Fai da te · Aggiornato il 1 settembre 2026

Migliori avvitatori a batteria professionali: 6 modelli e quale scegliere

Sei trapani avvitatori a batteria professionali confrontati sulle schede tecniche dei costruttori: quale piattaforma di batterie ti stai legando addosso, cosa separa un professionale da un fai da te di fascia alta, e per quanti anni esistono i ricambi.

di Redazione Fatto per Durare 40 min di lettura

Come abbiamo scelto

Non abbiamo un laboratorio e non riceviamo prodotti dai marchi. Confrontiamo schede tecniche e manuali di servizio, leggiamo le recensioni verificate degli acquirenti italiani e controlliamo la disponibilità di filtri e ricambi. Quando compri dai nostri link riceviamo una commissione da Amazon: il prezzo che paghi non cambia.

Trapano avvitatore a batteria professionale appoggiato su un banco da officina accanto a due batterie da 18 volt e a un caricabatterie
Trapano avvitatore a batteria professionale appoggiato su un banco da officina accanto a due batterie da 18 volt e a un caricabatterie

A questo livello non stai comprando un attrezzo: stai comprando una piattaforma di batterie. Qui trovi sei trapani avvitatori a batteria professionali venduti su Amazon, confrontati sulle schede tecniche dei costruttori, e i tre vincoli che decidono l’acquisto molto prima dei newton metro: quale sistema ti stai legando addosso, cosa c’è davvero dentro la scatola, e per quanti anni esistono i ricambi di quel corpo macchina.

Il colore che scegli oggi decide quale sarà il tuo avvitatore a impulsi fra due anni, la tua smerigliatrice fra tre e il tuo tassellatore fra cinque. Non perché tu sia fedele a un marchio, ma perché la batteria è l’unico pezzo che non puoi far viaggiare fra un sistema e l’altro, ed è anche quello che nel tempo pesa di più. Chi entra dalla parte sbagliata se ne accorge al terzo attrezzo, quando scopre che il modello che gli serve nel suo sistema non esiste.

Se stai ancora decidendo che tipo di attrezzo ti serve, parti dalla guida su come scegliere un avvitatore a batteria. Se invece stai valutando anche la fascia hobbistica, la classifica larga degli avvitatori a batteria copre tutte le fasce. Questa pagina guarda solo la parte alta: corpi macchina brushless da 18 V pensati per essere accesi tutti i giorni.

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Prima della coppia c’è la piattaforma, e nessuno te lo dice in cima alla pagina

Un trapano avvitatore professionale da 18 V non è un oggetto autonomo: è la porta d’ingresso di un sistema di batterie. Bosch Professional, Makita LXT e DEWALT XR usano attacchi diversi e incompatibili fra loro. Sbagliare il primo acquisto non costa il prezzo di un trapano: costa la differenza su tutti gli utensili che comprerai dopo.

È il motivo per cui la domanda «quale trapano compro» è quasi sempre la domanda sbagliata. Quella giusta è «in quale sistema entro», e la risposta dipende da cosa farai fra tre anni, non da cosa devi forare domenica.

Cosa vincoli davvero il giorno che scegli il colore

Vincoli quattro cose, e nessuna delle quattro è il trapano. Vincoli il formato della batteria, che è meccanico ed elettronico insieme: il fissaggio a slitta, i contatti, il protocollo con cui la scheda dell’utensile legge lo stato delle celle. Vincoli il caricabatterie, dedicato al sistema. Vincoli il catalogo di attrezzi fra cui potrai scegliere senza ricomprare energia. E vincoli l’assistenza, perché la rete di centri autorizzati non è la stessa per i tre marchi.

Di questi quattro, quello che pesa nel tempo è il terzo. Un corpo macchina si compra una volta. Le batterie si comprano più volte, perché invecchiano, e ogni utensile nuovo preso «solo corpo» dà per scontato che tu le abbia già. Nel giro di cinque anni la spesa cumulata in batterie di un artigiano supera quella del primo trapano, spesso di parecchio.

Bosch Professional, Makita LXT e DEWALT XR: tre recinti che non comunicano

I tre sistemi hanno logiche diverse anche dentro la stessa tensione. Bosch Professional tiene due famiglie di batterie sotto lo stesso attacco: le GBA, con celle tradizionali, e le ProCORE18V, che il costruttore indica costruite su celle 21700 e più compatte e leggere a parità di amperora. Sono intercambiabili sull’utensile, ma non rendono uguale: sui lavori che chiedono corrente le ProCORE tengono meglio.

Makita ha un catalogo LXT da 18 V enorme, costruito su vent’anni di continuità dell’attacco, ed è il sistema che più spesso trovi già in mano ai colleghi in cantiere. DEWALT XR ha una gamma altrettanto ampia e una diffusione più forte nell’edilizia e nell’impiantistica che nel fai da te evoluto italiano.

La conseguenza pratica è banale e va detta: se in officina o in squadra girano già batterie di un marchio, quello è il tuo marchio. Il vantaggio di condividere le batterie con chi lavora accanto a te vale più di qualunque differenza di dieci newton metro.

AMPShare, l’unica alleanza che rompe il recinto

C’è una sola eccezione seria a questa logica, ed è dalla parte di Bosch. AMPShare è il sistema di batterie condiviso fra più marchi costruito sul Professional 18V System: sul sito dell’alleanza il costruttore dichiara oltre 35 marchi e oltre 350 utensili compatibili — fra cui FEIN, Klauke, Steinel, Wagner e Ledlenser.

Tradotto in pratica: se un giorno ti serve una pressatrice per tubi, una pistola per sigillante o un utensile specialistico che Bosch non fa, dentro AMPShare lo trovi di un altro marchio e ci monti la batteria che hai già. Fuori da AMPShare, quell’utensile specialistico ti obbliga a comprare anche l’energia per farlo funzionare.

Non è un motivo sufficiente da solo per scegliere il blu, ma è un argomento che nessuna delle classifiche in circolazione mette in conto, e per un installatore vale molto più di una posizione di frizione in più.

L’errore che si paga al terzo attrezzo

L’errore tipico non è comprare un trapano scadente. È comprare il trapano giusto nel sistema sbagliato, perché quel giorno era la combinazione più conveniente. Il conto arriva quando aggiungi il secondo e il terzo pezzo: un avvitatore a impulsi, una smerigliatrice, una torcia da cantiere. Se sono nel tuo sistema, li prendi «solo corpo» e paghi solo la meccanica. Se non lo sono, ogni pezzo si porta dietro batteria e caricabatterie.

La regola operativa è una sola: scegli il sistema guardando il secondo e il terzo utensile, non il primo. Il primo, a questo livello, lo fanno bene tutti e tre.

