cucina il confronto si rovescia vicino ai fornelli. Le macchie di grasso cotto, l’olio schizzato, il sugo secco sono proprio lo sporco su cui Altroconsumo trova il mocio superiore, e nello stesso test si sconsiglia di aspirare cibo o oli con la lavapavimenti, per il rischio di intasamenti. La soluzione pratica, in molte case, è usarli entrambi: la lavapavimenti per il lavaggio generale, il mocio o una spugna per la zona fuochi.

Sicurezza con i bambini piccoli

Il mocio classico lascia il pavimento bagnato più a lungo, e un pavimento bagnato su cui gattona un bambino o corre un cane è scivoloso. La lavapavimenti lascia un velo più sottile che asciuga prima. Per contro, il secchio pieno d’acqua e detergente è un rischio che la lavapavimenti non ha: il serbatoio è chiuso dentro la macchina.

Spazio, base di ricarica e rumore

Il mocio sta in un ripostiglio, dietro una porta, sotto il lavello. La lavapavimenti chiede un angolo fisso, vicino a una presa, per la base di ricarica e autopulizia, e fa il rumore di un aspirapolvere. Sono due voci che nessuno guarda prima dell’acquisto e che decidono quante volte la userai davvero.

Dove metti la base

La base di una lavapavimenti senza fili non si ripone: resta collegata alla corrente, perché lì la macchina si ricarica, si autopulisce e, nei modelli che lo prevedono, asciuga il rullo. Il manuale Dreame chiede di posizionarla contro una parete, su un pavimento in piano, e di collegarla alla corrente. Altroconsumo, fra i contro di uno dei modelli provati, annota proprio che la base «occupa parecchio spazio».

Prima di comprarla, quindi, trova il posto: un angolo della cucina, del bagno o del ripostiglio con una presa libera e lo spazio per la macchina in piedi. Se non ce l’hai, la macchina finirà nel sottoscala e smetterai di usarla.

Il rumore, e quando lavi

Il mocio non fa rumore, e si usa quando vuoi: alle sette di mattina, a mezzanotte, con il bambino che dorme. La lavapavimenti ha un motore di aspirazione e fa un rumore paragonabile a quello di una scopa elettrica, e anche l’autopulizia, dice Altroconsumo, è rumorosa. I decibel dichiarati dai costruttori, modello per modello, sono nella classifica delle migliori lavapavimenti elettrici. Se lavi di sera in un condominio, è una voce da pesare.

Il peso da spostare

Una lavapavimenti pesa qualche chilo, che diventa di più con i serbatoi pieni; si spinge sulle ruote ma si solleva per cambiare piano. Un secchio pieno d’acqua pesa quanto l’acqua che contiene, e va sollevato ogni volta che lo svuoti. Per chi ha problemi di schiena la lavapavimenti è la scelta più leggera nel lavaggio; per chi deve fare le scale, il mocio.

Quanto consuma una lavapavimenti in bolletta

Poco: sul modello che abbiamo usato come riferimento, fra ricarica della batteria e asciugatura del rullo, circa 0,22 kWh a lavaggio, arrotondando per eccesso. A tre lavaggi a settimana sono circa 11 euro l’anno di corrente. E il mocio, se l’acqua calda la fa uno scaldabagno elettrico, non è a costo zero.

Il conto della lavapavimenti

Il conto parte dai dati del manuale del Dreame H12 Pro Ultra: batteria da 21,6 V e 4.000 mAh, cioè circa 86 Wh; base con potenza nominale di ingresso di 234 W, misurata — precisa il costruttore — con asciugatura e ricarica attive insieme; asciugatura di circa 30 minuti. Una ricarica completa con le perdite vale circa 0,1 kWh; mezz’ora di base alla potenza massima dichiarata ne vale 0,117. Il totale, arrotondato per eccesso, è 0,22 kWh a lavaggio.

La tariffa è quella di riferimento pubblicata da ARERA: dal 1° luglio 2026 il prezzo dell’energia elettrica per il cliente tipo è di 31,63 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse, cioè 0,3163 €/kWh. Con la tua tariffa il conto cambia in proporzione.

E il secchio d’acqua calda?