«Solo corpo» è la scelta più intelligente o la peggiore, e non c’è via di mezzo

Solo corpo (o body only) significa che nella scatola c’è l’utensile e basta: niente batteria, niente caricabatterie, spesso nemmeno la valigetta. Se sei già dentro quel sistema è il modo giusto di comprare, perché non paghi energia che hai già. Se non lo sei, è un attrezzo che non si accende.

Due dei sei modelli qui sotto sono corpi macchina nudi. Va detto prima della classifica, perché è l’equivoco che genera più acquisti sbagliati in questa fascia.

Come si leggono le sigle: Z, RTJ, RFX3, D2T

Le sigle in coda al codice modello non sono decorative: sono l’elenco di cosa c’è dentro. In casa Makita la Z finale significa solo corpo — DHP489Z e DHP484Z sono corpi nudi. La R indica la presenza di batterie e caricabatterie, la T batterie da 5,0 Ah, la F batterie da 3,0 Ah, la J la valigetta rigida MAKPAC. DHP490RFX3 è quindi il corpo con due batterie da 3,0 Ah, caricabatterie e un set di accessori.

In casa Bosch Professional l’informazione sta nel codice numerico a dieci cifre più che nella sigla, ed è lo stesso numero che serve per ordinare i ricambi. In casa DEWALT la logica somiglia a quella Makita: D2 indica due batterie da 2,0 Ah, T la valigetta TSTAK, QW il mercato europeo con spina italiana. DCD778D2T-QW è quindi un kit completo.

Guarda sempre la sigla prima del titolo dell’inserzione, perché lo stesso modello base viene venduto in cinque o sei configurazioni diverse e il titolo non sempre le distingue in modo leggibile.

Due di questi sei non si accendono appena apri la scatola

Nella classifica qui sotto, il Makita DHP489Z e il Makita DHP484Z sono corpi macchina senza batteria né caricabatterie. Il Bosch GSB 18V-65, il Bosch GSB 18V-45, il Makita DHP490RFX3 e il DEWALT DCD778D2T-QW arrivano invece con due batterie e il caricabatterie.

Non è un difetto dei primi due: è una configurazione pensata per chi ha già il sistema. Diventa un difetto solo se la compri senza saperlo. Il segnale in pagina è sempre la lettera finale del codice, e su Amazon compare quasi sempre nel titolo dell’inserzione.

Quando il corpo solo è la mossa giusta

Il corpo solo conviene quando hai già almeno due batterie sane dello stesso sistema e un caricabatterie che funziona. In quel caso stai comprando esattamente ciò che ti serve, e stai anche facendo la scelta più ragionevole sul piano della durata: le batterie sono il componente che invecchia per primo, e comprarne di nuove insieme a ogni attrezzo significa accumulare pacchi che invecchiano tutti insieme.

Il corpo solo è la scelta sbagliata in due casi: quando parti da zero, e quando le batterie che hai sono vecchie di sei o sette anni. Nel secondo caso il corpo nuovo funziona, ma lavora sotto le sue possibilità perché la batteria non riesce a dargli corrente.

I newton metro dichiarati non sono confrontabili fra marchi

Il numero di coppia che leggi sul titolo di un’inserzione non è una misura standardizzata come lo sono le emissioni di rumore e vibrazione, che si misurano secondo la serie di norme EN 62841 e per questo si confrontano davvero. I costruttori dichiarano grandezze diverse con nomi diversi, e confrontarle così come sono porta a conclusioni rovesciate. È il singolo errore più diffuso nelle classifiche di questa nicchia.

C’è anche un modo rapidissimo per capire con chi hai a che fare: i marchi professionali etichettano sempre il valore. Bosch scrive «avvitamento in materiale tenero/duro», Makita scrive «giunto rigido», «giunto elastico» e «coppia massima di serraggio». I marchi senza una rete alle spalle pubblicano un numero solo, nudo, che quasi sempre è il più alto che sono riusciti a misurare. Se una scheda dichiara una coppia senza dire su quale prova, quel numero non è confrontabile con nulla: è la prima differenza concreta fra un professionale e un fai da te di fascia alta, e si vede prima ancora di aprire la scatola.

Giunto rigido e giunto elastico: due prove, due numeri

La coppia di avvitamento si misura su due tipi di giunto. Il giunto rigido — che Bosch chiama avvitamento in materiale duro — è la vite che arriva a battuta di colpo su un supporto che non cede: la coppia sale in pochi gradi di rotazione. Il giunto elastico — materiale tenero — è la vite in un materiale che si comprime, tipicamente legno: la coppia sale gradualmente e l’attrezzo ha tempo di reagire.

Sono due prove diverse e danno due numeri diversi, sempre. Sul DHP489 Makita dichiara 73 Nm su giunto rigido e 40 Nm su giunto elastico. Bosch, sul GSB 18V-65, dichiara 31 Nm in materiale tenero e 65 Nm in materiale duro. Quando confronti due attrezzi, devi confrontare la stessa colonna.

Perché i 110 Nm del Makita non battono i 65 Nm del Bosch

Su alcuni modelli Makita compare, oltre ai due numeri di avvitamento, una terza voce: la coppia massima. Sul DHP489 è 110 Nm, sul DHP484 è 65 Nm. È il valore che finisce nei titoli delle inserzioni, perché è il più grosso. Non è la stessa grandezza dei 65 Nm dichiarati da Bosch in materiale duro: quelli corrispondono, semmai, ai 73 Nm di giunto rigido del Makita.

Anche Bosch dichiara sul GSB 18V-65 una coppia massima separata, 76 Nm, accanto ai 31/65 Nm di avvitamento. Il confronto onesto fra i due modelli, quindi, è 65 contro 73 su giunto duro e 76 contro 110 sulla coppia massima: due letture diverse dello stesso confronto, entrambe molto meno drammatiche di come vengono raccontate in giro.

Questa è la ragione per cui la tabella comparativa qui sotto riporta la coppia con l’indicazione del tipo di prova. Un numero senza il suo metodo di misura non è un dato: è un titolo.

Quanta coppia serve davvero, per lavoro

Per il montaggio di mobili, cartongesso, staffe e scatole elettriche, una coppia su giunto duro fra 40 e 50 Nm è già abbondante, e il limite lo trovi prima nella punta che nell’attrezzo. Per viti da legno lunghe, tirafondi, carpenteria leggera e legno duro, la soglia in cui un attrezzo smette di essere frustrante sta intorno ai 60 Nm su giunto duro.

Sopra i 70 Nm il vincolo si sposta su di te: la reazione che l’attrezzo scarica sul polso quando la punta si pianta cresce con la coppia, e per le viti davvero lunghe l’attrezzo giusto non è più un trapano avvitatore ma un avvitatore a impulsi, che lavora a colpi e non scarica reazione sul braccio. Su questo, la differenza fra le due famiglie di attrezzi conta più di dieci newton metro in un senso o nell’altro.

Cosa separa un professionale da un fai da te di fascia alta

Non sono i newton metro: un modello hobbistico di fascia alta arriva agli stessi numeri di targa. È come quei numeri vengono tenuti nel tempo, ed è tutto in cinque punti che si guardano prima di comprare. Quattro sono costruttivi, il quinto è il più importante e quasi nessuno lo verifica: la reperibilità dei ricambi a distanza di anni.

Ingranaggi, mandrino e cuscinetti: le tre parti che cedono

Il riduttore è la parte che rompe per prima su un attrezzo usato per lavoro. Sui modelli economici alcuni ingranaggi del rotismo epicicloidale sono in tecnopolimero: costano meno, pesano meno, sono più silenziosi, e sotto coppia ripetuta perdono il profilo del dente. Sui professionali il rotismo è in metallo — DEWALT lo dichiara esplicitamente sul DCD778, definendo la trasmissione a due velocità interamente metallica.

Il mandrino è il secondo punto. Un mandrino autoserrante con ghiera e ganasce in acciaio tiene la punta senza slittare sotto coppia; uno con corpo in tecnopolimero rinforzato, alla lunga, gioca. Bosch dichiara un mandrino in metallo da 13 mm sul GSB 18V-45 e una capacità da 1,5 a 13 mm sul GSB 18V-65.

Il terzo punto sono i supporti dell’albero. Cuscinetti a sfere al posto delle bronzine: costano di più, scaldano meno e sopportano meglio il carico radiale di una foratura fuori asse. Nessuno dei costruttori lo mette in evidenza sulle schede commerciali, ma si legge sugli esplosi dei ricambi — che restano il modo più onesto per capire com’è fatto un attrezzo prima di comprarlo.

Il motore, invece, non è più un criterio discriminante in questa fascia: tutti e sei i modelli qui sotto sono brushless. Se vuoi capire perché è diventato lo standard e in quali casi le spazzole hanno ancora senso, ne parliamo nella guida su brushless o a spazzole.

XPT, guarnizioni e il grado IP che nessuno di questi dichiara

Qui c’è un punto su cui la concorrenza sbaglia con regolarità, e vale la pena essere precisi. Makita indica con la sigla XPT — Extreme Protection Technology — un insieme di guarnizioni e accorgimenti costruttivi che il costruttore descrive come progettati per fornire una migliore resistenza alla polvere e all’acqua nel funzionamento in condizioni difficili.

XPT non è un grado IP. Il grado IP è una classificazione definita dalla norma IEC 60529, adottata in Europa come EN 60529: la prima cifra indica la protezione contro i corpi solidi, la seconda contro i liquidi, e la classificazione viene rilasciata da laboratori accreditati che eseguono prove normalizzate. XPT è una designazione commerciale del costruttore, non una classificazione di norma, e sulle schede tecniche dei modelli qui confrontati non compare nessun codice IP — di nessun marchio.

Non significa che XPT non serva: significa che non è verificabile con un numero e non è confrontabile con la protezione dichiarata da un altro costruttore. Chi scrive che un attrezzo con XPT «è IP56» sta inventando una cifra. Nella pratica la traduzione è semplice: nessuno di questi sei attrezzi va lasciato sotto la pioggia, e tutti e sei tollerano polvere e qualche goccia.

Ricambi ed esplosi: il dato che nessuna classifica riporta

Questo è il criterio che separa davvero un attrezzo da lavoro da uno da armadietto, e si verifica prima dell’acquisto. La domanda è una sola: fra otto anni, esiste ancora il pezzo?

Bosch è l’unico dei tre che pubblica una risposta. Sul suo servizio ricambi online il costruttore dichiara che i ricambi sono disponibili «per 8-10 anni max. da fine produzione», mette a disposizione un disegno esploso per ogni utensile e permette di cercare la macchina tramite il numero di serie a dieci cifre stampigliato sulla targhetta, quello che inizia per 06 o 36. Indica anche una consegna in 48-72 ore dall’invio dell’ordine e precisa che i ricambi devono essere montati esclusivamente da personale specializzato.

Makita e DEWALT non pubblicano una finestra equivalente. Per Makita gli esplosi e i pezzi si trovano abbondantemente attraverso la rete di ricambisti e centri assistenza italiani, che è capillare e storicamente ben fornita anche su modelli fuori produzione, ma non esiste un impegno numerico dichiarato dal costruttore. Per DEWALT, l’assistenza indirizza alla rete di centri autorizzati e alla richiesta di preventivo: nessuna finestra dichiarata, nessun catalogo ricambi pubblico consultabile con un numero di serie.

Non è un verdetto sulla qualità dei tre marchi, che in fascia professionale è alta per tutti. È un dato di trasparenza, ed è l’unico verificabile su cosa succede quando l’attrezzo si rompe fuori garanzia. Se il ragionamento su quando conviene riparare invece di sostituire ti interessa, abbiamo uno strumento dedicato: conviene ripararlo. E sul come e perché questi attrezzi finiscono la loro vita, i dati stanno in quanto dura un avvitatore a batteria.

Garanzia: 12 mesi, 24 mesi, tre anni, e cosa resta sempre fuori

Le condizioni di garanzia dei tre marchi sono pubbliche, sono diverse fra loro, e contengono due sorprese che nessuna classifica riporta.

La prima riguarda la garanzia di base. Makita Italia, nelle sue condizioni, distingue in modo netto: 12 mesi per gli operatori professionali dotati di partita IVA che acquistano con fattura, 24 mesi per i consumatori che acquistano con scontrino ai sensi del Codice del Consumo. Se compri per lavoro, quindi, la garanzia di legge dura la metà. DEWALT dichiara una garanzia europea di base di un anno.

La seconda riguarda l’estensione a tre anni, che tutti e tre offrono gratuitamente previa registrazione, ma con finestre e perimetri diversi. Bosch Professional chiede la registrazione entro quattro settimane dall’acquisto ed estende esplicitamente anche a batterie e caricabatterie, escludendo utensili ad alta frequenza, avvitatori industriali a batteria e pneumatici. Makita chiede la registrazione entro 30 giorni ed esclude batterie, caricabatterie e accessori in genere. DEWALT chiede la registrazione entro quattro settimane su MyDEWALT, riserva l’estensione all’utilizzatore professionale che ha acquistato da rivenditore autorizzato europeo, ed esclude batterie e caricabatterie salvo la linea PowerStack.