Scaldare 5 litri d’acqua da 15 a 45 °C richiede circa 0,17 kWh: è fisica, non un dato di costruttore. Se l’acqua calda la produce uno scaldabagno elettrico, ogni secchio di mocio costa in corrente quasi quanto un lavaggio con la lavapavimenti, il cui serbatoio si riempie con acqua del rubinetto non riscaldata. Con lo scaldabagno a gas, o con acqua fredda, il conto del mocio scende di molto. Quanto pesa lo scaldabagno nella bolletta lo spiega la pagina sui consumi dello scaldabagno elettrico.

Lavaggi all’anno Lavapavimenti (0,22 kWh a lavaggio) Mocio con 5 litri a 45 °C da scaldabagno elettrico (0,17 kWh)
52 (uno a settimana) 11,4 kWh · 3,62 € 9,1 kWh · 2,86 €
104 (due a settimana) 22,9 kWh · 7,24 € 18,1 kWh · 5,72 €
156 (tre a settimana) 34,3 kWh · 10,86 € 27,1 kWh · 8,58 €
365 (tutti i giorni) 80,3 kWh · 25,40 € 63,5 kWh · 20,09 €

Tariffa ARERA 0,3163 €/kWh, III trimestre 2026. La colonna del mocio vale solo se l’acqua calda arriva da uno scaldabagno elettrico.

Ricambi e detergenti: il costo che pesa di più

La corrente è la voce più piccola. Quella che pesa, sulla lavapavimenti, sono i consumabili: rullo e filtro, che i costruttori indicano di sostituire ogni pochi mesi, e il detergente dedicato. In rapporto: il fiocco di un mocio rotante si cambia più di rado del rullo di una lavapavimenti e costa una frazione del rullo; un anno di rulli e filtri di una lavapavimenti costa più della corrente che consuma nello stesso anno. Il mocio lava bene anche con un detergente qualsiasi per pavimenti, la lavapavimenti chiede prodotti che non facciano schiuma.

Manutenzione e durata: cosa si rompe, e quando

Il mocio non si rompe: si consuma il fiocco, che si cambia. La lavapavimenti ha batteria, pompa, motore e sensori, e chiede una manutenzione dopo ogni uso. In cambio di tempo risparmiato, compri un apparecchio da curare e che un giorno andrà riparato o sostituito. È una scelta legittima, ma va fatta sapendolo.

Il mocio: un fiocco ogni sei mesi

La manutenzione del mocio sta in una riga. Per il suo mocio rotante Turbo Smart, Vileda indica di sciacquare il fiocco sotto l’acqua tiepida, di lavarlo in lavatrice a 30 °C al massimo senza ammorbidente — che riduce l’efficacia delle microfibre — di farlo asciugare completamente prima di rimontarlo e di sostituirlo almeno ogni sei mesi. Il secchio e il manico, se non li rompi, durano anni.

La lavapavimenti: la routine dopo ogni uso

La lavapavimenti chiede più disciplina. Dopo ogni uso va svuotato e sciacquato il serbatoio dell’acqua sporca, va avviata l’autopulizia e il rullo deve asciugare; una volta a settimana vanno puliti filtro, tubo e base. Chi salta questi passaggi si ritrova con una macchina che puzza: le sette cause, e la routine completa per evitarle, sono nella guida su la lavapavimenti che puzza.

Cosa si rompe per primo

Sulla lavapavimenti senza fili il pezzo che invecchia per primo è la batteria: Altroconsumo lo annota, e la capacità che cala significa meno metri quadri per ogni carica. Poi vengono i consumabili, rullo e filtro, che si comprano; poi i guasti veri, pompa e motore. Quando arriva uno di questi, lo strumento per capire se conviene riparare o sostituire mette in fila età della macchina, peso del pezzo rotto e vita residua.

Il consiglio pratico è controllare prima dell’acquisto che rullo, filtro e batteria del modello siano venduti come ricambi, originali o compatibili, e trattati da più di un venditore.

Il verdetto, profilo per profilo

Non c’è un vincitore unico, c’è un vincitore per ogni casa. Il mocio rotante vince nelle case piccole, sui pavimenti porosi e per chi lava una volta a settimana. La lavapavimenti vince con molti metri quadri in gres, lavaggi frequenti, animali e bambini. In molte case la risposta giusta è avere entrambi.

Scegli il mocio se

  • vivi in un monolocale o in un bilocale, o hai meno di 50-60 metri quadri di pavimento duro;
  • lavi una volta a settimana e lo sporco è poco;
  • hai cotto non trattato, pietra porosa o parquet a olio;
  • non hai un angolo con una presa libera per la base;
  • lavi spesso di sera o di notte e il rumore è un problema;
  • la casa è su più piani con scale da lavare.