Il punto pratico è questo: su due sistemi su tre, il componente che si degrada più in fretta e pesa di più nel tempo — la batteria — resta fuori dall’estensione. È l’argomento più concreto a favore del blu che si possa portare, e non compare in nessuna delle classifiche in circolazione.

KickBack Control: l’unica funzione di sicurezza che conta davvero

Su un attrezzo che sviluppa 55 o 65 newton metro, la funzione di sicurezza che conta non è la luce LED né il freno motore: è la protezione antiritorno. Quando la punta si pianta in un travetto o in un tondino annegato nel muro, la coppia che l’attrezzo stava applicando alla punta si scarica tutta sull’impugnatura, e il polso è l’anello debole.

Come funziona un antiritorno

Il principio è lo stesso su tutti i marchi che lo implementano: un sensore inerziale a bordo — un accelerometro — misura la rotazione del corpo macchina. Se rileva una rotazione improvvisa dell’utensile attorno all’asse della punta, cioè esattamente ciò che succede quando la punta si blocca, l’elettronica taglia l’alimentazione al motore in una frazione di secondo, prima che la reazione arrivi al polso.

Bosch lo chiama KickBack Control. Makita, sui modelli che ne sono dotati, lo chiama AFT — Active Feedback sensing Technology — e lo descrive come un accelerometro di bordo che spegne il motore se la rotazione della punta si arresta all’improvviso. Il meccanismo è concettualmente identico: cambiano la taratura e i modelli su cui viene montato.

Chi ce l’ha, fra questi sei

Uno solo lo dichiara, e va detto chiaramente: il Bosch Professional GSB 18V-65, sulla cui scheda il costruttore evidenzia un KickBack Control disinseribile. Sul GSB 18V-45 la funzione non compare nella tabella dei dati tecnici. Sulle schede dei Makita DHP490, DHP489 e DHP484 l’AFT non è elencata.

Il fatto che sia disinseribile non è un dettaglio: su alcuni lavori ripetitivi con avvitamenti in battuta la protezione interviene quando non serve e diventa fastidiosa, e poter scegliere è meglio che subirla. Ma il valore sta nell’averla, e in questo confronto è la funzione che giustifica da sola la prima posizione.

Cosa il KickBack Control non fa

Non ti protegge dall’attrezzo che scivola, non sostituisce l’impugnatura laterale sui fori grossi, e non fa nulla se lavori con una punta smussata che scalda e si pianta gradualmente invece che di colpo: il sensore reagisce a una variazione brusca, non a una crescita lenta della coppia.

E non sostituisce la frizione. La frizione limita la coppia trasmessa in avvitamento, il KickBack Control interviene sul corpo macchina che ruota. Sono due dispositivi diversi che risolvono due problemi diversi, e su una foratura in modalità trapano la frizione è disinserita per definizione.

18 V o 12 V: quando il professionale piccolo è la scelta migliore

I 18 V non sono automaticamente la scelta giusta, e in questa fascia la tentazione di sovradimensionare è forte. La differenza vera fra le due tensioni non sta nella potenza di picco, ma nel peso che ti porti in mano tutto il giorno e nella dimensione dell’attrezzo negli spazi stretti.

Cosa fa un 12 V professionale e cosa no

Un 12 V professionale copre agevolmente fori fino a 20-25 mm nel legno e 8-10 mm nell’acciaio, che è la quasi totalità del montaggio, dell’arredamento e della piccola impiantistica. Pesa tipicamente fra 0,9 e 1,3 kg contro gli 1,5-2,5 kg di un 18 V con batteria, e la differenza si sente dopo la ventesima vite sopra la testa.

Non fa: fori grossi con punte a coclea, viti strutturali lunghe, percussione seria, e non regge una giornata piena di lavoro continuo senza cambi batteria frequenti. Se il tuo lavoro sta tutto nella prima lista, un 12 V professionale è un attrezzo migliore di un 18 V, non peggiore.

La lunghezza della testa è il numero che si sottovaluta

È il dato che divide gli attrezzi che entrano fra due montanti da quelli che non entrano, e in cantiere decide più acquisti dei newton metro. Bosch dichiara 175 mm di lunghezza testa sul GSB 18V-65 e 174 mm sul GSB 18V-45. Makita dichiara una lunghezza totale di 255 mm per il DHP490 e 261 mm per DHP489 e DHP484.

Attenzione, perché qui c’è una trappola: la lunghezza testa si misura dal mandrino al retro del corpo, la lunghezza totale include l’attacco della batteria. Sono due grandezze diverse e i costruttori non dichiarano sempre la stessa. Quando confronti due attrezzi su questo numero, controlla che il nome della voce sia identico, altrimenti stai confrontando due cose che non c’entrano fra loro.

Come abbiamo scelto questi sei

Sei modelli venduti su Amazon.it, tutti brushless da 18 V e tutti appartenenti alle gamme professionali dei rispettivi costruttori — non alle linee verdi, gialle o hobbistiche degli stessi marchi. La selezione nasce dal confronto delle schede tecniche ufficiali, dalla lettura delle condizioni di garanzia e di assistenza pubblicate dai costruttori e dall’incrocio con le recensioni verificate delle inserzioni.

I criteri, in ordine di peso

Primo: la piattaforma. Un modello entra solo se appartiene a un sistema con un catalogo ampio e una rete di assistenza italiana reale. È il criterio che pesa di più perché è l’unico irreversibile.

Secondo: la reperibilità dei ricambi. Preferiti i modelli per cui esistono esplosi consultabili e canali di ricambio identificabili. È il criterio su cui Bosch è, allo stato, il più trasparente dei tre.

Terzo: la coerenza fra dichiarato e configurazione. Un corpo macchina nudo non viene penalizzato in quanto tale, ma viene classificato per quello che è e messo in coda, perché serve a un pubblico più stretto.

Quarto: la sicurezza attiva. La presenza di un antiritorno dichiarato pesa, in questa fascia di coppia, più di qualunque accessorio in dotazione.

Quinto: la dotazione. Batterie, amperora, caricabatterie e valigetta contano, ma vengono dopo: sono la parte del pacchetto che puoi integrare in qualsiasi momento, mentre il sistema no.

Cosa non siamo riusciti a verificare

Tre cose, e le diciamo perché tacerle sarebbe peggio.

Il valore di coppia massima del DEWALT DCD778 non è stato possibile leggerlo su una pagina del costruttore effettivamente consultabile: le cifre che circolano provengono da distributori. Per questa ragione la colonna della coppia in tabella resta vuota per quel modello invece di riportare un numero di seconda mano.