Fra i mocio, il rotante a centrifuga è quello da comprare nella maggior parte dei casi: strizza meglio del classico, bagna meno il pavimento e costa una frazione di una lavapavimenti. Lo spray mop è la scelta per i ritocchi veloci e per il parquet.

Scegli la lavapavimenti se

  • hai più di 70 metri quadri di gres, ceramica o legno sigillato;
  • lavi due o più volte a settimana, o la cucina tutti i giorni;
  • hai animali che portano dentro fango e peli, o bambini piccoli;
  • il secchio da portare in giro ti pesa, fisicamente;
  • sei disposto a dedicare cinque minuti dopo ogni lavaggio alla manutenzione.

Se hai deciso per la lavapavimenti, i modelli da guardare — con serbatoi, autonomia, asciugatura del rullo e ricambi — sono messi in fila nella classifica delle migliori lavapavimenti elettrici.

Il caso più comune: tutti e due

Nella pratica, molte case che comprano una lavapavimenti tengono il mocio. La lavapavimenti fa il lavaggio di tutti i giorni su tutta la superficie; il mocio resta per le scale, per la zona fuochi, per gli angoli e per la macchia secca che il rullo non stacca. Non è uno spreco: sono due attrezzi che fanno due lavori diversi, e il mocio occupa lo spazio di un secchio.

Domande frequenti

La lavapavimenti sostituisce il mocio?

Per il lavaggio di tutti i giorni sì, nella maggior parte delle case con pavimenti duri. Per tutto il resto no: nel test di Altroconsumo il mocio resta superiore su sporco secco e macchie di grasso, e le lavapavimenti faticano negli angoli e sotto i mobili. Per le scale serve comunque il mocio, perché nessuna lavapavimenti le lava.

La lavapavimenti pulisce meglio del mocio?

Sullo sporco leggero e medio sì: Altroconsumo rileva buoni risultati anche sulle fughe e un pavimento lasciato poco umido, meglio del mocio tradizionale. Sullo sporco secco, sulle macchie di grasso e nei punti stretti il mocio pulisce meglio, perché puoi insistere e strofinare. Il vantaggio decisivo della lavapavimenti è che non rimette a terra l’acqua sporca.

Si può usare la lavapavimenti sul parquet?

Sì, se il parquet è sigillato, cioè verniciato o laccato: il manuale Dreame indica l’uso su vinile, piastrelle e legno sigillato. Su parquet a olio, a cera, grezzo o con fughe aperte meglio evitare. Sul legno la lavapavimenti bagna meno di un mocio classico mal strizzato; un mocio rotante ben centrifugato o uno spray mop sono comunque alternative sicure.

Quanto consuma una lavapavimenti?

Poco. Sul modello di riferimento di questa pagina, fra ricarica della batteria e asciugatura del rullo, circa 0,22 kWh a lavaggio, arrotondato per eccesso. Con la tariffa ARERA di 0,3163 €/kWh sono circa 3,62 euro l’anno con un lavaggio a settimana e 10,86 euro con tre. Pesano di più rullo, filtri e detergente.

Conviene una lavapavimenti in una casa piccola?

Di solito no. In un monolocale o in un bilocale il tempo risparmiato durante il lavaggio si perde quasi tutto nello svuotamento del serbatoio sporco, nell’autopulizia e nella cura del rullo, e la base occupa un angolo fisso vicino a una presa. Un mocio rotante a centrifuga fa lo stesso lavoro, bagna poco e sta in un ripostiglio.

Con cani e gatti è meglio la lavapavimenti?

In genere sì, perché raccoglie impronte bagnate, peli e briciole nello stesso passaggio e non rimette a terra l’acqua sporca. I peli lunghi però si avvolgono attorno al rullo e finiscono nel filtro, quindi la manutenzione aumenta. E sui tappeti e sui divani, dove si accumula la maggior parte dei peli, serve comunque un aspirapolvere.

La lavapavimenti igienizza più del mocio?

Non di per sé. Separa l’acqua sporca da quella pulita, e questo è un vantaggio reale sull’igiene del lavaggio. Ma se il rullo resta umido nella base o il serbatoio sporco non viene svuotato, diventa lei la fonte di batteri e odori. Un mocio con acqua pulita e fiocco lavato e asciugato è igienico quanto basta per una casa.

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