La presenza di cuscinetti a sfere al posto delle bronzine non è dichiarata da nessuno dei tre costruttori sulle schede commerciali: si deduce dagli esplosi dei ricambi, che però non sono pubblici per tutti i modelli.

Infine, nessuno dei sei dichiara un grado IP. Le sigle proprietarie di protezione da polvere e acqua ci sono, la classificazione di norma no.

I sei avvitatori a batteria professionali, dal primo al sesto

Sei modelli ordinati per come tengono insieme sistema, dotazione, sicurezza attiva e trasparenza del costruttore. Non è una classifica di soli newton metro: il primo è quello che sbaglia meno cose per chi userà l’attrezzo tutti i giorni. Sotto ogni modello trovi a chi serve, cosa fa bene e cosa fa male.

1. Bosch Professional GSB 18V-65, il riferimento della fascia

È il modello che mette insieme le tre cose che in questa classifica contano di più: coppia da lavoro vero, un antiritorno dichiarato e disinseribile, e il sistema che pubblica la finestra di disponibilità dei ricambi. Bosch dichiara 31 Nm in materiale tenero e 65 Nm in materiale duro, con una coppia massima separata di 76 Nm, due velocità da 0-550 e 0-2.100 giri/min, 27.000 colpi/min in percussione e venti posizioni di frizione.

Il mandrino autoserrante copre da 1,5 a 13 mm, il corpo pesa 1,12 kg senza batteria e la testa misura 175 mm. Sono numeri che non hanno bisogno di commenti: è un attrezzo pensato per essere acceso otto ore al giorno.

Il KickBack Control è la ragione per cui sta in cima. Su un attrezzo che scarica 65 Nm su giunto duro, avere un accelerometro che stacca il motore quando la punta si pianta non è un accessorio: è la funzione che ti tiene il polso a posto il giorno in cui centri un tondino dentro un muro che credevi vuoto.

Il riferimento

Bosch Professional 18V System Trapano-avvitatore a batteria GSB 18V-65
1°In classificaLo usa per lavoro e non può permettersi che si fermi.
Il nostro voto

4,8/5

Bosch Professional 18V System Trapano-avvitatore a batteria GSB 18V-65

Sistema batteria
18 V Bosch Professional
Motore
brushless
Coppia
31 / 65 Nm
Velocità
0-550 / 0-2.100 rpm
Lunghezza testa
175 mm
Batterie
2 GBA da 4,0 Ah

Cosa fa bene

  • KickBack Control: se la punta si pianta, il motore si ferma prima del polso
  • Mandrino in metallo di precisione, non in plastica rinforzata
  • Due batterie da 4,0 Ah in confezione: una giornata di lavoro vera

Cosa fa male

  • Testa da 175 mm: nei sottopensili si fa fatica
  • Investimento serio se lo si usa una volta al mese
Vedi prezzo su AmazonSu Amazon.it · si apre in una scheda nuova

Il contro reale è la testa da 175 mm, che nei sottopensili e fra due montanti stretti si fa sentire. Per quello c’è il GSB 18V-45 più sotto, che è la stessa filosofia in un corpo più corto.

2. Makita DHP490RFX3, il kit che non ti lascia scoperto su niente

È la risposta giusta a una domanda precisa: parto da zero e voglio partire dentro un sistema professionale, non dentro una linea hobbistica. Il DHP490 è un brushless LXT che Makita dichiara a 65 Nm di coppia massima, 50 Nm su giunto rigido e 27 Nm su giunto elastico, con due velocità da 0-500 e 0-1.900 giri/min e percussione fino a 28.500 colpi/min.

Il corpo pesa 1,0 kg netto e misura 255 mm di lunghezza totale, il che lo rende il più corto dei tre Makita in confronto. La versione RFX3 aggiunge due batterie da 3,0 Ah, il caricabatterie e un set di accessori in valigetta.

Il valore vero di questa configurazione non sta negli accessori, che sono generalisti: sta nel fatto che ti mette dentro LXT con l’energia già in casa. Da lì in avanti ogni utensile Makita lo compri «solo corpo», ed è il punto in cui il sistema comincia a ripagarsi.

Il kit che non lascia scoperti

Makita DHP490RFX3 - Trapano avvitatore a percussione a batteria, 18 V/3,0 Ah
2°In classificaParte da zero ma vuole partire con un sistema professionale.
Il nostro voto

4,7/5

Makita DHP490RFX3 - Trapano avvitatore a percussione a batteria, 18 V/3,0 Ah

Sistema batteria
18 V Makita LXT
Motore
brushless
Batterie
2 da 3,0 Ah
Accessori
74 pezzi in valigetta

Cosa fa bene

  • Entra nel sistema LXT, il più diffuso nei cantieri italiani
  • Settantaquattro accessori: non serve comprare punte per mesi
  • Due batterie e caricatore già dentro

Cosa fa male

  • Batterie da 3,0 Ah: sui lavori pesanti finiscono prima delle 4,0 Ah
  • Il set di accessori è generalista, non professionale
Vedi prezzo su AmazonSu Amazon.it · si apre in una scheda nuova

Il limite da mettere in conto sono le batterie da 3,0 Ah: reggono bene l’avvitamento, ma su forature ripetute con punte grosse finiscono prima di quanto vorresti, e la terza batteria diventa un acquisto quasi obbligato.

3. Bosch Professional GSB 18V-45, il compatto che passa dove gli altri no

Stessa gamma blu, stesso sistema di batterie, corpo più corto e più leggero. Bosch dichiara 21 Nm in materiale tenero e 45 Nm in materiale duro, due velocità da 0-500 e 0-1.900 giri/min, 27.000 colpi/min, un mandrino in metallo da 13 mm, venti posizioni di frizione più due e un peso di 1 kg senza batteria.

I 45 Nm sono meno dei 65 del fratello maggiore, e su legno duro e viti lunghe la differenza si sente. Ma i 174 mm di testa e il chilo scarso di peso lo rendono l’attrezzo che finisci per prendere in mano più spesso, e su tutto il montaggio, il cartongesso e l’impiantistica leggera i 45 Nm non sono mai il limite.

Va detta una cosa in chiaro, perché è il motivo per cui non sta più in alto: sulla scheda tecnica di questo modello il KickBack Control non compare. È lo stesso sistema di batterie del primo classificato, ma non è lo stesso livello di sicurezza attiva.

Il compatto da cantiere

Bosch Professional 18V System Trapano avvitatore con percussione a batt. GSB 18V-45
3°In classificaLavora spesso in spazi stretti, fra montanti e sottotetti.
Il nostro voto

4,6/5

Bosch Professional 18V System Trapano avvitatore con percussione a batt. GSB 18V-45

Sistema batteria
18 V Bosch Professional
Motore
brushless
Coppia massima dichiarata
45 Nm
Velocità di rotazione
1.900 giri/min
Mandrino
metallo da 13 mm
Lunghezza testa
174 mm
Batterie
2 da 2,0 Ah

Cosa fa bene

  • Centosettantaquattro millimetri di testa: passa dove gli altri no
  • Mandrino in metallo da 13 mm, che trasferisce coppia senza slittare
  • Stesso sistema di batterie della gamma blu Bosch

Cosa fa male

  • Quarantacinque newton metro: sotto al GSB 18V-65 sul legno duro
  • Batterie da 2,0 Ah, da integrare se si lavora tutto il giorno
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Le batterie da 2,0 Ah in dotazione sono l’altra voce da mettere in conto: bastano per lavorare, non per lavorare tutto il giorno senza pensarci.

4. DEWALT DCD778D2T-QW, l’alternativa fuori dal duopolio

Ha senso in due casi: hai già batterie XR, oppure lavori in un ambiente dove il giallo è lo standard di squadra. Il DCD778 è un brushless a due velocità con trasmissione interamente in metallo dichiarata dal costruttore e quindici posizioni di frizione, e arriva con due batterie da 2,0 Ah, caricabatterie e valigetta TSTAK.

Il rotismo metallico non è un dettaglio da scheda: è la parte che su un attrezzo usato per lavoro cede per prima, ed è anche la riparazione che più spesso non conviene fare. Dichiararlo esplicitamente è un punto a favore.

Quindici posizioni di frizione sono meno delle venti dichiarate da Bosch. Nella pratica quotidiana la differenza è marginale — fra due scatti contigui non ci passa mai una vite — ma se lavori spesso su materiali teneri con viti a testa svasata, i passi più fitti aiutano.

L'alternativa americana

DEWALT Trapano avvitatore a percussione 18V XR Brushless, DCD778D2T-QW
4°In classificaHa già batterie DEWALT o vuole entrare in quel sistema.
Il nostro voto

4,6/5

DEWALT Trapano avvitatore a percussione 18V XR Brushless, DCD778D2T-QW

Sistema batteria
18 V DEWALT XR
Motore
brushless
Frizione
15 posizioni
Ingranaggi
interamente in metallo

Cosa fa bene

  • Ingranaggi completamente in metallo: è la parte che di solito cede per prima
  • Quindici posizioni di coppia, sufficienti per lavorare fine
  • Sistema XR con una gamma di utensili molto ampia

Cosa fa male

  • Meno posizioni di frizione dei concorrenti Bosch
  • La scheda non dichiara la coppia massima, quindi non è confrontabile a numeri
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Il limite di questo modello, in questa pagina, non è tecnico ma di trasparenza: la coppia dichiarata non è verificabile su una fonte del costruttore consultabile, e per questo la tabella qui sotto lascia quella cella vuota.

5. Makita DHP489Z, la coppia più alta del confronto, ma è solo il corpo

Questo è l’attrezzo per chi è già dentro LXT e vuole aggiungere un pezzo con più muscoli. Makita dichiara 110 Nm di coppia massima, 73 Nm su giunto rigido e 40 Nm su giunto elastico, due velocità da 0-550 e 0-1.800 giri/min, percussione fino a 27.000 colpi/min, foratura fino a 38 mm nel legno con punta a coclea, 13 mm nell’acciaio e 16 mm nella muratura.

Sono i valori più alti del gruppo, e sul giunto rigido — l’unico confronto legittimo — i 73 Nm battono i 65 Nm del Bosch di testa. Il corpo pesa 1,5 kg netto e misura 261 mm di lunghezza totale: è il più lungo dei sei, ed è il prezzo che paghi per quella coppia.

Sta in quinta posizione per una ragione sola, ed è la lettera finale del codice: la Z significa corpo nudo. Senza batteria e senza caricabatterie, questo attrezzo non si accende. Per chi ha già due batterie LXT sane è probabilmente il miglior acquisto della pagina; per chi parte da zero è il peggiore.

Il corpo macchina per chi ha già le batterie

Makita DHP489Z Trapano Avvitatore Percussione Batteria LXT 18V 110Nm 0-550/0-1.800 g/min
5°In classificaHa già il sistema Makita 18 V e vuole solo aggiungere un pezzo.
Il nostro voto

4,5/5

Makita DHP489Z Trapano Avvitatore Percussione Batteria LXT 18V 110Nm 0-550/0-1.800 g/min

Sistema batteria
18 V Makita LXT
Motore
brushless
Coppia
110 Nm max / 73 rigido
Velocità
0-550 / 0-1.800 rpm
Peso senza batteria
1,5 kg
Protezione
XPT, pioggia e polvere

Cosa fa bene

  • Settantatré newton metro su giunto rigido: la coppia più alta del confronto
  • XPT lo mette al riparo da pioggia e polvere di cantiere
  • Costa meno perché batterie e caricatore non sono inclusi

Cosa fa male

  • Senza batteria e caricatore: da solo non si accende
  • Ha senso solo se si è già dentro al sistema LXT
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L’altra cosa da sapere: sulla scheda di questo modello non è elencata l’AFT, l’antiritorno di Makita. Con 73 Nm su giunto rigido, è un’assenza che pesa più che sui modelli meno potenti.

6. Makita DHP484Z, l’ingresso nel sistema LXT

È il corpo macchina che serve a entrare in LXT mettendo il minimo sulla meccanica, e va valutato esattamente per quello. Makita dichiara un motore BL brushless, 65 Nm di coppia massima, 54 Nm su giunto rigido e 30 Nm su giunto elastico, due velocità da 0-500 e 0-2.000 giri/min, percussione fino a 30.000 colpi/min in seconda, un peso di 1,2 kg senza batteria e 261 mm di lunghezza totale.

Su carta è un attrezzo completo: i 54 Nm su giunto rigido coprono senza problemi montaggio, cartongesso, impiantistica e gran parte della carpenteria leggera. La percussione a 30.000 colpi/min in seconda velocità è la più alta del gruppo, anche se su questa specifica il numero conta meno della massa dell’attrezzo che spinge la punta.

Anche qui la Z finale dice tutto: corpo nudo. La differenza rispetto al DHP489 è che qui la coppia in meno si sente sui lavori pesanti, mentre il vantaggio è un corpo più leggero di trecento grammi.

L'ingresso al sistema LXT

Makita DHP484Z Avvitatore Con Percussione Batteria 18V Solo Corpo
6°In classificaVuole il marchio giapponese spendendo il minimo possibile.
Il nostro voto

4,3/5

Makita DHP484Z Avvitatore Con Percussione Batteria 18V Solo Corpo

Sistema batteria
18 V Makita LXT
Motore
brushless
Coppia
54 Nm giunto rigido
Dotazione
senza batteria

Cosa fa bene

  • Batterie intercambiabili con tutta la gamma Makita 18 V
  • Motore brushless anche sul modello di ingresso della gamma
  • Rete di assistenza capillare in Italia

Cosa fa male

  • Senza batteria e caricabatterie: il conto vero è più alto di quello che sembra
  • Cinquantaquattro newton metro su giunto rigido: il più basso del confronto
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Chiude la classifica non perché sia un attrezzo mediocre — non lo è — ma perché è il più specialistico dei sei: ha senso solo per chi ha già l’energia in casa e sa esattamente perché non gli serve più coppia di così.

Il confronto, riga per riga

Nella tabella la fascia è indicata a simboli: € è la parte più bassa del gruppo, €€ la mediana, €€€ la più alta. Sono posizioni relative fra questi sei modelli, non cifre. La coppia è riportata con l’indicazione del tipo di prova, perché senza quella l’informazione non è confrontabile.

Modello Piattaforma Motore Coppia dichiarata Batterie incluse Testa o lunghezza Fascia
Bosch GSB 18V-65 Bosch Professional 18V brushless 31 tenero / 65 duro Nm due da 4,0 Ah testa 175 mm €€€
Makita DHP490RFX3 Makita LXT 18V brushless 27 elastico / 50 rigido Nm due da 3,0 Ah totale 255 mm €€€
Bosch GSB 18V-45 Bosch Professional 18V brushless 21 tenero / 45 duro Nm due da 2,0 Ah testa 174 mm €€
DEWALT DCD778D2T DEWALT XR 18V brushless non verificata due da 2,0 Ah non dichiarata €€
Makita DHP489Z Makita LXT 18V brushless 40 elastico / 73 rigido Nm nessuna, solo corpo totale 261 mm €€
Makita DHP484Z Makita LXT 18V brushless 30 elastico / 54 rigido Nm nessuna, solo corpo totale 261 mm €

Come leggere la colonna della coppia

Confronta sempre due valori dello stesso tipo. I numeri di giunto rigido dei Makita e quelli di materiale duro dei Bosch misurano la stessa cosa e si confrontano fra loro: 73 del DHP489, 65 del GSB 18V-65, 54 del DHP484, 50 del DHP490, 45 del GSB 18V-45. Questa è la graduatoria vera della potenza in avvitamento.

I valori di coppia massima che compaiono nei titoli delle inserzioni — 110 Nm per il DHP489, 76 Nm per il GSB 18V-65, 65 Nm per il DHP490 e per il DHP484 — non stanno in questa tabella proprio per non incoraggiare il confronto sbagliato.

Perché la colonna della piattaforma pesa più di tutte

È l’unica colonna irreversibile. Le altre le puoi correggere: una batteria più capiente si aggiunge, un accessorio si compra, una testa lunga si aggira scegliendo un secondo attrezzo più corto. Il sistema no: cambiarlo significa buttare via tutto quello che hai accumulato attorno a quell’attacco.

Per questo la lettura corretta della tabella non è «qual è il numero più alto», ma: dentro quale colonna verticale voglio stare fra cinque anni? Trovata quella, la riga giusta dentro la colonna è quasi sempre evidente.

Batterie: amperora, tempi di ricarica e cosa comprerai dopo

La batteria è l’unico componente di un attrezzo a batteria che si consuma per certo, e l’unico su cui vale la pena fare un ragionamento prima di comprare. È anche il pezzo che, su due sistemi su tre, resta fuori dall’estensione di garanzia.

Cosa cambia fra 2,0, 3,0 e 4,0 Ah

Gli amperora misurano l’energia immagazzinata, cioè quanto lavoro fai fra due ricariche: a parità di tensione, una 4,0 Ah dura il doppio di una 2,0 Ah. Ma non è l’unico effetto. Una batteria più capiente ha più celle in parallelo, quindi eroga corrente con meno sforzo per cella, scalda meno e invecchia più lentamente sotto carichi pesanti.

Il rovescio è il peso e l’ingombro sotto l’impugnatura, che su lavori sopra la testa o in posizioni scomode conta parecchio. La configurazione più sensata per chi lavora è mista: una batteria compatta per il montaggio fine, una capiente per foratura e viti lunghe.

Bosch, dentro lo stesso attacco, distingue due famiglie: le GBA e le ProCORE18V, che il costruttore indica costruite su celle 21700 e più compatte e leggere a parità di amperora rispetto a una 18V standard. Sono intercambiabili, ma sulle applicazioni assorbenti la seconda famiglia è quella progettata per reggere.

Quanto ci mette davvero una ricarica

I tempi dichiarati sono un dato utile e verificabile. Con il caricabatterie GAL 18V-40 da 4 A, Bosch dichiara una ProCORE18V da 4,0 Ah all’80 per cento in 48 minuti e al 100 per cento in circa 65 minuti; una GBA da 4,0 Ah all’80 per cento in 48 minuti e una GBA da 2,0 Ah all’80 per cento in 24 minuti.

Il numero che conta nella pratica non è il 100 per cento, è l’80: è la soglia oltre la quale la carica rallenta per proteggere le celle, ed è il punto in cui, con due batterie che ruotano, rimetti l’attrezzo in mano. Due batterie e un caricabatterie veloce eliminano di fatto i tempi morti; una batteria sola li rende la parte più lunga della giornata.

Il caricabatterie è la parte che si compra una volta sola

È l’unico componente del sistema che compri davvero una volta, e per questo è quello su cui ha meno senso risparmiare. Un caricabatterie lento fa esattamente lo stesso lavoro di uno veloce, ma trasforma due batterie in una sola disponibile per gran parte della giornata.

Ed è anche il pezzo che rende sensato il «solo corpo»: chi ha già un caricabatterie rapido e due batterie in salute, ogni volta che aggiunge un utensile nudo sta comprando solo meccanica. È il modo in cui un sistema, dopo i primi due acquisti, comincia a lavorare a tuo favore.

Percussione, frizione e mandrino: le tre cose che userai ogni giorno

Sono i tre comandi che hai sotto le dita, e sono anche quelli su cui si concentrano più equivoci. Vale la pena essere netti su cosa fanno e su cosa non fanno.

La percussione di un trapano avvitatore non è un tassellatore

La percussione di questi attrezzi funziona per attrito fra due dischi dentati: quando spingi, i denti scavallano e generano migliaia di micro-colpi assiali. Sono colpi leggeri e numerosissimi — da 27.000 a 30.000 al minuto sui modelli qui confrontati — che aiutano la punta a mordere laterizio, blocchetti e intonaco.

Non è la stessa cosa di un tassellatore, che usa un martello pneumatico interno e produce pochi colpi molto energici, misurati in joule. La distinzione non è nostra: è normativa. La parte della serie EN 62841 che riguarda questi attrezzi è la EN 62841-2-1, «Prescrizioni particolari per trapani e trapani a percussione portatili», e nel suo campo di applicazione la norma dichiara esplicitamente di non applicarsi ai martelli rotativi, anche quando questi possono essere usati come trapani. Sono due famiglie di macchine separate anche agli occhi di chi scrive le regole di sicurezza.

Su calcestruzzo armato, quindi, un trapano a percussione consuma punte e batteria e fa poca strada. La regola pratica: forature fino a 10-13 mm in laterizio e muratura, la percussione basta e avanza; oltre, o su calcestruzzo, serve un altro attrezzo. Il confronto fra le due famiglie sta nella pagina sui migliori trapani a percussione.

La frizione serve a non spanare, non a limitare la potenza

La ghiera numerata davanti al mandrino imposta la coppia oltre la quale un innesto meccanico scavalla e smette di trasmettere rotazione alla punta. Serve a fermare la vite al filo del materiale invece di affondarla o spanarne la testa.

Venti posizioni contro quindici non cambiano la vita: cambia il passo fra uno scatto e l’altro, e conta solo se lavori spesso su materiali teneri dove la finestra utile è stretta. Quello che conta molto di più è ricordarsi che in modalità trapano — il simbolo della punta — e in modalità percussione la frizione è esclusa: tutta la coppia arriva alla punta, e quella è esattamente la condizione in cui un antiritorno serve davvero.

Il mandrino: metallo, 13 mm, autoserrante

Tutti e sei montano un mandrino autoserrante da 13 mm, che è lo standard di questa fascia e accetta praticamente qualunque gambo cilindrico. La differenza sta nei materiali: ghiera e ganasce in acciaio tengono la punta senza slittare quando la coppia sale, un corpo in tecnopolimero rinforzato alla lunga prende gioco e la punta comincia a girare a vuoto dentro il mandrino.

È anche la parte su cui la manutenzione paga di più, ed è banale: una goccia d’olio sulle ganasce ogni tanto, e soprattutto mai usare il mandrino come punto di presa per sollevare o trascinare l’attrezzo. La maggior parte dei mandrini che giocano non si sono consumati: sono stati maltrattati.

Domande frequenti sugli avvitatori a batteria professionali

Quanti newton metro servono per un trapano avvitatore professionale?

Fra 50 e 65 Nm misurati su giunto rigido coprono il lavoro professionale ordinario: montaggio, cartongesso, impiantistica, carpenteria leggera. Sotto i 45 Nm si fa fatica su legno duro e viti lunghe. Sopra i 70 Nm il limite diventa la reazione che l’attrezzo scarica sul polso, e per le viti strutturali conviene passare a un avvitatore a impulsi.

Che differenza c’è fra coppia su giunto rigido e su giunto elastico?

Sono due prove diverse. Il giunto rigido è la vite che arriva a battuta di colpo su un supporto che non cede; il giunto elastico è la vite in un materiale che si comprime, come il legno. Il primo dà sempre il valore più alto. Bosch li chiama materiale duro e materiale tenero. Vanno confrontati solo fra loro, mai incrociati fra tipi diversi.

Cosa vuol dire «solo corpo» o «body only»?

Che nella confezione c’è l’utensile e basta: niente batteria, niente caricabatterie, spesso niente valigetta. È la scelta giusta se hai già almeno due batterie sane di quel sistema, ed è la peggiore se parti da zero, perché l’attrezzo da solo non si accende. In casa Makita lo riconosci dalla lettera Z finale nel codice modello.

Le batterie Makita si possono usare su un utensile Bosch?

No. Bosch Professional, Makita LXT e DEWALT XR usano attacchi meccanici e protocolli elettronici diversi e non compatibili fra loro. Gli adattatori di terze parti esistono ma fanno decadere la garanzia e aggirano le protezioni elettroniche dell’utensile. L’unica compatibilità multimarca reale è AMPShare, costruita sul sistema Bosch Professional.

XPT di Makita corrisponde a un grado IP?

No. XPT è una designazione del costruttore per un insieme di guarnizioni e accorgimenti contro polvere e acqua. Il grado IP è invece una classificazione della norma IEC 60529, adottata in Europa come EN 60529, con due cifre e prove eseguite da laboratori accreditati. Sulle schede dei modelli qui confrontati nessun codice IP viene dichiarato, di nessun marchio.

Quanto dura la garanzia di un utensile professionale comprato con partita IVA?

Meno di quanto molti si aspettano. Nelle condizioni Makita Italia la garanzia è di 12 mesi per gli operatori professionali con partita IVA che acquistano con fattura, contro i 24 mesi dei consumatori che acquistano con scontrino. DEWALT dichiara una garanzia base europea di un anno. L’estensione gratuita a tre anni va registrata entro 30 giorni da Makita ed entro quattro settimane da Bosch e da DEWALT.

L’estensione di garanzia copre anche le batterie?

Dipende dal marchio, ed è la differenza meno nota fra i tre. Bosch Professional include esplicitamente batterie e caricabatterie nella registrazione dell’estensione. Makita le esclude, insieme ai caricabatterie e agli accessori in genere. DEWALT esclude batterie e caricabatterie salvo la linea PowerStack. Visto che la batteria è il componente che si degrada per primo, è un dato che vale la pena pesare.

Per quanti anni si trovano i ricambi di un trapano a batteria?

Bosch è l’unico dei tre a pubblicare un impegno: sul servizio ricambi online dichiara disponibilità per un massimo di 8-10 anni dalla fine della produzione, con disegni esplosi per ogni utensile e ricerca tramite il numero di serie a dieci cifre. Makita e DEWALT hanno reti di assistenza estese in Italia ma non dichiarano una finestra numerica equivalente.

Le fonti che abbiamo aperto

Le schede tecniche sono documenti dei costruttori, cioè di chi vende gli attrezzi che qui consigliamo: i valori riportati sopra sono sempre dichiarati dal costruttore, ed è anche per questo che li abbiamo confrontati fra loro invece di prenderli per buoni uno per uno.

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